Il Dicastero per la dottrina della fede (), conosciuto dalla fondazione al 1908 come Santa Inquisizione, successivamente come Sant'Uffizio, poi come Congregazione per la dottrina della fede (CDF) e infine come Dicastero per la dottrina della fede, è uno dei 16 dicasteri della Curia romana.

Storia Dalla fondazione al XIX secolo Questo dicastero fu istituito nell'anno 1542 da papa Paolo IIII primi passi dell'Inquisizione Romana: tre lettere di papa Paolo III (1542, 1543, 1548), in . con la costituzione apostolica Licet ab initio. Licet ab initio, Bullarum diplomatum et privilegiorum sanctorum romanorum pontificum taurinensis editio, tomus VI, Augustae Taurinorum 1860, pp. 344-346. Il documento affidava la lotta contro l’eresia a sei cardinali incaricati dal Papa e ai loro delegati, attribuendo loro il potere di giudicare i crimini contro la fede a prescindere dai privilegi degli imputati, fossero essi nobili, principi, vescovi o cardinali.

Inizialmente aveva il nome di "Sacra Congregazione della romana e universale inquisizione", con lo scopo di "mantenere e difendere l'integrità della fede, esaminare e proscrivere gli errori e le false dottrine". Questo organismo sostituì l'istituzione ecclesiastica nota nel Medioevo come Inquisizione e, dopo un'iniziale sede a via della LungaraClaudio Rendina, Sant'Uffizio, il palazzo delle torture, Repubblica ed. Roma, 26 novembre 2007 ., si stabilì a palazzo Pucci, nelle vicinanze del Vaticano.

Il raggio d'azione degli inquisitori romani era tutta la Chiesa cattolica, ma la sua azione, tranne alcuni casi (come il cardinale inglese Reginald Pole), si restrinse quasi solo all'Italia. In breve tempo questo tribunale divenne il più importante all'interno della cattolicità: a esso potevano appellarsi i condannati da altri tribunali. Inoltre divenne quasi una sorta di supervisore del lavoro dei tribunali locali. Inizialmente la congregazione aveva il compito di controllare anche la conformità con la fede cattolica di tutte le opere a stampa. Dal 1571 questo compito passò alla Congregazione per la riforma dell'Indice dei libri proibiti, organismo appositamente creato da Pio V; questo nuovo dicastero operò per oltre tre secoli fino al 1917, quando fu soppresso e le sue competenze ritornarono al Sant'Uffizio.

Nel 1588 Sisto V riorganizzò la Curia romana fissando in 15 il numero delle Congregazioni cardinalizie permanenti (costituzione apostolica Immensa Aeterni Dei). La Congregazione dell'inquisizione, collocata in testa all'elenco per la sua importanza, ricevette la strutturazione definitiva. Formata, originariamente, da otto-nove cardinali, a essi era attribuita la giurisdizione, che esercitavano collettivamente. Le decisioni del collegio venivano di volta in volta sottoposte al pontefice, cui spettava l'approvazione finaleWalter Brandmüller e Egon Johannes Greipl (a cura di), Copernico, Galilei e la Chiesa: fine della controversia (1820). Gli atti del Sant'Uffizio, Firenze, L. S. Olschki, 1992, pp. 48-51..

In specifici casi l'Inquisizione si serviva della consulenza di professionisti esterni (soprattutto teologi ed esperti di diritto canonico, ma anche scienziati, come nel caso di Galilei). Non tutti i processi per eresia, ateismo e altre devianze dalla fede cattolica furono gestiti dall'Inquisizione. In Francia, ad es., sotto lancien régime, atei e bestemmiatori erano processati dai tribunali civili. Tra i nomi celebri inquisiti dall'Inquisizione si citano: Francesco Patrizi, Giordano Bruno, Tommaso Campanella, Gerolamo Cardano, Giovanni Antonio Caracciolo, Galileo Galilei (vedi processo a Galileo Galilei).

Il XX secolo Nel 1908 papa Pio X, in forza della costituzione Sapienti consilio, riorganizzò la Congregazione mutandone il nome in quello di "Sacra Congregazione del Sant'Uffizio" Costituzione apostolica Sapienti consilio, Acta apostolicae sedis 1, 1909, pp. 36-58.. Nel 1917 il Sant'Uffizio ricevette nuovamente la competenza dell'aggiornamento dell'Indice dei libri proibiti, sottraendolo alla Congregazione dell'Indice che fu soppressa.

