Nessuno tocchi Caino (in inglese Hands Off Cain) è un'associazione radicale, nonviolenta e senza scopo di lucro, costituita come lega internazionale di cittadini e parlamentari per l'abolizione della pena di morte nel mondo. Fondata a Bruxelles nel 1993 su iniziativa di esponenti del Partito Radicale, è considerata tra i principali promotori della campagna che ha portato, il 18 dicembre 2007, all'approvazione da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite della prima risoluzione per una moratoria universale delle esecuzioni capitali (risoluzione 62/149). Negli anni ha esteso il proprio campo d'azione alle condizioni di detenzione, alla battaglia contro l'ergastolo ostativo e il regime del 41-bis, e alle misure di prevenzione applicate senza condanna e a volte senza processo penale.
Il nome è tratto dal libro della Genesi (4,15): «Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato». Nell'interpretazione dell'associazione, il segno di Caino è il primo atto con cui la legge sottrae il colpevole alla vendetta: da qui il motto «giustizia senza vendetta».
Storia La fondazione (1993) Nessuno tocchi Caino nasce a Bruxelles, dove il 9 e 10 dicembre 1993 si tiene il congresso di fondazione della «Lega internazionale per l'abolizione della pena di morte entro il 2000», su iniziativa dei parlamentari radicali Mariateresa Di Lascia e Sergio D'Elia, con il sostegno di Marco Pannella ed Emma Bonino. D'Elia, ex dirigente dell'organizzazione armata Prima Linea, condannato per fatti di terrorismo e poi divenuto attivista nonviolento per i diritti umani, ne è da allora il segretario. Di Lascia, scomparsa prematuramente nel settembre 1994, è ricordata dall'associazione come cofondatrice; alla sua memoria è stato dedicato il trentennale celebrato nel 2024.
La campagna per la moratoria ONU Fin dal 1994 l'associazione, insieme al Partito Radicale Transnazionale, promuove la presentazione da parte del governo italiano di una risoluzione per la moratoria delle esecuzioni all'Assemblea generale delle Nazioni Unite: il primo tentativo, quell'anno, viene respinto per otto voti. Dal 1997, su iniziativa italiana, e dal 1999 per impulso dell'Unione europea, la Commissione per i diritti umani dell'ONU approva ogni anno una risoluzione che chiede una moratoria delle esecuzioni in vista dell'abolizione della pena capitale.
Il 18 dicembre 2007 l'Assemblea generale approva la risoluzione 62/149 sulla moratoria universale della pena di morte, presentata dall'Unione europea su istanza dell'Italia, con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astensioni. È il primo pronunciamento in tal senso dell'Assemblea generale, ed è ampiamente riconosciuto come l'esito della campagna avviata in Italia da Nessuno tocchi Caino e dai radicali.
La risoluzione è stata da allora riproposta e approvata con maggioranze crescenti, fino ai 130 voti favorevoli (32 contrari, 22 astensioni) della decima risoluzione, adottata il 17 dicembre 2024 su co-presentazione di Italia e Argentina: il risultato più alto mai registrato.
Dopo Pannella Marco Pannella, che dell'associazione è stato a lungo presidente, muore il 19 maggio 2016; la presidenza è assunta da Rita Bernardini, storica dirigente radicale ed ex deputata. Sotto la sua presidenza l'associazione, pur mantenendo la campagna internazionale contro la pena di morte, intensifica le battaglie sul sistema penitenziario italiano.
Attività Il rapporto annuale e la Banca Dati Dal 1998 Nessuno tocchi Caino pubblica in italiano e in inglese il rapporto annuale «La pena di morte nel mondo», che documenta paese per paese fatti politici e giudiziari, dati statistici e tendenze legislative sulla pena capitale, attingendo a una banca dati aggiornata quotidianamente. Il rapporto, edito in origine da Marsilio e curato da Elisabetta Zamparutti, è presentato ogni anno a Roma; nel 2015 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio in occasione della presentazione.Nessuno tocchi Caino, La pena di morte nel mondo. Rapporto 2002, a cura di Elisabetta Zamparutti, introduzione di Marco Pannella, Venezia, Marsilio, 2002. Secondo l'associazione, la quasi totalità delle esecuzioni nel mondo avviene oggi in paesi autoritari o illiberali.
