Il decreto di riunione della Corsica alla Francia (in francese décret de réunion de la Corse à la France) è una delibera dell'Assemblea nazionale costituente francese, suo ultimo atto prima di sciogliersi, che permise, il 30 novembre 1789, la definitiva annessione della Corsica alla Francia dopo 21 anni di alterna amministrazione militare francese come patrimonio personale del Re di Francia.

Il decreto di riunione della Corsica alla Francia, mai ratificato da un plebiscito, è stato abrogato dalla Convenzione Nazionale della Repubblica Francese nel 1795.

Storia Il Regno di Francia desiderava avere un maggior controllo del Mediterraneo, quindi re Luigi XV approfittò della situazione della Repubblica di Genova in Corsica, aiutando i genovesi nella repressione delle rivolte nell'isola, fomentate da Pasquale Paoli. La Repubblica di Genova ormai stremata dal costo in vite umane del suo esercito per il controllo dell'isola, attraverso la mediazione del duca Étienne François de Choiseul con il doge Marcello Durazzo con il Trattato di Versailles, il 15 maggio 1768 firma il trattato di cessione dell'isola divenendo così patrimonio personale del Re di Francia, sotto il controllo militare francese, ma senza l'annessione ufficiale al Regno di Francia . Con l'inizio della Rivoluzione francese, la nascita dell'Assemblea nazionale costituente, con la perdita del potere di re Luigi XVI e la trasformazione del Regno di Francia da monarchia assoluta a monarchia costituzionale, il possesso reale della Corsica era ormai considerato già anacronistico dopo solo 21 anni dal Trattato di Versailles, quindi serviva una soluzione urgente.

I Cahiers de doléances del comune di Bastia e degli abitanti d'Ajaccio

L'occasione giunse nel tardo 1789 con il Cahier de doléances Trad.Fra.:"Quaderni delle lamentele" del comune di Bastia:

seguì poco dopo il Cahier de doléances degli abitanti d'Ajaccio:

La decisione del Saliceti La Corsica era rappresentata all'Assemblea nazionale costituente da quattro deputati Uno del clero, Charles-Antoine Peretti della Rocca vicario del vescovo di Aleria; uno della nobiltà, Matteo Buttafuoco e due del terzo stato, Antoine Christophe Saliceti e Pierre-Paul Colonna de Cesari Rocca.. Il Saliceti quindi decise di prendere la decisione di proporre all'Assemblea nazionale costituente Salicetti, Antoine-Christophe sull'Enciclopedia Treccani, l'annessione dell'isola al Regno di Francia, dopo aver letto i due Cahier de doléances del comune di Bastia e degli abitanti di Ajaccio e formulato un breve discorso all'Assemblea:

Il decreto Il decreto quindi venne votato all'unanimità dall'Assemblea nazionale costituente poco prima di sciogliersi:

Entrata in vigore del decreto

Entrò in vigore dopo poco tempo, con l'assenso reale di re Luigi XVI a cui seguirono le lettere patenti reali del gennaio 1790. Con una legge del 22 dicembre 1789 la Corsica era già stata divisa nei dipartimenti francesi del Golo (capoluogo Bastia) e del Liamone (capoluogo Ajaccio), mentre i loro confini furono fissati il 26 febbraio 1790 e resi effettivi il 4 marzo 1790: la Corsica ormai era ufficialmente annessa alla Francia.

Reazioni Il giovane ufficiale e futuro Imperatore dei Francesi Napoleone Bonaparte scrisse poco dopo il decreto "ormai, non ci separa più il mare [dalla Francia continentale]", mentre l'indipendentista Pasquale Paoli scrisse "l'unione con la libera nazione francese non è servitù ma partecipazione di diritto".

Note

Voci correlate Assemblea nazionale costituente Storia della Corsica Trattato di Versailles (1768) Antoine Christophe Saliceti

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