Esponente di spicco del Partito Democratico, di cui è membro fondatore ed è stato presidente dal 17 marzo 2019 al 22 febbraio 2020, dopo una lunga carriera nella politica extraparlamentare e locale, è stato eletto deputato alla Camera dal 30 maggio 2001 al 2 dicembre 2019, oltre a ricoprire gli incarichi di ministro delle comunicazioni nel governo Prodi II, dal 17 maggio 2006 all'8 maggio 2008, e ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nel governo Renzi, dal 31 ottobre 2014 al 12 dicembre 2016. Dopo le dimissioni di Matteo Renzi a seguito dell'esito negativo del referendum costituzionale del 2016, Gentiloni ha ottenuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'incarico di formare un governo, sciogliendo positivamente la riserva il 12 dicembre 2016 ed entrando in carica con il governo Gentiloni il giorno stesso.

Indicato dal governo Conte II come membro della Commissione europea spettante all'Italia, il 10 settembre 2019 viene annunciata dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen la sua nomina a Commissario europeo per l'economia nella Commissione von der Leyen I, dal 1º dicembre 2019 al 30 novembre 2024.

Biografia Nato il 22 novembre 1954 a Roma, Paolo Gentiloni Silveri è uno dei discendenti della famiglia dei conti Gentiloni Silveri, nobili di Filottrano, Cingoli, Macerata e Tolentino, imparentati con il conte Vincenzo Ottorino Gentiloni (cameriere di cappa e spada di Pio XI), noto per la stesura dell'omonimo patto che all'inizio del Novecento segnò il superamento del "non expedit" e l'ingresso dei cattolici nella vita politica italiana.

Durante l'infanzia, Gentiloni frequenta un istituto montessoriano e riceve un'educazione cattolica: fa anche attività da catechista insieme ad Agnese Moro, figlia del politico Aldo. Passato al Liceo ginnasio Torquato Tasso a Roma, partecipa a un'occupazione nel novembre 1970, e nel successivo a dicembre fugge di casa per partecipare a una manifestazione a Milano.

Si è laureato in scienze politiche presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", e dal 1990 è iscritto come giornalista professionista all'Ordine dei giornalisti del Lazio.

Vita privata È sposato dal 1988 con l'architetta Emanuela Mauro e non ha figli. Parla correntemente inglese, francese e tedesco.

Carriera politica

Formazione nella sinistra extraparlamentare

Negli anni settanta entra in contatto con il Movimento Studentesco guidato da Mario Capanna.

Dopo la confluenza di Capanna con un gruppo di militanti nel Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, Gentiloni partecipa alla fondazione del Movimento Lavoratori per il Socialismo (MLS), partito di ispirazione maoista, di cui divenne segretario regionale per il Lazio, fino alla sua unificazione nel 1981 con il PdUP per il Comunismo, dove ha lavorato a livello locale.

Gentiloni abbandonò lentamente gli ideali estremisti, condividendo punti di vista più moderati e diventando particolarmente coinvolto nella politica verde e nell'ecologismo.

Nella sinistra extraparlamentare incontra e diventa amico di Ermete Realacci e Chicco Testa di Legambiente. Grazie a Chicco Testa ed Ermete Realacci, Gentiloni ottiene nel 1984 la direzione della Nuova ecologia, mensile di Legambiente, che mantiene fino al 1993.

Assieme a Rutelli

Membro della sua giunta a Roma

Durante gli otto anni di direzione della Nuova ecologia, Gentiloni incontra e si lega a Francesco Rutelli (deputato prima radicale e poi verde), venendo allora incluso nel novero dei cosiddetti Rutelli boys assieme a Ermete Realacci, Roberto Giachetti e Michele Anzaldi.

Dopo le elezioni amministrative del 1993, dove Rutelli batte al ballottaggio Gianfranco Fini e diventa sindaco di Roma, Gentiloni ne assume il ruolo di portavoce. In seguito ricopre anche l'incarico di assessore al Giubileo del 2000 e al turismo fino al gennaio 2001, quando Rutelli si dimise per diventare il capo della coalizione L'Ulivo alle elezioni politiche del 2001. Tuttavia Rutelli è stato duramente sconfitto dall'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il 35,1% dei voti contro il 49,6%. Durante quel periodo è stato al fianco di Rutelli nella campagna elettorale da candidato premier nel 2001.

