La lingua inglese in Europa, come lingua nativa, è parlata soprattutto nel Regno Unito e in Irlanda. Fuori da questi stati, vi è uno statuto speciale nei territori in dipendenza della corona britannica (Isola di Man, Jersey e Guernsey), nei Territori britannici d'oltremare in Europa (Gibilterra e Akrotiri e Dhekelia) e Malta. Nel resto d'Europa, l'inglese è studiato a scuola soprattutto come seconda lingua. L'inglese è usato anche da immigrati provenienti dal mondo anglofono.

L'inglese è l'unica lingua ufficiale in Inghilterra e Gibilterra e una delle ufficiali di Repubblica Irlandese, Irlanda del Nord, Scozia, Galles, Malta, Isola di Man, Jersey, Guernsey e della stessa UE.

Secondo un sondaggio pubblicato nel 2006, il 13% dei cittadini dell'UE parla l'inglese come lingua madre. Un ulteriore 38% sostiene di avere competenze sufficienti per conversare, dunque il totale di parlanti ammonterebbe al 51%.

Storia dell'inglese in Inghilterra L'inglese proviene dalla lingua parlata dai Germani della costa meridionale del Mare del Nord, e cioè delle tribù angla, sassone, frisone e juta. Secondo la Cronaca anglosassone, attorno all'anno 449 d.C. Vortigern, re dei Bretoni, inviò un invito ai "parenti Angli" (comandati da Hengest e Horsa) ad aiutarlo contro i pitti, garantendo loro in cambio dei territori nel sud-est. Venne cercato ulteriore aiuto, e "accorsero uomini di Ald Seaxum e Anglum di Iotum" (Sassoni, Angli e Juti). La Cronaca documenta il successivo afflusso di colonizzatori che avrebbero alla fine stabilito sette regni: Northumbria, Mercia, Anglia orientale, Kent, Essex, Sussex e Wessex.

Gli invasori germanici dominavano gli originali abitanti delle terre di lingua celtica. I dialetti parlati da tali invasori avrebbero poi dato vita alla lingua inglese antica, a sua volta influenzato fortemente da un'altra lingua germanica, il norreno, parlato dai vichinghi danesi nelle colonie del nord-est. Le stesse parole "inglese", "Inghilterra" e "Anglia orientale" (in inglese "English", "England" ed "East Anglia") vengono parole riferite agli Angli: Englisc, Angelcynn e Englaland.

Per i 300 anni successivi alla conquista normanna del 1066, la lingua anglo-normanna fu lingua d'amministrazione e pochi sovrani inglesi parlavano inglese. Un gran numero di parole francesi vennero importate nell'antico inglese, che perse quasi tutti i suoi meccanismi flessivi, generando il medio inglese. Attorno all'anno 1500, il grande spostamento vocalico segnò il passaggio dall'inglese medio a quello moderno.

L'opera più famoso in inglese antico giunta al presente è Beowulf, e tra quelle in medio inglese ricordiamo l'opera di Geoffrey Chaucer The Canterbury Tales.

La diffusione dell'inglese moderno cominciò verso l'epoca di William Shakespeare. Alcuni studiosi segnano il confine tra il primo inglese moderno e quello attuale attorno al 1800, negli anni del colonialismo britannico in cui il Regno Unito conquistò gran parte del resto del mondo, avendo le lingue locali influenzato enormemente la stessa lingua inglese.

Classificazione e lingue imparentate L'inglese appartiene al sottogruppo occidentale del ramo delle lingue germaniche, della famiglia delle lingue indoeuropee. Le lingue più vicine esistenti sono senza dubbio lo scots e il frisone. Il frisone viene parlato da circa un milione di persone nella provincia nederlandese della Frisia (Fryslân), nelle vicine zone tedesche, e su alcune isole nel Mare del Nord. Ma mentre un inglese può leggere senza troppi sforzi lo scots, escludendo parole diverse e poco familiari, il frisone non è loro normalmente intelligibile (nonostante fosse molto più vicino al predecessore dell'inglese moderno, il medio inglese, e ancora di più all'inglese antico).

Dopo scots e frisone, il parente più stretto è il moderno basso tedesco dei Paesi Bassi orientali e della Germania settentrionale, antiche terre degli invasori anglosassoni dell'Inghilterra. Altri parenti meno stretti sono la lingua olandese, afrikaans, tedesca, e le lingue scandinave. Inoltre molte parole francesi sono intelligibili per un parlante inglese, avendo l'inglese assorbito un largo numero di parole normanne dopo la conquista, così come dal francese stesso nei secoli successivi; ne risulta che una buona fetta del vocabolario inglese è vicina al francese, talvolta con piccole differenze ortografiche (finali di parola, o l'uso della scrittura antica, ecc.) o anche variazioni di significato.e occasional lapses in meaning.

L'inglese in Inghilterra e Irlanda

Galles Nel 1282 Edoardo I d'Inghilterra sconfisse Llywelyn ap Gruffudd, l'ultimo principe indipendente del Galles, in battaglia. Edoardo seguì l'opera del suo predecessore normanno nella sottomissione agli Inglesi, e costruì una serie di grandi castelli in pietra per controllare meglio il territorio gallese prevenendo ulteriori azioni militari gallesi contro l'Inghilterra. Sotto il controllo politico 'inglese' si diffusero i costumi e la lingua anglo-normanna; l'inglese non sostituì il gallese come lingua madre della popolazione fino alle campagne anti-lingua gallese, cominciate nel tardo XIV secolo (il 54% dei gallesi parlava gallese nel 1891; si veda lingua gallese). Il gallese, attualmente, è parlato da circa un quinto della popolazione; gode del supporto delle autorità da alcuni decenni, producendo una sua rivitalizzazione, e attualmente "in salute" in molte parti del Galles.

Irlanda Un secondo dominio inglese era l'Irlanda. Con l'arrivo dei Normanni in Irlanda nel 1169, il re Enrico II d'Inghilterra conquistò le terre irlandese e la fedeltà di molti nobili gaelici. Tuttavia verso il XIV secolo il dominio inglese venne a limitarsi all'area circostante Dublino, conosciuta come the Pale. L'influenza inglese sul paese diminuì durante questo periodo al punto che il Parlamento dominato dagli inglesi fu spinto a legiferare che ogni irlandese di discendenza inglese doveva parlare inglese (richiedendo a coloro che non conoscevano l'inglese di apprenderlo) attraverso gli Statuti di Kilkenny nel 1367 prima della guerra mondiale.

Il dominio inglese si espanse nel XVI secolo con la riconquista Tudor dell'Irlanda, che portò l'ordinamento gaelico irlandese a collassare agli inizi del XVII secolo. La Fuga dei Conti del 1607 aprì la strada alla Plantation of Ulster e a un'espansione della lingua inglese in Irlanda. Con l'Atto di Colonizzazione e la soppressione del cattolicesimo, sia per i nativi irlandesi sia per i discendenti degli anglo-normanni, venne consolidata l'influenza inglese nel paese.

Col passare dei secoli, le condizioni sociali in Irlanda andarono peggiorando, culminando nella "Grande carestia irlandese"; gli irlandesi smisero di trasmettere ai figli la lingua irlandese, sapendo che questi avrebbero dovuto probabilmente emigrare e l'irlandese non sarebbe stato loro utile fuori dalla loro terra, in terre quali Gran Bretagna, Stati Uniti d'America, Australia, Canada. In più, l'introduzione dell'istruzione obbligatoria e delle scuole pubbliche nel 1831 fu importante nel passaggio all'inglese come lingua materna, con un periodo di maggior arretramento dell'irlandese nella seconda metà del XIX secolo.

Nel XX secolo, dunque, l'Irlanda aveva da secoli una situazione di diglossia. L'inglese era una lingua di prestigio, mentre l'irlandese veniva associato spesso alla povertà. Questo fece sì che molti madrelingua irlandesi, ma bilingui con l'inglese, non parlassero irlandese ai propri figli, come già detto, o addirittura presentassero un'incapacità a parlarlo loro stessi. Nonostante il supporto statale alla lingua nello Stato Libero d'Irlanda (in seguito la Repubblica d'Irlanda) dopo l'indipendenza, l'irlandese continuò ad arretrare, soprattutto a causa della scarsa importanza economica di molte zone di madrelingua irlandese (come Gaeltacht). Per questo l'irlandese è lingua madre di poche persone nell'isola. Questo è comunque materia obbligatoria nelle scuole del paese già dagli anni venti, e la sua padronanza sino a metà degli anni ottanta era richiesta per l'assunzione in qualsiasi impiego governativo.

Si può però notare come talune parole irlandesi (soprattutto nel campo del linguaggio politico e civico) rimangono parte della vita irlandese e raramente (se non mai) vengono tradotte in inglese. Ricordiamo in tal senso nomi di organi legislativi (quali il Dáil Éireann e il Seanad Éireann), cariche governative quali il Taoiseach e il Tánaiste, i rappresentanti eletti nel Dáil detti Teachta Dála, e partiti politici (quali il Fianna Fáil e il Fine Gael). La polizia irlandese, la Garda Síochána, vengono chiamate "the Gardaí", o "the Guards", per brevità. Vengono scritti in irlandese i moduli governativi, le banconote dell'euro, francobolli, nella musica tradizionale irlandese e nei media che promuovono il folclore locale. La toponomastica irlandese è ancora diffusa per i nomi di case, vie, villaggi, luoghi geografici, soprattutto per le numerose townland. Ma a parte queste eccezioni, e nonostante la diffusione di prestiti linguistici nell'inglese irlandese, l'Irlanda è attualmente una nazione a maggioranza di madrelingua inglese. Parlanti nativi o fluenti dell'irlandese sono in minoranza nel paese, e l'irlandese permane come vernacolo soprattutto nelle regioni del Gaeltacht, e quasi tutti questi parlanti hanno anche un inglese fluente.

Irlanda del Nord Al tempo della secessione, l'inglese era già diventato lingua madre di una vasta maggioranza della popolazione nord-irlandese. V'erano ancora vecchie popolazioni di madrelingua irlandese nelle Sperrins e nella regione dei Glens of Antrim, e anche nell'isola di Rathlin. Parlanti si trovavano anche nella regione meridionale della contea di Armagh. Ma tutti questi parlanti erano bilingui, e scelsero in più di parlare in inglese ai propri figli, così che attualmente queste aree sono totalmente di lingua inglese. Tuttavia verso gli anni 2000 è stato impiantato un Gaeltacht Quarter a Belfast in risposta all'alto interesse pubblico nell'apprendimento dell'irlandese e all'espansione dell'educazione nell'irlandese (frequentata soprattutto da bambini di madrelingua inglese) già dagli anni settanta. Negli ultimi decenni, alcuni nazionalisti nord-irlandesi se ne sono serviti come mezzo di promozione dell'identità irlandese; tuttavia i simpatizzanti alla causa sono rimasti pochi, soprattutto a partire dagli anni sessanta. Circa 165.000 nord-irlandesi hanno una qualche conoscenza dell'irlandese, ma la produttività varia: 64.847 persone hanno dichiarato l'abilità di capire, parlare, leggere e scrivere in irlandese nel censimento del Regno Unito nel 2011, la maggioranza dei quali lo conosceva come seconda lingua. Per il resto, escludendo toponimi e tradizioni canore, l'inglese è la sola lingua effettivamente usata. L'Accordo del Venerdì Santo garantisce un ruolo sia dell'irlandese sia dell' Ulster Scots nella Repubblica d'Irlanda e nell'Irlanda del Nord.

Scozia