Ficarazzi (li Ficarazzi in ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.
Geografia fisica Clima Classificazione climatica: zona B, 791 GG.
Storia Il nome deriva dal latino Ficaratium, denominazione di un casale posto presso la foce del fiume Eleuterio, a poca distanza dall'attuale centro abitato. Furono i Greci a dare il nome al vicino fiume Eleutheros, che significa «libero». Fakarazz è il nome arabo di Ficarazzi, dal significato di «eccellente». Il primo a credere nella zona fu il viceré Pietro Speciale, il quale impiantò le piantagioni di canna da zucchero e fece costruire la torre e il primo insediamento rurale. Nel corso dei secoli successivi la proprietà del feudo passò sotto varie mani, tra le quali la famiglia Chiaramonte che aveva un grosso feudo venduto nel XIV secolo.
Nel 1648 la zona passò sotto il controllo dei Padri Teatini, che lo mantennero in feudo per quasi un secolo. Nel 1733 il feudo venne acquistato dal principe Giardina, che si occupò della sistemazione dell'agglomerato urbano, e la zona venne bonificata e ripopolata. La famiglia Giardina mantenne il dominio sulla città fino all'unità d'Italia. Venne riconosciuto ufficialmente come Comune nel 1750. Negli anni si è andato sviluppando grazie alla vicinanza di Palermo.
Sulla nobiltà della famiglia Giardina (Baroni di Santa Ninfa, Marchesi di S. Caterina e Principi di Ficarazzi), Giardina Cannizzaro Giannone di Palagonia, Giardina Cannizzaro Platamone di Belmurgo, Giardina Cannizzaro di Larderia e Giardina Naselli di Gela, nel Mugnos e nel Villabianca troviamo ricordato come ceppo di questa nobile famiglia un Luigi Arias Giardina, primo acquistatore della baronia di S. Ninfa in val di Mazzara 1615. Fu egli poi primo marchese della suddetta terra nel 1621, governatore del monte di Pietà di Palermo 1627, e fu uno de' più generosi e ragguardevoli benefattori, dello spedale civico di detta città, perocché nel 1621 gli lasciò in assegno onze tremila annue pari a lire 38250. Gli succede nel 1630 la figlia Orsola, essendo stata per testamento preferita al primogenito Diego, poiché questi era stato preventivamente (1614) dotato dal padre coll'appannaggio del feudo e baronia di Gibellini. Sposò ella un Mario Bellacera alias Cangialosi; però Simone di lei figlio mutò il cognome e le armi in Giardina coll'investitura del 1627; fu governatore della compagnia della Carità di Palermo 1632.
Altro Simone figlio di Giuseppe fratello del precedente fu principe di Monteleone 1671, dopo essere stato governatore della compagnia della Pace 1667, e capitano giustiziere di Palermo 1670. Morta anch'egli senza figli gli succede il fratello Pietro Giardina Bellacera investito 1685; a cui il figlio Giuseppe che deluso di successori maschi lasciò erede la sorella Eleonora. Costei non potendo a causa di litizio sostenere tale successione ne fu invece investito 1703 Luigi Gerardo Giardina e Lucchese, barone delli Gibellini, che si fece riconoscere legittimo discendente ed erede del primo acquirente Luigi Arias Giardina suddetto, acquistò egli inoltre lo stato e terra delli Ficarazzi elevandolo a principato nel 1733, ed in detto anno fu governatore della compagnia della Pace di Palermo. Diego figlio del precedente investito 1739, fu capitano giustiziere 1748; e per la moglie Emilia Grimaldi e del Castrone, figlia di Giulio principe di S. Caterina erede delle cennate due ultime famiglie, aggiunse al suo casato il principato suddetto di S. Caterina, non che le baronie di Risicalla e Carranciara, i di cui titoli oggi per legittima successione sono pervenuti alla famiglia Grimaldi barone di Geracello. Arma: d'argento, con l'albero sradicato di verde. Corona di principe. Sul ramo Cannizzaro e Giardina il Mugnos e il Villabianca diconci ch'essa è famiglia oriunda catalana trasferita in Sicilia da un cotal Tommaso Cannizzaro a' servigi di rè Pietro I, da cui ottenne la castellania di Terranova in feudo. I suoi discendenti furono gentiluomini del real palazzo di Pietro II. Un Bernardo ebbe da rè Martino alcune terre in perpetuo nel territorio di Calatabiano 1396; si casò in Catania, ove fondò la sua famiglia; ma in prosieguo essa per ragione di matrimonio passò in Noto, in Siragusa e in Palermo. In Catania e in Palermo fondarono gli stati e le terre dette di Ficarazzi, nell'agro di Palermo, col titolo di baroni di Palagonìa, Signori di Grasso e Siciliano e nell'agro di Acicastello ove nobilmente vissero col titolo di baroni di Ravagliuso, di Rigilosi e di Stafenda. Un Giovanni fu giurato di Noto 1542; un Mario occupò l'ufficio di Reggente presso il re; un Francesco fu giudice della R. G. Corte di Catania; e fra baroni del secolo XVII furonvi quelli di Castelluzzo e di Passaneto appartenenti ad un ramo abitante in Vizzini; un altro Francesco fu duca di Belmurgo 1689, essendo stato governatore della nobile compagnia de Bianchi di Palermo nel 1688, come attesta il Villabianca, che s'annesta al ramo Giardina di Ficarazzi per nozze maritali ad Anna Moncada Paternò e Cannizzaro; altro ramo prende da Elisabetta Cannizzaro, minore di Don Antonino Cannizzaro e La Piana, andata in isposa a Don Giovan Battista Guccia e Bonomolo. In fine commendasi un Baldassare più volte giudice della R. G. Corte e del Concistoro; un Giuseppe, un Nicolo ed un Pietro valenti letterati encomiati dal Mongitore. Arma: diviso, nel 1° d'azzurro, con due stelle d'oro; nel 2° di rosso, con tre sbarre d'oro. Corona di barone.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone del comune di Ficarazzi sono stati concessi con DPR del 22 ottobre 1987.
Lo stemma è così descritto dallo statuto comunale:
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Sant'Atanasio: venne edificata nel 1722 per volere dell'arcivescovo di Palermo e del marchese di Santa Ninfa. Risulta essere la più antica parrocchia edificata nel comune di Ficarazzi e attualmente funge da chiesa madre. La chiesa, di stile semplice e lineare, è composta da una sola navata abbastanza ampia, contornata da quattro cappelle per lato. Al suo interno sono presenti preziosi reperti, tra cui un crocifisso ligneo del XVI secolo attribuito a Fra' Umile da Petralia. Il prezioso simulacro del SS. Crocefisso, patrono del paese, è chiamato dai ficarazzesi Delle Grazie in segno di riconoscenza per le intercessioni e le guarigioni operate nel corso dei secoli. La navata è molto ampia ed è delineata ai lati da cappelle, quella a destra è dedicata alla Madonna del Carmelo, a Sant'Anastasio, il cui altare è stato privilegiato in perpetuo da Pio VI, a San Francesco d'Assisi e all'Addolorata. Altre cappelle si trovano a sinistra e sono dedicate a S. Giuseppe ed al Crocifisso delle Grazie. Sulla facciata il portale in pietra locale è sormontato da un rosone. In tempi recenti è stata arricchita da un orologio, da un campanile e da una guglia in rame e ottone. Chiesa di San Girolamo: menzionata nel Settecento da Mongitore come chiesa dei Padri Chierici Regolari. Venne ricostruita e ingrandita intorno al 1750, con navata unica, e donata da Diego Giardina e Massa, principe di Ficarazzi, alla Congregazione delle Anime Sante, che la resse sino al 1902. Cadde per alcuni anni in abbandono, per venire poi restaurata ed elevata a parrocchia indipendente nel 1932. Nel 1941 venne costruito l'attuale campanileFrancesco Lo Piccolo, In rure sacra, Le chiese rurali dell’agro palermitano dall’indagine di Antonino Mongitore ai giorni nostri. Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti, Palermo, 1995. L’altare maggiore reca un paliotto in legno dorato ad architetture del XVIII secolo, raffigurante un'Immacolata fra sante. Sull'altare, un tempo recante un quadro dell’Assunta, patrona del paese, si può oggi vedere una tela settecentesca raffigurante la Madonna del Rosario con S. Domenico ai piedi. In tempi recenti, vi è stata installata una porta scolpita in bronzo di Vincenzo Gennaro. Chiesa Madonna della Sicilia: edificata intorno al 1980 sul lungomare ficarazzese per forte volere spirituale di Padre Giuseppe Passamonte (Parroco storico della comunità di Ficarazzi), con l'intento di raccogliere in preghiera tutti i villeggianti che stagionalmente popolavano la cittadina nelle zone balneari. La chiesa si compone di un'unica navata ed è arricchita nel suo perimetro da vetrate colorate raffiguranti i Santi, e frontalmente, sopra al tabernacolo è raffigurata la vetrata della Madonna che abbraccia la Sicilia come a custodirla da ogni male generato dall'uomo, e in particolare dalla mafia che ha percosso i cuori di tanti siciliani.
Architetture civili Palazzo Giardina: detto comunemente Castello è il principale monumento di Ficarazzi. Si tratta di una torre altomedievale del V secolo attorno alla quale sorse il primo agglomerato del paese. Recintata e addossata ad esso è la Chiesa dell'Ascensione. La torre inizialmente fu pensata per la difesa contro gli attacchi pirateschi. Nel 1727 una ristrutturazione ne stravolse completamente la funzione trasformandola in dimora principesca: venne costruita una grande scalinata con scenografiche balaustre sopra le quali sono presenti acroteri collega il Castello alla sede stradale posta su un diverso livello. I lavori furono completati nel 1730. A partire dal 1812, quando la funzione difensiva era ormai inutile, i saloni della dimora furono allargati e decorati, vennero inoltre aperte nuove finestre e costruiti balconi. La costruzione è comunemente attribuita a Pietro Speciale, Pretore di Palermo, al quale si deve la costruzione dell'omonimo palazzo ora denominato Raffadali in Piazzetta Speciale. La trasformazione in residenza, quasi una villa, sul modello di quelle che sorgevano contemporaneamente a Bagheria, con la costruzione della scalinata e la eliminazione degli elementi militareschi, si deve a Luigi Giardina e Massa Grimaldi, Marchese di Santa Ninfa, figlio di Elisabetta del Castrone, insignito del titolo di Principe di Ficarazzi da Filippo V di Spagna. Estinto il ramo principale della famiglia Giardina, l'edificio passò ai discendenti Giardina Naselli e Giardina Cannizzaro e fu poi venduto al Commendatore Macchiarella che lo donò alle Suore Teatine. Acquedotti: due ponti ad archi che attraversavano i vari avvallamenti del terreno trasportando acqua da una fonte che dista circa 15 chilometri dai ponti stessi. Il primo fu costruito nel XV secolo e composto da nove archi, convogliava l'acqua fino alle coltivazioni di canna da zucchero situate a breve distanza, il secondo ponte invece fu fatto costruire dal principe Giardina nel XVII secolo per trasportare acqua nei propri poderi. Villa dei Caduti: nota anche come Parco della rimembranza venne costruito nel 1932 presso una piazza denominata Largo Torre. A fianco di un piccolo monumento una lapide riporta incisi i nomi dei caduti ficarazzesi. Villa Merlo Baglio Quattrociocchi: una costruzione di tipo agricolo in stile severo risalente al XVII secolo. Villa Grasso Cannizzaro Giardina: alla fine della Via Sammartino, sulla sinistra, in Fondo Grasso. È un edificio della fine del Seicento con scalone a doppia rampa costruito sul modello delle ville palermitane della Piana dei Colli e di Bagheria. Bene dotale di Maria Carolina Grasso Vernengo andata in sposa al Principe Giuseppe De Spuches di Galati, e da questi ceduta al cognato, il Barone Antonino Giardina Cannizzaro. Profondamente compromessa da insensati interventi edilizi nel secondo Novecento, ha subito la mortificazione della trasformazione del grande giardino di accesso in direzione del mare in zona residenziale estiva con la costruzione di edifici che opprimono la vista originale sul golfo di Palermo.