Il succiamele del cardo (Orobanche reticulata Wallr., 1825) è una pianta parassita, appartenente alla famiglia Orobanchaceae.

Etimologia Il nome generico (Orobanche) deriva da due termini greci òrobos (= legume) e anchéin (= strozzare) e indicano il carattere parassitario di buona parte delle piante del genere di questa specie soprattutto a danno delle Leguminose (nell'antica Grecia questo nome era usato per una pianta parassita della "veccia" - Vicia sativa). L'epiteto specifico (reticulata) indica la presenza sul fiore di vistose venature reticolate..

Il binomio scientifico della specie è stato definito dal botanico germanico Karl Friedrich Wallroth (1792 - 1857) nella pubblicazione "Orobanches Generis Diaskeue [romanized] ad Carolam Mertensium. Francofurti ad Moenum : F. Wilmans. - 42. 1825" del 1825.

Descrizione Queste piante sono alte da 2 a 4 dm (massimo 8 dm). La forma biologica è terofita parassita (T par), sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. In questa specie sono presenti anche piante con forme biologiche perenni tipo geofite parassite (G par), sono piante provviste di gemme sotterranee e radici che mostrano organi specifici per nutrirsi della linfa di altre piante. Inoltre non contengono clorofilla per cui nel secco si colorano di bruno....

Radici Le radici sono fascicolate e si diramano da un bulbo o rizoma centrale. Nella parte finale sono provviste di austori succhianti che parassitano l'apparato radicale delle piante ospiti. Fusto La parte aerea del fusto è eretta e semplice (non ramosa), angolosa e subglabra. Gli scapi terminali sono sempre fioriferi (mai sterili). Foglie Le foglie sono ridotte a delle squame spiralate ed hanno delle forme lanceolate. Dimensione delle foglie: larghezza 4 – 6 mm; lunghezza 15 – 25 mm. Infiorescenza

Le infiorescenze è a forma di spiga o racemo interrotto (i fiori sono distanziati) mentre l'apice è tronco. Le brattee dell'infiorescenza sono del tipo triangolare. Dimensione dell'infiorescenza: larghezza 3 – 4 cm; lunghezza 8 – 16 cm. Dimensione delle brattee: larghezza 4 – 5 mm; lunghezza 11 – 13 mm. Fiore I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (del tipo bilabiato), tetrameri, ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (la corolla è a 5 parti, mentre il calice anch'esso a 5 parti spesso è ridotto). In questa specie i fiori alla base sono avvolti da 3 elementi: in posizione centrale è presente una brattea; su entrambi i lati è presente una lacinia calicina profondamente bifida (non sono presenti le bratteole). Lunghezza totale del fiore: 18 – 25 mm.

Formula fiorale: X, K (4/5), [C (2+3), A 2+2], G (2), (supero), capsula

Il calice è gamosepalo a 3 parti, ossia quattro sepali saldati 2 a 2 tipo lacinie ben separate o collegate alla base, più una brattea centrale. Dimensione del calice: 7 – 12 mm. La corolla, di tipo personato, è simpetala e consiste in un tubo cilindrico terminante in un lembo bilabiato; dei due labbri quello superiore è bilobo, mentre quello inferiore è trilobato con lobi subuguali; i bordi dei lobi sono crenati. La superficie della corolla è subglabra, ed è colorata di rosso-purpureo con tonalità più scure sul dorso e all'apice; internamente è opaca. Dimensione della corolla: 18 – 22 mm. L'androceo possiede quattro stami didinami (due grandi e due piccoli). I filamenti sono glabri e sono inseriti a 2 – 3 mm dalla base della corolla. Le antere, glabre, sono disposte trasversalmente e sono provviste di due logge più o meno uguali. Le sacche polliniche hanno l'estremità inferiore a forma di freccia. Gineceo: l'ovario è supero formato da due (o tre) carpelli ed è uniloculare; le placente sono due o quattro di tipo parietale, a volte unite al centro e portanti un numero molto elevato di ovuli. Lo stilo è del tipo filiforme; lo stigma è capitato o del tipo a 2 - 4 lobi ed è colorato di purpureo. Fioritura: da maggio a luglio (settembre). Frutti Il frutto è una capsula loculicida a forma più o meno ovoidale. I semi, molti e minuti dalle dimensioni quasi microscopiche, contengono un embrione rudimentale indifferenziato e composto da poche cellule; sono colorati di nero. Lunghezza della capsula: 7 – 12 mm.

Biologia Parassitismo Queste piante non sono in grado di effettuare la fotosintesi clorofilliana per cui possiedono organi specifici per nutrirsi della linfa di altre piante. Le loro radici infatti sono provviste di uno o più austori connessi alle radici ospiti per ricavare sostanze nutritive. Inoltre il parassitismo di Orobanche reticulata è tale per cui anche i semi per germogliare hanno bisogno della presenza delle radici della pianta ospite; altrimenti le giovani piantine sono destinate ad una precoce degenerazione.

In genere questa pianta è parassita delle specie dei seguenti generi: Carduus, Cirsium, Carlina (famiglia Asteraceae) e Scabiosa, Knautia (famiglia Dipsacaceae) .

Riproduzione Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Centro Europeo o anche Eurosiberiano.In Italia è una specie rara ed ha una distribuzione discontinua su tutto il territorio comprese le Alpi. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia (dipartimenti di Hautes-Alpes, Alpes-Maritimes, Drôme, Savoia e Alta Savoia), in Svizzera (cantoni Berna, Vallese, Ticino e Grigioni), in Austria (Länder del Vorarlberg, Tirolo Settentrionale, Tirolo Orientale, Salisburgo, Carinzia, Stiria, Austria Superiore e Austria Inferiore) e in Slovenia. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nei Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi. Nel resto dell'Europa è presente ovunque. Si trova anche in Transcaucasia, in Anatolia e nel Magreb occidentale. Habitat: l'habitat tipico per queste piante sono le zone nelle quali sono presenti le piante ospiti (vedi paragrafo "Biologia"); ma anche i ghiaioni, le pietraie, i ruderi, le praterie rase, i prati e i pascoli dal piano montano a quello subalpino. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere umido. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 500 fino a 1500 ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano e subalpino. Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico Orobanche reticulata appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche Classe: Festuco-Brometea. Ma anche: Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite Classe: Elyno-Seslerietea variae Ordine: Seslerietalia variae Alleanza: Seslerion variae. Tassonomia La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981) assegnava il genere Orobanche alla famiglia Scrophulariaceae, mentre la moderna classificazione filogenetica (classificazione APG IV) lo assegna alla famiglia Orobanchaceae.

Le Orobanchaceae sono una famiglia abbastanza numerosa, suddivisa in 7 tribù, 100 generi e circa 2000 specie distribuite in tutti i continenti. Il genere Orobanche appartiene alla tribù Orobancheae e comprende oltre 200 specie, circa 40 delle quali sono presenti nella flora italiana.

La classificazione del genere Orobanche è problematica in quanto le varie specie differiscono una dall'altra per piccoli caratteri soprattutto nella forma del calice-corolla e per i vari colori delle parti floreali che presto tendono al bruno appena la pianta "entra" nel secco. Molte specie hanno una grande specificità dell'apparato radicale per cui una possibile distinzione è possibile tramite l'individuazione della pianta parassitata (vedi il paragrafo "Biologia").

Filogenesi Secondo una recente ricerca di tipo filogenetico la famiglia Orobanchaceae è composta da 6 cladi principali nidificati uno all'interno dell'altro. Il genere Orobanche si trova nel terzo clade (relativo alla tribù Orobancheae) insieme ai generi Boschniakia C. A. Mey. ex Bong. 1833, Cistanche Hoffmans. & Link 1809, Conopholis Wallr.1825, Epifagus Nutt. 1818, Eremitilla Yatsk. & J. L. Contr., 2009, Kopsiopsis (Beck) Beck 1930, Mannagettaea Harry Sm., 1933. Orobanche è monofiletico e rappresenta il core del clade ed è “gruppo fratello” del genere Mannagettaea e quindi di tutto il resto del gruppo.

All'interno del genere Orobanche la specie Orobanche reticulata appartiene alla sezione Orobanche L. caratterizzata soprattutto dalla forma del calice a tre parti ossia quattro sepali saldati 2 a 2 tipo lacinie ben separate o collegate alla base, più una brattea. L'altra sezione presente in Italia (Trionychon Wallr.) è caratterizzata dal calice diviso in 5 parti: in posizione centrale è presente una brattea, mentre su entrambi i lati sono presenti una bratteola lineare e una lacinia calicina profondamente bifida.

Sottospecie Sono note le seguenti sottospecie: Orobanche reticulata subsp. reticulata Orobanche reticulata subsp. agigensis Rätzel & Uhlich

Sinonimi Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Orobanche platystigma subsp. reticulata (Wallr.) P. Fourn. Orobanche antirrhina Reut. Orobanche carlinoidis Miégev. Orobanche chrysacanthi Maire Orobanche deucalion Rchb. f. Orobanche leucantha Griseb. Orobanche pallidiflora Wimm. & Grab. Orobanche platystigma Rchb. Orobanche procera W. D. J. Koch Orobanche platystigma subsp. pallidiflora (Wimm. & Grab.) P. Fourn. Orobanche reticulata subsp. pallidiflora (Wimm. & Grab.) Hayek Orobanche reticulata subsp. procera (W. D. J. Koch) Dostál

Note

Bibliografia

Voci correlate Specie di Orobanche

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Collegamenti esterni Orobanche reticulata IPNI Database Orobanche reticulata EURO MED - PlantBase Checklist Database

Categoria:Orobanchaceae Categoria:Taxa classificati da Karl Friedrich Wilhelm Wallroth Categoria:Taxa descritti nel 1825