Il Mandamento Tirrenico o Piana è una sovrastruttura territoriale della 'ndrangheta che si pone come organo di raccordo tra il sovrastante Crimine e le sottostanti locali che insistono nella provincia di Reggio Calabria della piana di Gioia Tauro e dell'area tirrenicaII relazione Semestrale della DIA 2010, p144..

Viene scoperta, insieme al Mandamento Jonico e al Mandamento Centro per la prima volta con l'operazione Crimine del 2010.

Dalla seconda relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia del 2010, l'analisi semestrale per l'organizzazione criminale calabrese già suddivisa per province viene, solamente per la provincia di Reggio Calabria, suddivisa anche nei tre mandamenti scoperti dall'operazione Crimine.

Struttura Dal 2014 al 2017, sembrerebbe che la carica di vertice del Mandamento tirrenico sia stata ricoperta da Luigi Mancuso, già capo-locale di Limbadi nonché dei Mancuso.

Locali Di seguito l'elenco delle locali che fanno riferimento alla "Piana".

Società di Rosarno (la locale più importante della piana), con le 'ndrine Piromalli, Pesce, Bellocco, MolèII relazione semestrale 2014 della DIA, p.72 Società di Polistena Locale di Barritteri Locale di Cinquefrondi Locale di Laureana di Borrello con a capo il santista Rocco Lamari (2010)Operazione crimine del 2010, p.16 Locale di Limbadi, (Operazione Rinascita-Scott 2019) Locale di Oppido Mamertina, con le 'ndrine Mammoliti-Rugolo, Polimeni-Mazzagatti-Bonarrigo. Ferrero-Raccosta-Zumbo, Rugolo-Mammoliti Locale di Palmi (Gallico, Condello, Parrello e Bruzzise) Locale di Sant'Eufemia d'Aspromonte Locale di San Martino di Taurianova Locale di San Giorgio MorgetoOperazione crimine del 2010, p.17

Locale di Cinquefrondi La locale di Cinquefrondi è composta dalle 'ndrine Petulla, Ladini e ForiglioII relazione Semestrale della DIA 2016, p72-76..

Nel 2013 si conclude l'operazione Vittorio Veneto che porta all'arresto di sei persone e alla collaborazione dell'affiliato Francesco Rocco Ieranò. A novembre 2013 si avviano le indagini dell'operazione dei Carabinieri Saggio Compagno 2 per concludersi a gennaio 2016.

Grazie all'operazione si viene a conoscenza del desiderio di Giuseppe Ladini con la dote di Vangelo di diventare capo-locale e costituire una propria 'ndrina nella contrada Petricciana di Cinquefrondi.

Locale di Cinquefrondi'ndrineCapo-localeCapo criminecontabileAttivitànote Petullà, Ladini, Foriglio Costantino Tripodi (2016) Antonio Zangari (2016) estorsione, compravendita illegale di armi, spaccio di stupefacenti Antonio Zangari avrebbe almeno la dote di vangelo e sarebbe stato capo-società e contabile, inoltre interloquiva con l'ex capo-crimine Commissione provinciale Domenico Oppedisano

Locale di Palmi Gestito storicamente dai Gallico insieme ai Morgante-Sgrò-Sciglitano (Processo Cosa Mia del 2015).

Locale di San Martino di Taurianova Inizia a ottobre 2010 l'operazione Tutto in famiglia che porta a dicembre del 2011 all'arresto di ventuno persone venendo a conoscenza della struttura della locale di San Martino di Taurianova e delle attività illecite da esso svolte, in particolare: usura e spaccio di stupefacenti.

Locale di San Martino di Taurianova'ndrineCapo-societàCapo criminecapo-ndrinaAttivitànote ZappiaII relazione Semestrale della DIA 2016, p80-86., Cianci-Maio, Hanoman, Fazzalari, Zagari-Viola Michele Maio (2011) Gaetano Merlino (2011) Giuseppe Panuccio (2011) Praticano usura e spaccio di stupefacenti Copiata accertata fino al 2011 con operazione Tutto in famiglia

'ndrine Albano-Lamalfa di San Ferdinando Albanese-Raso-Gullace di Cittanova Alvaro di Sinopoli, San Procopio e Cosoleto Luppino-Laurendi-Cannizzaro di Sant'Eufemia d'Aspromonte Asciutto-Neri di Taurianova Avignone di Taurianova Bianchino di Anoia Bruzzise di Palmi e Frazione Barritteri di Seminara Caia-Laganà di Seminara Cordoma-Zavaglia di Galatro Cammaroto di Santa Cristina d'Aspromonte e Scido Cianci-Maio-Hanoman di San Martino di Taurianova Cimato di San Ferdinando Crea e Franconeri di Rizziconi Gallico di Palmi Facchineri di Cittanova Fedele di Varapodio Foriglio-Tigani di Cinquefrondi Galati di San Giovanni di Mileto Gioffrè di Seminara Guerrisi-Mercuri di Polistena

Italiano-Papalia di Delianuova La Rosa di Giffone Lamanna-Tassone-Albanese di Serrata Lamari-D'Agostino-Chindamo di Candidoni, Galatro e Feroleto della Chiesa Longo-Versace di Polistena e Cinquefrondi Mammoliti di Oppido Mamertina Mercuri-Napoli di Melicucco Molè di Gioia Tauro Morgante di Palmi Nasone-Gaietti di Scilla Pantano di San Ferdinando Parrello di Palmi Petullà-Ierace-Auddino di Cinquefrondi Varone di Maropati Piromalli di Gioia TauroPolimeni-Mazzagatti di Oppido Mamertina Rugolo di Castellace di Oppido Mamertina Santaiti di Seminara Sciglitano di Palmi Siberia-Geniazzi di Seminara Sgrò di Palmi Zagari-Viola di Taurianova Zappia di San Martino di Taurianova

Storia Primi del Novecento Nel 1900 a Palmi viene denunciata la presenza della Picciotteria e nella piana di Gioia Tauro si istituisce un processo contro 299 persone affiliate alla criminalità organizzata di cui il boss è Francesco Albanese detto Tarra. Egli fu il primo pentito di 'ndrangheta, confessò per primo dell'esistenza dell'organizzazione e delle sue regole dopo che fu lasciato per cinque giorni in carcere a pane e acqua..

Nel 1902 la corte di Appello delle Calabrie annotava che un'organizzazione criminale nell'area di Oppido Mamertina non aveva come scopo solo reati contro la proprietà e le persone ma anche la gestione dell'amministrazione della giustizia. e sempre lo stesso anno avvisava a Cinquefrondi per 100 imputati una simile connotazione mafiosa.. Nel 1903 la corte dell'Appello delle Calabrie vede 54 imputati accusati di mafia il cui capo era Bruno Mangione e un certo Francesco Lisciotti praticava la camorra. Nel 1908 a Laureana di Borrello la Corte d'appello delle Calabrie documenta il rito della "tirata di sangue" per il passaggio a dote di camorrista" tra affiliati alle organizzazioni criminali del luogo. Nel 1939, a Polistena, al capobastone Francesco Mercuri, della famiglia Guerrisi-Mercuri vengono confiscati degli immobili e terreni tra Melicucco-Cinquefrondi-Polistena, detenuto nel carcere di CinquefrondiAtti giudiziari del 1939. Venne nuovamente arrestato nel 1952Atti giudiziari del 1952, e fu condotto nel carcere di Palmi. Non fu, per altro, l'unico membro della famiglia a essere arrestato; lo furono anche suoi familiari per pascolo abusivo, appropriazione indebita di terreni e possesso di armi da fuoco.Gazzetta del Sud 18 maggio 1952 arrestato il boss di Polistena Francesco Mercuri.

Anni 1950 - la faida di Rizziconi e l'operazione Marzano

I Piromalli-Molè hanno uno scontro con i Ventre-Carlino..

Anni 1960

Anni 1970 - Faida di Seminara e il sequestro di Paul Getty Junior In questo periodo si conclude la faida di Seminara vinta dai Santaiti-Gioffrè sui rivali Pellegrino, che però non avendo vendicato l'uccisione di un boss del luogo furono sospesi da ruoli di capo locale di qualsiasi locale e causò attriti con le 'ndrine minori degli Ottina, dei Tripepi e degli Spinelli di Seminara. La sentenza durò fino al 1987 in cui a Rocco Gioffrè viene concessa la dote di santista.

I Piromalli-Molè hanno eco nazionale per un'operazione contro il traffico di droga a cui parteciparono anche forze dell'ordine statunitensi e per il sequestro di Paul Getty Junior.

L'11 febbraio 1979 muore Girolamo "Don Mommo" Piromalli.

Anni 1980 - La faida di Laureana In questo periodo fino agli anni 1990 scoppierà la faida di Laureana di Borrello tra i Albanese-Cutellè-Tassone e i Chindamo-Ferrentino-Lamari-D'Agostino che coinvolgerà anche i Mancuso e i Piromalli-Molè entrambi alleati dei primi. La faida scoppiò perché né uno schieramento né l'altro erano d'accordo col vecchio capobastone Giuseppe Gullace. I Mancuso, i Piromalli e i Pesce appoggiavano il primo gruppo, e i Bellocco appoggiavano il secondo gruppo..

Il 9 novembre 1988 viene ucciso a Laureana di Borrello Domenico Tassone (33 anni).

Il 24 febbraio 1989 vengono uccisi in contrada Macello di Laureana di Borrello Alfonso Tassone di anni 20 e affiliato all'omonima 'ndrina e sua sorella Marcella Tassone di anni 10 mentre rincasavano su una Alfetta.

Secondo alcune inchieste il clan dei Piromalli intrattiene contatti con il terrorismo politico di estrema sinistra. Nel 1983 Umberto Bellocco di Rosarno battezza in carcere con dote di santista Pino Rogoli di Mesagne che creerà la Sacra Corona Unita. Nel 1984 arrestato il boss Giuseppe Piromalli. Nel 1987 viene ucciso il sindaco di Gioia Tauro.

Anni 1990 Commissione interprovinciale Le forze dell'ordine scoprono un'alleanza tra i Piromalli di Gioia Tauro, i Pesce di Rosarno e i Mancuso di Limbadi ed è di questo periodo la confessione del pentito Gaetano Costa che al termine della seconda guerra di 'ndrangheta nel 1991 i Piromalli furono dei forti promotori della creazione della Commissione interprovinciale, organismo di sovrastruttura delle locali.

Faida di Laureana Il 10 luglio 1990 in contrada Barbasano di Laureana di Borrello vengono uccisi i cugini Michele, Biagio e Leonardo Cutellé e il loro amico Demetrio Ozzimo.

Nel 1991 il boss Giuseppe Mancuso ordina l'omicidio di Vincenzo e Antonio Chindamo; l'11 maggio Pasquale Pititto e Michele Iannello di San Giovanni in Mileto compiono il fatto uccidendo però solo il primo.

I Bellocco constatando l'inconclusione della faida danno inizio alle trattative con la parte avversa e viene stabilito che agli Albanese viene affidato Acquaro, Candidoni, Dinami, Melicucco, Serrata e San Pietro di Caridà, ai Chindamo-Lamari Laureana di Borrello.

L'omicidio di Carlo Antonio Cordopatri

I problemi tra i Gioffrè e gli Spinelli In questo periodo, per la precisione dal 1986 si acuisce la tensione tra i Gioffrè e gli Spinelli di Seminara, questi ultimi arricchitisi con traffico di droga correlato a criminali turchi per il controllo del territorio e che sfociò nell'omicidio di Diego Spinelli nel 1993. Grazie alle operazioni delle forze dell'ordine fu scongiurata una nuova faida che portò però al consolidamento dei Santaiti-Gioffrè.

2000-2009 - L'omicidio di Rocco Molè e la Faida di Seminara Il 1º febbraio 2008 viene assassinato il capobastone Rocco Molè, ignoto il movente, si ipotizza una guerra fra cosche.

Il 23 luglio 2008 è stata portata a termine un'operazione coordinata dalla DDA di Reggio Calabria che prende il nome di Cent'anni di storia che vede coinvolte le maggiori consorterie criminali della piana di Gioia Tauro tra cui i Piromalli, i Molè di Gioia Tauro e gli Alvaro di Sinopoli; l'operazione fa luce sulla rottura dell'alleanza storica tra i Piromalli e i Molè (provata dall'omicidio di Rocco Molè avvenuto a febbraio 2008) e sulle infiltrazioni delle cosche nel porto di Gioia Tauro.

Il 13 agosto 2009 a Seminara avviene l'ultimo omicidio della faida tra i Gioffrè e i Santaiti contro i Caia-Laganà-GioffrèII relazione Semestrale della DIA 2010, p156-158..

2010 - La scissione dei Piromalli-Molè Nella piana di Gioia Tauro, sin dall'operazione Cent'anni di storia, che segna da spartiacque per la scissione dei Piromalli dai Molè, rimane l'alleanza Alvaro-Piromalli. I Bellocco vengono colpiti dall'operazione Vento del nord della squadra mobile di Reggio Calabria e Bologna, prosieguo dell'operazione Rosarno è nostro di luglio 2009. Il 27 luglio 2010 si conclude anche l'operazione Pettirosso contro 10 esponenti della cosca. Agli alleati Pesce invece vengono arrestati 40 affiliati nell'operazione All Inside accusati di associazione mafiosa e con All Inside 2 conclusa il 23 novembre 2010 permette di arrestare altri 14 indagati per estorsione, riciclaggio e sempre associazione mafiosa.