Le regioni dell'antica Grecia erano aree identificate dai geografi greci come suddivisioni del mondo ellenico. Queste regioni sono descritte nelle opere di storici e geografi antichi e nelle leggende e miti degli antichi greci. Per comprendere appieno la storia dell'antica Grecia occorre pertanto una descrizione dettagliata delle regioni antiche.
È difficile ravvedere un criterio univoco nella suddivisione di queste regioni. Alcune - soprattutto nel Peloponneso - sono maggiormente visibili come regioni geografiche, delimitate da confini fisici come fiumi e montagne. Le regioni di questa penisola mantennero la loro identità anche a seguito delle trasformazioni del Medioevo ellenico. Al contrario, la divisione della Grecia centrale in Beozia, Focide, Doride e Locride (quest'ultima costituita da tre aree non contigue tra loro) non può essere intesa come una divisione logica detatta da confini fisici e sembra invece seguire antiche divisioni tribali.
Nondimeno anche queste regioni sopravvissero allo sconvolgimento del Medioevo ellenico, dimostrando che esse avevano acquisito minori connotazioni politiche. Al di fuori del Peloponneso e della Grecia centrale le divisioni geografiche e identitarie cambiarono nel corso del tempo, suggerendo un collegamento più stretto con l'identità tribale. Col passare del tempo, tuttavia, tutte le regioni acquisirono anche valenza geopolitica e nel periodo classico divennero comuni le leghe, organismi politici che riunivano tutte le città di una singola regione.
Queste suddivisioni tradizionali costituiscono anche la base del sistema moderno di unità periferiche della Grecia. Tuttavia ci sono differenze importanti, dato che molte delle regioni più piccole non sono rappresentate nel sistema attuale.
Peloponneso
Il Peloponneso è una grande penisola sulla punta meridionale dei Balcani e fa parte del cuore tradizionale della Grecia: esso risulta unito alla terraferma greca dall'istmo di Corinto. Il Peloponneso è convenzionalmente suddiviso in sette regioni, che rimangono in uso come unità periferiche della Grecia moderna. La maggior parte di queste regioni sono direttamente nominate nel "catalogo delle navi" dell’Iliade:Omero, Iliade, II, 459-779. ciò suggerisce che questa divisione geografica del Peloponneso sia molto antica e risalga alla Grecia micenea. Il nome significa "isola di Pelope", personaggio mitologico padre di Atreo e nonno di Agamennone e Menelao, quest'ultimo leggendario re di Sparta.
Acaia
L'Acaia o Egialo era geograficamente, allora come oggi, la regione più settentrionale del Peloponneso: occupa la fascia costiera a nord dell'Arcadia. Confinava: a sud con l'Arcadia, lungo la cresta di un'altura che va dal monte Erimanto al monte Cillene; a est con la Corinzia, vicino alla città di Sicione; ad ovest con l'Elide, lungo il fiume Larisso e la cresta occidentale dell'Erimanto. A parte la pianura intorno a Dime, a ovest, l'Acaia era generalmente una regione montuosa.
Il nome Acaia ha una storia piuttosto contorta. Nell’Iliade, Omero utilizza la denominazione Achei come termine generico per tutti i Greci; al contrario, non menziona una regione distinta avente questo nome, mentre chiama "Egialo" la parte della Grecia che in seguito fu chiamata con questo nome.Omero, Iliade, II, 574-575.
Sia Erodoto sia Pausania raccontano la leggenda secondo la quale la tribù degli Achei fu cacciata dall'Argolide da parte dei Dori durante la leggendaria invasione dorica del Peloponneso.Erodoto, Storie, VIII, 73. Perciò gli Achei costrinsero gli Egialesi (meglio conosciuti come Ioni) a lasciare la loro terra.Erodoto, Storie, VII, 94. Gli Ioni si rifugiarono temporaneamente ad Atene e l'Egialo divenne noto come Acaia.Pausania, Periegesi, VII, 1.Erodoto, Storie, I, 143-147. Probabilmente è per questo motivo che la regione conosciuta come Acaia nell'età classica non corrisponde a quella di Omero.
