La finale della UEFA Champions League 2002-2003 fu disputata il 28 maggio 2003 all'Old Trafford di Manchester, che determinò il vincitore della 48ª edizione della massima competizione per club dell'UEFA. Fu la prima finale di Champions League tra club italiani e venne vinta dal che sconfisse la per 3-2 ai tiri di rigore, dopo lo 0-0 dei supplementari; per la settima volta nella competizione la finale fu decisa dal dischetto. Il Milan ottenne la sesta vittoria nella manifestazione a nove anni dall'ultimo successo continentale, e in totale, per le squadre italiane si trattò della decima affermazione nella competizione.

Le squadre SquadrePartecipazioni precedenti (il grassetto indica la vittoria) 6 (1973, 1983, 1985, 1996, 1997, 1998) 8 (1958, 1963, 1969, 1989, 1990, 1993, 1994, 1995)

Il cammino verso la finale

Milan Il , quarto classificato in campionato, aveva iniziato la propria Champions League dal terzo turno preliminare, faticando nella doppia sfida contro i cechi dello : i rossoneri vinsero infatti a San Siro per 1-0 all'andata, perdendo poi per 2-1 nella gara di ritorno. Quest'ultimo risultato, però, non eliminò la squadra di Ancelotti, che accedette ai gironi grazie alla regola dei gol fuori casa. Nella prima fase a gironi, il primeggiò nel proprio raggruppamento davanti al , al e al . I rossoneri superarono anche la seconda fase, vincendo un girone questa volta più probante, data la presenza di , e .

Ai quarti di finale il Milan eliminò l', dopo l'andata ad Amsterdam chiusasi a reti bianche, grazie alla vittoria casalinga per 3-2 maturata allo scadere della sfida di ritorno, mentre in semifinale bastò un doppio pareggio (0-0, 1-1) nel derby contro l' per guadagnarsi l'accesso alla finale di Manchester, per la regola dei gol in trasferta.

Juventus La , campione d'Italia in carica, superò molto agilmente la prima fase a gironi, classificandosi davanti a , e , mentre faticò molto di più nella seconda dove si piazzò seconda dietro al , a pari merito con il e il , e ottenendo il passaggio del turno solo grazie alla migliore differenza reti.

Nei successivi due turni a eliminazione diretta, la squadra di Lippi superò in sequenza le due principali compagini spagnole: dapprima il nei quarti di finale, coi catalani che imposero l'1-1 a Torino ma poi caddero per 2-1 al Camp Nou dopo i tempi supplementari, e quindi il in semifinale, coi bianconeri che grazie al successo per 3-1 nel retour match al Delle Alpi annullarono la sconfitta per 2-1 patita all'andata al Santiago Bernabéu, qualificandosi per la finale all'Old Trafford.

Prima dell'incontro

La Juventus si presentò alla finale senza uno dei suoi giocatori di maggior talento, Nedvěd: il centrocampista era stato ammonito nel corso della semifinale di ritorno contro il Real Madrid e, essendo diffidato, secondo il regolamento dell'epoca fu costretto a saltare la finale. Marcello Lippi, tecnico dei bianconeri, si vide costretto a schierare l'italo-argentino Camoranesi al posto del ceco, confermando per il resto la squadra che aveva sconfitto i madrileni.

Il tecnico dei rossoneri Carlo Ancelotti, invece, confermò l'undici titolare.

La partita Regolamentari

Arbitrata dal fischietto Merk, la finale fu una partita tattica con entrambe le squadre che giocarono all'italiana, senza sbilanciarsi e prediligendo una difesa solida. Al 9º minuto Ševčenko infilò un passaggio all'indietro di Inzaghi e realizzò il gol del momentaneo 0-1, ma l'arbitro lo annullò per un fuorigioco di Rui Costa che copriva la visuale a Buffon (le immagini riprese dalle spalle dell'attaccante ucraino testimoniano chiaramente che Buffon non aveva la piena visuale della palla). Il Milan continuò a far gioco fino alla mezz'ora. Inzaghi si rese pericoloso con un colpo di testa che impegnò severamente Buffon.

