La guerra di Corinto fu un conflitto svoltosi in Grecia dal 395 a.C. al 387 a.C., che vide Sparta e parte della lega peloponnesiaca contrapposta a una coalizione formata da quattro poleis: Tebe, Atene, Corinto e Argo, la quale venne inizialmente sostenuta dalla Persia.

La causa scatenante del conflitto fu una disputa territoriale locale nel nord-ovest della Grecia, in cui intervennero sia Tebe sia Sparta, ma la motivazione di fondo si deve individuare nel dilagante espansionismo spartano in Asia Minore, in Grecia centrale e settentrionale e in Occidente.. La guerra, combattuta sia per terra sia per mare, ebbe come scenario le zone circostanti Corinto e Tebe e il Mar Egeo. Sul fronte terrestre, l'inizio delle ostilità fu favorevole agli Spartani, ma ciò non permise loro di godere di un reale vantaggio, e il combattimento giunse ben presto a un punto morto.

In mare la flotta spartana fu completamente annientata da quella persiana all'inizio del conflitto, evento che pose fine ai tentativi di Sparta di diventare una potenza navale. In questo contesto, negli ultimi anni di guerra, Atene lanciò diverse campagne navali, riannettendo un certo numero di isole che avevano fatto parte dell'antico impero ateniese (Lega delio-attica) durante il V secolo a.C.

Allarmati dai successi ateniesi, i Persiani tolsero il sostegno agli alleati e iniziarono ad aiutare Sparta, costringendo gli alleati a cessare le ostilità: nel 387 a.C. fu firmata la Pace di Antalcida, nota anche come "pace del Gran Re", che pose fine alla guerra. Questo trattato sancì il controllo della Persia su tutte le poleis della costa asiatica e l'indipendenza di gran parte delle altre città greche delle isole; Sparta sarebbe stata la custode della pace, con il potere di farne rispettare le clausole. La guerra aveva quindi rafforzato la posizione persiana nella politica greca, dove Sparta conservava la posizione egemonica..

Antefatti

Durante la guerra del Peloponneso, conclusa nel 404 a.C., Sparta aveva goduto del sostegno della maggior parte delle poleis greche e dell'Impero persiano, finito il conflitto un certo numero di isole del mar Egeo passarono sotto il suo controllo. Questa solida base di sostegno, tuttavia, si frammentò negli anni successivi. Infatti, nonostante la vittoria fosse stata ottenuta dalla Lega peloponnesiaca, solo Sparta ricevette il bottino conquistato agli sconfitti e i tributi dell'antico Impero ateniese.. Tebe, alleata di Sparta durante la guerra, non venne premiata per il contributo dato alla causa spartana, così in risposta sospese gli aiuti conferiti fino ad allora, offrendo addirittura asilo ai loro acerrimi nemici democratici vittime delle persecuzioni perpetrate dai 30 tiranni...

Gli alleati furono ulteriormente delusi nel 402 a.C., anno in cui Elide, una città membro della Lega, che aveva fatto infuriare gli Spartani nel corso della guerra del Peloponneso, venne attaccata. Corinto e Tebe si rifiutarono di inviare truppe per aiutare Sparta nella sua campagna..

I rapporti con la Persia però, mettevano in difficoltà le relazioni con le poleis greche in Asia e viceversa: infatti, sebbene Sparta a Ciro non potesse rifiutare nulla, lasciandogli quindi il controllo delle città ioniche, nell'Ellesponto si contrapponeva al satrapo Farnabazo, mantenendo il controllo delle polis della regione con governi oligarchici istituiti da Lisandro. La morte del pretendente al trono diede la possibilità di rompere tali vincoli e un esercito lacedemone sbarcò in Asia già nel 400 a.C., unendo le proprie forze ai soldati rimasti dell'anabasi..

Tebe, Corinto e Atene rifiutarono inoltre di partecipare a una spedizione in Ionia nel 398 a.C., mentre i Tebani osarono addirittura interrompere un sacrificio che il re di Sparta Agesilao aveva tentato di eseguire nel loro territorio prima della sua partenza.. Nonostante le assenze, Agesilao condusse una campagna efficace contro i Persiani in Lidia, avanzando nell'entroterra fino a Sardi. Il satrapo Tissaferne fu giustiziato per la sua incapacità di fermare Agesilao, e il suo sostituto, Titrauste, corruppe gli Spartani convincendoli a spostarsi verso nord, nella satrapia di Farnabazo. Agesilao eseguì, ma allo stesso tempo iniziò a preparare una poderosa flotta..

