Il Dornier Do 17 fu un aereo multiruolo, monoplano bimotore ad ala alta, sviluppato dall'azienda aeronautica tedesca Dornier-Werke GmbH nei primi anni trenta e prodotto, oltre che dalla stessa, su licenza da alcune aziende nazionali del settore.
Realizzato ufficialmente per il mercato dell'aviazione commerciale ma ideato anche per una sua veloce conversione militare, fu uno dei primi velivoli da bombardamento moderni ad equipaggiare la Luftwaffe, l'aeronautica militare tedesca, nel periodo interbellico e, nelle sue versioni più evolute, venne intensamente utilizzato durante lo svolgimento della seconda guerra mondiale.
Storia del progetto
Nel 1932 lHeereswaffenamt emise una specifica per la fornitura di un nuovo modello di aereo da trasporto per la Deutsche Reichsbahn-Gesellschaft, l'azienda di trasporti ferroviari nazionale, ed un aereo postale veloce per la Deutsche Luft Hansa (DLH). Alla richiesta decise di rispondere la Dornier-Werke avviando, dal 1º agosto, lo sviluppo di un progetto adatto allo scopo.
Quando il nazismo andò al potere nel 1933, l'asso dell'aviazione della prima guerra mondiale Hermann Göring assunse l'incarico di commissario nazionale per l'aviazione, con Erhard Milch proveniente dalla Deutsche Luft Hansa come vice; i due in breve tempo avrebbero istituito il Reichsluftfahrtministerium (RLM), nuovo ministero cui fu demandata l'intera gestione dell'aviazione tedesca del periodo. L'RLM introdusse una nuova convenzione di designazione, basata su un "pacchetto di numeri" assegnati alle varie aziende aeronautiche nazionali precedute da un suffisso identificativo, così il nuovo modello venne ufficialmente identificato come Do 17. Il 17 marzo 1933, solo tre mesi dopo il suo insediamento, Milch diede l'autorizzazione alla costruzione dei prototipi. Alla fine del 1933 l'RLM emise una specifica per la fornitura per un "aereo ad alta velocità ed impennaggio a doppia deriva" e per un "aereo da trasporto dotato di equipaggiamenti speciali", in altri termini un bombardiere. Il progetto originale (il Do 17 V1) del 1932 prevedeva una configurazione con singolo elemento verticale e Dornier continuò a sviluppare quel modello. Un mockup del Do 17 venne presentato al pubblico nell'aprile 1933, privo ancora di quell'equipaggiamento speciale allo scopo di mascherare la sua propensione ad assumere il ruolo di aereo militare..
Nel mese di aprile 1934, alla sede Dornier di Manzell iniziò il programma "definizione". Nel corso del mese furono definiti i dettagli dell'armamento difensivo e quelli del meccanismo di sgancio delle bombe. La costruzione dei prototipi ebbe inizio il 20 maggio 1934 e, il 20 novembre di quell'anno, il Do 17 V1, dotato di impennaggio monoderiva e propulso da una coppia di motori BMW VI 7,3, venne portato in volo per la prima volta. Il programma di prove in volo subì dei ritardi a causa di una serie di incidenti in uno dei quali, nel febbraio e nell'aprile 1935, il prototipo rimase danneggiato durante l'atterraggio. Il secondo prototipo, il Do 17 dotato di impennaggio bideriva e motorizzato con i BMW VI 6,3 a bassa compressione, volò il 18 maggio 1935 e venne visionato, assieme al Do 17 V1, dalla commissione esaminatrice RLM il giugno successivo all'aeroporto di Rechlin-Lärz. I successivi test evidenziarono che la soluzione monoderiva non presentava significativi vantaggi nella stabilità di volo per cui il V1 venne modificato adottando anch'esso la coda del V2. Il velivolo rimase distrutto in un incidente il 21 dicembre a causa di un malfunzionamento dei motori.. Il Do 17 V3, anch'esso dotato di impennaggio bideriva, era originariamente previsto fosse equipaggiato con una coppia di motori Hispano-Suiza 12Ybrs ma data la loro indisponibilità alla fine si decise di riproporre la coppia di BMW VI 7,3, come per il V1; in questo caso il primo volo ebbe luogo il 19 settembre 1935.. Il prototipo Do 17 V1 rimase l'unica cellula costruita ad avere la configurazione a singola deriva.
