Anche se offuscato dal nome del più famoso di tutti i corsari, Jean Bart, ha vissuto una vita molto avventurosa, ricca di avvenimenti sia militari, sia sentimentali. Sostanzialmente si tratta del classico personaggio "cappa e spada" che nei secoli XVII-XVIII era tutt'altro che una figura letteraria.
Gli inizi della carriera
René nacque a Saint Malo nel 1673, uno dei porti favoriti dai corsari, ottavo di 10 fratelli. All'epoca era normale che vi fossero famiglie molto numerose, ma anche che la mortalità infantile le falcidiasse, cosa che accadde a 5 dei suoi fratelli, che non raggiunsero l'età adulta. La sua famiglia era legata al mare, infatti erano sia armatori che corsari. Il padre, Luc Trouin, era quasi sempre per mare, essendo al tempo stesso capitano e armatore. La madre, Marguerite Boscher, era il vero punto di riferimento della famiglia, che allevava, ma di cui curava anche gli interessi finanziari in assenza del marito.
La vita del mare affascinava il piccolo René, che passava ore a guardarlo fantasticando, specie mentre aspettava che il padre tornasse, cosa che in genere significava anche un dono riportato da chissà quale Paese esotico. Durante quelle ore, conobbe e fece amicizia con Barnabé Cloquemin, che diventerà suo grande amico e fedele compagno di avventure.
Tuttavia, all'alba della pubertà René ebbe nella sua vita degli importanti cambiamenti: a 14 anni, nel 1687, suo padre morì cinquantenne, logorato dalla durissima vita che i marinai all'epoca dovevano sopportare. Ma in quello stesso anno in cui il padre, che rappresentava il passato della sua vita, scompare, René vide i due famosi corsari Jean Bart e Claude de Forbin accolti nella sua città, dopo che, catturati dagli inglesi, erano riusciti a evadere da Plymouth e ad attraversare la Manica su di una scialuppa a remi. All'epoca erano ancora giovani (37 e 32 anni) e nel pieno della loro carriera, per cui non mancarono di impressionare René e di fargli volare la fantasia lontano dalla vita monastica cui era destinato.
Infatti, avendo la sua famiglia il consolato francese a Malaga, avevano per amico l'arcivescovo di tale diocesi, il quale era fratello naturale del Re di Spagna. Per lui, che non era il primogenito, la carriera da prelato sembrava una via predestinata.
Ma il giovane René non si interessava di vita ecclesiastica, voleva solo una cosa: la vita del mare. Dopo aver partecipato a bagordi e risse, ratti di ragazze ecc. a Rennes e a Caen, dove doveva studiare filosofia come materia propedeutica per la sua entrata in convento, accadde l'irreparabile: uccise in duello un rivale in amore. A quel punto, la sua carriera ecclesiastica tramontò definitivamente e lui, tornato a Saint Malo, si imbarcò in fretta in una nave, la Trinité (che suona alquanto ironico visto il suo fallimento nella carriera ecclesiale) da 18 cannoni, armata dalla sua stessa famiglia, sotto il capitano Legoux, Era il 16 dicembre 1690 e René aveva sedici anni. La nave non era un mercantile: praticamente la famiglia Trouin si costruiva legalmente le navi che poi usava per azioni di pirateria. Il primo scontro fu contro gli Inglesi, e si concretizzò nella cattura di un bastimento carico di indaco e zucchero, ma subito dopo un fortunale investì il piccolo Trinité con tale forza che quasi lo affondò.
Una volta riparati i danni, il vascello in cui era imbarcato René tornò in azione, e dal momento che era scoppiata la Guerra della Lega D'Asburgo, con la Francia di Luigi XIV contro il resto dell'Europa, il primo scontro che venne sostenuto fu contro un'altra nave corsara, olandese, che venne costretta alla resa.
La Trinité catturò in seguito la François Samuel e la Seven Stars of Scotland. Duguay-Trouin dimostrò tale valore da essere nominato al comando della fregata Danycan, piccolo corsaro da 14 cannoni, poco dopo aver compiuto 18 anni.
Il 6 giugno 1692, il re gli diede il comando della nave Hermine, da quaranta cannoni. Catturò con quella cinque navi all'entrata della Manica.
