La Cornovaglia (in cornico Kernow ; o ) è una contea inglese ubicata nella zona sud-occidentale della Gran Bretagna, all'estremità dell'omonima, lunga e vasta penisola, che si protende verso l'Atlantico.
Dal punto di vista strettamente geografico la penisola di Cornovaglia è molto più estesa dell'omonima contea, che infatti costituisce solo la sua estremità occidentale, mentre la penisola comprende anche l'intera contea del Devon e una buona parte di quella di Somerset. La contea di Cornovaglia è una delle sei nazioni celtiche. La lingua locale, oggi riportata in uso, seppur marginalmente, da alcuni appassionati, è imparentata con il gallese e ancora più con il bretone.
Il centro amministrativo e l'unica city è Truro, mentre la capitale storica è Bodmin. Comprese le isole Scilly, che si trovano a 45 chilometri dalla costa, la Cornovaglia si estende su una superficie di chilometri quadrati. La popolazione supera i abitanti. Il turismo è una parte importante dell'economia locale, anche se è la zona più povera del Regno Unito, e quella che fornisce il minor contributo all'economia nazionale.
Storia
La storia della Cornovaglia cominciò con le popolazioni pre-romane, che includevano individui di lingua celtica, che si sarebbero sviluppate nel brittonico e nel cornico. Dopo un periodo di dominazione romana, la Cornovaglia tornò indipendente sotto la guida di capi celtici. Dopo avere avuto un'autonomia parziale dal Regno d'Inghilterra, fu incorporata nella Gran Bretagna e infine nel Regno Unito. La Cornovaglia compare anche in opere pseudo-storiche o leggendarie come la Historia Regum Britanniae di Goffredo di Monmouth, un precursore di gran parte delle leggende arturiane (vedi Duchi leggendari di Cornovaglia).
Cornovaglia pre-romana
La Cornovaglia e il vicino Devon erano ricchi di stagno, che fu estratto abbondantemente durante l'età del bronzo da popolazioni associate con la cultura del vaso campaniforme. Lo stagno è necessario per produrre il bronzo dal rame, e, a partire dal 1600 a.C., la parte occidentale della Britannia si trovò all'interno di un'importante corrente commerciale di esportazione dello stagno in Europa. Ne seguì una grande prosperità (vedi cultura del Wessex).
Evidenze archeologiche che attestano una rottura con la cultura precedente, attorno al XII secolo a.C., hanno fatto ipotizzare un movimento migratorio o una vera e propria invasione nella Britannia meridionale. Attorno al 750 a.C. nell'isola iniziò l'età del ferro, durante la quale, grazie all'introduzione di attrezzi di ferro e asce, si svilupparono le pratiche agricole. La costruzione di fortezze in collina raggiunse l'apice in questo periodo. Tra il 900 e il 500 a.C. la cultura e i popoli celtici si diffusero in tutte le isole britanniche. La prima menzione che si ha nelle fonti classiche della Cornovaglia viene da uno storico greco della Sicilia, Diodoro Siculo (circa 98–ca. 30 a.C.) che probabilmente cita o parafrasa il geografo greco del IV secolo Pitea di Marsiglia, che veleggiò verso la Britannia. Secondo Strabone erano i fenici a commerciare con gli abitanti della Cornovaglia.
La Cornovaglia continuò a fungere da principale fornitore di stagno per le civiltà mediterranee, tant'è che i Romani chiamavano le isole britanniche con il nome di "isole dello stagno", mutuando questa definizione dai mercanti fenici che commerciavano con la Britannia attraverso le colonie cartaginesi in Spagna. Esiste una forte convinzione locale secondo cui alcuni abitanti della Cornovaglia discenderebbero da coloni fenici.
Quando fecero la loro comparsa le fonti classiche, la Cornovaglia era abitata da tribù di lingua celtica. I Romani conoscevano l'area come Cornubia, nome correlato con le parole Kernow o Curnow (parole corniche per Cornovaglia). Si è anche ipotizzato che questo nome potrebbe derivare dalla tribù celtica dei Cornovi, che, stando ai Romani, vivevano nelle odierne contee dello Staffordshire settentrionale, del Shropshire e del Cheshire, nelle Midlands Occidentali.