La particolare linea dei primi due prototipi, dotati di un naso lungo ed appuntito, unitamente alla sagoma sottile della fusoliera, diede origine al soprannome dato al Do 17, "Fliegender Bleistift", che tradotto dalla lingua tedesca significa "matita volante", termine con cui il bimotore venne identificato durante tutte le fasi iniziali di sviluppo.
Lo storico dell'aviazione Heinz J. Nowarra sostiene che, a differenza dell'Heinkel He 111, il cui utilizzo militare era stato pianificato già dal suo concepimento, il Do 17 V1 fu impostato come aereo passeggeri a sei posti e per il trasporto postale veloce al fine di competere con il più piccolo Heinkel He 70 "Blitz".. Il modello poi venne respinto dalla DLH sostenendo che lo scompartimento era troppo angusto e scomodo per il trasporto di passeggeri e il costo di gestione troppo oneroso per un aereo postale.. A sostegno di questa interpretazione i tre prototipi rimasero inutilizzati presso lo stabilimento Dornier di Lowental per almeno sei mesi, fino a che il capitano Untucht della DLH non ne venne a conoscenza. Dopo averne ricevuto l'autorizzazione portò in volo uno degli esemplari provandone le caratteristiche in una serie di manovre al limite dell'acrobazia aerea. Dopo l'atterraggio dichiarò che "la macchina è agile come un aereo da caccia, dategli una maggiore stabilità laterale ed avremo un bombardiere ad alta velocità!" I commenti di Untucht esortarono Dornier a riprogettare la sezione di coda rinnovando l'interesse per modello..
Alla Dornier venne quindi richiesto di realizzare un nuovo prototipo, il Do 17 V4. Alcune fonti affermano che questo differiva dal V3 per la rimozione dei finestrini ai lati della fusoliera e per la rimozione della singola deriva con due di dimensioni inferiori... La documentazione fotografica tuttavia dimostra che il V3 era dotato di impennaggio bideriva già dall'inizio della sua costruzione.. Le prove eseguite sui prototipi bideriva V4, V6 e V7 furono positive e venne avviata la costruzione di nuovi prototipi: il V8 che prefigurava la versione da ricognizione aerea ed il V9 destinato a testare la configurazione aereo di linea ad alta velocità.; il Do 17 V9 risultava ancora operativo nel 1944.
Gli esordi e la prima generazione
Il Do 17 fu sviluppato parallelamente al Do 29, che avrebbe dovuto rappresentare la versione Zerstörer (Caccia Distruttore multiruolo) del Do 17, ma che rimase solo allo stadio di progetto.
La prima versione di serie fu il Do 17 E, dal peso di 4 500 kg a vuoto e 7 050 al decollo e capace di 355 km/h di velocità massima. L'armamento consisteva di due mitragliatrici e 750 kg di bombe. Prestò servizio in Spagna, assieme al modello F, assai simile, dimostrandosi efficiente pur non eccellendo in nessuna prestazione specifica.
Il Do 17 M ottenne migliori prestazioni grazie all'impiego di motori radiali BMW da 1 000 CV ed altre migliorie. Restò in linea diversi anni e venne anche esportato in paesi come la Jugoslavia, dove combatté contro i nazisti nella primavera del 1941.
La seconda generazione: il Do 17 Z Nel prototipo Do 17 S venne studiata una nuova disposizione della fusoliera che consentiva di migliorare, tra l'altro, il campo di tiro dell'armamento difensivo. Il risultato operativo divenne noto come Do 17 Z, una versione migliorata e, nonostante gli incrementi di peso, assai più prestante delle precedenti grazie a nuovi motori sovralimentati Bramo 323 Fafnir da 1 000 CV.
Impiegato a partire dal 1939, questo velivolo era di molto superiore al predecessore in ogni senso: quattro mitragliatrici difensive ed abitacolo ampliato non gli impedivano di essere più veloce ed operare ad una maggiore quota. D'altra parte già nel 1937 a Zurigo un Do 17 M rimotorizzato con i Daimler-Benz DB 600, predecessori dei DB 601, aveva battuto in velocità tutti i caccia presenti all'avioraduno che vi si tenne.
Usato ampiamente contro gli inglesi e francesi, il nuovo aereo si mostrò vulnerabile ai nuovi caccia ma mostrò pure di possedere alcune notevoli qualità; ad esempio la resistenza ai colpi delle armi nemiche o la possibilità di eseguire picchiate di disimpegno fino a 600 km/h.
Il modello successivo fu il Dornier Do 215, dotato dei motori DB 601, che fu usato come ricognitore e talvolta come bombardiere, specie contro l'Unione Sovietica.
Caccia notturno Come soluzione d'emergenza il Do 17 venne impiegato anche nei reparti da caccia notturna, mentre nei reparti da bombardamento era in sostituzione con velivoli di più recente concezione. Dotato di uno o due cannoni da 20 mm e tre o quattro mitragliatrici da 7,92 mm, l'aereo era munito di un sensore agli infrarossi che però, basato su di uno schermo al fosforo che rilasciava luce quando colpito da calore, si rivelò troppo sensibile per l'impiego operativo. Era un primo tentativo di migliorare le condizioni di caccia notturna, antenato dei moderni sistemi IRST.
Tecnica Cellula Di costruzione interamente metallica. il Do 17 si configurava come un monoplano bimotore ad ala medio/alta dotato di fusoliera dalla sezione ridotta.
Nelle versioni iniziali la prua del velivolo era interamente integrata nelle linee filanti della parte anteriore e presentava vetratura con sottili intelaiature solo nel cono frontale, poco pronunciato, e nella zona inferiore. La cabina di pilotaggio ospitava due membri affiancati e terminava in una postazione vetrata per un mitragliere leggermente sporgente rispetto alla sezione ovale della fusoliera.
A partire dalla versione "S", la parte anteriore della fusoliera fu ampliata considerevolmente e dotata di ampie vetrature frontali mentre la postazione dorsale del mitragliere fu integrata nella cabina di pilotaggio e dotata, anche in questo caso, di superficie completamente vetrata.
Nella parte centrale del velivolo era disposta la stiva per le bombe mentre il tronco posteriore terminava nella già citata coda a doppia deriva.
Il carrello d'atterraggio era di tipo triciclo posteriore; l'elemento anteriore era disposto immediatamente dietro ai motori e si ritraeva, con movimento verso il posteriore, all'interno delle gondole che si prolungavano fino al bordo d'uscita alare. Nel tronco di coda era presente un ruotino d'appoggio sterzante che, inizialmente di tipo fisso, nelle ultime versioni prodotte divenne anch'esso retrattile.
Motore Nella prima versione prodotta in serie (la "E") il Do 17 venne motorizzato con due BMW VI, motori V12 raffreddati a liquido, capaci di erogare la potenza di 750 CV; questa versione fu sostanzialmente l'unica ad impiegare motori raffreddati a liquido: soltanto alcuni velivoli delle serie "R" ed "S" impiegarono analoga soluzione facendo ricorso in alcuni casi allo stesso BMW VI oppure ai Daimler-Benz DB 600 o DB 601.
La maggior parte dei velivoli prodotti dalla Dornier in Germania montò i motori radiali Bramo 323, nove cilindri raffreddati ad aria ed accreditati di potenza pari a 1 000 CV.
Sistemi Il Do 17 fu uno dei primi velivoli ad utilizzare sistemi radar aviotrasportati. La versione "Z-1" venne equipaggiata con un sistema FuG 10La sigla FuG era indicativa di "Flugzeug Funkanlage", letteralmente sistema radio per aeromobili ed indicava tutte le apparecchiature radiofoniche e radar impiegati sui velivoli tedeschi". mentre il più accurato FuG 202 "Lichtenstein" venne installato sulla versione "Z-7".
L'ultima versione del Do 17 (la "Z-10", prodotta in circa 10 esemplari) impiegava uno dei primi sistemi di rilevazione all'infrarosso, denominato Spanner Anlage.; l'apparato non portò risultati apprezzabili e venne accantonato in favore dei radar.
Armamento/Sistemi d'arma