Icaria o NicariaAtlante Zanichelli, p.19. (, Ikarìa) è un'isola greca situata nell'Egeo centro-orientale, 19 km a sud-ovest da Samo. . Dal punto di vista amministrativo costituisce un comune assieme a Furni (unità periferica di Icaria, parte della ex Prefettura di Samo) con abitanti al censimento 2021. È annoverata tra le principali zone blu del mondo.

Nesonimo

Il nome dell'isola deriva dal mito di Icaro che secondo la leggenda precipitò in mare di fronte all'isola, ove fu seppellito dal padre Dedalo. Il cartografo ed enciclopedista veneziano Vincenzo Maria Coronelli nel suo Isolario (1696), propone una spiegazione razionale della leggenda attribuendola all'invenzione delle vele "da Poeti raffigurate nell'ale". Scrive Coronelli alla voce "Nicaria": "[...] Gli Storici, riducendo al veridico il favoloso, riportano...omissis... che Dedalo fabbricasse due navigli, sopra i quali esso, ed Icaro suo giovinetto figliolo fuggissero da Creta, ma perseguitati dalle triremi del Re Minosse, Dedalo aggiungesse a remi delle sue navi le Vele (da Poeti raffigurate nell'ale) che da nessuno prima d'all'hora erano state usate. In tal guisa di gran lunga avanzando nella velocità i Legni di Minos, hebbe modo di salvarsi in Pergamo, che così, a riferita di Pausania, chiamavasi all'hora l'isola. Ma Icaro, che contra i documenti del Genitore, volle colla sua nave tenersi troppo in alto Mare, sopraggiunto da fiera borrasca, corse naufragio, e gettato anch'esso dal Mare a Pergamo, questa in memoria dell'infausto successo, fu d'indi in poi chiamata Icaria, ed Icario il mare, dove seguì il naufragio. [...]".

Più prosaicamente è probabile che l'origine del nesonimo sia fenicia, come nei casi delle vicine Samo e Chio, adattato in epoche successive - attorno al V secolo a.C. secondo Antony J. Papalas, autore delle pubblicazioni citate in bibliografia - al mito di Icaro per affinità fonetiche.

Geografia fisica Territorio

L'isola di Icaria si trova nella zona centro-orientale del mar Egeo, tra le Isole Cicladi e la costa dell'Anatolia. L'isola ha una superficie di 255,32 Km², e si sviluppa per una lunghezza di circa 40 Km in direzione sudovest-nordest, dalla punta più est, Capo Phanari (antico capo Drakanon), alla punta più a ovest, Capo Papas. La larghezza dell'isola varia da un minimo di circa 2 km nella parte nord ad un massimo di circa 9 km nella regione centrale. Le coste misurano circa 160 Km di lunghezza. Le rive sono strette e non ci sono baie degne di nota né porti naturali..

Il profilo batimetrico intorno all'isola è asimmetrico: a nord, poco lontano dalla costa, il fondale supera i 1.000 metri di profondità, mentre quello a sud raramente oltrepassa i 100–200 m.

Dal punto di vista geologico Icaria occupa, insieme alle vicine isole di Samos e Fournoi, una posizione geotettonica di transizione tra il Massiccio delle Cicladi e la Zona Pelagoniana a ovest, e il Massiccio di Menderes a est. L'isola appartiene inoltre alla fascia tettono-metamorfica mediana degli Ellenidi, caratterizzata da unità tettoniche alpine e prealpine. È costituita principalmente da cristalli-scisti, o rocce semi-metamorfiche e metamorfiche. Queste rocce includono gneiss, scisti, marmi e graniti vari. La parte occidentale dell'isola è costituita da granito, simile al granito di Nasso e Micono. La sua età è collocata nel Miocene Inferiore e costituisce il più grande gruppo plutonico dell'Egeo. La parte orientale dell'isola è costituita da gneiss, scisti moscoviti, scisti marmorei e semimetamorfici. Le rocce della parte orientale sono separate dalla parte occidentale da una grossa vena granitica.

A causa della struttura geologica dell'isola, ed anche dell'elevata piovosità, le frane sono molto comuni a Ikaria, provocando un notevole impatto economico e sociale sull'isola, poiché ogni anno un gran numero di strade vengono distrutte interrompendo le comunicazioni tra i villaggi, con pesanti ripercussioni sulla vita delle persone.