Deputato e fondatore de La Margherita Oltre ad affiancare Rutelli durante la campagna elettorale, è stato candidato alle elezioni politiche del 2001, dove viene eletto per la prima volta alla Camera dei deputati, nella circoscrizione Piemonte 2 tra le liste proporzionali di Democrazia è Libertà - La Margherita, una lista elettorale centrista. Nel 2002 è stato uno dei fondatori quando Democrazia è Libertà - La Margherita diventa a tutti gli effetti un partito, fondendo il Partito Popolare Italiano di Pierluigi Castagnetti, Rinnovamento Italiano di Lamberto Dini e I Democratici di Arturo Parisi, diventandone responsabile della comunicazione, organizzando e curando le campagne elettorali. Nella XIV legislatura è stato membro della 9ª Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni e della Commissione parlamentare di vigilanza Rai. Nel 2005 diventa presidente della commissione parlamentare di vigilanza RAI, presiedendo la commissione fino alla fine della legislatura.

Ministro delle comunicazioni

Alle consultazioni politiche del 2006 Gentiloni viene rieletto alla Camera, dove la coalizione di centro-sinistra L'Unione guidata da Romano Prodi ne esce vittoriosa, seppur con un risultato risicato. Successivamente con la nascita del secondo governo presieduto da Prodi, viene indicato come Ministro delle comunicazioni in quota Margherita, giurando il 17 maggio 2006 nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, incarico che mantiene fino alla fine prematura del governo il 7 maggio 2008.

Gentiloni aveva tra le sue competenze la riforma del settore televisivo. Questa riforma aveva come scopo, secondo Gentiloni, l'adeguamento della cosiddetta legge Gasparri alla normativa UE (direttiva "Televisione senza frontiere"), soprattutto circa i tetti alla pubblicità.Il dibattito pubblico tra Gentiloni e Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, in un dibattito televisivo (nel programma Otto e mezzo di Giuliano Ferrara, sulla rete televisiva LA7, il 23 maggio 2006) fu comunque criticato da parte di Marco Travaglio su L'Unità:« [...] chi dovrebbe smantellare il Conflitto di interessi e il trust ne discute con il presidente dell'azienda che incarna il conflitto d'interessi e il trust.» Nei secoli Fidel, Marco Travaglio, rubrica Uliwood Party, l'Unità, 25 maggio 2006, p = 4 Archivio l'Unità.

Il ddl "riforma Gentiloni" del 12 ottobre 2006, stabiliva l'esistenza di una posizione dominante laddove un soggetto superasse il 45% di raccolta pubblicitaria e aboliva il "sistema integrato di comunicazione" (SIC) introdotto dalla legge Gasparri. La legge abbassava inoltre la soglia pubblicitaria massima per le TV dal 18% al 16%, per favorire la redistribuzione, e prevedeva il trasferimento sul digitale di una rete ciascuna per RAI e Mediaset entro il 2009, liberando così frequenze e imponendone l'obbligo di vendita (vicenda Europa 7). Il disegno di legge non verrà però approvato.

A maggio 2007 viene varato un secondo testo di riforma che riguarda soltanto la RAI (atto Senato n. 1588/2007). Tra gli aspetti principali, la proprietà sarebbe dovuta passare dal Ministero dell'Economia a una Fondazione; si sarebbe inoltre avuta una separazione tra TV finanziata dal canone e TV finanziata dalla pubblicità, inoltre sarebbero cambiate le regole di nomina del consiglio di amministrazione. La riforma tuttavia non sarà approvata.

Il settore sarà poi di nuovo riformato nel successivo governo Berlusconi IV con il "decreto Romani" (D.Lgs. n. 44/2010).

Sempre nel 2007 Gentiloni diviene oggetto di critica per una proposta di regolamentazione della comunicazione su internet che nel primo testo avrebbe costretto gran parte dei siti internet a registrazioni e adempimenti amministrativi; Il testo è stato poi considerato un errore da parte dello stesso Gentiloni.

