Smog è un film italiano del 1962 diretto da Franco Rossi.

Primo film italiano girato interamente negli Stati Uniti Luca Celada, Gianfranco Giagni, SMOG City. Un film ritrovato nella Città degli angeli, Edizioni Cineteca di Bologna, 2025. ISBN 9791280491374 Smog fu presentato nella serata di apertura della Mostra di Venezia il 25 agosto 1962.

Trama Vittorio Ciocchetti è un avvocato sulla quarantina, tipico esponente di una borghesia arricchitasi con il boom economico. Fermamente convinto delle sue idee sulla laboriosità e sullo spirito d'iniziativa degli italiani, è fidanzato (senza esserne innamorato) con la figlia di un notabile, grazie al quale spera di entrare in politica. Incaricato da un cliente a seguire una causa di divorzio in Messico, fa scalo all'aeroporto di Los Angeles, da dove proseguirà per la destinazione alcune ore dopo. Una hostess lo informa che la coincidenza è spostata all'alba del giorno successivo e che, trovandosi in transito e pertanto sprovvisto di un visto per gli Stati Uniti, gli tratterrà il passaporto fino alla partenza. Tra un volo e l'altro, Ciocchetti approfitta per visitare la grande città; da italiano all'estero impegnato a non sembrare tale, passeggia in abito formale in cerca di un taxi sotto il sole cocente, gli si para davanti un caleidoscopio di immagini, luci e suoni che lo sorprendono e lo confondono: enormi cartelloni pubblicitari, edifici dalle architetture avveniristicheIl Theme Building progettato dallo Studio Pereira & Luckman e inaugurato appena prima delle riprese del film, negozi dalle insegne improbabili. Incuriosito dalla vetrina di una galleria d'arte che espone le opere di un pittore italiano, entra nel locale e si imbatte in Mario, tecnico incaricato di installare un impianto audio per diffondere musica di sottofondo alla mostra d'arte. Anche Mario è un italiano, immigrato in California subito dopo la guerra e in attesa di ottenere la cittadinanza americana, che si arrangia a sopravvivere mettendo a frutto le sue mille idee ed espedienti: oltre a sonorizzare negozi, piscine e gallerie per conto di una ditta, la cui titolare è la fidanzata Gabriella, vende polizze di assicurazione per animali domestici, insegna «italiano conversazionale» in un club di signore-bene. Mario invita l'avvocato a seguirlo per una di queste sue "lezioni", in cui costringe le sue allieve a parlare solo italiano, multandole con un quarto di dollaro per ogni parola inavvertitamente pronunciata in inglese. Le multe contribuiranno – sostiene Mario – a mantenere "bambini italiani bisognosi".

Terminata la lezione, Mario conduce Vittorio in giro per la città e gli propone di passare qualche ora a casa di Gabriella, modella single che è fuggita dall'Italia alla ricerca di una vita migliore, divisa tra la voglia di indipendenza e l'idea di formarsi una famiglia. Qui Mario si improvvisa pizzaiolo e chiede a Vittorio di preparare dei cocktail, ma questi si rifiuta, sembrandogli indecorosa l'idea di fare il barman. I tre poi passano la sera in un ristorante italiano, con annessa una grande sala da bowling, dove Vittorio, oltre a rivedere Lelio Marpicati, il pittore italiano della galleria, viene introdotto ad altri stravaganti personaggi della comunità italiana locale. Ogni incontro è per Vittorio motivo di curiosità, ma le contraddizioni di questo mondo all'avanguardia sono anche motivo di disorientamento.

Il pasto all'italiana condito da abbondante vino rosso, il caldo torrido e la giornata faticosa gli provocheranno un malore sulla pista da bowling. Mario approfitta della perdita di coscienza dell'avvocato per sottrarre cinquecento dollari dal suo portafogli, mentre Gabriella si prende cura di Vittorio svenuto, lo porta in una casa che progetta di acquistareSi tratta della Stahl House, ideata dai proprietari Buck e Carlotta Stahl e progettata da Pierre Koenig. e lo fa distendere su un divano, sperando di destare il suo interesse mettendosi in costume da bagno e tuffandosi in piscina. Vittorio, per tutta risposta, rifiuta le avances estraendo dalla sua cartella una foto della fidanzata italiana sullo sfondo di una villa veneta e le chiede perché non sposa Mario. La donna racconta che Mario è da tre anni il suo amante, ma che l'intesa sessuale in un matrimonio non è tutto. Convinto a rimandare di un altro giorno la ripartenza, Vittorio non è interessato a vedere la città ma non vuol rinunciare a visitare un impianto di estrazione di petrolio e a farsi introdurre nel jet set losangelino in occasione di un party nella villa di un magnate.

