La joesmithite (simbolo IMA: Joe) è un minerale molto raro del supergruppo dell'anfibolo, all'interno del quale viene collocato nel "gruppo degli anfiboli con W(OH,F,Cl)-dominante" e da lì al sottogruppo degli anfiboli di calcio dove è in attesa di essere assegnato in via definitiva al "gruppo contenente la radice orneblenda nel nome"; essendo un anfibolo, appartiene agli inosilicati e pertanto alla famiglia minerale dei "silicati", e possiede composizione chimica .

La struttura cristallochimica della joesmithite è quella degli anfiboli ma ha due caratteristiche che lo rendono unico: è l'unico anfibolo contenente piombo nel sito A e berillio nel sito T (in base alla formula chimica generale AB2C5T8O22W); inoltre il gruppo spaziale è P2/a e non C/2m..

Etimologia e storia La joesmithite prende il nome in onore del professor Joseph ("Joe") Victor Smith (1928 - 2007), mineralogista e petrologo dell'Università di Chicago (in Illinois, Stati Uniti) per i suoi contributi alla geologia lunare, ai feldspati e alle zeoliti.

È stata scoperta analizzando una serie di campioni raccolti nel 1922 a Långban presso Filipstad (nella contea di Värmland in Svezia) etichettati come minerali somiglianti alla pinakiolite e approvata dall'IMA nel 1968. La somiglianza con la pinakiolite è solo nell'aspetto: la paragenesi e la morfologia del cristallo sono differenti e l'analisi con la diffrazione dei raggi X ha rilevato solo qualche somiglianza con gli anfiboli che cristallizzano secondo il sistema monoclino (detti per questo anche "clinoanfiboli").

Classificazione Nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale fino al 2009, elenca la joesmithite nella classe "9. Silicati (germanati)" e nella sottoclasse "9.D Inosilicati"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla struttura cristallina del minerale in modo tale da trovare la joesmithite nella sezione "9.DE Inosilicati con catene doppie di periodo 2, Si4O11; clinoanfiboli" dove forma il sistema n 9.DE.10.

Tale classificazione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat.

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la joesmithite si trova nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse degli "inosilicati"; qui il minerale è l'unico membro del sistema nº VIII/F.11 all'interno della sezione del "gruppo anfibolo [Si4O11]6- a due bande; anfiboli Pb-Ca".

Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la joesmithite nella famiglia dei "silicati"; qui si trova nella classe degli "inosilicati: catene doppie non ramificate, W=2" e nella sottoclasse degli "inosilicati: catene doppie non ramificate, configurazione anfibolo W=2", dove è l'unico membro del sistema nº 66.01.04.

Abito cristallino La joesmithite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale P2/a con i parametri reticolari a = 9,915(2) Å, b = 17,951(4) Å, c = 5,243(1) Å e β = 105,95(2)°, oltre ad avere 2 unità di formula per cella unitaria.

Origine e giacitura La joesmithite è un raro minerale trovato in un giacimento metamorfosato di ferro e manganese; la paragenesi è con barite, calcite, ematite, magnetite, egirina ricca di manganese e quarzo.

Più precisamente il minerale è stato trovato nello skarn formato da ematite, magnetite e schefferite come incrostazione delle cavità rimanenti durante l'ultima fase di cristallizzazione e contenente inclusioni pecilitiche di cristalli di magnetite e grani di quarzo.

È stata trovata solo in Svezia: oltre alla sua località tipo, la miniera di "Långban" () presso Filipstad, ci sono stati ritrovamenti anche nella miniera di "Harstigen" presso Persberg.

Forma in cui si presenta in natura La joesmithite è stata scoperta sotto forma di cristalli prismatici appiattiti simili a quelli dell'orneblenda lunghi fino a 1 cm. Il minerale è da trasparente a opaco con lucentezza semi adamantina; il colore è nero, mentre quello del suo striscio è marrone chiaro.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Anfibolo Categoria:Minerali del berillio Categoria:Minerali del calcio Categoria:Minerali del magnesio Categoria:Minerali del piombo