Lerici (Lerxi in ligure, Lerze nella variante localeI toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della provincia della Spezia in Liguria.
Geografia fisica Il territorio di Lerici è situato nella riviera di Levante, sulla sponda orientale del golfo della Spezia. Sorge al centro di una piccola insenatura naturale, denominata Seno di Lerici e dominata da un promontorio su cui spicca l'imponente castello. Quasi di fronte al borgo capoluogo, oltre la località della Venere Azzurra, si trova l'abitato di San Terenzo.
Il comune fa parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-VaraFonte dal sito del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra.
Origini del nome Il nome odierno di Lerici deriva da Eryx che fu italianizzato in Erice, e si disse l'Ericee poi Lerici unendo il nome all'articolo. Ma Eryx è una correzione di Ilex, che fu il primo nome che ebbe quella terra, e così fu chiamata da tutti i primi annalisti, nome che corrisponde al volgare Elee o Lerici, preso da quella località, dalla circostanza che la collina su cui è costrutto il castello era, come lo è tuttora, popolata di codeste piante, fra le quali ve n'era forse qualcuna di grandezza straordinaria, da cui il luogo prese il nome di podium Ilycis. Inoltre, a maggior conferma di ciò, lo stemma del comune porta nel campo una pianta di leccioUbaldo Mazzini, Storia del Golfo di Spezia, Accademia Lunense, La Spezia, 1981.
Storia
L'antichità Le prime tracce storiche del borgo di Lerici risalgono all'epoca etrusca, quando con tutta probabilità fu insediato un villaggio, intorno al VII secolo a.C., prima della fondazione della futura città romana di Luni.
Nel tempo la particolare posizione geografica fece di Lerici un porto naturale, prima dei Liguri, poi di Roma.
Alla fine del'Impero romano seguì le vicende storiche comuni a tutto il territorio contiguo.
X secolo Nel medioevo la sua baia servì come importante approdo e scalo commerciale della Marca Obertenga. Lerici acquisì la sua importanza a motivo dell'itinerario dei pellegrini, dei viandanti e dei mercanti medievali che, per evitare le impervie contrade dell'estrema Riviera di Levante, s'imbarcavano da Genova per riprendere a Lerici la via di terraferma e viceversa.
XII secolo Il borgo fu poi governato dai Vescovi-Conti di Luni e confermato nel 1186 da Federico Barbarossa al vescovo Pietro e nuovamente confermato nel 1191 da Enrico VI al vescovo Rolando; successivamente fu dominio del signore lucchese Castruccio Castracani e della famiglia Malaspina.
Ma fu con la Repubblica di Genova che Lerici cominciò ad assumere un ruolo più importante. Dopo aver acquistato Portovenere e averne fatto una base strategica per il controllo del golfo spezzino, Genova venne in possesso anche di Lerici, negoziando con i Signori di Vezzano e di Arcola, che erano i feudatari della località.
Nel 1152 a Portovenere fu firmato l'atto con il quale Giulenzio, Butafara e Girardo per Arcola e Guido, Bellengerio, Alberto, Girardo ed Enrico per i da Vezzano cedettero quote “de monte Ylicis” per 29 e 10 lire alla Repubblica genovese.
L'insediamento di Genova in questa parte del golfo e le sue mire espansionistiche verso est si scontrarono con la famiglia dei Malaspina che nel 1174 furono sconfitti a Monleone di Cicagna e costretti a sottoscrivere un patto con il quale erano obbligati, fra l'altro, a rinunciare a Lerici.
XIII secolo Negli anni successivi il borgo lericino vide accrescere la sua importanza. La sua collocazione geografica e l'assenza di fortificazioni ne avevano fatto un luogo deputato a sede di trattative di fine alla guerra fra Genova e Pisa. A Lerici nel 1217 fu stipulato un trattato di pace fra le due Repubbliche marinare.
Lo scontro navale all'isola del Giglio del 1241, risoltosi con la vittoria dei Pisani sulla flotta genovese, influì sul destino di Lerici. La Repubblica marinara di Pisa, infatti, occupò la baia e l'approdo, forse senza incontrare resistenza. I Pisani tentarono di conquistare anche il presidio di Portovenere, ma furono respinti. Decisero di fortificare Lerici con un castello e di cingere di mura il sottostante abitato, che prese in nome di “borgo pisano”.