Il premio «Abolizionista dell'anno» Dal 2005 il rapporto annuale è dedicato alla personalità che più si è distinta nell'impegno contro la pena di morte, cui viene conferito il premio «L'Abolizionista dell'anno», un'opera in bronzo dello scultore Massimo Liberti. Tra i premiati figurano il presidente senegalese Abdoulaye Wade (2005), il presidente messicano Vicente Fox (2006), il governatore del Nuovo Messico Bill Richardson, il presidente mongolo Tsakhiagijn Ėlbėgdorž, il presidente del Benin Boni Yayi (2014) e papa Francesco (2015).
Appelli e missioni internazionali L'associazione promuove appelli e mobilitazioni internazionali in favore di singoli condannati a morte e conduce missioni presso governi e organismi internazionali — a Ginevra, New York e nelle capitali dei paesi mantenitori — per sostenere moratorie e abolizioni nazionali.
Le battaglie in Italia «Morte per pena» e i laboratori Spes contra Spem Nel 2011 l'associazione avvia un programma sistematico di visite nelle carceri italiane, da cui nasce la campagna «Morte per pena», contro le morti in carcere e le condizioni di detenzione contrarie al senso di umanità. Dal 2016 tiene inoltre, con cadenza mensile, i laboratori «Spes contra Spem» — dal motto con cui Pannella esortava i condannati all'ergastolo a «essere speranza» — nella casa di reclusione di Opera e in altri istituti: percorsi di dialogo tra detenuti, anche in regime di ergastolo ostativo o di 41-bis, operatori penitenziari, giuristi e società civile.
L'associazione ha celebrato più congressi all'interno del carcere di Opera, con la partecipazione congiunta di detenuti, vittime, magistrati e parlamentari: tra questi l'VIII congresso (dicembre 2019), il IX (dicembre 2021) e il X congresso (dicembre 2023), nel trentennale della fondazione.
L'ergastolo ostativo e il 41-bis Nessuno tocchi Caino è tra i protagonisti della battaglia giudiziaria e politica contro l'ergastolo ostativo, il «fine pena mai» che esclude dai benefici penitenziari i condannati che non collaborano con la giustizia. Nel 2019 la Corte europea dei diritti dell'uomo, con la sentenza Viola c. Italia, ha dichiarato l'ergastolo ostativo incompatibile con l'articolo 3 della Convenzione; nello stesso anno la Corte costituzionale, con la sentenza 253/2019, ha dichiarato illegittima la presunzione assoluta di pericolosità che precludeva i permessi premio ai non collaboranti. L'associazione è intervenuta nei giudizi in qualità di amicus curiae.
«Quando prevenire è peggio che punire» Nel 2018 l'associazione ha lanciato la campagna «Quando prevenire è peggio che punire», contro le misure di prevenzione personali e patrimoniali applicate ante delictum — sequestri e confische, interdittive antimafia, scioglimenti dei comuni — che a suo giudizio configurano «processi sommari» fondati sul sospetto anziché sulla prova.
Organizzazione Dal 2017 Nessuno tocchi Caino ha aggiunto alla propria denominazione la dicitura «Spes contra Spem» e successivamente la qualifica di «Associazione Radicale Nonviolenta Transnazionale Transpartitica». Dal 1º gennaio 2026 ha stabilito la propria sede legale e operativa a Roma in via della Panetteria 15, la via dove ha abitato Marco Pannella per cinquant'anni, fino alla morte il 19 maggio 2016. Oggi l'associazione conta oltre tremila iscritti.
Presidente è Rita Bernardini, storica militante radicale, già vicedirettore di Radio Radicale, deputata e segretaria di Radicali Italiani, impegnata nell'associazione fin dal 1993: protagonista, anche con ripetuti scioperi della fame, delle battaglie per i diritti dei detenuti. Segretario è il cofondatore Sergio D'Elia, già deputato e segretario di presidenza della Camera dei deputati nella XV legislatura. Tesoriera è Elisabetta Zamparutti, ex deputata radicale, curatrice del rapporto annuale «La pena di morte nel mondo» e coordinatrice della Banca Dati, componente per l'Italia del Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT) del Consiglio d'Europa. Presidenti onorari sono Santi Consolo (già capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria), i giuristi Tullio Padovani e Vincenzo Maiello e l'avvocato Andrea Saccucci; il fundraising è curato dall'imprenditore Alberto Genovese.
