Ducco o De Duchis (poi Catturich Ducco) furono un’antica e nobile famiglia bresciana. Presenti nella matricola Malatestiana del 1406 e successivamente in quella veneta del 1426.

Furono potenti feudatari presso Trenzano e Brandico. Molteplici esponenti del casato si distinsero come grandi figure di alto rango militare, condottieri, ecclesiastici, politici, funzionari, letterati, poeti e medici.Archivio di famiglia Ducco

Nel corso dei secoli vennero inoltre appellati con le seguenti varianti di cognome di Ducca, Ducchi, Duchi, Ducci o Duci.

Storia L’origine dei Ducco è strettamente legata al territorio di Trenzano, paese di cui la famiglia fu feudataria fin dall'Età Imperiale. Difatti la discendenza inizia dall’antichissima famiglia De Trenzani, risalente ai tempi dell’imperatore Traiano, la quale era nobile fin dall’anno 122. Al tempo dell’imperatore Adriano quattro esponenti del casato furono martirizzati: sedente Evaristo Papa, ovvero Eustachio, Pellegrino, Ugozzone e Ducco de Ducchi rimanendovi Pasino e Fiorino.Conti Catturich Ducco, seicento anni di storia: l’archivio e la biblioteca di Luciano Faverzani.

Successivamente la famiglia assumerà il nome Duggia o Duggius per poi modificarsi in Ducco, Ducchi o De Duchis.

Tutto ciò venne provato dall’esistenza di due importanti Marmi dedicati uno al Sole e l’altro a Minerva. Le due lapidi vennero descritte nell’opera “Inscriptiones Italiae” di Albino Garzetti. Entrambe riportano il nome di Sesto Dugius Valente, serviro augustale, indicando come già allora un esponente della famiglia fosse rappresentante delle classi più elevate della società bresciana del tempo.

La lapide dedicata al sole riporta la seguente incisione "SOLI DEO / INVICTO / EX VOTO / SEX[TUS] DUGIUS / VALENTIO / VI[SEX] VIR AUGUSTALIS", ovvero: per voto di Sesto Dugio Valente serviro augustale al dio Sole invitto. Oggigiorno il marmo è conservato nei depositi del Museo Santa Giulia di Brescia nonostante fosse stato precedentemente esposto nella cella centrale del Tempio Capitolino.

Quella dedicata a Minerva presentava scritto "MINERVAE / AUGUSTAE / SEX[TUS] DUGIUS / VALENTIO VI[SEX] / VIR AUGUSTALIS", cioè: a Minerva Augusta, Sesto Dugio Valente serviro augustale. Attualmente questa lapide non è più reperibile.

D’altro canto nelle ricostruzioni genealogiche più semplificate viene indicata come data di istituzione della famiglia il XIV secolo con il capostipite Ducchino. Quest’ultimo diede vita alla potente stirpe ricca di numerosi personaggi illustri che incisero significativamente sul corso della storia bresciana.

Nel XI secolo, in quanto feudatari del paese, ordinarono la costruzione del Castello di Trenzano per contrastare i numerosi eserciti che passarono per di lì fino a metà del XV secolo.

Per valorizzare il territorio di Trenzano la famiglia bonificò le numerose terre del paese, al tempo paludose. Difatti nel 1380 i Ducco, insieme ad altre famiglie, finanziarono la creazione della seriola trenzana.

Furono tra i firmatari dei patti con Venezia del 1426, volti alla concessione della cittadinanza alla Serenissima.

I principali rami derivano uno da Michele (1418), estinguendosi con Pietro nel 1773, l’altro da Cristoforo (1370-1439), giungendo fino ad oggi. Proprio questo ramo edificò la Torre di Trenzano e le varie dimore adiacenti. Nel 1438 Cristoforo assieme ai fratelli visse l’esperienza dell’assedio di Brescia.

Nel XV secolo la famiglia venne coinvolta negli avvenimenti bresciani.

Nello Zibaldone di Don Svanera I Ducco vengono riportati tra le famiglie più antiche abitanti a Monticelli Brusati, nel 1521.

Ai principi del XVI secolo il casato aveva dato molti uomini d’armi e nel 1513 furono condannati a morte in contumacia diversi suoi membri.