Il 7 dicembre 1965 papa Paolo VI ridefinì e ampliò le competenze e la struttura della Congregazione e ne mutò il nome di Sant'Uffizio in quello attuale con il motu proprio Integrae servandae. Il pontefice operò una riforma sostanziale della Congregazione, cambiandone il nome in quello di "Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede", attualizzando i metodi usati per l'esame delle dottrine, e facendo prevalere il carattere positivo di correzione degli errori su quello punitivo della condanna, partendo dal principio che "la fede si difende meglio promuovendo la dottrina". Papa Paolo VI, Litterae apostolicae motu proprio datae Integrae servandae, Acta apostolicae sedis 57, 1965, pp. 952-955. In questa logica fu di fatto abolito l'Indice dei libri proibiti la cui ultima edizione era stata pubblicata nel 1948 sotto papa Pio XII.

Fino al 1968, il prefetto della Congregazione era il Papa, il quale però raramente esercitava tale funzione, delegando tale compito a un cardinale, con il titolo di segretario. A partire da tale data il titolo di prefetto spetta al cardinale posto a capo del dicastero e il segretario è la seconda carica in ordine di importanza della congregazione.

Nel 1988 con la costituzione apostolica Pastor Bonus, Giovanni Paolo II ne ridefinisce le competenze, precisando la funzione, la competenza e le norme della Congregazione per la dottrina della fede.Costituzione apostolica Pastor Bonus, Acta apostolicae sedis 80, 1988, pp. 841-912.

Il XXI secolo

Il 14 febbraio 2022 papa Francesco riforma la struttura interna attraverso la lettera in forma di motu proprio Fidem servare, suddividendo il lavoro della Congregazione in due sezioni (dottrinale e disciplinare), ciascuna delle quali dispone di un segretario e di un capo ufficio, ciò allo scopo di garantire un'equa distribuzione delle risorse tra le due sezioni.

Con la costituzione apostolica Praedicate evangelium del 19 marzo 2022 ha assunto l'attuale denominazione.

Struttura delineata nella Immensa aeterni Dei Nell'organizzazione delineata da Sisto V nel 1588, il papa stesso presiedeva la congregazione con il titolo di Prefetto. Lo assisteva un collegio di cardinali (inizialmente otto-nove, poi saliti a dodici); il pontefice nominava uno di essi Secretarius: questo porporato svolgeva concretamente le funzioni di direttore della congregazione.

Come primo dei funzionari lo affiancava un domenicano, con il titolo di Commissarius Sancti Officii, il cui compito era quello di presiedere i processi. La carica era riservata a un frate domenicano, in considerazione dell'importanza avuta da quest'ordine agli inizi dell'Inquisizione nel XIII secolo. Il Commissarius era assistito da due suoi confratelli, denominati "primo e secondo compagno". A fianco del Commissarius vi era lAssessor Sancto Officii, che faceva parte del clero secolare. Egli distribuiva le cause da trattare in primo grado. Riferiva del suo operato nelle assemblee plenarie della congregazione.

La congregazione si avvaleva di consultori per ottimizzare il processo decisionale. I consultori erano generalmente teologi e canonisti, nominati dal papa come assistenti (privi del diritto di voto) dei cardinali inquisitori. Il Generale dei Domenicani, il Maestro del sacro palazzo e un frate conventuale francescano erano consultores nati (cioè permanenti) della congregazione. In ordine gerarchico venivano poi il Promotor fiscalis (corrispondente al pubblico ministero), appartenente al clero, e lAdvocatus reorum (corrispondente al difensore d'ufficio). A un presbitero notaio era affidata la registrazione di tutti i documenti relativi ai processi.

Un gruppo particolare era quello dei qualificatori. Erano teologi che in prima istanza dovevano, tramite l'esame delle opere scritte o stampate o delle affermazioni orali di qualcuno che era in carcere per offese alla religione, estrarne le proposizioni e qualificarle come eretiche (o prossime all'eresia), o scismatiche, o scandalose. Il giudizio dei qualificatori passava poi ai consultori e quindi agli inquisitori. Tutti i funzionari della Santa Inquisizione erano tenuti con giuramento alla segretezza e tutti ricevevano uno stipendio, tranne i consultori e i qualificatoriLuigi De Sanctis, Roma papale descritta in una serie di lettere con note, Nota 4. alla lettera tredicesima, Firenze, Tipografia Claudiana, 1865..