Il comitato direttivo comprende un centinaio di membri. Ne fanno parte, tra gli altri, politici e amministratori come Gianni Alemanno, Roberto Giachetti, Maria Chiara Gadda, Renata Polverini, Roberto Rampi, Marco Scurria, Marco Sorbara, Bruno Mellano, Marco Beltrandi e Lorenzo Strik Lievers; giuristi e avvocati come il costituzionalista Andrea Pugiotto, Davide Galliani, Andreana Esposito, Maria Brucale e Giuseppe Rossodivita; giornalisti e personalità dello spettacolo come Tiziana Maiolo, Renzo Magosso, Giovanni Terzi e Simona Ventura; il regista Ambrogio Crespi; il gesuita Guido Bertagna, tra i protagonisti della giustizia riparativa in Italia; il magistrato francese Vincent Delbos; nonché ex protagonisti della lotta armata divenuti attivisti nonviolenti, come Francesca Mambro, e detenuti ed ex detenuti impegnati nei percorsi dell'associazione.
Rapporti con Amnesty International Nel 2003 il segretario Sergio D'Elia fu protagonista di una polemica con la sezione italiana di Amnesty International, accusata di non sostenere la strategia della moratoria ONU promossa dai radicali e di privilegiare una linea di pura testimonianza abolizionista; Amnesty replicò di essere favorevole alla moratoria come primo passo verso l'abolizione, rivendicando la propria indipendenza. La polemica riemerse nel 2007, alla vigilia del voto sulla risoluzione.
Nella cultura di massa Enrico Ruggeri e Andrea Mirò hanno partecipato al Festival di Sanremo 2003 con il brano Nessuno tocchi Caino, scritto per sostenere l'associazione e classificatosi quarto; il videoclip è stato diretto da Oliviero Toscani.
Nel 2016 il regista Ambrogio Crespi ha presentato alla 73ª Mostra del cinema di Venezia il documentario Spes contra Spem – Liberi dentro, girato nel carcere di Opera con i detenuti condannati all'ergastolo ostativo e nato dall'esperienza dei laboratori dell'associazione; il film è stato poi proiettato alla Camera dei deputati e trasmesso da Sky Atlantic.
Sergio D'Elia conduce il podcast Il segno di Caino, dedicato alle storie dei condannati e alla filosofia dell'associazione.
Note
Bibliografia Nessuno tocchi Caino, La pena di morte nel mondo. Rapporto annuale, pubblicato ogni anno dal 1998 in italiano e in inglese, Venezia, Marsilio (e edizioni successive). Sergio D'Elia, Maurizio Turco (a cura di), Tortura democratica. Inchiesta su "la comunità del 41-bis reale", Venezia, Marsilio, 2002. Nessuno tocchi Caino, Quando prevenire è peggio che punire, Roma, Reality Book, 2021. Nessuno tocchi Caino, Verso la fine dello Stato Caino, Roma, Reality Book, 2022. Nessuno tocchi Caino, Pena di morte e morte per pena, Roma, Edizioni Ponte Sisto, 2023. Nessuno tocchi Caino, La fine della pena, Roma, Reality Book, 2024. Nessuno tocchi Caino, Non giudicare!, Roma, Reality Book, 2025. Nessuno tocchi Caino, Abolire il carcere cimitero dei vivi, Roma, Reality Book, 2026.
Voci correlate Pena di morte Moratoria universale della pena di morte Ergastolo ostativo Articolo 41-bis Partito Radicale Transnazionale Marco Pannella Sergio D'Elia Mariateresa Di Lascia
Collegamenti esterni
Categoria:Oppositori della pena di morte Categoria:Organizzazioni per la salvaguardia dei diritti umani Categoria:Organizzazioni non governative Categoria:Associazioni culturali Categoria:ONLUS