Lugdunum (o Lugudunum) è il nome della colonia che diventerà la capitale della Gallia nel 27 a.C. e l'attuale città di Lione. Corrisponde al sito gallico dove il governatore romano della Gallia Comata Lucio Munazio Planco fondò una colonia nel 43 a.C. sotto il nome di Colonia Copia Felix Munatia Lugudunum.

Prima della fondazione romana, il sito era occupato sin dal VI secolo a.C. da popolazioni locali. I Romani stabilirono la loro colonia sulla collina di Fourvière, ma la città si estendeva già ben oltre il sito iniziale e doveva occupare i declivi della collina della Croix-Rousse e l'attuale Presqu'île. Alla fine del periodo romano, i Burgundi occuparono la città, facendone una delle capitali del loro regno.

Origine del nome Il nome Lugudunum appare sul mausoleo di Lucio Munazio Planco a GaetaEpitaffio della tomba di Planco, = ILS 886.. Ciò confermerebbe che Lugudunum sia l'antico nome di Lugdunum, come scritto da Cassio Dione nel III secolo.. Proverrebbe dal celtico Lugu-dunon, da -duno, fortezza, collina., e da Lugus (in antico irlandese Lúg) dio supremo della mitologia celtica, al quale un santuario sarebbe stato dedicato sulla collina di Fourvière (il cui nome viene da Forum Vetus, il Vecchio Foro, a seguito della fondazione ivi della colonia romana). Lugdunum vorrebbe quindi dire "collina, fortezza del dio Lugus".

Altri studiosi, ricordando la rarità di toponimi antichi in -dun il cui primo elemento sia un teonimo, ipotizzano che il nome Lugdunum abbia un'origine topografica e che il suo significato sia analogo a mons lucidus, cioè "monte luminoso", secondo quanto riferisce il monaco del IX secolo Erico di AuxerreErico di Auxerre, Vita di san Germano, IV, 297-298; .

Fondazione leggendaria Come Roma, che vide la sua fondazione presenziata da due personaggi mitici, Romolo e Remo, Lugdunum avrebbe avuto due fondatori, entrambi appartenenti al popolo dei Celti: il druido Momoros e il re Atepomaro.

Nel trattato De fluviis dello Pseudo-Plutarco, la fondazione di Lugdunum è così descritta:

Preistoria Neolitico ed età del bronzo

La presenza umana sul futuro sito di Lugdunum è attestata in diversi periodi, anche se non sussistono evidenze di stabilimenti permanenti.. I rinvenimenti archeologici riportano punte di frecce in selce del Mesolitico (12000 a.C.), frammenti di selce e di ossa di animali domestici, fori di palo e una punta in cristallo del Neolitico antico (dal 5500 a 4900 a.C.). La cultura di Chassey-Cortaillod-Lagozza è presente durante il Neolitico medio (dal 4800 al 3500 a.C.), seguita da una colonia agricola fino al 3000 a.C., e quindi dall'avvento della cultura del vaso campaniforme nel Neolitico finale (fino al 2100 a.C.)

Durante l'età del bronzo, il sito è poco frequentato: sono stati rinvenuti dei resti di focolaio, di abitato e una sepoltura con incinerazione in urna.

Età del ferro

Durante il VI secolo a.C. l'area di Lugdunum diventa uno scalo per il commercio del vino fra il Mediterraneo e le regioni settentrionali. Numerosi resti di frequentazione sono stati rinvenuti nella pianura di Vaise indicanti le relazioni commerciali con Etruschi e Focei di questo piccolo abitato.. Oltre al commercio, l'attività è accentrata sull'artigianato, con la presenza di fucine per il ferro e leghe di rame, di botteghe di lavorazione del corno e dei tessuti; nella regione di Lugdunum esisteva quindi un agglomerato urbano ricco di artigianato specializzato e con un'importante attività commerciale, favorita dalla sua presenza su due assi fluviali. Gli scavi intrapresi dal 1990 attestano di una presenza ininterrotta a Vaise sin dal IV secolo a.C., ai piedi di un grande santuario sul sito occupato ora dalla basilica di Notre-Dame de Fourvière.

Un grande santuario Il fossato rinvenuto a Fourvière, largo alcuni metri e lungo alcune centinaia, delimita un vasto perimetro contenente numerosissime ossa di animali e cocci di anfore di vino proveniente dall'Italia. Queste tracce sono riconducibili a un santuario di prima importanza, senza necessariamente suggerire la presenza di un abitato..

Santuari in zone di confine, come lo è la collina di Fourvière al limite del territorio dei Segusiavi e a poca distanza dalla frontiera con gli Allobrogi (che sono sulla riva sinistra del Rodano) e gli Ambarri (fra il Rodano e la Saona), sono comuni in Gallia e identificabili con grandi santuari federali, dove vari popoli potevano incontrarsi.

Seconda età del ferro L'occupazione pre-romana è stata attestata da scavi sulla collina di Fourvière: tracce prima interpretate come contemporanee alla fondazione romana si sono rivelate di fatto più antiche di circa un secolo. Nel quartiere Saint-Vincent., gli scavi indicano un'occupazione durante il periodo detto di Hallstatt: resti di carbone, frammenti di ceramica domestica. Dell'inizio del I secolo a.C. datano forni circolari, una bottega di vasaio, delle campane in ceramica e un'area usata come deposito.

Nel 2014 è stato identificato un tratto di muro di difesa gallico lungo più di trenta metri, probabilmente edificato dai Segusiavi e che rimette in questione l'attribuzione romana della fondazione della città. Corrisponde alla descrizione che Giulio Cesare fa nel De Bello Gallico delle fortificazioni galliche, chiamate murus gallicus.

Benché la fondazione romana sia datata con certezza al 43 a.C., il sito archeologico della rue du Souvenir a Lione testimonia della presenza antecedente di un emporio.. Alla frontiera fra il mondo romano, lemporium faceva da ponte fra le culture romane e galliche e serviva da porto dove trasbordare le merci, dato che il collo di bottiglia che forma la Saona a Pierre-Scize impediva la navigazione. La ceramica indigena ritrovata negli scavi testimonia l'intensità del commercio fra Segusiavi ed Edui; questi ultimi erano essi stessi alleati dei Romani dal II secolo.

Periodo storico

Fondazione della colonia romana

Nel 43 a.C., il romano Lucio Munazio Planco, governatore della Gallia Comata, fonda la colonia di Lugdunum. È un periodo tormentato, immediatamente dopo l'assassinio di Cesare avvenuto alle idi di marzo dell'anno precedente, a seguito del quale è scaturita la guerra civile che contrappone Marco Antonio al Senato. Planco rimane fedele a Cesare, così come Lepido, governatore della Gallia Narbonense. Il Senato chiede loro di combattere Marco Antonio in Italia, ma dopo che il luogotenente di Lepido, Silano, si è unito alle legioni di Marco Antonio, questi cambia idea e impone a Lepido e Planco di rimanere in Gallia e di fondare una città per i profughi cacciati da Vienne dagli Allobrogi. I profughi romani si erano accampati alla confluenza del Rodano e dell'Arar e così Planco fonda sul colle lì vicino la colonia di Lugudunum.

Lugdunum la romana contro Vienne l'allobrogia

Sulla storia della fondazione, due ipotesi si contrappongono. La prima, lungamente maggioritaria, fu esposta dall'archeologo Camille Jullian: i coloni romani vennero cacciati dalla città di Vienne, a circa 100 km a sud, durante l'insurrezione di Catugnato nel 62 a.C. e si stabilirono presso l'emporio alla confluenza del Rodano con l'Arar, gestito da compatrioti romani.

La corrispondenza di Planco e di Cicerone. indica un motivo diverso all'origine della cacciata dei Romani da Vienne: alla fondazione della colonia di Lugdunum, approfittando del periodo di guerra civile che seguì il Cesaricidio, gli Allobrogi cacciarono dalla loro capitale Vienne i coloni romani che si erano lì installati grazie al questore Tiberio Claudio NeronePer una opinione diametralmente opposta, vedi . I rifugiati protestarono presso il Senato che tardò nel reagire e infine incaricò i governatori Lepido della Gallia Narbonense, dove sorge Vienne, e Planco della Gallia Comata, dove sorge l'emporio, di risolvere questa crisi.

Al fine di evitare un nuovo scontro con gli Allobrogi, ma senza danneggiare i veterani di Cesare, a cui erano state promesse terre da colonizzare, Planco propose ai rifugiati di rimanere a Lugdunum e chiese al Senato di poter fondare una colonia per loro; Cicerone indica che Planco venne accontentato.. La nuova colonia fu chiamata Colonia Copia Felix Munatia Lugudunum, con gli epiteti Copia l'Abbondanza, Felix la Fortunata e Munatia dal nome del suo fondatore. Secondo l'asse del decumanus, il quale era determinato dalla posizione del sorgere del sole, e che Amable Audin situa sotto l'attuale rue Cléberg., la fondazione rituale avrebbe avuto luogo il 9 o il 10 ottobre dell'anno 43 a.C.

I primi decenni della vita della nuova colonia non sono noti; i rinvenimenti archeologici più antichi datano solo del 30 a.C. circa e indicano un piccolo borgo fatto di terra e legno, su un suolo di terra battuta, arroccato in cima alla collina di Fourvière. L'impianto urbano è costituito da isolati di circa 36 m di lato, a loro volta ulteriormente suddivisi e affiancati da portici. La vie principali seguono il tracciato dei sentieri preesistenti: uno che scende a nord verso la piana di Vaise e l'altro che si inoltra nel territorio a ovest della colonia.

Sotto l'imperatore Claudio, il nome della città muta in Colonia Copia Lugdunum, ai quali si aggiungono i cognomina di "Augusta" e "Claudia". Il riferimento a Munazio Planco ("Munatia") scompare.

Lugdunum, capitale delle Gallie (27 a.C. - 69 d.C.) Fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., la città attira l'attenzione di diversi imperatori. Augusto la visita per ben tre volte, fra il 16 a.C. e l'8 a.C., il generale Druso, fratello del futuro imperatore Tiberio, vi risiede fra il 13 a.C. e il 9 a.C.; nella stessa città Antonia attende il rientro del marito Druso dalla campagna in Germania e quindi vi nasce il figlio, Claudio, nel 10 a.C.., destinato a diventare egli stesso imperatore. La città viene ugualmente visitata da Tiberio nel 4 o 5 a.C.., da Caligola fra il 37 e il 41; . e da Claudio, che vi ritorna nel 43 e nel 44. È probabilmente a cavallo tra i due secoli che la città ottiene lo ius Italicum L'esenzione dovuta allo ius Italicum è ricordata da Seneca, Lettere, 91, 10, e in Digesto, L, 15..

La città è un luogo strategico per la presenza romana in Gallia e Roma investe grandi sforzi e somme di denaro per sostenerne lo sviluppo. Come lo era l'emporio, Lugdunum è al centro del corridoio commerciale fra Mediterraneo e le contrade del Reno, dell'Aquitania e le coste sulla Manica, costituito dalla valle del Rodano e della Saona. Questi investimenti porteranno grandi benefici a Roma durante il periodo d'apogeo dell'Impero, ma saranno anche in parte causa della rapida caduta della città verso il III secolo, per via dell'alto costo di manutenzione di strade, acquedotti e delle dighe e moli sul fiume.

Nel 27 a.C., il generale Agrippa, genero di Augusto, riforma l'amministrazione provinciale e crea tre province, in aggiunta alla già esistente Gallia Narbonense: la Gallia Aquitania, la Gallia Belgica e la Gallia Lugdunense. Lugdunum diventa capitale della Gallia Lugdunense, sede del potere imperiale per le tre nuove province galliche. Acquisisce così il suo titolo di "Capitale delle Gallie". L'espansione della città, iniziata da Agrippa e poi continuata sotto Augusto, ha fatto sì che sia stato edificato in pietra e mattoni sui resti della prima colonia di legno e terra di Planco. Appaiono nuovi monumenti e l'impianto urbanistico viene stravolto anche a causa di una forte immigrazione italica: dalla piccola colonia che affiancava un emporio, si passa a una città che è un punto di riferimento per l'intera Gallia (caput galliarum). A partire dal 19 a.C., Augusto fa organizzare la rete viaria urbana in modo da accogliere le quattro vie aperte nel territorio della Gallia..