Il comando successivo fu quello della Couqueten, che era in migliori condizioni della precedente e aveva 18 cannoni. Questa fu la nave che gli diede il primo grande successo: in collaborazione con un'altra nave corsara, venne attaccato un convoglio mercantile inglese scortato da 2 navi da guerra della Marina, che però non riuscirono ad impedire che ben 12 mercantili fossero catturati, anche se 2 vennero poi ripresi.
Dopo quest'incredibile azione, René ebbe il comando della Profond, i cui 32 cannoni non compensavano il cattivo stato della nave. La sfortuna si abbatté su di essa, e prima una epidemia mise fuori combattimento metà equipaggio, poi vi fu uno scontro durissimo con una nave svedese che di notte ha scambiato la francese per un'altra.
Fu costretto a far scalo a Lisbona, dove Duguay-Trouin si rivelerà ancora ben predisposto per le avventure galanti e i duelli. Sempre in quell'anno, il 1693, ebbe il comando della Hercules, da 28 cannoni. Con questa ebbe uno dei suoi successi più importanti, perché proprio mentre esso aveva a bordo un grave malcontento, con gli ufficiali che premevano per rientrare a Saint Malo essendo stati per mare per troppo tempo senza successi, rivelò che in sogno vide ben 2 grandi navi venire incontro all'Hercules, e con ciò chiese altri 8 giorni di ricerca prima del rientro in porto. Il giorno dopo, caso o meno che fosse, la profezia che ebbe in sogno si realizzò, infatti i gabbiani che volavano nell'aria segnalavano l'avvicinarsi di 2 navi, che fermate si rivelarono cariche di oro, argento e avorio. Solo un fatto non era stato previsto dalla profezia; la Couqueten era in vista delle navi al momento dell'azione e per questo reclamò ed ebbe una parte della preda.
Tornato a Lisbona in varie occasioni, non perse l'occasione di far valere le sue doti di spadaccino e di amatore. Duellò addirittura con il capo cannoniere del Profond, costringendolo alla fuga; ma soprattutto nella sua città con un maestro d'armi francese, spalleggiato da 2 compagni, che riuscì a tenere in scacco fino a quando non vennero separati.
A Lisbona nel 1694 comandando la Diligente (36 cannoni) ebbe una relazione con una bella dama che però era già l'amante di un altro, un nobile. Non poté andare ad un appuntamento perché gli fu ordinato dall'Ambasciatore francese di far scappare 2 nobili portoghesi. Allora René mandò il suo amico a scusarsi del mancato appuntamento, e la dama gli diede come regalo per il suo capitano una tabacchiera con dei confetti alla cannella. Questi fecero passare un brutto guaio a bordo, perché a bordo, la cordiale atmosfera che vi era per i due ospiti portoghesi venne incrinata dall'esposizione di quella tabacchiera, quando il Conte de Prado intimò a René di dire da dove l'aveva presa, e con la complicità dell'amico si inventò istantaneamente una storia su furti e ricettatori. La cosa sembrò funzionare, ma così fu chiaro che l'amante' ufficiale della bella signora di René era proprio il conte de Prado.
Il 12 aprile 1694, a bordo della nave Diligente, coprì la fuga del convoglio che stava scortando ma fu sconfitto da uno squadrone di sei navi comandato dall'ammiraglio David Mitchell. La Diligente, a malapena a galla e perduta la maggioranza dell'equipaggio, fu costretta ad arrendersi. Duguay-Trouin fu preso prigioniero e condotto a Plymouth.
Prigionia a Plymouth Durante il 1694 Duguay-Trouoin ritornò anche alla guerra come corsaro. Al comando della Diligente vi fu un'azione contro una nave inglese da carico, scortata dal vascello Prince of Orange, con i suoi 56 cannoni. La tattica del corsaro francese fu quella di mostrare la bandiera inglese per riuscire ad avvicinarsi alla nave inglese e spararle per prima, ma alla fine decise di rinunciare: il bastimento trasportava legname e carbone, come si riuscì in qualche modo a stabilire, e così la nave francese scappò via senza nemmeno aver ammainato la bandiera, con una salva di qualche cannone tiratale dietro dal vascello inglese.
La fortuna non era stata dalla parte dei francesi, ma andò anche peggio quando 15 giorni dopo, il 12 maggio 1694, Duguay su ritrovò in mezzo ad una fitta nebbia, preso tra la costa inglese e 6 grosse navi inglesi. Il comandante volle addirittura andare all'assalto di una di queste, dopo che una cannonata abbatté parte dell'alberatura impedendo la fuga. Però la mossa non funzionò per un fraintendimento sulla rotta da seguire, e la nave venne tempestata da una tempesta di cannonate tirate dagli efficienti cannonieri inglesi. L'equipaggio francese addirittura scappò dentro la stiva per ripararsi dai proiettili, tanto che il comandante li stanò 'a colpi di granata a mano'. Ma ormai era tardi, e la bandiera di combattimento venne ammainata, così che non fosse possibile, per le leggi di guerra dell'epoca, di rialzarla ancora. In più, Duguay venne ferito ad una gamba da una fucilata. Alla fine, la nave si arrese, e il comandante Duguay venne portato a bordo la nave inglese Monck dove venne accolto con ogni riguardo, tanto che gli venne addirittura ceduta la cabina del capitano.
La nave attraccò a Plymouth, dove si continuò a trattare l'illustre prigioniero in maniera eccessivamente liberale, con la libertà di muoversi per la città e non scappare dalla cerchia di mura, solo sulla parola. L'arrivo in porto del comandante della Prince of Orange, però, cambiò le cose, perché l'inglese non aveva dimenticato il trucco della finta bandiera inglese. Così pretese che René venisse rinchiuso in prigione, cosa che in effetti venne accordata. La prigionia però non era particolarmente dura, e poteva vedersi con dei visitatori, tra cui la bella mercantessa che aveva incontrato per Plymouth. Uno dei carcerieri del corsaro francese era innamorato della bella signora che veniva a trovarlo, e il francese si arrangiò subito nel caso specifico: se non evadeva, non era detto che non sarebbe stato impiccato per l'uso sleale della bandiera. Sfruttò il cuore innamorato del guardiano, gli organizzò un incontro con la signora, che era complice nel tentativo di fuga, ma riuscì ad uscire dalla cella anche lui per tale incontro, e scappò rocambolescamente. Vi era ad attenderlo l'amico Barnabé e un altro ufficiale, che erano liberi anche loro di muoversi per la città. La scialuppa fornita da un altro amico: un capitano svedese, con armi e viveri, fu la salvezza. Imbarcate in tutto 4 persone, a forza di remo attraversarono la Manica, evitando di poco la localizzazione da parte di una fregata inglese, grazie alla nebbia, poi raggiunsero la Bretagna dopo aver evitato di affondare per via di acqua entrata a bordo e tornarono a Saint-Malo.
Fu accompagnato nella fuga dal tenente Nicolas Thomas, dal medico Lhermite, da Pierre Legendre e dal quartiermastro.
Altre missioni Poco dopo, Duguay riprese il mare, ben deciso a 'vendicarsi' della sconfitta subita dagli Inglesi. Così prese il mare con la FRANCOIS, da 48 cannoni, che lo attendeva a Rochelle.
Il 3 gennaio del 1695, al largo di Ouessant, intercettò 2 vascelli inglesi, ciascuno con una quarantina di cannoni, che scortavano un gruppo di mercantili. Questi scapparono, ma nonostante l'inferiorità numerica, la nave francese conquistò il NONSUCH.
Grazie anche a questa azione, viene inviato a Parigi e viene accolto da Luigi XIV, che gli donò una spada. Oramai i corsari erano l'unica forma di guerra navale possibile alla Francia sui mari, dopo la sconfitta di Le Houge, 1692.Tale vittoria inglese spinse i francesi a rivolgersi alla guerra sui mari contro il traffico mercantile, cosa che venne svolta in maniera molto efficace, tanto che gli inglesi finirono in stallo di fronte alla depredazione delle loro linee mercantili, e si ritrovarono più in difficoltà contro questa 'minaccia asimmetrica' che contro la flotta da guerra francese.