Biografia Giacomo (o Jacopo), figlio di Giambattista e Lucrezia Panara, dopo un primo apprendistato a Modena con Francesco Stringa (1635-1709), passò a Bologna ed ebbe come maestro Giovan Gioseffo Dal Sole (1654-1719) dal 1701 al 1707. Rientrato a Modena lavorò agli affreschi di Palazzo Ducale dal 1707 al 1712, sotto la direzione prima di Stringa e poi, dopo la morte di questi, di Jacopino Consetti. Si trasferì a Roma tra il 1712 e il 1713.

Divenne membro della Congregazione dei Virtuosi al Pantheon nel 1718 e poi dell'Accademia di San Luca il 2 settembre 1725, nel periodo in cui era principe dell'Accademia il pittore Giuseppe Bartolomeo Chiari. Fu insignito del titolo di "Accademico d'onore" dell'Accademia Clementina di Bologna.Giampietro Zanotti, Storia dell'Accademia Clementina di Bologna aggregata all'Istituto delle Scienze e delle Arti, Bologna 1739, vol. II, p.334 Fu amico e collaboratore di Sebastiano Conca, massimo esponente della scuola romana del Settecento. Dal 1718 al 1735 visse nel palazzo Petroni (oggi Palazzo Cenci-Bolognetti) in piazza del Gesù, residenza dell'ambasciatore a Roma del Ducato di Modena e Reggio, avendo come laboratorio dei locali nel Palazzo Venezia, ospitato dal cardinale Angelo Maria Querini (la sua presenza a Palazzo Venezia è documentata almeno dal 1727Carla Appetiti, Sant'Eustachio, Roma 1964, p. 51). Dal 1738 al 1760 visse e lavorò al secondo piano del Palazzo FarneseOliver Michel, L'Accademia, in: AA. VV, Le Palais Farnese, Ecole Francaise de Rome, Roma 1981, pp. 567-609, grazie al cardinal Neri Maria Corsini, diplomatico pontificio e nipote di Papa Clemente XII. Poi si trasferì nel Palazzo Savelli Orsini in via Monte Savello nel territorio della allora parrocchia della Basilica di San Nicola in Carcere. Nell'agosto del 1718 entrò a far parte dell'Arciconfraternita delle Sacre Stimmate di San Francesco, che si riuniva nei locali annessi alla vicina Chiesa delle Santissime Stimmate di San Francesco, alla quale partecipò fino alla morteMorte e sepoltura del pittore Giacomo Zoboli (1681-1767) di Maurilio Lovatti.. Le prime commissione romane gli derivano dai Gesuiti, di cui era superiore generale dal 1706 il teologo modenese Michelangelo Tamburini.

Nel 1724 dipinse la morte di Cesare per la nobile famiglia dei marchesi Rangoni di Modena. Per diversi studiosi questo dipinto è una delle prove dell'esistenza di un neoclassicismo ante litteram in ambito romano in particolare nell'Accademia di San LucaItalo Faldi, Gli inizi del neoclassicismo in pittura nella prima metà del Settecento, in: AA. VV., Nuove idee e nuova arte nel Settecento italiano, Accademia nazionale dei Lincei, Roma, 1977, pp. 495-523. Per Rudolph, Zoboli "dipinse opere che denotano un sorprendente anticipo del Neoclassicismo del secondo Settecento".Stella Rudolph, La pittura del Settecento a Roma, Longanesi, Milano 1983, p. 811 Per altri autori, anche se non è provato che Zoboli sia un precursore del neoclassicismo, egli è stato comunque capace di interpretare gli ideali estetici di un'arcadia razionalista "opposta alle effusioni del Barocco"Federica Pirani, Antichità capitoline per un dipinto di Giacomo Zoboli, in: Bollettino dei musei comunali di Roma, 1995, 9, pp. 35-47; per Vittorio Casale, Zoboli è certamente espressione di un "cosciente protoneoclassicismo"Vittorio Casale, I quadri di canonizzazione: Lazzaro Baldi e Giacomo Zoboli, in: Paragone Arte, 1982, 389, pp. 33-61, alla p. 49

Nel 1726, in occasione della canonizzazione di San Luigi Gonzaga e di San Stanislao Kostka, dipinse San Luigi Gonzaga tra gli appestati e La comunione di Stanislao Kotska. Papa Benedetto XIII acquistò entrambi i dipinti per 400 scudi d'argento e li fece collocare nel Palazzo del Quirinale.Maria Barbara Guerrieri Borsoi, I disegni di Giacomo Zoboli (1681-1767) nel Museo Barocco di Ariccia in M. B. Guerrieri Borsoi, F. Petrucci (ed.), Il museo del Barocco romano, De Luca, Roma 2008, pp. 89-152, alla p. 93 Papa Benedetto XIV volle trasferirli nella sua residenza estiva a Castel Gandolfo. Infine Papa Pio IX li donò alla Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso in Roma, dove sono attualmente conservati.

Negli anni successivi fu attivo sia per commissioni di tipo ecclesiastico, sia private, protetto dal cardinale Neri Maria Corsini sotto il Pontificato di Papa Clemente XII e dal cardinale Silvio Valenti Gonzaga durante il Pontificato di Papa Benedetto XIV. Nel 1727 dipinse l'Incontro tra la Santa vergine e Elisabetta per la Basilica di Sant'Eustachio a Roma. Due anni dopo, per la stessa basilica realizzò San Girolamo ascolta la tromba del giudizio universale, molto apprezzato dai contemporanei e che lo rese famoso anche fuori dalla Capitale. Oltre che a Roma, i suoi dipinti più significativi si trovano anche a Modena e a Brescia. In quest'ultima città il vescovo e cardinale Angelo Maria Querini lo incaricò nel 1732 di dipingere la pala dell'altare maggiore della cattedrale di Santa Maria Assunta, il duomo nuovo di Brescia allora in costruzione. Il grande successo ottenuto dalla pala dell'Assunta di questa chiesa, tra l'altro, induce nel 1742 i padri filippini della Pace di Brescia a commissionare allo Zoboli il dipinto più importante della loro chiesa, allora in costruzione: la commissione riguardava un dipinto dedicato a San Filippo Neri, il fondatore della Congregazione dell'Oratorio dei Padri Filippini. L'opera verrà completata a Roma nel 1745 e collocata nel secondo altare della navata destra della Chiesa di Santa Maria della Pace (Brescia)Maurilio Lovatti, L'Assunta di Giacomo Zoboli, in: M. Bonetti, M. Lovatti, La chiesa vecchia dell'Assunta nel quartiere Chiesanuova a Brescia, Brescia, 2022, pp. 25-33, alla p. 28. Nel 1745 dipinse il Trionfo della fede, per il Monastero della Santa Croce (Coimbra) in Portogallo. Nel 1748 realizzò L'Assunta per la chiesa di Santa Maria degli Angeli (Brescia) annessa al convento delle monache agostiniane di Brescia. Celebre è anche l'opera S. Francesco di Sales e la beata Giovanna Francesca Frémyot de Chantal nel Monastero della Visitazione a Madrid del 1754, commissionata dalla regina spagnola Maria Barbara di Braganza, moglie di Ferdinando VI di SpagnaMaria Barbara Guerrieri Borsoi, I disegni di Giacomo Zoboli (1681-1767) nel Museo Barocco di Ariccia in M. B. Guerrieri Borsoi, F. Petrucci (ed.), Il museo del Barocco romano, De Luca, Roma 2008, pp. 89-152, alla p. 95.

Nel 1742 la Reverenda Fabbrica della Basilica di San Pietro in Vaticano gli conferisce l'incarico di supervisore della realizzazione dei mosaici della Cappella della Madonna della Colonna che comprendeva il compito anche di preparare i disegni per i mosaici. Insieme a Giovanni Paolo Pannini nel 1747 compilò l'inventario della raccolta Sacchetti acquistata da papa Benedetto XIV per formare il nucleo iniziale della nascente Pinacoteca Capitolina su incarico del Segretario di Stato cardinale Silvio Valenti Gonzaga. Pannini e Zoboli, con una perizia di stima, valutarono la raccolta Sacchetti pari a 36.709 scudi. Nota sulla Collezione Sacchetti dal Sito dei Musei Capitolini di Sergio Guarino; Sergio Guarino, La Pinacoteca capitolina dall'acquisto dei quadri Sacchetti e Pio di Savoia, in Guercino e le collezioni capitoline, Ed. Carte Segrete, Roma 1991, pp. 43-62, alla p. 54. Nel 1750, durante i lavori di allestimento della Pinacoteca dei Musei Capitolini, fu chiamato sempre col Pannini, a formulare pareri sulle opere da esporsi e sui colori delle pareti e dei pavimenti della Pinacoteca per meglio valorizzare i dipinti.