Sempre nel medesimo secolo i Ducco erano composti da dodici rami famigliari detenendo vaste proprietà tra la città di Brescia e la provincia. Molti di questi da Trenzano si diffusero intorno a tutto il territorio della bassa bresciana. Dal ceppo originario discesero tre ulteriori rami: Ducco dei Conti, Ducco di Pontevico, già presenti all'inizio del XV secolo, e Ducco degli Adriani. Quest'ultimi abitavano in contrada Santa Croce estinguendosi nel 1803.

Nel corso dei secoli si formò una linea di discendenza collaterale risiedente in Piemonte. Proprio di quest’ultima faceva parte Filippa Ducci, madre di Diana di Francia.

Nel 1771 vennero nominati conti dalla Repubblica di Venezia. I Ducco furono tra le famiglie che si distinsero per benemeriti a seguito del disastroso scoppio della polveriera di Brescia avvenuto nel 1769.

A partire dal XX secolo la famiglia porta il nome di Catturich Ducco.

Evoluzione del cognome

conti Catturich Ducco Ad oggi la famiglia porta il nome di Catturich Ducco grazie alle volontà testamentarie del conte Tommaso Lodovico Ducco (1833-1909), appartenente al ramo di Brescia e Trenzano, e del conte Luigi Ducco (1843-1923), appartenente a quello di Camignone.

Fu proprio il nobile ingegnere Giorgio Maria Carlo Angelo Luigi Catturich, nipote diretto della contessa Orsola Ducco, ad essere nominato erede universale del casato. Giorgio, in seguito alla morte di suo cugino Luigi, ebbe il diritto di continuare la tradizione e la storia della famiglia con l'eredità di cognome, stemma e titolo.Testamento del conte Luigi Ignazio Ducco, 1923

nobili Catturich o Katourich Rempich I Catturich sono un nobile casato di origine dalmata, di cui si hanno notizie soprattutto a Zara e a Odessa. Il cognome è l'italianizzazione di Katourich Rempich quando una discendenza si stabilì a Trieste e poi a Brescia. Nel XX secolo la nobile famiglia confluisce in quella dei conti Ducco. Proprietà Torre Ducco, Trenzano Castello di Trenzano (non più esistente al 2011): La famiglia lo costruì nel XI secolo. Palazzo Ducco di San Nazzaro, Brescia: fu una delle principali dimore cittadine della famiglia. Formata da palazzo vecchio e palazzo nuovo, separati dal giardino interno. Nella parte più antica, situata in Vicolo Della Quiete, i Ducco vi abitarono fino al XVI secolo per poi costruire una seconda residenza, di dimensioni maggiori, affacciata in Corso Matteotti. Proprio all'interno del palazzo vecchio venne ideata la congiura antifrancese del 1512 grazie a Tommaso Ducco, il quale per la causa perse la vita giustiziato. Palazzo Martinengo della Motella, Brescia Casa in via Moretto 20, Brescia: I Ducco acquisirono questa casa per eredità dalla famiglia RodengoFausto Lechi, le dimore bresciane in cinque secoli di storia, vol. II. Castello di Maclodio Castello di Quinzanello Villa Ducco, Camignone Villa Ducco, Valenzano: antica villa comunicante con quella di Camignone poiché collocata a neanche un chilometro di distanza da quest’ultima. La dimora sorge ai piedi del monte di San Faustino nella frazione di Valenzano. Chiesa di Santa Maria, Barbariga Palazzo Ducco, Carzano (Monte Isola)

