La lingua italiana in Australia si è diffusa notevolmente a partire dal secondo dopoguerra, in virtù della massiccia emigrazione italiana in Australia. Nel 2011 risiedevano nel Paese 916.121 cittadini di origine italiana; tra questi, 185.402 sono nati in Italia . La lingua italiana è stata da sempre la lingua comunitaria più diffusa e, nonostante il numero dei suoi parlanti abbia iniziato a decrescere dagli anni OttantaCLYNE, KIPP 2006, p. 13, tab. 2., è riuscita a mantenere il primato fino al primo decennio del XXI secolo (2006). Dal 2011I dati del Census relativi al 2006 e al 2011 sono disponibili sul sito dell'Australian Bureau of Statistics all'indirizzo infatti la lingua comunitaria più diffusa nel Paese è il mandarino, mentre l'italiano è sceso al secondo posto e sembra destinato a dover cedere il passo alle lingue delle comunità di più recente immigrazioneCfr. CLYNE, KIPP 2006, pp. 14-17.. In Australia la lingua italiana è oggetto di insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado, oltre che nei corsi di lingua e cultura italiana.

La lingua della comunità italo-australiana

Storia dell'emigrazione italiana in Australia

Si stima che nel 1870 la presenza italiana in Australia si aggirasse sul migliaio di individui e che, nel 1880, gli italiani fossero circa 2.000, la metà dei quali concentrati nel VictoriaSTIASSI 1979, p. 38.. Intorno al 1900, in seguito alla scoperta di nuovi giacimenti auriferi, il numero si accrebbe fino alle 6.000 unitàIvi, p. 39.. I lavoratori italiani erano impiegati come minatori nei giacimenti d'oro e d'argento dell'Australia Occidentale, del Victoria, del Nuovo Galles del Sud, e come braccianti nei campi di canna da zucchero nello stato del QueenslandIbidem. La presenza italiana, che si accrebbe lentamente fino alla prima guerra mondiale, conobbe un notevole incremento a partire dagli anni Venti, in seguito ai due provvedimenti di «quota» con i quali gli Stati Uniti limitarono gli ingressi italiani nel Paese americanoSORI 1979, p. 407.. Dal 1921 al 1947 il numero degli italiani in Australia aumentò del 365%, da 7.250 a 33.700STIASSI 1979, p. 38, tab. 9.. Nel 1933 quella italiana divenne la comunità non anglo-celtica più numerosa d'Australia.

Nel secondo dopoguerra, l’Italia, come altri paesi d’Europa, incoraggiò per ragioni economiche l’emigrazione e questo incoraggiamento venne a coincidere favorevolmente con le politiche del governo australianoCfr. BETTONI 1991, p. 369 e STIASSI 1979, p. 91. volte alla crescita demografica e al superamento della scarsità di manodopera nel PaeseSTIASSI 1979, p. 83.. Tra il 1947 e il 1966 si assiste così alla massiccia emigrazione italiana in Australia. Gli italiani in Australia nel 1954 erano 119.897 e in cinque anni il loro numerò quasi raddoppiò, dal momento che nel 1961 la presenza italiana constava di 228.296 unitàBERTELLI 1987, p. 32.. Dal 1966 al 1971 la crescita fu molto più lenta, da 267.325 a 289.476 individui nati in ItaliaIbidem., e dai dati raccolti nel 1976 si può notare un calo, poi confermato dal censimento del 1981, dovuto all'invecchiamento della prima generazione, ai rientri in Italia e alla brusca interruzione dell'emigrazione italiana.

Dai dati raccolti dal censimento del 2011Dati disponibili all'indirizzo del Census 2011 dell'Australian Bureau of Statistics, i cittadini di nascita italiana risultavano essere 185.402 mentre coloro che hanno dichiarato di avere origini italiane sono 916.121, il 3,3% della popolazione totale, dato che conferma il primato italo-australiano, raggiunto nel 1933, di comunità non anglo-celtica più numerosa del Paese.