La morfologia dell'isola è caratterizzata dalla catena montuosa dell'Atheras, anticamente chiamata Pramnos, che la attraversa interamente dividendola in due, con la parte settentrionale grande circa il doppio di quella meridionale. Pertanto la montagna scende in modo abbastanza ripido sul versante sud creando una costa quasi ininterrotta, mentre digrada molto più uniformemente e dolcemente sul versante nord formando degli altopiani e rendendo il versante nord molto più fertile del versante sud. Le cime più alte dell'Atheras sono il monte Efanós (Εφανός) o Fardhi (Φάρδη) a nord (1.042 m slm), il monte Ipsili (1.025 m slm) nella zona centrale e il monte Melissa (Μέλισσα) (1.014 m slm) nella zona sud-occidentale.

Il territorio è prevalentemente montagnoso e le uniche pianure si trovano a nord presso Kampos e nella zona nord-orientale a Faros dove si trova anche l'unico aeroporto dell'isola. Nella parte centro-occidentale dell'Atheras, ad un'altitudine compresa tra i 200 e gli 800 m, si trova la Foresta di Randi, un bosco secolare di grande valore scientifico, costituito da Quercus ilex, Quercus coccifera, Arbutus unedo e Arbutus andrachne, che copre una superficie di circa 16 chilometri quadrati. La parte sud-occidentale dell'isola è occupata da estesi altopiani ricoperti di boschi fino alla quota di 800/900 metri. Questi boschi, ora limitati dalla pastorizia, sono il residuo dell'ampia foresta che in passato ricopriva completamente l'isola. Data la sua conformazione l'isola è quasi del tutto riva di porti naturali.

Il mare a nord dell'isola, quattro miglia al largo delle spiagge, supera i 1.100 metri di profondità; le ripide scarpate subacquee a nord dell'isola sono considerate habitat ideale per i capodogli, di cui vi fu ad Evdilos, nel recente passato, una stazione di osservazione; l'andamento dei fondali a sud dell'isola è più dolce, con profondità di gran lunga inferiori.

Orografia Diversamente dalla maggioranza delle isole dell'Egeo, Icaria ha grande abbondanza di acqua. Ci sono centinaia di sorgenti di acqua dolce in tutto il territorio utilizzate sia per l'approvvigionamento idrico che per l'irrigazione agricola. Le molte sorgenti presenti sulle pendici dei monti dell'Atheras alimentano laghi, torrenti e anche alcuni fiumi che scorrono durante tutto l'anno. Questa situazione ha consentito la realizzazione di diversi bacini idrici: Lago di Pezi, sull'altopiano occidentale, ad una altitudine di circa 500 m., presso il villaggio di Raches. Uno sbarramento, chiamato Μεγάλο Φράγμα (ovvero Megalo Fragma "Grande Diga") realizzato nel 1995 sul torrente Pezi, ha consentito, sfruttando una depressione naturale abbastanza profonda del terreno di realizzare un bacino artificiale di circa 1 milione di metri cubi utilizzato per irrigazione. Il lago alimenta anche il fiume Chalaris durante tutto l'anno. Lago di Vathes, sull'altopiano occidentale, presso Kastanies, creato tramite una diga sul fiume Mirsonas, chiamata Μικρό Φράγμα (ovvero Mikro Fragma "Piccola Diga). Serbatoio di Christos ad Agios Kirikos, costruito nel 2001, ha una capacità di 80.000 metri cubi ed è utilizzato per l'approvvigionamento idrico e l'irrigazione nell'area di Agios Kirikos.

È prevista inoltre la costruzione di piccoli serbatoi nelle aree Lydi, Kyparissi, Kouniadi e Langada e due dighe a Perdiki e Therma, che contribuiranno in modo significativo allo sfruttamento delle risorse idriche di Ikaria.

Data la morfologia del territorio i corsi d'acqua scorrono prevalentemente lungo il versante settentrionale dell'isola. I più importanti sono (da ovest verso est): Chalaris (Χάλαρη) detto anche Halaris, dal lago artificiale di Pezi presso Raches, sfocia sulla costa nord-occidentale a Nas, lungo il suo percorso forma una gola molto caratteristica e quasi alla foce una cascata che alimenta un laghetto; Harakas (Χάρακα), sfocia a Livadi presso Armenistis; Mirsonas o Myrsonas (Μύρσωνα), forma il lago artificiale di Vathes presso Kastanies e sfocia presso la spiaggia di Messakti, ove forma la relativa zona umida, a circa 0,5 km a ovest di Gialiskari; Voutsides (Βουτσιδές), sfocia presso Kampos; Aris (Άρη), sfocia sulla spiaggia omonima presso il villaggio di Karavostamo. Nel suo percorso finale il fiume attraverso un fitto bosco, dove si trovano diversi vecchi mulini ad acqua ancora utilizzati dalla gente del posto per macinare il grano.

Clima

Il clima dell'isola è tipicamente mediterraneo con inverni miti e piovosi e estati calde e soleggiate con oltre 300 giorni di sole all'anno e precipitazioni medie annue intorno ai 700–800 mm. La temperatura media annuale arriva fino a 19,3 C, mentre i suoi valori massimi e minimi sono 22,5 e 13,5 °C. Le estati sono secche e calde con luglio e agosto che sono i mesi più caldi con temperature medie giornaliere massime e minime e basse di circa 32 °C e 22 °C.

In inverno le temperature diurne variano fra i 13/15 gradi con gennaio e febbraio che sono i mesi invernali più freddi con temperature medie massime e minime di 13 °C e 7 °C. Vi possono messere anche periodi di qualche giorno con temperature massime al di sotto dei 10 gradi. Dicembre e gennaio sono anche i mesi più piovosi. In alcune stagioni, specialmente nelle zone interne che sfiorano i 1.000 m può anche cadere la neve. In primavera il clima è mite con temperature medie che salgono dai 12 ai 18 gradi e piovosità che diminuisce progressivamente. A meta maggio comincia a soffiare il vento da nord fresco e secco chiamato Meltemi. L'estate è calda e soleggiata. In giugno, luglio e agosto piove raramente. Quando soffia il Meltemi l'isola viene rinfrescata e le temperature massime rimangono al di sotto dei 30 gradi.

Il Meltemi soffia da nord nord-est con intensità variabile generalmente fra i 20 e 30 nodi, ma può raggiungere i 35 e raramente i 40 nodi. A causa dell'effetto catabatico questi venti sono particolarmente sentiti sul lato sud dell'isola, mentre sul lato nord dell'isola possono portare grandi mareggiate. Infatti l'isola di Icaria si trova in mezzo ad un corridoio privo di isole, che inizia nella penisola Calcidica e arriva fino all'isola di Scarpanto nel Dodecaneso, in cui il Meltemi si incanala, quindi giunto a Icaria, data la sua morfologia montagnosa, si alza lungo il versante settentrionale a scavalcare le montagne e poi ridiscende sul versante meridionale acquistando maggiore velocità.

Il mare non è mai molto caldo perché i fondali sono profondi e il vento estivo mescola le acque superficiali con quelle profonde più fredde. Nei mesi di luglio, agosto e settembre la temperatura dell'acqua arriva ai 23 gradi.

Storia Preistoria e Storia antica

Le prime testimonianze di insediamenti umani sull'isola di Icaria risalgono al periodo neolitico (circa settimo millennio a.C.) ritrovate nell'area di Faros, di Kampos e di Glaredo, tracce di popolazioni pre-elleniche definite genericamente "pelasgi" di cui si conosce molto poco poiché non adottavano tecniche di scrittura (per confronto, analoghi ritrovamenti sulle vicine isole di Chio e di Samo vengono fatti risalire rispettivamente a 4.000 ed a 6.000 anni prima di Cristo..

Gli Elleni (Achei, Ioni ed Eoli seguiti in epoca successiva dai Dori) si affacciarono all'Egeo nel II millennio a.C., assumendone il controllo attorno al 1200 a.C. dopo la guerra di Troia (probabile conseguenza dell'espansionismo miceneo verso l'Anatolia) ma di una loro presenza ad Icaria non si è trovato riscontro.

Secondo lo storico e geografo Strabone, popolazioni greche (di origine ionica) provenienti dalla città-stato di Mileto colonizzarono Icaria attorno al 750 a.C., forse inviate sull'isola per farne un luogo di appoggio alle navi milesie sulla rotta delle colonie nel Preponto (odierno Mar di Marmara); il ritrovamento di vasellame risalente al periodo geometrico nella necropoli di Katafygi, ad Oenoe (odierna Kampos) ed in prossimità del tempio eretto in onore di Artemide Tauridea a Tauropolion (odierna Nas), costituisce una conferma archeologica alla narrazione di Strabone.