Personaggi illustri Nobili Bartolomeo e Marco Ducco: Poiché tra i più forti in armi, fecero parte dei quaranta cittadini in qualità di conestabili delle milizie cittadine durante l’assedio di Niccolò Piccinino. Assieme a Pellegrino Ducco furono tra i firmatari del patto di Unione con la repubblica di Venezia il 6 ottobre 1426, giurato in Duomo. Carlo Sabatti, Famiglie e Stemmi di Valtrompia Vescovo Giovanni Ducco (XV secolo-1496): proveniente dal ramo pontevichese della famiglia, studiò diritto presso le Università di Padova e di Bologna, prima di avviare la carriera da sacerdote. Fu prevosto di San Nazaro (Brescia) e di Gussago e, successivamente, titolare della Pieve di Santa Maria Assunta di Cividate Camuno. Nel 1477, grazie alla sua grande conoscenza del diritto canonico e alla sua abilità negli affari pubblici, divenne Referendario della Segnatura Apostolica e due anni dopo divenne protonotario apostolico e pro-legato della Marca Anconitana fino all'anno successivo e Vescovo di Corone, una cittadina del Peloponneso. Nel 1482 il Comune di Brescia richiese la sua nomina a Legato apostolico della città, trovando il rifiuto del Pontefice. Tra il 1487 e il 1491, lavorò come luogotenente del legato apostolico Jean Balue nella Marca anconitana e, durante il suo incarico, si ritrovò costretto a fronteggiare il problema degli scontri tra città e il rischio di un'invasione delle Marche via mare da parte dell'Impero Ottomano. Chiuse la sua vita a Brescia, dove lavorò per il rinnovamento della Chiesa dei Santi Nazaro e Celso. Nobile Giacomo Ducco (XV secolo): partecipò attivamente alla vita politica cittadina. Fece un’ordinanza riguardo alle mansioni e ai doveri degli ufficiali preposti alle custodie notturne con Giovanni Antegnati. Nobile Giacomo Ducco (XV secolo): podestà di Orzinuovi intorno al 1450. Nobile Giovanni Ducco (XV secolo): Fu podestà di Brescia nel 1447 e successivamente sostituito con Giacomo Morari dai Milanesi. Riebbe tale carica una volta che la città tornò sotto dominio della Repubblica di Venezia. Nobile Giovanni Ducco (XV-XVI secolo): Fu vicario a Quinzano. Fece parte della congiura antifrancese nel 1511. Nobile Tommaso Ducco (XV secolo-1512): ambasciatore e protagonista della congiura antifrancese del 1512 Nobile Gabriele Ducco (XV-XVI): Viene ricordato da Francesco Marinelli di Marcheno, notaio d’autorità imperiale, come “magnifico signor” Gabriele De Duchis, “conte palatino” e cittadino di Brescia. Marinelli rogò un atto proprio nella dimora del nobile Ducco, presso la contrada Gosnello a Fontana di Monticelli Brusati. Colonnello Carlo Ducco (XVI secolo): Nel 1570 durante la guerra di Cipro gli venne affidato il comando di Mille uomini dalla città di Brescia e dalla Valtrompia. Nobile Battista Ducco (XVI secolo): Nei suoi diari Marin Sanudo lo descrisse come uomo gentile, costumato, morbido e un po’ matto, tenne grande corte a Brescia e specialmente a Venezia. Era solitamente accolto nelle case delle famiglie più importanti facendosi notare per il suo carisma e la sua impulsività. Fu ucciso da Mariotto Martinengo della Pallata. Primicerio Giovanfrancesco Ducco: nel 1516 incarica Ferramola di decorare con i ritratti dei canonici la sala capitolare della chiesa dei santi Nazzaro e Celso a Brescia. Nobile Giovanfrancesco Ducco: fu giureconsulto e professore presso l'università di Padova intorno al 1518 Primicerio Ottaviano Ducco (1512) Primicerio Pietro Ducco (1516) Nobile Filippa Ducco (1520-1586): amante del futuro re Enrico II di Francia e madre di Diana Di Francia. Nobile Cesare Ducco (XVI secolo): letterato e poeta. Compose il Nubiloso all’interno di Rime De Gli Academici Occulti Con Le Loro Imprese Et Discorsi, un'opera strutturata da 16 poesie composte da diversi autori. Primicerio Mario Ducco (nato tra il 1550-60) Primicerio Girolamo Ducco (1527) Padre Don Gregorio Ducco (1550-1616): filosofo e poeta. Fu l'autore della Scacheide, 1586, un racconto eziologico sulla nascita degli scacchi. Nobile Marcantonio Ducco (1590-1665): fisico e dottore della peste del 1630. Nobile Bernardino Ducco (XVII secolo): poeta verseggiatore. I suoi versi vennero inseriti nella raccolta di Giovanni Aragona, Tempio. Don Pietro Francesco Ducco: abate dell'abbazia dei santi Nicola e Paolo VI di Rodengo-Saiano. Don Alessandro Ducco Conte Giovanni Battista Ducco (1715-1790): Fu celebre a Brescia soprattutto per aver soccorso e salvato numerosi cittadini a seguito del disastroso scoppio delle polveri presso porta San Nazzaro, avvenuto a pochi metri da palazzo Ducco. Tale eroismo portò lui e la sua famiglia a ricevere il titolo di Conte. Conte Pietro Gianuario Ducco (1770-1850): Sindaco di Brescia. Conte Lodovico Galeazzo Ducco (1782-1855): politico, rivoluzionario e carbonaro; nonché sindaco di Camignone fino al 1855.