Il è stato un cacciatorpediniere della Marina imperiale giapponese, quinta unità appartenente alla classe Shiratsuyu. Fu varato dal cantiere navale di Uraga, a Tokyo, nel giugno 1935.
Tra il dicembre 1941 e l'aprile 1942 fornì supporto agli sbarchi nelle Filippine e nel Borneo, quindi a maggio fu sottoposto a riparazioni e a giugno fu presente, senza giocarvi alcun ruolo, alla battaglia delle Midway (4-6 giugno 1942). Nella seconda metà di agosto, operando alle dipendenze della 2ª Flotta, giunse nel teatro di guerra delle isole Salomone e condusse numerose missioni di trasporto truppe sull'isola di Guadalcanal, nonché crociere di difesa per singole navi o mercantili. A fine ottobre partecipò alla battaglia delle isole Santa Cruz e a metà novembre combatté in entrambi gli atti dell'importante battaglia navale di Guadalcanal. All'inizio del 1943 fece parte delle forze di diversione per coprire l'operazione Ke, l'evacuazione delle forze nipponiche da Guadalcanal, quindi nei mesi successivi fu impegnato nella difesa di grandi navi da guerra e convogli, operando tra le basi aeronavali di Rabaul e Truk, Yokosuka in Giappone e la Nuova Guinea. Per un breve periodo fu messo agli ordini dell'8ª Flotta ed ebbe parte nella confusa battaglia della baia dell'imperatrice Augusta (1º-2 novembre 1943) subito dopo essere entrato in collisione con il cacciatorpediniere Shiratsuyu. Tornato in servizio nel gennaio 1944, riprese i suoi compiti di scorta e nella prima metà di giugno fu tra le navi riunite dalla Marina nipponica per le fallimentari missioni in soccorso dell'isola di Biak. Passò quindi alla 3ª Flotta e fu presente alla battaglia del Mare delle Filippine (19-20 giugno), alla quale sopravvisse indenne; in luglio attese a un ulteriore ciclo di crociere difensive e in agosto si trovò a prestare servizio nelle isole Palau. Qui, il 18 agosto, rimase incagliato in una scogliera corallina e il 25 fu silurato e distrutto da un sommergibile statunitense.
Servizio operativo Costruzione Il cacciatorpediniere Samidare fu ordinato nell'anno fiscale edito dal governo giapponese nel 1931. La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale di Uraga a Tokyo, gestito dalla compagnia omonima, il 19 dicembre 1934 e il varo avvenne il 6 luglio 1935; fu completato il 29 gennaio 1937. La nave formò con i gemelli Harusame, Murasame e Yudachi la 2ª Divisione cacciatorpediniere, dipendente dalla 4ª Squadriglia della 2ª Flotta.
1941-1942 Tra 1940 e 1941 il Samidare passò al comando del capitano di fregata Takisaburō Matsubara. Il 26 novembre 1941 seguì il resto della divisione cui apparteneva attraverso lo stretto di Terashima sino a Mako, porto militare nelle isole Pescadores dove il 29 la formazione fu aggregata alla 3ª Flotta del viceammiraglio Ibō Takahashi: essa era incaricata di difendere e supportare l'invasione dal mare delle Filippine. Il 7 dicembre la divisione salpò e converse con gli altri scaglioni navali sull'arcipelago; il giorno successivo (il 7 dicembre negli Stati Uniti) fu ricevuta la notizia dell'attacco di Pearl Harbor e l'11 avvennero i primi sbarchi a Vigan, sull'isola di Luzon. Seguì, il 22, lo sbarco in forze nel Golfo di Lingayen. Catturata Manila il 2 gennaio 1942, il Samidare e le unità sorelle furono dirottate con il resto della 3ª Flotta a sud-ovest, nelle Indie orientali olandesi: il 12 gennaio appoggiò lo sbarco a Tarakan e il 23 l'assalto a Balikpapan. Il 27 febbraio, parte della scorta al convoglio d'invasione orientale per Giava, combatté nella battaglia del Mare di Giava, poi fece rotta con i cacciatorpediniere gregari su Tarakan, da dove salpò il 16 marzo per la baia di Subic, a Luzon: nel mese seguente la divisione operò nei mari interni delle Filippine, supportando le rapide puntate anfibie per occuparne tutte le isole e poi contribuendo al blocco di Manila. A fine aprile il Samidare seguì le altre unità sino a Mako, quindi salparono tutte il 3 maggio con destinazione Yokosuka, dove il 6 maggio i quattro cacciatorpediniere furono messi in bacino di carenaggio: la revisione durò alcune settimane. La divisione al completo partecipò quindi all'attacco alle Midway, inserita nella 2ª Flotta del viceammiraglio Nobutake Kondō, incaricata della difesa del convoglio d'invasione: questa imponente formazione non ebbe che un ruolo secondario e tardivo nello scontro. Tornata in Giappone, la 2ª Divisione salpò il 16 luglio da Kure sotto il comando della 3ª Squadriglia cacciatorpediniere, toccò Singapore e si fermò il 30 a Mergui nella Birmania meridionale, per condurre una serie di operazioni di guerra corsara. Tuttavia il 7 agosto giunse notizia di uno sbarco statunitense su Guadalcanal e il Samidare con le unità gemelle fu urgentemente richiamato. L'8 agosto perciò lasciò l'Oceano Indiano e il 21 agosto gettò le ancore nella base aeronavale di Truk. Il 24 agosto, con lHarusame, il Murasame, il Natsugumo e la nave portaidrovolanti scortò la corazzata , schierata per la battaglia delle Salomone Orientali (23-25 agosto), la quale peraltro non vi giocò alcuna parte..
L'8 settembre il Samidare uscì da Truk scortando la nave portaidrovolanti Kunikawa Maru, che esplorò le isole Salomone e le isole Santa Cruz per trovare luoghi idonei ad allestire basi. Il 19, assieme allHarusame, pattugliò le coste dell'isola di Ndeni, dove si sospettava la presenza di uno scalo statunitense per idrovolanti. Il 24 rientrò a Truk, fece il pieno di carburante e quindi partì alla volta delle isole Palau, che toccò il 28; prese in consegna un convoglio navale carico di truppe e lo scortò sino alle isole Shortland, immediatamente a sud di Bougainville. Il 9 ottobre prese a bordo il contrammiraglio Tamotsu Takama, comandante della 4ª Squadriglia, e il giorno successivo lo fece scendere a Rabaul. Ripartì il 12 di scorta a un convoglio per Guadalcanal: la missione di rifornimento e rinforzo fu conclusa con un successo completo, ma nel viaggio di ritorno il Samidare fu colpito di striscio da una bomba, che deformò lo scafo. Il 16 si fermò alle Shortland, dove il capitano Matsubara fu sostituito dal capitano di corvetta Noboru Nakamura (che già il 1º novembre divenne capitano di fregata), e il 17 condusse una missione di trasporto truppe per l'isola contesa; il 25, inviato per bombardare con altre navi Henderson Field, fu dirottato in aiuto dell'incrociatore leggero , gravemente colpito dai bombardieri statunitensi. Il giorno successivo fu aggregato a una formazione di altri cinque cacciatorpediniere (, , Harusame, Murasame, Yudachi) che affiancò le corazzate e nella battaglia delle isole Santa Cruz; il combattimento fu condotto solo tramite le portaerei..