Incapace di sconfiggere l'esercito di Agesilao, Farnabazo decise di costringerlo a ritirarsi sollevando contro Sparta le città della Grecia; inviò Timocrate di Rodi, nativo di Rodi, a distribuire diecimila dracme d'oro nelle principali città del continente, incitandole ad agire contro Sparta.. Timocrate visitò Atene, Tebe, Corinto e Argo, riuscendo a persuadere consistenti fazioni in ciascuna di quelle città a perseguire una politica anti-spartana (Senofonte afferma che Atene non accettò questo denaro,. ma George Cawkwell, concordando colle Elleniche di Ossirinco, non è dello stesso avviso); i Tebani, che già in precedenza avevano dimostrato la loro insofferenza verso Sparta, si impegnarono a intraprendere una guerra contro l'odiata nemica. Anche Corinto, dove Timolao tenne un discorso contro Sparta riportato da Senofonte, si unì alla lotta contro Sparta..

Primo anno (395) Scontri iniziali

Senofonte sostiene che, non volendo sfidare direttamente Sparta, i Beoti scelsero di far scoppiare la guerra incoraggiando i Locresi, loro alleati, a riscuotere le tasse dal territorio della Locride conteso con i Focesi. I quali, in risposta, invasero la Locride saccheggiandone il territorio; di conseguenza i Tebani attaccarono la Focide, che si appellò all'alleata, Sparta, la quale attendendo il pretesto per combattere contro la riottosa Tebe ordinò la mobilitazione generale.. Un'ambasciata tebana fu inviata ad Atene per chiedere aiuto; gli Ateniesi votarono per assistere Tebe e venne stretta una alleanza perpetua tra Atene e la Lega beotica..

Gli Spartani fecero convergere due eserciti, uno comandato da Lisandro e l'altro da Pausania, presso la città beota di Aliarto, dove dare battaglia.. Lisandro, arrivato prima di Pausania, persuase la città di Orcomeno a ribellarsi alla confederazione beota, aggiungendo così alle sue truppe una divisione appartenente a questa polis.

Il polemarco spartano non attese l'arrivo del diarca e attaccò la città. Durante la battaglia, dove Lisandro morì, gli Spartani riuscirono a superare una iniziale difficoltà, sebbene lo scontro si concludesse senza vincitori. Pausania, arrivò qualche giorno dopo, ottenne una tregua per recuperare i corpi dei caduti e tornò a Sparta. Giuntovi, fu processato per non essere arrivato in tempo e non aver sostenuto Lisandro al momento designato; prima di essere condannato, fuggì a Tegea..

Argo e Corinto in guerra Alla fine del 395 a.C., Corinto e Argo entrarono in guerra come alleati di Atene e Tebe nonostante la prima fosse sempre stata storica alleata di Sparta. Un Consiglio fu istituito a Corinto per gestire gli interessi di questa coalizione; gli alleati poi inviarono ambasciatori a un certo numero di Stati più piccoli e ricevettero il sostegno di molti di loro..

Allarmati da queste vicende, gli Spartani si prepararono a inviare un esercito contro di loro, e mandarono un messaggero ad Agesilao, ordinandogli di tornare in Grecia. Cosa che indispettì il comandante che invece si attendeva ulteriori incarichi in Asia Minore. Al momento di abbandonare l'Asia, Agesilao disse che veniva cacciato da diecimila arcieri del Re, poiché le monete persiane avevano su di sé l'immagine di un arciere e tanto era il denaro versato dal Re ai Greci, perché facessero guerra a Sparta.. Così tornò indietro con le sue truppe, attraversò l'Ellesponto e marciò attraverso la Tracia occidentale..

Guerra per terra e per mare (394) Nemea

Dopo il regolamento di conti tra la lega beotica e i Focesi e lo scontro avuto ad Aliarto, gli alleati riunirono un grande esercito a Corinto; Sparta radunò un esercito di grandi dimensioni, che ebbe presto ragione dei nemici, presso il letto asciutto del fiume Nemea, in territorio corinzio.

