Il Bofill Taller de Arquitectura, fino al 2022 Ricardo Bofill Taller de Arquitectura (RBTA), è uno studio di progettazione con sede in una fabbrica di cemento riconvertita a Barcellona, chiamata “La Fabrica”. El Taller si compone di un team di architetti, urbanisti, grafici ed economisti provenienti da più di venti paesi. Fino ad oggi, l'impresa ha più di mille progetti in quaranta paesi.

Creazione Ricardo Bofill fondò il Taller de Arquitectura nel 1963 creando una squadra di talenti provenienti da diverse discipline: architetti, ingegneri, pianificatori, sociologi, scrittori, cineasti e filosofi.Vincent Scully assesses the radical classicism of the Spanish architect's housing projects.Architectural Digest, v45, no.n4, 1988 April, pS59(3) (ISSN: 0003-8520) L'impresa ha recuperato il know-how caratteristico dell'architettura tradizionale catalana, proponendo spazi che sfidavano le norme culturali, sociali e architetturali dell'epoca. Ricardo Bofill Taller de Arquitectura ha voluto risolvere problemi urbanistici locali nel contesto politico e sociale spagnolo. Nel contesto dei metodi standardizzati e dell'utilizzo del Modernismo per la ricostruzione massiva dei piani urbani e di alloggi del secondo dopoguerra, il lavoro del Taller si differenzia dall'approccio basico come viene definito dal Congrès Internationaux d'Architecture Moderne (CIAM). Il bisogno di avvicinarsi a progetti di larga scala portò El Taller a concepire una metodologia tanto specifica quanto organica, basata sulla formazione geometrica degli elementi nello spazio. Ricardo Bofill Website

Personale chiave Ricardo Bofill Ricardo Bofill ha raggiunto nel 1963 l'impresa familiare, e ha creato il Ricardo Bofill Taller de Arquitectura. Sin dalla sua creazione ne è il direttore ed è il presidente dei numerosi uffici situati ovunque nel mondo. Nato nel 1939 a Barcellona, in Spagna, ha iniziato i suoi studi presso la Scuola di Architettura dell'Università di Barcellona ed è stato laureato alla Scuola di Ginevra. È membro onorario dell'AIA e ha ricevuto numerosi premi d'architettura in tutto il mondo. È inoltre autore di diverse opere tra cui Espaces d'une vie e L'Architecture des Villes.

Peter Hodgkinson Peter Hodgkinson è un architetto collaboratore che fa parte del Taller dal 1956. È nato in Inghilterra nel 1940 e si è laureato presso l'Architectural Academy a Londra. Vanta pubblicazioni in numerose riviste specializzate come AR, AD, Records e altre. Ha tenuto conferenze in Australia e in Sudafrica, oltre che in numerosi paesi europei. Il suo studio si è concentrato su tutte le fasciate della concettualizzazione del progetto architetturale. Nello specifico, ha maturato una grande esperienza nella risoluzione di problemi funzionali che implichino i flussi e la circolazione.

Jean-Pierre Carniaux Jean-Pierre Carniaux è un architetto che collabora con il Taller dal 1976. Fu il direttore dei vecchi uffici dell'Agenzia a New York City nel 1986. È nato in Francia nel 1951, ha studiato matematica presso l'Università di Parigi e architettura al Massachusetts Institute of Technology (MIT). I lavori di Jean-Pierre Carniaux degli ultimi quindici anni spaziano dal design del Teatro Nazionale di Catalunya, allo sviluppo a uso misto di 240 000 m² per il quartiere Antigone di Montpellier, dalla sede di Shiseido a Tokyo al design delle bottiglie di profumo per Christian Dior. Parfums Christian Dior Headquarters

Ha partecipato alla progettazione del nuovo aeroporto di Barcellona, di un grattacielo di cinquanta piani a Chicago, e di un Palazzo dei Congressi a Madrid. Il suo lavoro l'ha portato a Mosca, Tokyo, New York, Montreal, Parigi e molte altre città francesi.

La Fabrica

La trasformazione della fabbrica in uno studio d'architettura applica un processo di distruzione come forma di creazione dello spazio. Numerosi elementi e strutture della vecchia zona industriale sono stati demoliti, facendo riapparire vecchie forme nascoste.

Quello che resta è una miscela ibrida di Memoria e di Futuro.”Memory-Future". Ricardo Bofill Taller de Arquitectura. Brescia, Punto Grafico s.d, 1993. Dagli otto silos rimasti sono stati ricavati uffici, archivi, un laboratorio di modelli, una libreria, una sala di proiezione e uno spazio gigantesco conosciuto come “La Cattedrale”, la quale è utilizzata per mostre, concerti ed eventi culturali legati alle attività professionali dell'architetto.

Dopo aver definito gli spazi, liberandoli dal cemento e circondandoli da un nuovo paesaggio, la tappa successiva è stata inventare un nuovo programma per l'utilizzo di questi spazi. Il progetto è una negazione pratica del funzionalismo: la funzione non ha creato la forma, ma ha dimostrato che ogni spazio può essere utilizzato per quello che l'architetto desidera.

Il progetto di rinnovazione ha incorporato diversi linguaggi architetturali; il neogotico Catalano ed elementi del Surrealismo che riflettono il passato industriale dell'edificio.

Oggi, “La Fabrica” è adibita a spazio di lavoro per El Taller: uffici e open space, zone di riunione ritirate e una residenza privata per Ricardo Bofill, il tutto circondato da numerosi giardini.

Approccio Approccio generale La metodologia di design specifica dell'impresa, formalizzata negli ultimi cinquant'anni, si concentra sul dialogo tra l'architetto, gli sviluppatori e i partner locali. Bofill rivendica che coinvolgendo tutte le parti interessate durante il processo, dall'inizio fino alla finalizzazione, i lavori di El Taller saranno definiti dai bisogni e desideri di quelli che li abitano. La metodologia singolare permette a El Taller di approcciare i progetti, siano essi di piccola o larga scala, con lo stesso rigore.“Ricardo Bofill Taller de Arquitectura : Towards a Human Vernacular.” By Borges, Sofia. Berlin, Germany 2013.

Un tema costante influenza il lavoro del Taller di Arquitectura di Ricardo Bofil, indipendentemente dal luogo, dal decennio o dalla tipologia – quello che l'impresa stessa chiama la “Memoria-Futuro”. Il suo lavoro è disegnato ispirandosi al passato, facendo riferimento alle storie locali, alle composizioni classiche, e/o ai metodi di costruzioni tradizionali, immaginando e innovando dal punto di vista stilistico ed editoriale per soddisfare i bisogni e i desideri della comunità che abiterà gli spazi. Il presente, la concezione di questi spazi, si trova tra l'introspezione e la prospezione – Memoria-Futuro.

L’utilizzo di una prospettiva storica nel suo approccio al design permette al team di avere un’analisi continua e un’interpretazione di una data cultura e della sua eredità culturale. In contrasto ai modelli di planning urbani Socialisti e di Le Corbusier urbanism, Il Ricardo Bofill Taller di Arquitectura propone un modello di città Mediterranee: questo è definito da una rete di spazi pubblici che collegano strade e piazze proporzionalmente normalizzate.

Nel suo libro “Spazi di una vita” Ricardo Bofill scrive, “ è essenziale recuperare la disciplina sviluppata durante la progettazione delle città del Risorgimento. Personalmente, sostegno una strategia di crescita urbanistica controllata, organizzata e correttamente pianificata (…) il mio coinvolgimento è sempre stato guidato dagli stessi principi – avere una città in linea con le idee di Ildefons Sardà, ingegnere civile che ha concepito lo stupendo quartiere di Barcellona dal pattern a scacchiera, conosciuto sotto il nome dell'Eixample. L'estensione urbana deve avere i suoi limiti e non deve, sotto il pretesto della continuità, annettere altre città. Il design urbano deve essere reintrodotto in quartieri esistenti isolando, preservando e rinnovando certe zone, trasformandole in vere comunità con centri commerciali, piazze, strade, facciate e ovviamente, limiti.”“Espaces d'une vie” by Ricardo Bofill andJean-Louis André. Paris, Editions Odile Jacob, 1989.