Il possesso pisano di Lerici non durò a lungo: dal 1241 al 1256, quando Genova inviò una flotta di ottanta navi e molte macchine d'assedio: con la resa dei pisani assediati Genova acquisì il pieno e definitivo controllo del golfo.
Nel 1284 i Lericini contribuirono alla sconfitta di Pisa a opera dei Genovesi nella battaglia della Meloria, con 100 marinai e mezza dozzina di nocchieri e Genova mise mano al potenziamento delle difese lericine, rafforzandone il castello e dopo qualche anno ricostruendo il borgo fortificato.
Per l'interramento dello scalo sarzanese di San Maurizio sul fiume Magra e in mancanza di un comodo collegamento terrestre con Genova, il borgo marinaro di Lerici andò acquistando importanza come scalo per le rotte dei pellegrini e delle merci dirette a ponente.
XIV secolo Agli albori del XIV secolo il passaggio di Dante Alighieri, pur non storicamente documentato come nel caso di Sarzana e di Castelnuovo Magra, è sostenuto da molti studiosi in forza della potente citazione del Canto III del Purgatorio.
Inoltre l'episodio della celebre memoria boccacciana della Epistola di frate Ilaro del Monastero del Corvo a Uguccione della Faggiuola, databile intorno al 1314 e relativa all'antico cenobio benedettino di Santa Croce del Corvo della vicina Bocca di Magra, vale senz'altro a incrementare le probabilità della prestigiosa frequentazione.
L'ipotesi è che Dante a Lerici si sia unito alla delegazione cardinalizia mossa per nave alla volta della Francia in occasione del conclave a Carpentras (frequentazione da cui sarebbe nata lEpistola XI ai Cardinali) e che da Carpentras Dante si sia poi spinto fino a Parigi, come vuole ancora il Boccaccio, per approfondire i suoi studi teologici presso la Sorbona.
Anche Lerici fu teatro degli scontri che opposero nei primi decenni del XIV secolo i Ghibellini e i Guelfi, i quali per ben due volte distrussero il paese, senza riuscire a espugnare il castello. Conquistato dai Fieschi nel 1392, che lo consegnarono al duca d'Orlèans, il territorio ritornò in possesso di Genova (durante il dogato di Giorgio Adorno) e, dal 24 maggio 1396, del Regno di Francia di Carlo VI.
XV secolo Alla caduta del governo franco-genovese, nel 1411, le fortificazioni e il borgo furono venduti a Firenze.
L'anno successivo Genova riuscì nuovamente a entrare in possesso di Lerici, tenendola per quattordici anni, fino a quando non la cedette ad Alfonso V d'Aragona nel 1426.
Nella seconda metà del Quattrocento ci furono alterne dominazioni fino al definitivo passaggio a Genova nel 1479 che, in seguito, la elevò a sede di Capitanato. Nei decenni successivi il castello, ampliato e consolidato da una pesante e spessa cortina esterna per renderlo resistente alle nuove artiglierie, divenne un caposaldo della Repubblica genovese.
Nel 1484 Lorenzo de' Medici tentò inutilmente di conquistare Lerici durante la guerra per il possesso di Sarzana.
La Repubblica genovese cede la sovranità su Lerici alla Casa di San Giorgio nel 1479.
Intorno al 1490 viene costruito il convento agostiniano di Maralunga.
XVI e XVII secolo Poiché l'amministrazione dei possedimenti si era rivelata antieconomica, nel 1562 la Casa di San Giorgio restituisce alla Repubblica tutti i territori dei quali aveva ricevuto la sovranità, fra cui Lerici,
Nel XVI secolo Lerici e il suo castello furono particolarmente legati alla figura di Andrea Doria. Nel 1528 l'ammiraglio si rifugiò nel castello per sfuggire ai sicari di Francesco I che rifiutava di mantenere i suoi impegni. Più tardi, il 9 settembre, riunita una flotta di tredici galee, imbarcò le sue truppe alla Spezia da cui salpò per andare alla riconquista di Genova occupata dai francesi.