Fondatore e deputato del PD

Nel 2007 Gentiloni è stato uno dei 45 membri del Comitato promotore nazionale del Partito Democratico (PD) che riuniva i leader delle componenti del costituendo partito.

Viene ricandidato e rieletto deputato alle politiche del 2008, che hanno visto la vittoria della coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi. Nella successiva XVI legislatura Gentiloni è nuovamente membro della 9ª Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni e della Commissione sui servizi radiotelevisivi.

Alle elezioni primarie del Partito Democratico nel 2009 sostiene la mozione di Dario Franceschini, segretario uscente del PD e vicesegretario del PD sotto Walter Veltroni, che risulterà perdente, arrivando secondo al 34,27% dei voti contro il 53% dei voti di Pier Luigi Bersani, ex ministro dello sviluppo economico nel secondo governo Prodi. Successivamente Gentiloni viene nominato da Bersani, neo-eletto segretario del PD, presidente del Forum ICT del partito in rappresentanza della "mozione Franceschini".

Successivamente alla nomina nella segreteria del PD, Gentiloni iniziò a sostenere l'allora sindaco di Firenze Matteo Renzi e il suo movimento dei rottamatori, partecipando tra i primi big del PD ai convegni della Leopolda, appoggiando la sua mozione nelle primarie del centro-sinistra "Italia. Bene Comune", del Partito Democratico del 2013 e del 2017.

Alle elezioni politiche del 2013 viene nuovamente rieletto deputato per il PD nella coalizione Italia. Bene Comune. Nella XVII legislatura è stato componente della 3ª Commissione Affari Esteri e Comunitari, del Comitato permanente Africa e questioni globali, della 11ª Commissione Lavoro pubblico e privato e di presidente della sezione Italia-Stati Uniti dell'unione interparlamentare.

Primarie per il sindaco di Roma del 2013 Il 5 dicembre 2012 Gentiloni, tramite Twitter, annuncia la sua candidatura alle elezioni primarie del centro-sinistra per la scelta del candidato sindaco di Roma, sostenuta dalla corrente renziana del PD; lo slogan scelto da Gentiloni è stato "Roma riparte da qui". Alle votazioni perde la competizione, raccogliendo all'incirca il 15% dei voti e classificandosi al terzo posto, preceduto dall'europarlamentare PD David Sassoli (27%), capodelegazione del PD al Parlamento europeo e rappresentante la corrente Franceschiniana del PD, e dal senatore PD Ignazio Marino (55%). Dopo la sconfitta alle primarie di Roma, molti commentatori politici credevano che la carriera di Gentiloni come esponente di spicco del centro-sinistra fosse finita.

Ministro degli affari esteri e cooperazione internazionale

Il 31 ottobre 2014 Gentiloni viene designato come nuovo ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale del governo Renzi, in sostituzione di Federica Mogherini, chiamata ad assumere la carica di Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea. Fino a poco prima della sua nomina, Gentiloni non era stato menzionato come un candidato negli ambienti politici. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva riferito di voler sostituire Mogherini con un'altra donna, per preservare la parità di genere nel suo gabinetto di 16 membri. Inoltre, Gentiloni non era affatto conosciuto come specialista nella diplomazia internazionale. Renzi lo preferisce al viceministro degli esteri Lapo Pistelli, che di lì a poco lascia la Farnesina e la politica.

Gentiloni giura poi nelle mani del capo dello Stato Giorgio Napolitano il pomeriggio del giorno stesso della nomina ed effettua il passaggio di consegne alla Farnesina il 1º novembre 2014.

Da ministro degli esteri Gentiloni ha cercato di tracciare una via intermedia per l'Italia nello scenario di crisi multiple che la circonda, dalle guerre in Libia e Siria alle tensioni con la Russia. Gentiloni ha mostrato una forte vicinanza all'omologo statunitense John Kerry e mantenuto aperto un canale di dialogo con l'omologo russo Sergej Lavrov.