A Culver City, dove «si respira l'odore del petrolio», l'avvocato rinfaccia a Mario il furto dei cinquecento dollari e, dopo una breve colluttazione, riesce a farseli restituire minacciando di dirlo a Gabriella. Mario rivela che la somma doveva servire a finanziargli l'apertura di un pozzo di petrolio e lo supplica, dopo averli restituiti, di prestarglieli ancora. Nel pomeriggio si spostano a Pasadena dove Vittorio, sempre più a suo agio, nel corso del ricevimento incontra esponenti dell'alta società, conosce un senatore e viene addirittura scambiato per l'ambasciatore d'Italia. Mentre distribuisce già inviti nella sua futura villa veneta, Gabriella delusa decide di abbandonare la festa e tornare fra le braccia di Mario. Vittorio stabilisce un minimo di cordialità con la figlia del miliardario e va a visitare la villa progettata dal fidanzato di quest'ultimaLa Triponent House, cupola geodetica rivestita di mylar, ultimata nel 1962 sulle colline di Hollywood. Pervaso da un senso di alienazione si chiede: una sfera dalle pareti trasparenti può davvero contenere affetti e sentimenti? La domanda non troverà una risposta.Giovanni Grazzini, Un film italiano ha dato il «via» alla mostra cinematografica di Venezia, in Corriere della Sera 26 agosto 1962, p. 9

L'avvocato italiano forse ripartirà senza aver capito molto di quello che ha visto, ma sicuramente senza le certezze che aveva prima di arrivare.

Produzione Dopo l'ingente perdita economica determinata dal Gattopardo, Goffredo Lombardo, patron della Titanus, aveva deciso di rifarsi puntando su una serie di giovani registi: Loy, Olmi, Rosi, Petri, Bolognini e, per l'appunto, Franco Rossi. Oltre all'ambientazione inedita per un film italiano, Smog si avvaleva della presenza di due attori popolarissimi all'epoca, Renato Salvatori e Annie Girardot che, conosciutisi sul set di Rocco e i suoi fratelli, costituivano una coppia anche nella vita e riempivano le pagine dei rotocalchi. In più, il protagonista era l'emergente Enrico Maria Salerno, attore-feticcio di Rossi. Per la prima volta per una produzione europea, nell'estate 1961 la Titanus ottenne il permesso di girare il film completamente on location nella città californiana, che venne ripresa in più di 80 luoghi (Sunset Boulevard, Beverly Hills, Inglewood con il più grande giacimento petrolifero metropolitano, Pasadena, Hollywood, anche nella famosa Hollywood Walk of Fame, ma la relativa sequenza venne poi eliminata dal montaggio definitivo.)

Accoglienza Lanciato in grande stile nella serata di apertura della 23ª Mostra del Cinema di Venezia, il film era stato preceduto da diffidenze soprattutto da parte della stampa americana fresca di maccartismo, che temeva giudizi poco lusinghieri sulla città e disertò in massa la conferenza stampa indetta alla fine delle riprese. Dopo la proiezione a Venezia e l'indifferenza dei critici italiani, l'etichetta di antiamericanismo rimase attaccata a Rossi, che invece amava Hollywood e fu costretto a difendersi ma rimase sempre addolorato per l'immeritata reputazione. Un caso simile a quello che otto anni dopo toccò a Michelangelo Antonioni per Zabriskie Point.

Snobbato dal pubblico, il film uscì presto dalla distribuzione e la Titanus, sull'orlo del fallimento, fu costretta a vendere ai soci della MGM americana un pacchetto di film, tra cui Smog che rimase chiuso in un cassetto per sessanta anni, senza un passaggio televisivo né una presenza in rassegne retrospettive. A salvarlo dall'oblio è stata la Cineteca di Bologna che, grazie al restauro eseguito nel 2023 presso la Warner Bros. Creative Service, lo ha ripresentato in distribuzione limitata e, approfittando della ricorrenza del centenario dalla nascita di Piero Umiliani, ha promosso la riedizione della colonna sonora in album doppio.

Colonna sonora

La colonna sonora fu composta da Piero Umiliani e alle registrazioni parteciparono anche il trombettista Chet Baker e la cantante Helen Merrill. La RCA Victor nel 1962 pubblicò un album selezionando le tracce più significative.

Tracce Lato A

Lato B

Riedizione del 2026 La riedizione del 2026, a cura della CAM Sugar, include un secondo disco contenente le tracce escluse dal long playing del 1962:

Lato A

Lato B

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Film commedia Categoria:Film diretti da Franco Rossi Categoria:Film con composizioni originali di Piero Umiliani