Nei primi anni del XVII secolo il governo genovese dispone la costruzione di nuove opere difensive del Golfo. Viene edificata la Torre dell'Ocapelata a controllo del seno di Lerici.
Nel 1656 si verificano casi di peste.
XVIII e XIX secolo Alla fine del XVIII secolo, con la caduta della Repubblica di Genova e con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte Lerici entrò nella Repubblica Ligure dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Lerici (o "Lerice", come appare nei documenti antichi) rientrò nel IV cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Lunigiana e dal 1803 centro principale del II cantone del Carpione nella Giurisdizione del Golfo di Venere. Infine, con tutta la regione ligure fu annessa all'Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 e venne inserita nel Dipartimento degli Appennini.
Il 25 marzo 1814 Lerici fu conquistata dai britannici, al termine di una prolungata battaglia contro una guarnigione francese che aveva tentato di riconquistare il castello.
Caduto Napoleone, dopo il Congresso di Vienna del 1814, nel 1815 Lerici fu inclusa nella provincia di Levante del Regno di Sardegna e quindi nel Regno d'Italia (1861-1946).
Nel 1857 otto giovani lericini Erano tutti marittimi, sette capitani e un nostromo, unirono a Carlo Pisacane nella spedizione di Sapri Verso le ore sei pomeridiane del giorno 25 giugno 1857, Carlo Pisacane di Napoli, Giovanni Nicotera di San Biaso (in Nicastro) e Battistino Falcone di Acri, (Calabria), seguiti da ventidue prodi amici, sforniti di tutto, ma infiammati del santo amore di patria, si imbarcavano, come passeggieri, sul Cagliari, piroscafo della Società Rubattino, che da Genova faceva vela per Tunisi toccando la Sardegna.e tre di essi, appena ventenni, caddero negli scontri con i Borboni. Uno dei sopravvissuti agli scontri era Gaetano Poggi, capitano marittimo e figlio della marchesa Odile Botti Poggi che poi si prodigò nel fallito tentativo di liberare i patrioti detenuti.
Poco più tardi, nel 1860, furono tre i lericini, di cui due nativi della frazione di San Terenzo, che partirono con i Mille: Luigi Andreotti, Onesto Faccini e Giovanni Battista Monteverde.
XX secolo Dal 1859 al 1927 il territorio era compreso nel II mandamento di Lerici del circondario di Levante che faceva parte della provincia di Genova prima e, con la sua istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi. Al 1939 risale l'aggregazione a Lerici della frazione di Tellaro dopo il suo distacco dal territorio di Ameglia, mentre gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale risalgono al 1960 quando una zona territoriale di Lerici viene aggregata al comune di Ameglia.
Simboli
Stemma
Gonfalone
Lo stemma è stato concesso con il regio decreto del 9 settembre 1939 e il gonfalone con quello del 10 giugno 1940.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa di San Francesco d'Assisi e santuario di Nostra Signora di Maralunga nel capoluogo, riedificato nelle forme attuali tra il 1632 e il 1636. Oratorio di San Rocco nel capoluogo, esistente dal XIII secolo e ampliato tra il 1523 e il 1524. Conserva diverse opere pittoriche e numerosi ex voto. Il campanile è stato edificato nel XIV secolo e rimaneggiato nel corso del XVI secolo. Oratorio di San Bernardino da Siena nel capoluogo, edificato in un periodo antecedente al 1498 a fianco della parrocchiale di San Francesco d'Assisi. Ex chiesa di Santa Maria Annunziata presso il promontorio di Maralunga. Edificata nel 1410 e ampliata nel 1420 con la costruzione di un annesso monastero dei frati agostiniani. Dopo la soppressione dell'ordine religioso nel 1799 per le nuove disposizione napoleoniche, il sito venne sconsacrato e chiuso al culto. Dopo un lungo abbandono, soltanto nel 1890 l'intera struttura venne completamente distrutta per far posto alla successiva batteria militare.