Concluso lo scontro, fece rotta sulle Shortland e poi su Truk, dove fu rimesso in piena efficienza, quindi l'8 novembre tornò in prima linea. L'11 novembre il Samidare seguì il resto della 4ª Squadriglia, che costituì buona parte della formazione del viceammiraglio Hiroaki Abe, incaricata da Kondō di operare un bombardamento su Henderson Field tra il 12 e il 13 novembre. Questa squadra, localizzata dall'attiva ricognizione statunitense, s'imbatté in due Task group nemici, forti nel complesso di cinque incrociatori e otto cacciatorpediniere.. Nel corso della confusa battaglia notturna il Samidare contribuì all'affondamento del cacciatorpediniere e piazzò con le artiglierie colpi a segno sull'incrociatore leggero ; alla fine del combattimento accolse a bordo 207 uomini, appartenenti all'equipaggio del cacciatorpediniere Yudachi, fermo e devastato: cercò, aiutato dal Murasame, di mandarlo a fondo, ma non ci riuscì e quindi fece rapidamente rotta a nord-ovest. Nella notte successiva, poiché indenne, fu aggregato al secondo scaglione della 2ª Flotta, che il viceammiraglio Kondō condusse personalmente nelle acque di Guadalcanal per cannoneggiare l'aeroporto; scoppiò una seconda battaglia navale, che vide il Samidare dare il proprio contributo nel mettere fuori combattimento o colare a picco i cacciatorpediniere , e , mentre inflisse danni gravi all'. La corazzata , però, fu distrutta dai calibri della corazzata e dovette in ultimo essere mandata a fondo: il Samidare recuperò una parte del suo equipaggio e con la 2ª Flotta fece rotta su Truk, che raggiunse il 18 novembre. Da qui salpò il 22 di scorta all'incrociatore pesante e alla Nisshin sino a Yokosuka, toccata il 27 per una revisione completa; nel corso dei lavori il cacciatorpediniere ebbe un impianto binato di cannoni Type 96 da 25 mm L/60, sistemato su un basso ballatoio davanti alla plancia.. Tornato in mare il 19 dicembre, accompagnò nuovamente il Takao a Truk.
1943 Tra il 15 e il 25 gennaio 1943 il Samidare scortò, con lAsagumo, la portaerei Junyo, che a sua volta proteggeva un gruppo di convogli incaricati di trasportare una parte della 20ª Divisione fanteria dalle Palau a Wewak (Nuova Guinea). Il 31 gennaio uscì in mare con il grosso della 2ª Flotta, che così distrasse le forze aeronavali statunitensi dall'evacuazione delle truppe su Guadalcanal e, dal 4 febbraio, fu ridislocato alle Shortland: iniziò a operare in difesa ai grandi gruppi di cacciatorpediniere che, di notte, prelevavano gli uomini. Il 7 lo sgombero fu completato con successo. L'11 febbraio 1943 il Samidare abbandonò le Shortland e si portò il 16 alle isole Palau. Il 19 salpò con lAsagumo per scortare un altro convoglio (Aikoku Maru, Gokoku Maru, Kiyozumi Maru) destinato a Wewak, stavolta con a bordo una parte della 41ª Divisione fanteria: quel giorno stesso il sommergibile tentò un attacco, ma fu messo in difficoltà da alcuni aeroplani di vigilanza e rimase danneggiato dalla caccia condotta dal Samidare. Il 26 il convoglio aveva scaricato a Wewak ed era tornato alle Palau senza problemi. Tra il 6 e il 18 marzo il Samidare partecipò a un'altra missione in difesa di un gruppo di sette mercantili, incaricati di trasportare l'altra metà della 20ª Divisione nella baia Hansa, a est di Wewak, e fare ritorno all'arcipelago: fu affiancato dai cacciatorpediniere Akigumo, Kazagumo, Yugumo e . Riguadagnata Truk, ne partì il 20 marzo con destinazione Rabaul, raggiunta cinque giorni più tardi, e quindi ritornò il 30 alle isole Shortland, dalle quali salpò il 31 alla testa di una missione di trasporto truppe sull'isola di Kolombangara: un attacco aereo indusse però il comando giapponese ad annullarla. Il 1º e il 5 aprile, invece, il Samidare completò con successo due viaggi, quindi navigò sino a Rabaul (8 aprile); la lasciò due giorni dopo per guidare una missione del genere diretta a Finschhafen, che fu annullata sempre per l'opposizione aerea degli Alleati. Il 16 aprile si fermò a Truk dopo aver fatto tappa a Kavieng e per circa tre settimane non si conoscono i dettagli del suo servizio. Riappare l'8 maggio, quando con i cacciatorpediniere Naganami, Ushio e Yugure salpò da Truk di scorta alla nave da battaglia , le portaerei di scorta Unyo e Chuyo, gli incrociatori pesanti e : questa formazione fece rotta per Yokosuka, toccata il 13 maggio; quindi il Samidare soltanto accompagnò i due incrociatori sino a Paramushiro. Le attività della nave per il resto di maggio e per tutto giugno non sono note.