Sul versante della lingua italiana in Australia, dagli anni Ottanta ad oggi si è assistito ad un inesorabile calo del numero dei parlanti. Nel 1983 si stimava che 555.300 individui (il 3,9 % della popolazione australiana) parlassero italianoBERTELLI 1987, p. 49.; dal censimento del 1991 emerse che la lingua italiana veniva utilizzata in ambiente domestico da 409.480 persone (il 2,6% della popolazione) che si sono ridotte a 353.605 nel 2001; il censimento del 2006 è l'ultimo che ha registrato il primato dell'italiano come lingua comunitaria più diffusa in Australia con 326.894 parlanti (1,6% della popolazione); nel 2011 la lingua italiana è scesa al secondo posto, dal momento che 299.834 (1,4% della popolazione) individui hanno affermato di parlare italiano in casa (oltre all'inglese), contro i 336.410 che parlano il mandarinoI dati dei vari censimenti sono disponibili sul sito dell'Australian Bureau of Statistics.. Il calo nell'uso dell'italiano e la crescita delle lingue delle comunità di più recente immigrazione è ben visibile in questa tabella che confronta i dati censiti nel 2006 con quelli del 2011: Lingua parlata in casa (oltre all'inglese) 2011 % 2006 % Mandarino 336.410 1,6 220.604 1,1 Italiano 299.834 1,4 316.894 1,6 Arabo 287.174 1,3 243.662 1,2 Cantonese 263.673 1,2 244.558 1,2 Greco 252.217 1,2 252.227 1,3

Se consideriamo che l'emigrazione a catena verso l'Australia, cominciata nel secondo dopoguerra, portò molti italiani a stabilirsi nei territori dove si erano già insediati i loro connazionali dei precedenti flussi migratoriSTIASSI 1979, pp. 84-85. e che le zone di provenienza rimasero all'incirca le stesseCfr. SLEIM, pp. 432-433., risulta del tutto naturale la concentrazione di grandi comunità italo-australiane formate da immigrati calabresi, siciliani, veneti, campani, friulani e abruzzesi e dai loro discendenti, negli stati del Nuovo Galles del Sud, del Victoria e dell'Australia OccidentaleBETTONI, RUBINO 2000, p. 132, tab. 1. Secondo i dati raccolti nel Census 2011, la comunità di origine italiana è al primo posto tra le comunità non anglo-celtiche, per numero di individui, negli stati dell'Australia Occidentale (111.892; 93.858 a Perth) e del Victoria (327.954; 279.112 a Melbourne). Nell'Australia Meridionale, la comunità italiana occupa il primo posto nella capitale Adelaide, ma non all'interno dello stato (91.887; 83.929 ad Adelaide)..

Caratteristiche delle generazioni di italo-australiani

Gli studi linguistici sulla comunità italiana in Australia sono stati condotti su diversi livelliPer gli studi condotti sulla lingua italiana in Australia e sui paradigmi di analisi utilizzati si vedano RUBINO 1998 e BETTONI, RUBINO 2010. e, sul piano diacronico, hanno interessato le diverse generazioni di parlanti di origine italiana (prima, seconda e terza generazione), le quali si differenziano nettamente tra di loro per la peculiarità e l'intensità di alcuni fenomeni linguistici che si riscontrano al loro interno. Tuttavia, è bene precisare che, anche all'interno di una singola generazione, la situazione linguistica appare sempre e comunque eterogenea, benché vi siano presenti dei tratti comuni che ne permettono la distinzione dalla situazione linguistica delle altre.

La prima generazione

Gli italiani immigrati in Australia prima della seconda guerra mondiale si insediarono nelle zone rurali, dal momento che venivano impiegati nel settore agricolo, in continuità con il mestiere che svolgevano in patriaSTIASSI 1979, p. 85.; una minoranza, stabilitasi nei centri urbani, trovò un'occupazione nei settori del commercio, della ristorazione e dell'artigianatoSLEIM, p. 432.. Dal punto di vista linguistico, questi immigrati erano quasi esclusivamente dialettofoni e l'italiano era “presente come immagine di una lingua più che come competenza e uso”SLEIM, p. 441. nel loro spazio linguistico.

