Biografia
Trasferitosi a Roma nel secondo dopoguerra, entrò nel Fronte dell'Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini, lavorando come giornalista nella redazione de L'Uomo Qualunque, occupandosi di musica e sport, e divenendone anche direttore.
Dopo la chiusura de L'Uomo Qualunque collaborò ad altri giornali, tra cui Il Gatto Selvatico, la rivista aziendale dell'Eni, insieme a Gino Giugni e al regista Piero Schivazappa.
Nel 1965 fondò la rivista musicale Big, di cui fu direttore e da cui ebbe origine Ciao 2001; Big fu, con Ciao amici e Giovani, è stata una delle riviste che ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo del beat in ItaliaClaudio Pescetelli - Una generazione piena di complessi - Editrice Zona, Arezzo, 2006Nicola Sisto - C'era una volta il beat. Gli anni sessanta della canzone italiana, edizioni Lato Side, 1982Ursus (Salvo D'Urso) - Manifesto beat - Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990; al contrario di queste due riviste, che per lo più privilegiavano l'aspetto musicale e le notizie sui complessi e i cantanti, Big trattava spesso anche argomenti politici e sociali d'attualità.
Continuò l'attività di giornalista negli anni '70 per poi ritirarsi alla fine del decennio; è sepolto a Roma.
Nella sua città natale è stato istituito un premio a lui dedicato, il Memorial Ilario ed Igino Lazzari.
Note
Bibliografia Igino Lazzari, Voglio la bella Mirta, 1958, Brescia Sandro Setta, L'Uomo qualunque, 1944-1948, 1975, Edizioni Laterza, Bari