Successe al fratello Leonello d'Este il 1º ottobre 1450 come signore di Ferrara.

Nel 1453 venne nominato Conte di Rovigo dall'imperatore Federico III d'Asburgo..

Biografia Duca di Modena e Reggio

Borso il 18 maggio 1452 ricevette il titolo di duca di Modena e Reggio dall'imperatore Federico III d'Asburgo.

L'incontro avvenne durante un ricevimento in occasione del matrimonio tra Bartolomeo Pendaglia e Margherita Costabili che venne festeggiato in una delle più sontuose dimore patrizie estensi di quel periodo, Palazzo Pendaglia.

Politica e vita di corte La sua politica fu sempre incentrata sul tentativo di espandere lo stato estense e di nobilitare la famiglia d'Este. In questa ottica va vista la sua volontà di ottenere il titolo ducale per i suoi possedimenti. In politica estera fu molto vicino alla Repubblica di Venezia e avverso sia a Francesco Sforza che alla famiglia dei Medici per vecchie ruggini che consistevano nel tentativo di Filippo Maria Visconti, ultimo duca di Milano della famiglia Visconti di far succedere un estense nella città lombarda. Questi dissidi portarono alla vana battaglia della Riccardina che non ebbe né vincitori né vinti.

La corte di Borso fu il centro della Scuola ferrarese di pittura, cui appartennero Francesco del Cossa, Ercole de' Roberti, Cosmè Tura e Antonio Marescotti.

Nella tradizione successiva (come per esempio nell'Orlando furioso dell'Ariosto) Borso venne visto come sovrano magnanimo e illuminato, soprattutto per il fatto di aver consentito al ramo legittimo degli Este (rappresentato da Ercole I d'Este in quanto figlio di Niccolò III e della sua terza moglie Ricciarda di Saluzzo) di tornare al potere; in realtà Borso era piuttosto avaro per quanto riguarda la cultura: celebre è l'episodio in cui Francesco del Cossa, uno degli autori degli affreschi del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia chiese un compenso maggiore per le sue fatiche pittoriche, e sentendoselo negare da Borso se ne andò a Bologna a fondare la sua scuola pittorica. La fama di Borso come committente è legata alla famosa Bibbia, miniata da Taddeo Crivelli, una delle più alte opere di miniatura del Rinascimento italiano.

Ascesa al ducato di Ferrara e morte Ostile verso i duchi di Milano, che consideravano Borso una figura di scarsa importanza, si trovò in contrasto con il giovane duca Galeazzo Maria Sforza, che complottò contro di lui e gli impedì, nel 1469, di prendere il potere su Imola. Borso riuscì a sventare, con l'aiuto del fratellastro Ercole, che aveva finto di unirsi ai congiurati, un complotto contro la sua vita (la congiura dei Pio di Carpi),Carpi era allora governata dai tre fratelli Galasso, Alberto e Giberto. I loro figli appoggiavano in parte Borso e in parte i milanesi e i fiorentini. Gianludovico Pio, figlio di Galasso, contattò Ercole I d'Este per proporgli l'assassinio del fratellastro. orchestrato dalle corti degli Sforza e dei Medici.

Il 14 aprile 1471 papa Paolo II lo nominò primo duca di Ferrara ma la morte lo colse pochi mesi dopo, il 20 agosto 1471.

Discendenza Borso d'Este non si sposò e non ebbe figli. Il successore fu il fratellastro Ercole I d'Este.

Ascendenza

Note

Bibliografia

Voci correlate Ducato di Ferrara Duchi di Ferrara Bibbia di Borso d'Este Rinascimento ferrarese Congiura contro Borso d'Este

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