Chi emigrava dall'Italia tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, nel periodo del picco delle partenze italiane per l'Australia, partiva dai piccoli centri rurali delle zone più povere d'Italia sotto la spinta del bisogno economico, in maniera non dissimile dagli emigrati dei decenni precedentiRUBINO 2006, p. 71.. Questi italiani sono partiti perlopiù analfabetiCfr. DE MAURO 1965, p. 77., dialettofoni e con una padronanza dell'italiano nelle sue varietà regionali e popolari, nonostante in patria siano già entrati in contatto con la lingua italiana tramite la scuolaIn DE MAURO, 1965, p. 77 si legge che “ sul totale degli obbligati tra i sei e i quattordici anni […] gli evasori erano nel 1950 il 15,4%”. e le neonate trasmissioni radiofoniche e televisiveSLEIM, p. 442..

Invece chi è arrivato in Australia dall'Italia tra la seconda metà degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, nel periodo del calo e dell'interruzione dell'immigrazione italiana nel paese oceanico, emigrava non tanto a causa di gravi condizioni economiche, quanto spinto dal desiderio di arricchirsi di nuove e proficue esperienzeRUBINO 2006, p. 72. Cfr. anche BETTONI 1991, p. 370.. Si trattava di poche migliaia di italiani più preparati socialmente e politicamente, con titoli di studio più avanzati (alcuni sono diplomati o laureati)BERTELLI 1987, pp. 36-37. Tuttavia, il dato, forse troppo ottimista, di Bertelli viene ridimensionato da SLEIM, p. 440, dove si legge che "i loro livelli di istruzione rimangono comunque non molto elevati, dal momento che la maggior parte aveva frequentato solo la scuola elementare e aveva una formazione professionale generica".. Questo nuovo tipo di emigrante italiano, più preparato rispetto ai suoi connazionali dell'emigrazione precedente, ha avuto un'influenza positiva sulla comunità italo-australiana, attirandone l'attenzione su temi di interesse socioculturale.

Tuttavia, proprio a causa delle differenze con il resto dei suoi connazionali, il nuovo tipo di emigrante è quello che più velocemente si è distaccato dalla comunità italo-australiana, perdendo i legami coesivi e abbandonando le aree tradizionalmente abitate dalla comunitàBETTONI 1991, p. 370.. Gli immigrati degli anni Sessanta sono più italofoni e più alfabetizzatiCfr. DE MAURO 1965, p. 83., soprattutto in virtù del calo dell'abbandono scolasticoI dati del CENSIS relativi all'abbandono scolastico dei tredicenni negli anni 1959/60 e 1975/76 sono riportati nell'articolo Abbandono scolastico e devianza minorile. Per quanto riguarda i miglioramenti statali in materia di istruzione, all'interno di una pubblicazione del Ministero della Pubblica Istruzione (giugno 2000) si legge: “La Legge n. 444 del 1968 istituisce la scuola materna statale la cui gestione era stata demandata fino ad allora, in gran parte, ad enti laici e religiosi” (La dispersione scolastica: una lente sulla scuola). Tuttavia, dal momento che il numero di questi emigrati più colti è stato molto più esiguo rispetto alla maggioranza di coloro che partirono dall'Italia nei due decenni precedenti, si può affermare che la comunità formata dalla prima generazione di italiani in Australia, era in larga parte dialettofona e analfabetaUna convinzione che ci deriva dall'aver letto i dati sulla provenienza regionale degli immigrati riportati da BERTELLI 1987, p. 42 (113.274 immigrati provenienti dall'Italia meridionale, su un totale di 139.863 arrivi italiani tra il 1959 e il 1979), alla luce dei dati sull'analfabetismo e la scolarizzazione degli italiani tra gli anni '30 e '60 riportati da DE MAURO 1965, p. 83..

Ne consegue che, fin dal momento dell'arrivo in ambiente anglofono, la situazione linguistica degli immigrati è venuta a complicarsi sia “per il reciproco contatto fra dialetti e italiani di provenienza regionale eterogenea”BETTONI 1987, p. 97. sia a causa del contatto linguistico con l'inglese d'Australia. Il fenomeno linguistico che più vistosamente ha interessato la prima generazione è quello dell'interferenza linguistica che i dialetti e gli italiani regionali hanno subìto da parte della lingua inglese.

La seconda generazione