Storia Il 23 settembre 1391 Prevosto Martinengo compra da Giovannolo di Casate tutti i beni ricevuti da Regina della Scala, moglie del duca di Milano Bernabò Visconti, tra di essi figurano le terre di Oriano, Padernello, Quinzano e Motella.
I benefici comprendevano acque, vigne, boschi, pascoli e molini.
Attorno al 1395 fu costruita la parte più antica della struttura, costituita da un edificio rettangolare, articolato in due piani con un ampio attico superiore, circondato da un fossato alimentato dalla roggia Mulino. La facciata rivolta ad est si presentava ricoperta da affreschi.
Nel corso della prima metà del XVI secolo alla struttura originaria furono aggiunti un porticato e un loggiato ad esso sovrapposto, mentre nel secolo successivo fu aggiunta un'ala longitudinale in direzione sud, costruita secondo canoni tardo-cinquecenteschi. Gli ambienti al pianterreno erano coperti da soffitti a cassettoni ed erano decorati da fregi, teste di leone e medaglioni contenenti raffigurazioni di personaggi nobili, mentre al piano superiore si trovavano soffitti cassettonati e caminetti.
All'estinzione dei Martinengo della Motella, verso la fine del XVII secolo, la proprietà dell'edificio passò ai Calini, i quali fecero aggiungere una nuova ala a settentrione, dotata di un porticato a cinque fornici, forse opera di Giovanni Battista Marchetti.
Nel corso del Novecento la struttura, divenuta magazzino e deposito, andò incontro ad un fenomeno di degrado che colpì in particolare la copertura, restaurata poi nel 1981, e le superfici esterne, con il crollo, nel 1978, di un frammento di fregio.
Il castello Un presidio militare era già presente sotto Regina della Scala ma per vedere finalmente la costruzione di un grande castello bisogna aspettare Taddeo Martinengo, figlio di Antonio Martinengo che in questa terra volle edificare: un grande castello con fossato ponte levatoio e torri di difesa.
Nel 1441 Margherita di Bartolomeo Emili, vedova di Taddeo Martinengo, fece costruire all'interno del castello una piccola cappella, ancora esistente.
All'interno del castello sono rintracciabili affreschi raffiguranti tre testicoli su fondo bianco e rosso, stemma dei Colleoni, questo a ricordare il matrimonio tra Tisbe Martinengo e Bartolomeo Colleoni.
Note
Bibliografia
Itinerari della Bassa Pianura Bresciana - Vol.5 I castelli, Grafo editore 2009
M Categoria:Castelli della bassa bresciana Categoria:Architetture di Borgo San Giacomo Motella