Montebello della Battaglia (Mumbèl in dialetto oltrepadano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Pavia in Lombardia.

Geografia fisica Si trova nell'Oltrepò Pavese, al limite della pianura, presso la ex statale Padana Inferiore (Lo Stradone per i locali) e lo sbocco in pianura della valle del torrente Coppa. Oltre al centro abitato, suddiviso fra il nucleo originale sito sulla collina (detto Montebello alto) e quello più recente ai piedi della stessa (chiamato Il Borgo), Montebello comprende otto frazioni: Borra, Casalino, Cerreto, Fogliarina, Genestrello, Molinara, Pantaleone e Sgarbina.La densità abitativa è di 91,61 abitanti per chilometro quadrato (la densità media dell'Oltrepò è di 119 ab/km²).

Il centro abitato è attraversato dal 45º parallelo, la linea equidistante fra il Polo nord e l'Equatore.

Storia Nell'antichità a Montebello si trovava un insediamento romano, probabilmente una villa dipendente dalla vicina città di Clastidium (l'odierna Casteggio).

Il nome di Montebello ha probabilmente origine dall'ubicazione del paese in cima ad una collina o dal latino Mons Belli ("monte della guerra"), con riferimento alla Battaglia di Clastidium del 222 a.C., raccontata nell'omonima tragedia Clastidium di Nevio e descritta dettagliatamente da Polibio.

L'origine dell'abitato è strettamente collegata alla corte carolingia di Ceresola (appartenente all'abbazia di Sant'Ambrogio di Milano), il cui centro si trovava presso Verretto ma il cui territorio comprendeva in tutto o in parte quello di Montebello. Questo nacque probabilmente come castrum a difesa della corte, e venne dotato della chiesa di San Gervasio e Protasio, la cui dedicazione riporta evidentemente a Sant'Ambrogio (nella cui basilica milanese riposano i due martiri). Come castellani e signori locali di Montebello appaiono poco dopo i de Montebello.

Il toponimo compare per la prima volta nella bolla di papa Urbano II del 29 giugno 1094. Il cavaliere Uberto e i propri parenti, probabilmente appartenenti ai de Montebello sopra citati, donarono all'ordine Benedettino dei terreni e la preesistente chiesa romanica dedicata ai santi Gervasio e Protasio sorta attorno all'anno 1000 nel castello di Montebello, con la condizione che fosse posta sotto la protezione del Papato. Con tale bolla il pontefice confermò all'abate Alberto i privilegi promessi.

L'edificio venne quindi trasformato in monastero, attorno al quale si andò formando il paese, che assunse presto notevole importanza. Il monastero ricevette ampie donazioni nei secoli seguenti, divenendo il maggior possidente locale.

Nel 1164 Montebello fu assegnato da Federico I Barbarossa insieme ad altre terre che appartenevano a Piacenza (ma anche a Tortona e Milano) alla città di Pavia, rimanendo però nella diocesi piacentina. Nel 1175 gli eserciti della Lega Lombarda e di Federico si stavano per scontrare nei pressi di Montebello, ma si raggiunse un momentaneo armistizio (pace di Montebello) che rinviava il confronto all'anno dopo (Battaglia di Legnano).

In quest'epoca appare la famiglia pavese Delconte (da non confondersi con i de Montebello), nel ruolo di advocati del Monasterium Montisbelli di San Gervaso e Protaso, che diverrà la casata più importante del paese, mentre gli antichi signori de Montebello a poco a poco scompaiono (le due famiglie sono citate distintamente in un documento del 1181).

Il 2 febbraio 1256 frate Rubaldo Delconte fondò, attraverso la donazione di edifici e terreni nel borgo del paese al Collegio dei Notai di Pavia, l'ospedale Santa Caterina per i pellegrini diretti a Roma e Santiago di Compostela e affidandone ad esso l'amministrazione. Proprio questo affidamento portò nel tempo alla costruzione di numerose ville signorili di campagna.