Storia Sotto i Romani, l'Acaia era una provincia che copriva gran parte della Grecia centro-meridionale. Questa è l'Acaia nominata nel Nuovo Testamento (ad esempio, Atti degli Apostoli 18:12 e 19:21; Lettera ai Romani 15:26 e 16:5). In ogni caso Pausania, scrivendo nel II secolo, dedica uno dei libri della sua Periegesi della Grecia all'antica regione dell'Acaia, affermando che il nome, almeno localmente, manteneva il significato del periodo classico.Pausania, VII.
Il nome Acaia in seguito fu usato anche per uno stato crociato, il Principato d'Acaia (1205-1432), che comprendeva tutto il Peloponneso, cioè una regione molto simile a quella della provincia romana.
La moderna prefettura greca dell'Acaia è in gran parte basata sull'antica regione storica.
Arcadia
L'Arcadia, geograficamente, occupava le alture al centro del Peloponneso. A nord, confinava con l'Acaia lungo la cresta di un'altura che va dal Monte Erimanto al Monte Cillene; la maggior parte del monte Aroania si trovava all'interno dell'Arcadia. A est, confinava con l'Argolide e la Corinzia lungo la cresta di un'altura che va dal monte Cillene al monte Oligirto e a sud con il monte Partenio. Ancora a sud, il confine con la Laconia e la Messenia correva attraverso le colline del Parnone e del Taigeto, in modo tale che l'Arcadia conteneva tutte le sorgenti del fiume Alfeo, ma nessuna dell'Eurota. A sud-ovest, il confine con la Messenia correva lungo le cime del monte Nomia e del monte Eleumo, e da lì il confine con l'Elide correva lungo le valli dei fiumi Erimanto e Diagone. La maggior parte della regione dell'Arcardia era montuosa, a parte le pianure intorno a Tegea e Megalopoli e le valli dei fiumi Alfeo e Ladone.
A causa del suo isolamento, dato dal carattere montano del suo territorio, l'Arcadia sembra essere stata un rifugio culturale. Quando, durante il medioevo ellenico, il dialetto dorico venne introdotto nel Peloponneso, la lingua più antica apparentemente sopravvisse in Arcadia, quella che faceva parte del dialetto arcado-cipriota. Erodoto dice che gli abitanti dell'Arcadia erano Pelasgi, il nome greco per i presunti abitanti indigeni "della Grecia, che abitava lì prima dell'arrivo delle tribù di Elleno.Erodoto I, 56–57 Mentre Erodoto sembra aver trovato l'idea che i Pelasgi non erano 'greci' inverosimilmente, è chiaro che gli Arcadi erano considerati come gli abitanti originari della regione.Erodoto VIII, 73
L'Arcadia è una delle regioni descritte nel "catalogo delle navi" nell'Iliade.Omero, Iliade II, 603–611 Agamennone diede all'Arcadia le navi per la guerra di Troia perché la regione non aveva una sua marina.
Oggi esiste l'unità periferica regionale che porta lo stesso nome, più estesa dell'antica regione.
Storia Dal VI secolo a.C., Sparta dominò il Peloponneso, e costrinse i suoi vicini, tra cui l'Arcadia, a partecipare alla sua Lega peloponnesiaca e a combattere le sue guerre. Il dominio militare spartano che comportò questa interferenza negli affari arcadici terminò improvvisamente nel 371 a.C., quando Epaminonda e il suo esercito tebano sconfissero un esercito spartano a Leuttra. In seguito, venne costituita la Lega arcadica unendo varie città dell'Arcadia in una struttura federale. Dopo la sua fondazione, la Lega arcadica assunse un ruolo attivo nella politica del Peloponneso.
Tuttavia, nel 362 a.C., si pose il problema di decidere se l'alleanza con Tebe era diventata così pressante da dividere la Lega arcadica. Le città della Lega, quindi, finirono col combattere su fronti differenti alla battaglia di Mantinea. Dopo la battaglia, e la fine dell'egemonia tebana, l'influenza della Lega arcadica diminuì. Anche se non riacquistò mai il rilievo che aveva avuto durante gli anni 360 a.C., una lega arcadica, in qualche forma, continuò ad esistere o venne ricreata, negli anni successivi alla battaglia di Mantinea. Vari riferimenti indicano che la Lega durò almeno fino al III secolo a.C. La data della sua scomparsa finale è incerta, ma al più tardi si pensa sia cessata intorno agli anni 230 a.C., quando le città arcadiche si unirono alla Lega achea.James Roy, "Arcadian League," from The Oxford Classical Dictionary, Simon Hornblower and Antony Spawforth, ed.
Argolide
L'Argolide occupava la parte orientale del Peloponneso, in primo luogo la penisola Argolide, insieme con la regione costiera a est dell'Arcadia e a nord la Laconia. Ancora a nord, al confine con la Corinzia i confini erano un po' meno delineati e questi territori erano talvolta considerati difformemente. Ad esempio, Pausania scrisse di Argolide e Corinzia come di una sola entità nel suo trattato Descrizione della Grecia;Pausania, Libro II allo stesso modo, nella Grecia moderna, la prefettura di "Argolide-Corinzia" è esistita in tempi diversi. L'Argolide prese il nome dalla città principale della regione durante il periodo arcaico e classico, Argo.
L'Argolide era presente nel "catalogo delle navi" dell'Iliade, senza che le venisse dato quel nome esplicito, ma le principali città della regione erano elencate insieme sotto la guida di Diomede.Omero, Iliade II, 559–568 Esiste una moderna unità periferica della Grecia con lo stesso nome, che occupa una piccola area dell'antica regione.
Corinzia
La Corinzia, cioè il territorio associato all'antica città di Corinto, nell'antica Grecia, si estendeva su entrambi i lati dell'istmo di Corinto. Sul lato nord dell'istmo, era delimitata dal monte Geraneia, che lo separava dai Megaresi. Sul lato del Peloponneso era delimitata dall'Acaia a ovest, e a sud dal territorio dell'Argolide. Come discusso sopra, il confine tra Argolide e Corinzia era piuttosto fluido e in entrambi i tempi antichi e moderni, le regioni sono spesso state considerate unite.
La Corinzia è citata nel "catalogo delle navi" dell'Iliade, senza indicarne esplicitamente il nome, ma citando l'elenco delle maggiori città sotto il comando di Agamennone.Omero, Iliade II, 570–573 Esiste oggi una moderna unità periferica con lo stesso nome.
Elide
L'Elide occupava la parte occidentale e più pianeggiante del Peloponneso. A nord-est, era delimitata dall'Acaia lungo il fiume Larisso e lo sperone occidentale del monte Erimanto, e ad est confinava con l'Arcadia lungo i fiumi Errimanto e Diagone fino al monte Eleumo. Dall'Eleumo, il confine con la Messenia correva lungo il fiume Neda fino al mare.
L'Elide era nominata nel "catalogo delle navi" dell'Iliade, senza citarne esplicitamente il nome (Elide, viene usato solo per il nome della città omonima), ma erano indicate le maggiori città.Omero, Iliade II, 615–624 Esiste oggi un'unità periferica che porta lo stesso nome.
Laconia
La Laconia ()Lorenzo Rocci, Vocabolario greco-italiano, Società editrice Dante Alighieri, 1943, pp.1119-1120., occupava la parte di sud-est del Peloponneso. I suoi confini erano costituiti dalle catene montuose del Parnone e del Taigeto. I confini occidentali, riguardavano la Messenia, lungo il corso del fiume Koskaraka fino a sud della città di Abia, e poi fino alla catena del Taigeto e poi ancora a nord seguendo la stessa catena montuosa. Il confine nord con l'Arcadia seguiva le colline del Taigeto e del Parnone, in modo tale che la Laconia comprendeva tutte le sorgenti del fiume Eurota. A nord-est della catena del Parnone c'era la zona costiera di Cinuria; questa era originariamente parte dell'Argolide, ma dal periodo classico era diventata parte della Laconia. La terra tra le catene del Taigeto e del Parnone formava il cuore della Laconia; la regione costiera a est del Parnone, e a sud di Cinuria faceva anche parte della Laconia.
La Lacedemonia era una delle regioni descritte nel "catalogo delle navi" nell'Iliade.Omero, Iliade II, 581–590 Nei periodi arcaico e classico, i Laconi furono membri dell'anfizionia delfica, e condivisero i due voti dei Dori al Consiglio anfizionico. Vi è oggi una moderna unità regionale della Grecia che porta lo stesso nome.
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