Un popolo con questo nome è conosciuto dai Romani nell'area tra il Powys e il Shropshire, che si trovano nelle odierne Galles e Inghilterra.
Una teoria poco probabile suggerisce che un contingente fu inviato nella parte sud-occidentale del paese per regnare sulla terra e bloccare gli invasori irlandesi, teoria però smentita da Philip Payton nel suo libro Cornwall - A History, 1996. Una situazione simile ci fu nel Galles settentrionale. Tuttavia, non esistono prove a supporto di questo movimento verso ovest e il toponimo cornico di Durocornavium (forse Tintagel), riportato da Tolomeo farebbe pensare che lì ci fosse una tribù indipendente denominata "Cornovi" o "gente del corno". Forse erano una sottotribù del più grande popolo dei Dumnoni, che, a quel tempo, occupava gran parte del territorio occidentale dell'isola.
Cornovaglia romana Durante la dominazione romana la Cornovaglia rimase un po' fuori dalle principali correnti della romanizzazione. Le principali strade costruite dai conquistatori non si estendevano più a ovest di Isca Dumnoniorum (Exeter). Inoltre lo stagno britannico fu ampiamente soppiantato da quello economicamente più conveniente che proveniva dalla Spagna. È anche possibile che la Cornovaglia non sia mai stata conquistata dai Romani e che non sia mai caduta sotto il loro diretto controllo.
Secondo Léon Fleuriot, comunque, la regione rimase strettamente integrata con i territori vicini grazie alle vie di comunicazione marittime. Secondo Fleuriot, la strada che collegava Padstow con Fowey e Lostwithiel serviva, al tempo dei Romani, come una conveniente via per i commerci tra la Gallia (soprattutto l'Armorica) e le aree occidentali della Britannia (Fleuriot 1982:18).
410-936
Dopo il ritiro dei Romani dall'isola, gli Anglosassoni conquistarono gran parte della Britannia orientale, mentre la Cornovaglia restò sotto il controllo dei sovrani romano-britannici locali e delle élite celtiche. Sembra che la Cornovaglia fosse una divisione della tribù dei Dumnoni (il cui centro tribale era nel Devon), anche se all'inizio non ci fu una vera e propria distinzione tra il Regno di Cornovaglia e il Regno di Dumnonia. Infatti, i loro nomi appaiono ampiamente interscambiabili con il latino Dumnonia per Cornovaglia e l'anglosassone Cornweal per indicare gli abitanti, cioè "i gallesi del Corno", perché il prefisso Corn-, che veniva dal celtico, significava proprio corno, indicando la conformazione geografica della zona e forse anche la presenza della popolazione pre-romana dei Cornavi.
È probabile che almeno fino alla metà dell'VIII secolo i sovrani della Dumnonia fossero gli stessi della Cornovaglia. Nella leggenda arturiana Gorlois (Gwrlais in gallese), l'omonimo protagonista ha il titolo di "duca di Cornovaglia", anche se non ci sono prove sufficienti a supporto di ciò. Potrebbe essere stato un sovrano secondario nella Cornovaglia. Ci fu, di certo, almeno un re, Mark di Cornovaglia. Dopo avere perduto quello che oggi è il Devon, i sovrani britannici furono definiti "re di Cornovaglia", oppure "re dei gallesi occidentali".
Questo periodo è anche conosciuto come l'"età dei santi" (vedi cristianesimo celtico), in cui ci fu anche un revival dell'arte celtica che si diffuse dall'Irlanda e dalla Scozia in Gran Bretagna, in Bretagna e oltre. Santi come Piran, Meriasek o Geraint esercitarono una forte influenza religiosa e politica, riuscendo a mettere in stretta relazione la Cornovaglia con l'Irlanda, la Bretagna, la Scozia e il Galles, dove molti di loro si erano formati o avevano costruito monasteri. Alcuni di questi santi furono spesso strettamente legati ai sovrani locali e in alcuni casi certi santi furono anche re. Un Regno di Cornovaglia emerse attorno al VI secolo, come regno dipendente dalla Dumnonia (di cui poi prese il posto). La situazione politica era molto fluttuante, ragion per cui molti re sembrano avere esteso la loro sovranità anche al di là del canale di Bretagna.