Funzioni Le competenze del Dicastero per la dottrina della fede sono suddivise in due sezioni: dottrinale e disciplinare.

Sezione dottrinale La Sezione dottrinale è organizzata in due uffici: dottrinale e matrimoniale.

LUfficio dottrinale si occupa delle materie attinenti alla promozione della dottrina della fede e della morale. Nello specifico quest'ufficio: promuove la teologia e la catechesi come opera di evangelizzazione, per aiutare a comprendere il significato dell'esistenza attraverso la fede, soprattutto di fronte alle domande poste dal progresso scientifico e dallo sviluppo della società; esamina sotto l'aspetto dottrinale i documenti degli altri dicasteri e gli scritti e le opinioni che appaiono problematici per la retta fede, favorendo il dialogo con i loro autori e proponendo i rimedi idonei da apportare; studia le questioni riguardanti gli ordinariati personali degli anglicani convertiti al cattolicesimo.

LUfficio matrimoniale si occupa del privilegium fidei e quindi delle cause di scioglimento di matrimonio in favorem fidei e di altri aspetti del vincolo matrimoniale legati alla validità del Sacramento.

Sezione disciplinare La Sezione disciplinare: si occupa dei cosiddetti delicta graviora, cioè i delitti contro la fede, la morale e nella celebrazione dei sacramenti, attraverso il "Supremo Tribunale Apostolico" istituito all'interno del Dicastero; predispone ed elabora le procedure previste dalla normativa canonica affinché il Dicastero possa promuovere una retta amministrazione della giustizia nelle sue diverse istanze (Prefetto, Segretario, Promotore di Giustizia, Congresso, Sessione Ordinaria, Collegio per l'esame dei ricorsi in materia di delicta graviora); promuove iniziative di formazione per i vescovi e gli operatori del diritto, per favorire una retta comprensione e applicazione delle norme canoniche relative al proprio ambito di competenza.

Adunanze Le adunanze dei Consultori, gruppi di esperti cattolici che coadiuvano il lavoro del Dicastero, si tengono settimanalmente, e i loro pareri o analisi vengono discussi dal Collegio dei cardinali del Dicastero con voto deliberativo. Ogni decisione è sottoposta all'approvazione definitiva del Pontefice in apposita Udienza.

Il dicastero si riunisce in sessione ordinaria mensilmente, e in assemblea plenaria almeno una volta all'anno.

Cronotassi Prefetti Dal 1542 al 1602 con il titolo di "grande inquisitore", dal 1602 al 1965 con il titolo di segretario (poiché a capo del dicastero vi era il Papa), dal 1965 a oggi con il titolo di prefetto. Santa Inquisizione Cardinale Gian Pietro Carafa † (21 luglio 1542 – 23 maggio 1555 eletto papa con il nome di Paolo IV) Cardinale Antonio Michele Ghisleri, O.P. † (14 dicembre 1558 – 7 gennaio 1566 eletto papa con il nome di Pio V) Cardinale Diego de Espinosa y Arévalo † (8 settembre 1566 – 5 settembre 1572 deceduto) Cardinale Scipione Rebiba † (8 aprile 1573 – 23 luglio 1577 deceduto) Cardinale Giacomo Savelli † (31 luglio 1577 – 5 dicembre 1587 deceduto) Cardinale Giulio Antonio Santori † (5 dicembre 1587 – 9 maggio 1602 deceduto) Cardinale Camillo Borghese † (9 giugno 1603 – 16 maggio 1605 eletto papa con il nome di Paolo V) Cardinale Pompeo Arrigoni † (16 maggio 1605 – 4 aprile 1616 deceduto) Cardinale Giovanni Garzia Mellini † (4 aprile 1616 – 2 ottobre 1629 deceduto) Cardinale Antonio Barberini, O.F.M.Cap. † (2 ottobre 1629 – 13 dicembre 1633 nominato archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa) Cardinale Francesco Barberini † (13 dicembre 1633 – 10 dicembre 1679 deceduto)