Come spesso accadeva nelle battaglie oplitiche, il fianco destro di ogni esercito sopraffece quello sinistro dello schieramento opposto: gli Spartani sconfissero gli Ateniesi, mentre i Tebani, gli Argivi e i Corinzi batterono i vari Peloponnesiaci di fronte a loro; gli Spartani poi attaccarono e uccisero un consistente numero di Argivi, Corinzi e Tebani non appena queste truppe tornarono dall'inseguimento dei Peloponnesiaci sconfitti. L'esercito della coalizione perse 2800 uomini, mentre gli Spartani ed i loro alleati solo 1100...

Cnido

Il fronte marino contrappose i Persiani agli Spartani. I due rivali disponevano di grandi flotte, armate durante la campagna di Agesilao in Asia. Alle navi messe in costruzione, il re euripontide aggiunse quelle messe a disposizione dalle polis dell'Egeo sotto il suo controllo, ritrovandosi con una forza di 120 trireme, che lasciò in parte, una volta partito per la Grecia, sotto il comando di suo fratello Pisandro, il quale non aveva però mai avuto un incarico di tale importanza prima di allora.. L'Impero achemenide raggruppò le flotte armate in Fenicia e Cilicia sotto il comando dell'esperto Conone, ammiraglio ateniese che aveva conquistato Rodi nel 396 a.C.; oltre al peso dell'esperienza del comandante, le 80 navi fenicie al comando di Farnabazo e le 10 cilicie costituivano ora, una forza superiore a quella dell'alleanza spartiate...

Le due flotte si scontrarono al largo di Cnido nel 394 a.C.: Conone pose le navi cipriote davanti a quelle fenicie, e attaccò gli alleati degli Spartani, mettendoli in fuga; gli Spartani combatterono con determinazione, in particolare intorno alla nave di Pisandro, ma alla fine furono sopraffatti; un gran numero di navi venne affondato o catturato e la flotta spartana fu sostanzialmente distrutta. A seguito di questa vittoria, Conone e Farnabazo navigarono lungo la costa della Ionia, destituendo i governatori spartani e smantellandone le guarnigioni dalle città, senza riuscirvi però ad Abido e Sesto..

Coronea

Agesilao, dopo aver attraversato la Tracia, dove subì alcuni attacchi, mosse con il suo esercito verso la Beozia con l'intento di sconfiggere in una battaglia campale l'esercito della lega anti-spartana. Acquartieratosi in Beozia, l'esercito del re, composto principalmente dai reduci dei diecimila e dai neodamodi, ottenne in rinforzo una mora di Spartiati proveniente dall'istmo, nonché un contingente da Orcomeno e dalla Focide..

La battaglia si svolse a Coronea, in territorio tebano. L'ala destra tebana ruppe le linee nemiche, sulla sinistra, invece, gli Spartani misero in fuga gli alleati di Tebe. Di conseguenza, vedendo che il resto dell'esercito era stato sconfitto, i Tebani ripiegarono ordinatamente verso il loro accampamento. Agesilao cercò di impedirlo e, scontratosi con l'avanguardia tebana, inflisse loro alcune perdite prima che questi potessero passare e ricongiungersi agli alleati... Il grosso delle truppe spartane fece ritorno nel Peloponneso.

Eventi successivi (393 a.C. - 388 a.C.) Le battaglie avvenute fino al 394 a.C. non modificarono la situazione politico-militare della Grecia. Infatti, mentre Sparta manteneva l'iniziativa terrestre, gli alleati avevano il controllo dei mari; la coalizione non era riuscita a sconfiggere in una battaglia campale gli Spartani, ma non potevano attraversare la Grecia centrale senza combattere. Per ovviare a questo problema, Sparta tentò di indurre Corinto e Argo a uscire dalla coalizione e dal conflitto; gli alleati, invece riuscirono a preservare il loro fronte unito, mentre Atene e Tebe consolidavano il proprio dominio rispettivamente nell'Egeo e in Beozia.

Aiuti persiani e rivoluzione a Corinto