In diversi documenti dal 1259 al 1273 i Delconte risultano come i signori di Montebello, diventandone di fatto i primi feudatari.

Il declino della famiglia Delconte iniziò con il passaggio del feudo sotto l'egida dei Visconti del Ducato di Milano, che nel 1469 insignì la famiglia Beccaria del titolo di Conti di Montebello e che quindi ottenne tutti i possedimenti, compresi i resti del castello che nel 1494 non esisteva già più con funzione difensiva. I Beccaria divennero così i nuovi feudatari del paese.

Sul finire del 1484, nel monastero di Montebello ai Benedettini si sostituirono i padri Gerolamini, che lo trovarono in condizioni rovinose; il monastero fu poi soppresso nel 1782.

Nell'atto di apprensione dalla camera ducale di Milano del 9 agosto 1535 il feudo di Montebello comprendeva anche Verretto, Castelletto Po, Cantalupo e Regalia verso Bressana Bottarone, Borgo Priolo e Torre del Monte, Barisonzo (frazione di Torrazza Coste), Ca de Guerci, Donelasco, Golferenzo, Retorbido, Montecalvo, Volpara e Rocca de Giorgi.

Nel 1542 Galeazzo Beccaria venne confermato feudatario di Montebello ma nel 1631 la morte del conte Claudio segnò l'estinzione della famiglia e il feudo fu acquistato dallo spagnolo Rodrigo de Orozco y Ribera, I marchese di Mortara.

Nel 1634 Montebello fu censito per fini fiscali come appartenente all'Oltrepò fra le terre del Principato di Pavia.

In seguito, in virtù delle nozze della figlia del nuovo feudatario, Violante de Orozco, con il diplomatico e scrittore portoghese Félix Machado de Silva y Castro (1595-1662), Montebello pervenne alla famiglia Machado. Nel 1630 Filippo IV di Spagna creò il titolo di "Marchese di Montebello", di cui Félix Machado de Silva y Castro fu il primo titolare. In questo periodo la popolazione del feudo era composta da 563 famiglie, di cui sessanta a Montebello, quaranta a Torre del Monte, trenta a Golferenzo, trenta a Volpara, quaranta a Donelasco, quattro a Borgo Priolo, otto a Barisonzo e trentadue a Castelletto.

Nel 1650 il feudo fu scorporato con la vendita delle terre di Montecalvo, Volpara, Golferenzo, Soriasco, Torre del Monte, Ca de Guerci e Borgo Priolo al marchese Gerolamo Dal Pozzo. Nel 1682 António Félix Machado da Silva e Castro vendette le terre rimanenti di Montebello, Verretto, Cantalupo e Castelletto a Paolo Spinola Doria III marchese di Los Balbases e duca di Sesto, genovese naturalizzato spagnolo che fu governatore di Milano, la cui famiglia tenne il feudo fino all'abolizione del feudalesimo nel 1797.

Il 13 settembre 1743, con il trattato di Worms, Montebello e tutto l'Oltrepò entrarono a far parte del Regno di Sardegna ed in particolare della provincia di Voghera, passando così sotto il controllo dei Savoia.

Nella battaglia avvenuta a Montebello il 9 giugno 1800, i Francesi al comando dei generali Lannes e Victor vi sconfissero gli Austriaci guidati dal generale Ott. Per questa vittoria il generale Lannes fu insignito nel 1808 del titolo di Duca di Montebello.

Nel 1817 le parrocchie di Montebello e Genestrello passarono dalla diocesi di Piacenza a quella di Tortona.

Nel 1818 a Montebello fu aggregato il piccolo comune di Canova Ghiringhelli (anticamente nota come Casa de' Ghiringhelli), all'estremità settentrionale del territorio, che non aveva mai fatto parte in precedenza del feudo di Montebello. Il 9 aprile dello stesso anno qui nacque padre Luigi Celestino Spelta, dell'Ordine dei Frati Minori Osservanti Riformati, vescovo di Tespia e vicario apostolico di Hupeh (o Hu-pè) dal 17 settembre 1848, poi dal 24 gennaio 1860 visitatore apostolico dell'Impero di Cina e regni adiacenti.

