Il palazzo Piacentini è un edificio monumentale del centro storico di Reggio Calabria, realizzato fra il 1932 e il 1941 su progetto di Marcello Piacentini, dal quale prende il nome. Ospita il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, già Museo nazionale della Magna Grecia.
È considerato una delle opere più significative tra gli edifici costruiti per scopo museale, grazie alle ampie vetrate che illuminano gli ambienti espositivi, per lo più a spazio aperto, che consentono un agevole e continuo itinerario di visita.
Storia Il progetto e la costruzione
Dopo il terremoto del 1908, che distrusse la città, l'archeologo Paolo Orsi propose la creazione di un grande museo nazionale in cui esporre i materiali degli scavi statali insieme a quelli delle collezioni civiche. La soprintendenza archeologica, insediatasi a Reggio nel 1925, si adoperò per la realizzazione di un nuovo edificio destinato al "Museo centrale della Magna Grecia", poi denominato "Museo nazionale della Magna Grecia".
I lavori furono avviati nel 1932 su progetto di Marcello Piacentini. Alla benedizione della prima pietra, impartita dall'arcivescovo monsignor Pujia, assistettero i principi di PiemonteNella prima pietra venne inserita la seguente pergamena: "Alla presenza Augusta delle LL.AA.RR. Umberto e Maria Josè di Savoia, in solenne rito e tripudio di popolo, nel Decimo Maggio dell'Era Fascista, data alla Patria da Benito Mussolini. È posata la prima pietra di questo Museo, dove tesori sopravvissuti alle tante avversità distruttrici perpetuano la civiltà Millenaria della Prima Italia".. L'edificio fu completato nel 1941, ma la nuova sede dovette essere presto chiusa a causa della seconda guerra mondiale, che impose il trasferimento del materiale in altri siti più sicuri; il museo fu aperto al pubblico soltanto nel 1959.
Dopo l'inaugurazione furono aperte al pubblico alcune sale del pianterreno; oggi il museo occupa tutto lo spazio disponibile nell'edificio, su quattro livelli (tre piani e un piano seminterrato).
L'edificio fu concepito anche come sede degli uffici della Soprintendenza archeologica della Calabria, l'istituto che ne aveva promosso la costruzione e che vi ebbe sede per decenni. Con il riconoscimento dell'autonomia speciale al museo, disposto nel 2014, e con la riorganizzazione ministeriale entrata in vigore l'11 luglio 2016, che ha soppresso la soprintendenza archeologica regionale accorpandone le funzioni nella Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, gli uffici della soprintendenza sono ospitati in altri edifici cittadini.
Il restauro e l'ampliamento Dal 2009 al 2013 l'edificio è stato chiuso per lavori di ristrutturazione e ampliamento; il 21 dicembre 2013 è stata temporaneamente riaperta la sala che ospita i Bronzi di Riace. Il 30 aprile 2016, con una cerimonia che ha visto la partecipazione del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del ministro per i beni culturali Dario Franceschini, il museo è stato definitivamente riaperto.
L'ampliamento è stato progettato da Paolo Desideri (ABDR Architetti Associati) e commissionato e seguito dall'allora direttore del museo Francesco ProsperettiDopo la direzione di questo museo, Francesco Prosperetti è stato nominato direttore della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, divenuta in seguito Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma.; ne costituiscono il fulcro il nuovo cortile interno, coperto da un lucernario, e la nuova terrazza panoramica, dalla quale si può osservare lo Stretto di Messina.
Descrizione Struttura e facciate L'edificio presenta una volumetria massiccia che ne enfatizza la monumentalità. È costituito da un basamento di bugnato in pietra lavica scura, che raccorda il dislivello fra il corso Garibaldi e via Vittorio Veneto, dove si alternano grandi pilastri sporgenti in travertino e le ampie finestre delle sale espositive.
Sulla facciata principale è scolpita una serie di grandi medaglioni che riproducono le monete di altrettante città della Magna Grecia: a sinistra dell'ingresso principale: Thurium, Caulonia, Velia, Heraclea, Tarentum; sull'ingresso principale: Reggio; a destra dell'ingresso principale: Hipponium, Petelia, Sybaris, Poseidonia, Locri.
Il lucernario del cortile interno L'elemento principale dell'allestimento seguito all'ampliamento è il nuovo cortile interno, coperto da un soffitto in vetro trasparente sostenuto da una struttura tecnologicamente avanzata. La struttura resistente del lucernario calpestabile, disegnata da ABDR Architetti Associati, è una tensegrity che, oltre a essere una delle più grandi mai realizzate in architettura, è caratterizzata dalla grande trasparenza complessiva e dall'adozione di cavo strutturale nautico in carbonio, che riduce sensibilmente i coefficienti di dilatazione termica.
Distribuzione degli ambienti Pianterreno: sezioni di Preistoria e Protostoria, con reperti provenienti dal territorio calabrese; prima parte della sezione dedicata alle colonie della Magna Grecia, che ospita ritrovamenti provenienti dagli scavi di Locri Epizephiri; primo piano: seconda parte della sezione delle colonie greche, con ritrovamenti provenienti dagli scavi di Rhegion, Matauros, Medma e Kaulon; sezione di numismatica; sezione romana e bizantina; secondo piano: già sede della pinacoteca comunale, oggi trasferita ad altra sede; seminterrato: sezione di archeologia subacquea, allestita nel 1981, che ospita una collezione di anfore e di ancore, i Bronzi di Riace e i Bronzi di Porticello; due ampie sale destinate a esposizioni temporanee.
Note
Bibliografia
Voci correlate Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria Marcello Piacentini Centro storico di Reggio Calabria Piazza De Nava
Altri progetti
Collegamenti esterni
Piacentini Categoria:Architetture di Marcello Piacentini Categoria:Musei di Reggio Calabria