La ricorrenza di città, a utilizzo-misto nei loro lavori, con quello che l'impresa chiama “urbanismo integrato”, sottolinea la forte convinzione di El Taller che una città appartiene ed è condivisa in modo equo tra tutte le classi socio-economiche.

Gli anni '60 e '70 (Regionalismo critico) I lavori più vecchi di El Taller sono caratterizzati da un'architettura vernacolare, facendo riferimento alla tradizione catalana. È così anche la residenza ibizenca di Bofill, posizionata vicino al mare, è caratterizzata dall'utilizzo di materiali e metodi di costruzione locali: questa strategia architetturale applica una logica geometrica nell'organizzazione degli elementi nello spazio. Sviluppato prima in modo teorico con il progetto "La ville dans l'espace", l'approccio formale ha trovato la sua manifestazione concreta nel 1975 con la costruzione di un insieme residenziale sovvenzionato, Walden 7. Il complesso di appartamenti comprende quattordici piani con quattrocentoquarantasei appartamenti che ne massimizzano la scala e la complessità. In un articolo per Architectural Design, Vincent Scully descrive Walden 7 come un edificio barbaramente espressionista “mezzo Gaudì, mezzo Archigram”.“Vincent Scully assesses the radical classicism of the Spanish architect's housing projects.” Architectural Digest, v45, no.n4, 1988 April,pS59(3) (ISSN: 0003-8520) I moduli di appartamenti in serie, dotati di micro terrazze private connesse attraverso cortili interni molto ampi, avevano lo scopo di ripensare le case popolari.

Il Castello di Kafka è localizzato a Sant Pere de Ribes in Spagna ed è stato concepito nel 1968 ed è un omaggio a Franz Kafka. Invece di sviluppare il progetto con un sito, una pianta e un contesto, Bofill ha preferito applicare una serie di equazioni matematiche che hanno generato le posizioni dei novanta alloggi così come la posizione dell'edificio. Anche se il castello di Kafka conserva delle similitudini con i blocchi d'appartamenti tipicamente spagnoli, il disegno di questo complesso d'appartamenti è molto differente. Dei cubi prefabbricati sono assemblati secondo due equazioni matematiche che generano la loro posizione in relazione con una torre di circolazione verticale.

Muralla Roja, creata nel 1973, continua la ricerca sulla manifestazione organica della forma, imposizione di definiti criteri e condizioni, e il sito. Il colore definisce ogni funzione strutturale, servendo da segnaposto tectonico per il labirintico edificio. Nonostante il suo estetismo perfetto, Muralla Roja è un riferimento chiaro alle radici architetturali mediterranee, in particolare alle torri di ghiaia nordafricane e alle Casbah.

Il prototipo sperimentale Xanadu riflette la teoria della squadra di una città-giardino nello spazio. L'edificio vuole rappresentare un castello, manifestandosi sotto la forma della roccia Peñon di Ifach localizzata in prossimità. Il modulo possiede dettagli d'architettura locale, rampe curve ed elementi del tetto che sintetizzano i principi modernisti con l'estetica tradizionale.

All'inizio degli anni 1970, El Taller inizia a collaborare con il governo Algerino sui temi dell'urbanistica e dell'alloggio. Questo giovane lavoro in Algeria culmina due anni dopo con la costruzione del progetto del villaggio agricolo Houari Boumédienne, nella parte sud-est del paese.

Gli anni 1970 e 1980 (Il classicismo moderno)