La Juventus iniziò a macinare gioco nella metà del primo e prima parte del secondo tempo con Del Piero e Zambrotta. Trezeguet e Camoranesi non risultarono decisivi e Lippi effettuò la prima sostituzione: fuori Tudor per infortunio e dentro Birindelli. Più tardi entrò Conte al posto di Camoranesi. L'ex capitano bianconero si rese pericoloso colpendo una traversa all'incrocio di destra della porta di Dida. Il finale del secondo tempo vide una Juventus avanti in attacco ma senza particolari occasioni clamorose. L'innesto di Zalayeta per i bianconeri e Ambrosini, Roque Júnior e Serginho per i rossoneri non cambiarono il risultato; la Juve rafforzò l'attacco, mentre il Milan le fasce e il centrocampo.

Supplementari e rigori

I regolamentari si conclusero sullo 0-0. Al 95' Roque Júnior si infortuna lasciando (nonostante non avesse stoicamente abbandonato il campo) giocare il Milan praticamente in inferiorità numerica per i restanti 25 minuti di gioco dei tempi supplementari in cui la Juventus manca di convinzione in attacco e non riuscì ad approfittarne. Si va così ai tiri di rigore. Dida neutralizza il rigore di Trezeguet, Serginho batte Buffon e porta in vantaggio momentaneamente i rossoneri. Birindelli riporta la partita in equilibrio e Buffon para il tiro di Seedorf. Successivamente sbagliano Zalayeta e Montero consecutivamente per i bianconeri (entrambi i tiri parati da Dida), mentre Buffon neutralizza il tiro di Kaladze, ma non quello di Nesta. Del Piero è impeccabile dal dischetto, così come l'ucraino Ševčenko, che, battendo Buffon, consegna al Milan la sua sesta Coppa dei Campioni/Champions League a nove anni dall'ultimo successo continentale. Paolo Maldini, eletto uomo partita al termine della finale, alzò così la Champions League da capitano e in Inghilterra, così come aveva fatto suo padre Cesare esattamente quarant'anni prima.

La Juventus rimase invece ferma ai suoi due successi, inanellando con quest'edizione la terza sconfitta in Champions League sotto la gestione Lippi. La sconfitta di Manchester dimostrò alla squadra bianconera di essere sin troppo Nedvěd-dipendente, mentre altri accenti negativi vennero posti su alcune scelte tattiche del tecnico viareggino. Con questa vittoria Ancelotti riscattò la sua passata esperienza negativa a Torino, dove non ebbe mai un grande rapporto soprattutto con la tifoseria per via dei suoi trascorsi agonistici in club rivali della Juventus.

Tabellino

(4-4-2) POR 1 Gianluigi Buffon TD 21 Lilian Thuram DC 2 Ciro Ferrara DC 5 Igor Tudor TS 4 Paolo Montero ED 16 Mauro Germán Camoranesi CC 3 Alessio Tacchinardi CC 26 Edgar Davids ES 19 Gianluca Zambrotta ATT 17 David Trezeguet ATT 10 Alessandro Del Piero (C) A disposizione: POR 12 Antonio Chimenti DIF 7 Gianluca Pessotto DIF 13 Mark Iuliano CEN 8 Antonio Conte CEN 15 Alessandro Birindelli ATT 20 Marco Di Vaio ATT 25 Marcelo Zalayeta Allenatore: Marcello Lippi (4-3-1-2) POR 12 Dida TD 19 Alessandro Costacurta DC 13 Alessandro Nesta DC 3 Paolo Maldini (C) TS 4 K'akhaber K'aladze CC 8 Gennaro Gattuso CC 21 Andrea Pirlo CC 20 Clarence Seedorf TRQ 10 Rui Costa ATT 7 Andrij Ševčenko ATT 9 Filippo Inzaghi A disposizione: POR 18 Christian Abbiati DIF 24 Martin Laursen DIF 25 Roque Júnior CEN 32 Cristian Brocchi CEN 23 Massimo Ambrosini CEN 27 Serginho ATT 11 Rivaldo Allenatore: Carlo Ancelotti

Uomo partita: Paolo Maldini

Guardalinee: Christian Schräer Heiner Müller Quarto uomo: Wolfgang Stark

Note

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