Vellezzo Bellini (Vles in dialetto pavese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Pavia in Lombardia.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di Vellezzo Bellini è situato nell'area settentrionale della provincia di Pavia, nella parte nordoccidentale del Pavese, tra Pavia e Milano, a pochi chilometri dal confine con la Città metropolitana di Milano, nella zona storicamente nota come Campagna Soprana. Paesaggisticamente inserito nella tipica pianura alluvionale della Pianura Padana, il territorio è pianeggiante, caratterizzato da un contesto rurale in cui la risicoltura e le coltivazioni cerealicole tradizionali plasmano l'ambiente circostante. La vicinanza all'area metropolitana milanese si riflette in una posizione geografica strategica lungo le direttrici di collegamento tra il Pavese e il Milanese. Idrografia Il sistema idrografico locale è fortemente connotato dalla presenza di importanti infrastrutture irrigue e storiche di origine artificiale. Il territorio è infatti bagnato dal Naviglio Pavese e dal Navigliaccio, canali che non solo assolvono una fondamentale funzione di approvvigionamento idrico per i campi e le risaie, ma rappresentano anche elementi di forte identità paesaggistica e storica, integrandosi nel reticolo idrografico minore che caratterizza la bassa pianura lombarda.
Origini del nome Guido Zanaboni, autore del libro Vellezzo Bellini e le sue terre, concorda con l'Olivieri ritenendo che il toponimo possa riflettere il genitivo Velletius, dal nome di un antico possessore del fondo. Altri, invece, propendono verso un significato di piccolo villaggio, quale diminutivo corrotto del latino villa.
Storia Il primo cenno storico su Vellezzo Bellini risale al 1116 quando il Papa di allora, Pasquale II, accettò sotto la protezione della Sede Apostolica i Canonici della chiesa pavese di S. Michele Maggiore, confermando fra i loro possedimenti i territori di Vileggio e Auriglosso (ovvero gli antichi nomi di Vellezzo e Origioso). Bisogna attendere il 1190 per avere le prime notizie di Iovenzano (ovvero l'antico nome di Giovenzano), che curiosamente ha una storia medioevale molto diversa da quella di Vellezzo. Mentre quest'ultimo, infatti, è per la maggior parte oggetto di possedimenti ecclesiastici, Giovenzano è sottoposto al controllo di grandi famiglie nobili milanesi e pavesi, sino ad arrivare, intorno alla fine del Cinquecento ad un controllo quasi totale (l'80% dei territori) da parte dei Marchesi Pallavicino di Scipione, Signori di Giovenzano che elessero la loro residenza nel Palazzo Pallavicino (detto anche Castello di Giovenzano, o anche Giardinone, oggi proprietà privata), ben conservato e visibile dalla strada che conduce a Osteriette. Nel 1742, il Marchese Giovanni Battista Bellini prende possesso del territorio di Vellezzo; per ossequio al feudatario, il comune, col regio decreto n. 1998 del 1864, assumerà la denominazione odierna di Vellezzo Bellini.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati assegnati con D.P.R. del 17.05.1986. Blasonatura Descrizione dello stemma Stemma:<br/ >partito: nel primo, cinque punti d'oro equipollenti a quattro di verde; nel secondo, d'argento, alla branca di leone, recisa, di rosso, posta in banda; il tutto alla campagna d'azzurro, caricata di tre spighe di riso, ciascuna fogliata di due, d'oro, poste a ventaglio. Ornamenti esteriori da Comune.<br/ > Gonfalone:<br/ >drappo partito di bianco e di verde riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento recante la denominazione del Comune.<br/ >Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento. I cinque punti d'oro equipollenti ai quattro di verde ricordano lo stemma della famiglia Pallavicino, feudataria di Giovenzano fino al XVIII secolo; la branca di leone rossa, recisa, è riportata nello stemma del marchese D. Pietro Bellini, feudatario di Vellezzo, Battuda e Soncino (che attualmente fa parte del comune di Rognano) nel '700 (il quadro è visibile presso gli uffici comunali, nell'ufficio del Sindaco). Le spighe di riso richiamano la fertilità della terra pavese e indicano la coltura tipica di tale zona agricola.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Nel territorio comunale sono presenti due edifici di culto cattolico. Nel capoluogo è presente la Parrocchia di Vellezzo Bellini; la chiesa è dedicata a San Bartolomeo apostolo e a San Nicolò vescovo e, secondo Zanaboni, sorge dove assai probabilmente era eretta l'antica cappella dedicata a san Nicolò. Nella frazione ha sede la Parrocchia di Giovenzano, la cui chiesa è dedicata ai santi Gervasio e Protasio martiri. È conveniente fare nuovamente menzione del volume Vellezzo Bellini e le sue terre per ricordare lo scomparso oratorio campestre dedicato a san Bartolomeo, presente secoli fa, assai probabilmente posizionato in corrispondenza dell'incrocio delle strade che, da Battuda e da Rognano, conducono a Vellezzo, dov'era ed è tuttora il campo detto «al San Bartolomeo».