Nel frattempo i Sassoni del Wessex si stavano rapidamente avvicinando da est e stavano schiacciando il regno della Dumnonia. Ma nel 721 furono sconfitti a "Hehil" (vedi Annales Cambriae), anche se persero ben presto la maggior parte dei loro territori. Nell'838, nella battaglia di Galford, "gli uomini della Cornovaglia", alleatisi con i Danesi, furono sconfitti da Egbert del Wessex (vedi Cronache anglosassoni)
Gli Annales Cambriae ricordano che in un'altra battaglia, combattuta attorno all'875, un re Doniert o Dungarth di Cerniu (Cornovaglia) annegò. Verso gli anni 880 gli anglosassoni provenienti dal Wessex avevano stabilite modeste proprietà terriere nella parte orientale della Cornovaglia; in particolare Alfredo il Grande, che aveva acquisito alcune proprietà.Simon Keynes, Michael Lapidge, (tr.), Alfred the Great: Asser's Life of King Alfred and other contemporary sources, London, Penguin Books, 1983. p. 175; cf. ibid, p. 89. Guglielmo di Malmesbury, scrivendo verso il 1120, afferma che il re Atelstano fissò i confini fra Inghilterra e Cornovaglia sulla riva orientale del fiume Tamar,F. M. Stenton, Anglo-Saxon England, Oxford, Clarendon Press, 1947, p. 337. non si sa se il confine rimase al Tamar o no.
936-1485 La Cornovaglia finì sotto il controllo inglese, seppure con una certa autonomia, dai Sassoni prima e dai Normanni poi. Il cornico continuò a essere parlato, specie nell'area centro-occidentale del paese, diventando una lingua con le proprie particolarità.
I Normanni deposero l'ultimo ealdorman di Cornovaglia, Cadoc, nel 1066, sostituendolo con uno dei loro sostenitori, Roberto, conte di Mortain. Molti di coloro che in Cornovaglia ebbero il potere dai Normanni erano Bretoni che parlavano bretone e che crearono una successione di conti di Cornovaglia (dal 1068 al 1336). Nel 1336 Edoardo, il principe Nero divenne "duca di Cornovaglia". Nel XIV secolo emerse una letteratura cornica che aveva il suo centro nel Glasney College (la terza più antica università britannica).
Periodo dei Tudor e degli Stuart
La tendenza generale alla centralizzazione amministrativa sotto la dinastia Tudor cominciò a insidiare la condizione speciale della Cornovaglia. Per esempio sotto i Tudor le leggi non furono più diverse per l'Inghilterra e per la Cornovaglia. Nel 1497, tra i minatori della Cornovaglia, esplose una ribellione contro l'innalzamento delle tasse voluta da Enrico VII per fare guerra alla Scozia e che si diffuse in tutto il paese. I ribelli marciarono su Londra, guadagnando continui sostenitori, ma furono sconfitti nella battaglia di Deptford Bridge.
Nel 1549 esplose la rivolta del libro di preghiere, che si opponeva all'introduzione, dopo la riforma protestante del libro unico di preghiere. All'epoca, infatti, la Cornovaglia era principalmente cattolica. L'introduzione di questo libro con l'"Atto di uniformità" creò particolare scontento in questa regione, perché il testo era solo in inglese, mentre all'epoca molti cattolici parlavano il cornico e non l'inglese. Si pensa che durante questa rivolta sia stato ucciso circa il venti per cento della popolazione della Cornovaglia. Ciò fu uno dei fattori che più ha contribuito al declino del cornico.
La Cornovaglia svolse un ruolo significativo durante la guerra civile inglese, dato che in un Sud-ovest generalmente parlamentarista era una zona fedele alla corona. Per tre volte le forze parlamentari invasero la regione, dove furono anche combattute le due battaglie di Lostwithiel (1642 e 1644). Va anche ricordato l'assedio del Castello di Pendennis, a Falmouth. La difesa della Cornovaglia di Jonathan Trelawny, III baronetto, vescovo di Exeter, che era uno dei sette vescovi imprigionati da Giacomo II nel 1688, fu commemorata nella ben nota Canzone degli uomini dell'ovest.
L'attività estrattiva (1800-1900)