Numerosi dipinti di Zoboli, pur citati in varie fonti documentali, risultano attualmente non identificabili o andati distrutti. Per quando riguarda le numerose commissioni estere, in diversi Stati europei, non sono individuabili la Natività di Gesù e Santa Caterina Fieschi commissionate dal re Giovanni V del Portogallo; il Beato Giovanni Regis gode la gloria del cielo (1716-1719), commissionato dal Principe Elettore Massimiliano II Emanuele di Baviera; il Trasporto dell'Arca con David che balla e il Giudizio di Salomone inviati a Londra; la Madonna con Bambino e altre figure inviato a Colonia; San Giovanni Nepomuceno con angeli inviato a Praga; e Pietà con le Marie inviato a Vienna. Risultano inoltre non reperibili una trentina di opere destinate a chiese e palazzi di Roma, secondo un dettagliato elenco pubblicato da Maria Barbara Guerrieri BorsoiMaria Barbara Guerrieri Borsoi, I disegni di Giacomo Zoboli (1681-1767) nel Museo Barocco di Ariccia in M. B. Guerrieri Borsoi, F. Petrucci (ed.), Il museo del Barocco romano, De Luca, Roma 2008, pp. 89-152, alla p. 105.

In passato sono stati erroneamente attribuiti a Zoboli alcuni dipinti. In particolare: lo Sposalizio di Maria e la Presentazione al tempio nella chiesa dei Capuccini italiani a Coimbra e il Suicidio di Lucrezia nella Galleria nazionale di Dublino.

Per espressa volontà testamentaria, fu seppellito nella Chiesa delle Santissime Stimmate di San Francesco a Roma, anche se l'esatta ubicazione della sua tomba non è attualmente individuabile.

Opere

Madonna col Bambino, san Geminiano e sant'Antonio abate, pala d'altare nella chiesa parrocchiale di Sant'Adriano III a Spilamberto (Modena), 1714Dizionario Biografico degli artisti, in AA. VV., La pittura in Italia. Il Settecento, Electa, Milano 1990, tomo II, pp. 599-908, alla p. 904 Pala d'altare raffigurante Santa Francesca Romana nell'omonima cappella nella chiesa di Santa Maria in Trastevere a Roma, 1724Maria Barbara Guerrieri Borsoi, L'attività romana di Giacomo Zoboli, in: Antichità viva, 1983, a. XXII, pp. 11-21, alla p. 12 Comunione di Santa Francesca Romana, nei locali del monastero delle oblate di Santa Francesca Romana a Roma,Giorgio Falcidia, Di Benefial, di Stefano Parrocel e d'altro, in: Prospettiva, 1983-84, n. 33-36, pp. 287-295, alla p. 292, n. 9 San Luigi Gonzaga tra gli appestati, cappella di S. Filippo Neri nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, Roma 1726 La comunione di Stanislao Kotska, cappella di S. Filippo Neri nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, Roma 1726 Storie di Stanislao Kotska, 12 dipinti ad acquerello nelle stanze di San Stanislao annesse alla Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale, Roma 1726 San Matteo impone il velo a Ifigenia (figlia del re etiope) e alle Vergini, chiesa di San Matteo, Pisa, 1735 circa Morte di Cesare, collezione Buitoni, Perugia, 1724 Morte di Pompeo, collezione Buitoni, Perugia, 1731 Incontro tra la santa Vergine e Elisabetta, nella basilica di Sant'Eustachio a Roma, 1727 San Gerolamo ascolta la tromba del giudizio universale, nella basilica di Sant'Eustachio a Roma, 1729 Martirio di san Giovanni Nepomuceno, collezione privata, Roma, 1730 circaMaria Barbara Guerrieri Borsoi, L'attività romana di Giacomo Zoboli, in: Antichità viva, 1983, a. XXII, pp. 11-21, alla p. 13. Salomone e la regina di Saba, Galleria di Palazzo Corsini alla Lungara, Roma, 1730 circaMaria Barbara Guerrieri Borsoi, I disegni di Giacomo Zoboli (1681-1767) nel Museo Barocco di Ariccia in M. B. Guerrieri Borsoi, F. Petrucci (ed.), Il museo del Barocco romano, De Luca, Roma 2008, pp. 89-152, alla p. 94 Predica di san Vincenzo De' Paoli, Galleria di Palazzo Corsini alla Lungara, Roma, 1737 Il martirio del beato Giovanni da Prado, Galleria di Palazzo Barberini, Roma Morte di san Giovanni Francesco Regis, nei locali della sacrestia della chiesa del Gesù, Roma, 1737Il dipinto non è datato, ma Maria Barbara Guerrieri Borsoi, per motivi stilistici, lo presume del 1720. in: L'attività romana di Giacomo Zoboli, in: Antichità viva, 1983, a. XXII, pp. 11-21, alla p. 11; tuttavia il dipinto, molto verosimilmente dovrebbe risalire alla data della canonizzazione; così anche Opere del pittore Giacomo Zoboli (1681-1767) di Maurilio Lovatti. San Luigi Gonzaga aiuta un ammalato con Madonna e Bambino, san Domenico, sant'Ambrogio e santa Caterina da Siena, collezione privata, Roma