Architetture civili Degno di nota è il Palazzo Pallavicino, comunemente detto Castello di Giovenzano o anche "Giardinone". Nonostante la comune denominazione, non si tratta di un tipico castello; più propriamente è un palazzo rurale, con una pianta a "U" aperta verso sud, una grande torre sul lato orientale e una torre più piccola sullo spigolo nord-orientale; fu costruito nel XVI secolo per la protezione dei poderi e il ricovero delle derrate e divenne l'abituale residenza di Ludovico del ramo della famiglia Pallavicino, Marchesi di Scipione, il quale ne era orgoglioso, tanto da chiamarlo "il Gioiello". Allo stato attuale il palazzo è abitazione privata ed è anche utilizzato come luogo per matrimoni ed eventi.
Aree naturali A sud della strada provinciale SP 24, che collega il capoluogo alla frazione Giovenzano, è ubicato il Parco Europa, un'area verde di circa 4 ettari (40.000 m²) realizzata tramite un finanziamento a fondo perduto di Regione Lombardia nell'ambito del bando "Infrastrutture verdi a rilevanza ecologica e di incremento della naturalità - 2021". L'area, inaugurata il 18 maggio 2024, è stata progettata secondo criteri di ecosostenibilità, è finalizzata alla conservazione della biodiversità locale attraverso la piantumazione di un bosco, arbusteto, prati e zone umide, e include al suo interno un piccolo "anfiteatro" con gradoni in terra. Il nome è stato scelto dall'amministrazione comunale per richiamare la tutela dei diritti umani nel contesto dell'Unione europea.
Società Evoluzione demografica
Cultura Istruzione Nel comune è presente un plesso scolastico statale, appartenente all'Istituto Comprensivo di Bereguardo, che comprende una scuola dell'infanzia e una scuola primaria. Biblioteche La Biblioteca comunale venne fondata nel 2008; nel 2017 venne inaugurata la nuova e attuale sede, presso il Centro Civico di Giovenzano, che portò a un rilancio delle attività. Nel 2021 venne intitolata a Gianni Rodari, in occasione del centenario della sua nascita (1920), con un anno di ritardo a causa della pandemia Covid-19.
Geografia antropica Il territorio comunale ha assunto la conformazione attuale nel gennaio 1873 a seguito del Regio Decreto del 1º novembre 1872, n. 1097, che ha disposto la soppressione dei preesistenti comuni autonomi di Giovenzano (CC E046) e Origioso (CC G104), decretandone l'aggregazione e la fusione nel comune di Vellezzo Bellini. Giovenzano, situata a est del capoluogo comunale, è la frazione con più abitanti; a parte un recente e limitato periodo, è addirittura da sempre stata più popolata del capoluogo Vellezzo Bellini. Storicamente era un feudo sottoposto al controllo della famiglia dei Marchesi Pallavicino di Scipione, che vi edificarono il proprio palazzo rurale (comunemente noto come Castello di Giovenzano). Origioso era una piccola frazione rurale posizionata a sud di Vellezzo Bellini. Le prime attestazioni storiche del borgo risalgono al 1116, citato insieme a Vellezzo (con i nomi di Vileggio e Auriglosso) in una bolla di papa Pasquale II. Attualmente Origioso è fuso con Vellezzo anche dal punto di vista urbanistico e, insieme, costituiscono senza soluzione di continuità un unico centro abitato. Oltre alle suddette frazioni principali, lo statuto comunale e la cartografia ufficiale riconoscono come nuclei o località abitate minori i centri di Montalbano, Osteriette, Pellegrina e Rebecchino; quest'ultimo, dal XIV secolo, fu una località autonoma (comune di Robecchino - da notare l'oscillazione fonetica che, nel tempo, è passata da Robecchino all'attuale Rebecchino), quindi venne soppresso e aggregato a Vellezzo nel 1757.
Infrastrutture e trasporti Strade Il territorio comunale è costeggiato, lungo il confine orientale, dalla strada provinciale ex Strada statale 35 dei Giovi (SP ex SS 35), che lambisce una porzione del comune e assicura i collegamenti stradali con i centri limitrofi, con Pavia e Milano.
Amministrazione L'amministrazione è retta dal sindaco Andrea Macchioni, eletto a seguito delle elezioni amministrative del 24-25 maggio 2026. Fino al 1872 l'attuale comune di Vellezzo Bellini era formato dai tre comuni distinti di Vellezzo Bellini, Giovenzano e Origioso. Anno Sindaco Comune 1866 Angelo Gallotti Giovenzano 1866 Nicola Moro Vellezzo Bellini 1866 Luigi Vigoni Origioso 1869 Luigi Peregrini Vellezzo Bellini 1872 Giuseppe Servi Origioso Dal 01/01/1873, i tre comuni vennero fusi nell'unico comune di Vellezzo Bellini, con regio decreto 01/11/1872, che soppresse i comuni di Giovenzano e Origioso. Di seguito si riporta l'elenco di coloro che hanno retto l'amministrazione comunale, con la data di inizio mandato: