Biografia Nel 1653 partì al seguito di un parente nominato console a Saïda (Sidone) viaggiando poi per dodici anni in Oriente. Qui imparó l'arabo, il persiano, il turco, l'ebraico e il siriano, nonché la storia e la cultura dei diversi popoli del Levante. Inviato speciale a Costantinopoli nel 1672, prese parte alla stesura di un importante trattato diplomatico tra la Francia e Mehmed IV. Fu in seguito a Tunisi nel 1688, dove liberò 380 schiavi francesi. Al suo rientro in Francia fu nominato Cavaliere di San Lazzaro e gli fu concessa una pensione. Fu in seguito nominato console ad Algeri e quindi ad Aleppo.
Le memorie Conosciamo la sua vita principalmente attraverso le Memorie che lui stesso scrisse e che furono edite e pubblicate da Jean-Baptiste Labat, reverendo padre dell'Ordine dei frati predicatori nel 1735.
Opere Memorie del cavaliere d'Arvieux (Mémoires du chevalier d'Arvieux), 1735 Relazione di un viaggio verso il Grande Emiro, sovrano degli Arabi del deserto (Relation d'un voyage vers le grand émyr, chef des Arabes du désert), 1717 Trattato delle usanze e costumi degli Arabi (Traité des mœurs et coutumes des Arabes), 1717
Bibliografia Marie-Nicolas Bouillet et Alexis Chassang, «Laurent d'Arvieux » in Dictionnaire universel d'histoire et de géographie,1878 Mémoires du Chevalier d'Arvieux, envoyé extraordinaire à la Porte, Consul d'Alep, d'Alger, de Tripoli & autres Echelles du Levant, stampato a Parigi da André CAILLEAU dal R.P. Jean-Baptiste Labat, 1735 (7 volumi) André Bouyala d'Arnaud, Évocation du vieux Marseille, les éditions de minuit, Paris, 1961, pp. 383-384. Dezobry et Bachelet, Dictionnaire de biographie, t.1, Ch.Delagrave, 1876, p. 152
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