Nel 1824 don Pietro Martire Beccaria Giorgi vendette molte proprietà appartenenti al monastero al Collegio Gesuitico di Genova; i Gesuiti rimasero a Montebello fino alla loro cacciata dal regno.

Il 20 maggio 1859, nel corso della seconda guerra di indipendenza, a Montebello fu combattuta un'altra celebre battaglia, preludio dell'unificazione d'Italia, durante la quale la cavalleria sardo-piemontese agli ordini del colonnello Maurizio Gerbaix de Sonnaz e la fanteria francese guidata dal generale Élie Frédéric Forey costrinsero le forze austriache del generale Philipp von Stadion und Thannhausen a ritirarsi oltre il Po. Con il Decreto Rattazzi dello stesso anno Montebello passò sotto la Provincia di Pavia, mandamento XII di Casteggio, circondario IV di Voghera.

Con l'avvento della rivoluzione industriale a Montebello fu fondata a metà dell'Ottocento una fornace poi "Mole Patrone" in località Fornace che diede stimolo alla trasformazione dei gruppi di braccianti e piccoli artigiani in maestranze industriali. Ciò fece nascere anche la necessità di tutelare questi nuovi attori della scena sociale ed economica; così nel 1879 venne fondata da Pippo Venco la Società Operaia e Agricola di Mutuo Soccorso (SOAMS). La costruzione della sede (conosciuta come "Salone") iniziò nel 1907 con il progetto dell'ingegnere Vandoni e l'inaugurazione avvenne nel 1913. Il merito della società fu oltre all'attività mutualistica anche quello di fornire un punto di riferimento per la vita sociale attraverso l'organizzazione di spettacoli, raduni, feste e balli.

Nel dopoguerra venne avviato un processo di edificazione che iniziò con la costruzione nel 1922 del nuovo edificio comunale con annesse scuole, trasferendoli così dal palazzo affacciato sul palazzo della Chiesa (la parte verso il Monumento al Cavalleggero di proprietà del comune, la parte restante dei Baroni De Ghislanzoni) che ne fu la sede a partire dal 1851. Questo fu inaugurato il 20 maggio 1924. Dello stesso periodo la realizzazione di viale Rimembranza. Sempre nel 1924 il marchese Gianni Lomellini, dopo aver lasciato il paese per divergenze politiche, vendette la villa alla società "Comm. Quirici Gerolamo e Figlio" di Rivanazzano, la quale dopo aver sopraelevato le dipendenze di un piano, portandole così ad altezza maggiore della villa, vi insediò una filanda. Nel 1932 Don Orione acquistò il complesso per trasformarlo in seminario.

Negli anni venti il paese fu dotato di rete per la distribuzione della corrente elettrica.

Nel 1927 l'ufficio araldico romano assegnò a Montebello lo stemma della famiglia Delconte, che ne erano stati i primi feudatari.

Nel 1948 iniziarono i lavori per realizzazione dell'acquedotto comunale, seguiti nel 1960 e nel 1962 da quelli di asfaltatura delle strade e di metanizzazione rispettivamente.

In ricordo della battaglia di Montebello del 1859, con il comune di Montebello ricevette la nuova denominazione di "Montebello della Battaglia".

Nel luogo dove si svolse la battaglia si trova l'Ossario "Bell'Italia"; è possibile visitarlo tutti gli anni la domenica prima del 20 maggio, quando per ricordare lo scontro si svolge un corteo al quale partecipano anche i Lancieri di Montebello.

Simboli Lo stemma è stato concesso con regio decreto del 22 settembre 1927.

Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 24 novembre 1983, è un drappo partito di verde e di bianco.

Monumenti e luoghi di interesse

Architetture religiose

Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio