La Lettera di Giuda è uno dei libri del Nuovo Testamento. Il testo viene datato tra il 70 e il 120 circa.Giuliano Vigini, Lettere e Apocalisse, 1998Un arco temporale più ristretto, tra il 75 e l'80 viene proposto in Michele Mazzeo, Lettere di Pietro, Lettera di Giuda, 2002. Tradizionalmente viene attribuita all'apostolo Giuda Taddeo o a Giuda parente di Gesù, mentre diversi studiosi la ritengono essere una lettera pseudonima, scritta alla fine del I secolo da un autore ignotoCfr: Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, pp. 1202-1203, ISBN 88-399-0054-3; Parola del Signore Commentata, traduzione interconfessionale, Nuovo Testamento, LDC/ABU, 1981, pp. 729-730; Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, pp. 2859-2860, ISBN 88-01-10612-2; Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 2876, ISBN 978-88-10-82031-5; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 476-477, ISBN 978-88-430-7821-9; La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, p. 1866, ISBN 88-215-1068-9. Vedi anche la sottostante sezione "Autore".. La lettera comprende, in tutto, 25 versetti.John Phillips, Exploring the Epistle of Jude: an expository commentary, 2004.
Composizione Autore Nel primo versetto l'autore si presenta come «Giuda, servo di Gesù Cristo, fratello di Giacomo» (); nel testo della lettera non si identifica come un apostolo e farebbe riferimento agli apostoli come ad un gruppo di cui non fa parte ().Paul V. Harrison, Robert E. Picirilli, James, 1, 2 Peter, Jude, Randall House Publications, 1992, ISBN 978-0-89265-145-0, p. 327. Tuttavia il versetto , secondo altri autori, non sarebbe sufficiente ad escludere Giuda dal circolo dei dodici apostoliThomas R. Schreiner, "First, Second Peter, Jude" Volume 37 di New American Commentary New Testament, B&H Publishing Group, 2003, p.429. Scrive Schreiner: "Giuda 17 non comporta di per sé la dimostrazione che Giuda non sia un apostolo. Il confronto con la Seconda Lettera di Pietro è istruttivo. Abbiamo già visto che Pietro si è identificato come un apostolo nella sua Seconda Lettera (2Pt 1:1). Ma nella Seconda Lettera, nei versetti dice: “Voglio ricordarvi le parole pronunciate in passato dai Profeti e dei comandamenti dati dal nostro Signore e Salvatore attraverso gli apostoli”. Questo linguaggio è notevolmente simile a quello di Giuda, eppure le parole di Pietro non lo escludono dal circolo apostolico".Cfr. anche James Macknight, "A New Literal Translation, from the Original Greek of All the Apostolical Epistles: With a Commentary, and Notes", Longman, Hurst, 1806, p.188 e p. 209.
Secondo alcuni autori si potrebbe trattare del Giuda parente di Gesù Thomas R. Schreiner, First, Second Peter, Jude, B&H, 2003.Daniel Keating, First and Second Peter, Jude, Baker Academic, 2011., dell'apostolo Giuda Taddeo, o ancora di altri personaggi con lo stesso nome.Comunque, secondo molti studiosi, anche cristiani, l'autore può essere difficilmente identificato con Giuda il fratello di Gesù o con uno degli apostoli e gli esegeti del "Nuovo Grande Commentario Biblico" sottolineano che "gli studiosi ritengono che questa sia una lettera pseudonima [...] che manifesta generale inquietudine per la presenza di opinioni divergenti nelle chiese alla fine del I secolo"Tali esegeti sottolineano, infatti, come molti studiosi ritengano che la spiegazione più probabile sia quella della pseudonimia "a causa: (1) della tarda datazione della lettera stessa (il v. 17 parla degli «apostoli del Signore nostro Gesù Cristo» come se fossero personaggi di un passato ormai lontano); (2) del senso della formalizzazione della fede «che fu trasmessa una volta per tutte» (v. 3), una caratteristica dei «più antichi scritti cattolici»; (3) dell'eccellente stile greco, non immaginabile per un giudeo seguace di Gesù; e (4) della convenzione che si è andata affermando successivamente nella chiesa di legittimare un insegnamento attraverso la sua attribuzione a un personaggio della chiesa primitiva. [...] Poiché è stata utilizzata dalla Seconda lettera di Pietro, che si è provato a datare attorno al 100 d.C., Giuda deve essere stata scritta prima, probabilmente negli anni 90". (Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, pp. 1202-1203, ISBN 88-399-0054-3.)., mentre gli studiosi dell'interconfessionale "Parola del Signore Commentata"Parola del Signore Commentata, traduzione interconfessionale, Nuovo Testamento, LDC/ABU, 1981, pp. 729-730. - concordemente agli esegeti dell'interconfessionale Bibbia TOBI quali evidenziano: "Il mittente della lettera si presenta come Giuda, fratello di Giacomo. Effettivamente, il Nuovo Testamento parla di Giacomo e Giuda, fratelli del Signore, e fratelli anche di Joses e di Simone. Si tratterebbe dunque di Giuda, da non confondersi con Giuda Taddeo, uno dei Dodici. Ma è proprio lui l'autore della lettera? In effetti, alcune indicazioni che si riscontrano nella lettera stessa risultano di epoca post-apostolica. È dunque più probabile che l'autore si rifaccia agli insegnamenti di Giuda, fratello del Signore. Nei circoli che frequentava, si veneravano i fratelli di Gesù, Giacomo e Giuda, e si tramandavano il loro detti". (Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, pp. 2859-2860, ISBN 88-01-10612-2.)., a quelli della Bibbia di GerusalemmeChe sottolineano: "La mediocre importanza del personaggio rende difficile l'ipotesi di una pseudonimia, ma la data tarda dell'epistola rende questo fatto possibile e anche probabile. [...] La predicazione degli apostoli è collocata nel passato (vv 17s); la fede è concepita come un dato oggettivo «trasmesso una volta per tutte» (v 3); le lettere di Paolo sembrano utilizzate". (Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 2876, ISBN 978-88-10-82031-5.). e al biblista Bart EhrmanIl quale ritiene, in merito alla paternità della lettera attribuita a Giuda parente di Gesù, che "di per sé la lettera non offre particolari elementi che provino questa paternità, quindi molti studiosi ritengono di trovarsi di fronte a un altro caso di pseudoepigrafia. Il fratello di Gesù di nome Giuda doveva essere senz'altro un membro delle classi più basse e parlava aramaico [...] l'autore di questo testo invece conosce il greco molto bene e mostre di avere familiarità con la letteratura apocrifa giudaica. Cita, per esempio, un apocrifo perduto che parlava della contesa sul corpo di Mosè e considera scrittura sacra il «Primo libro di Enoch». È quindi improbabile che l'autore sia il fratello di Gesù. [...] Non sappiamo esattamente quando questo scritto sia stato composto; esso viene generalmente datato alla fine del I secolo. Alcuni anni dopo, è stato utilizzato da un altro autore pseudonimo (parlo della Seconda lettera di Pietro)". (Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 476-477, ISBN 978-88-430-7821-9.). - ritengono che "c'è da pensare che parlando di Giacomo ci si riferisca al fratello del Signore (Galati 1,19; Giacomo 1,1) e parlando di Giuda ci si riferisca probabilmente al fratello del Signore citato in Marco 6,3. Dato però che gli scontri con i falsi maestri, citati nella lettera, riflettono la situazione intorno all'anno 100 d.C., quando cioè il periodo in cui vissero gli apostoli faceva ormai parte del passato (v.17), bisognerà concludere che l'autore ha scelto il nome di Giuda solo per rendere chiaro, in questo modo, che egli non vuole mettere in risalto niente altro che l'unica cosa fondamentale, e cioè quello che dissero gli apostoli, e in primo luogo Giacomo, capo della comunità di Gerusalemme"; gli studiosi della Bibbia Edizioni PaolineLa Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, p. 1866, ISBN 88-215-1068-9. sottolineano, inoltre, come l'autore non possa essere "né l'uno né l'altro degli apostoli poiché, in caso che lo fossero stati, non avrebbero mancato di indicarlo".
Molti studiosi ritengono, quindi, lo scritto pseudoepigrafico: l'autore sarebbe un anonimo ebreo cristiano a conoscenza della Lettera di Giacomo e di altre opere ebraiche, come lAssunzione di Mosè e lApocalisse di Enoch,Norman Perrin, The New Testament: An Introduction, p. 260; citato in Kirby, Peter. "Epistle of Jude." Early Christian Writings. 2006. 2 Feb. 2006 <Epistle of Jude>., che avrebbe voluto dare maggiore credibilità allo scritto associandogli il nome di uno dei fratelli di Gesù.William Bruce Prescott, «Jude, Letter of», in Mercer dictionary of the Bible, Mercer University Press, 1990, ISBN 978-0-86554-373-7, p. 479.
Datazione La data di composizione è incerta. Nella lettera la fine del mondo e il giudizio universale sono peraltro attesi come imminenti e gli insegnamenti degli apostoli sono tramandati come orali;Michele Mazzeo, Lettere di Pietro, Lettera di Giuda, 2002. questi elementi, insieme alla mancanza di riferimenti alla distruzione del Tempio, farebbero risalire la datazione al tempo del cristianesimo primitivo, con date proposte oscillanti tra il 50 e il 90.50-90 è l'intervallo proposto da Daniel Keating, in First and Second Peter, Jude, Baker Academic, 2011. D'altro canto vi sono indizi anche per una datazione più tarda, tra il 90 e il 14065-140 è l'intervallo proposto in Mercer Dictionary of the Bible (a cura di Watson E. Mills, Roger Aubrey Bullard), Mercer University Press, 1990, successiva all'età apostolica: nel versetto l'autore parla dell'età degli apostoli come del passato e nei versetti ricorda ai destinatari della lettera le parole dette loro dagli apostoli riguardo alla venuta di impostori «alla fine dei tempi». Ai fini della datazione può essere utile considerare che da una parte l'autore forse conosceva la Lettera di Giacomo, dall'altra che la Seconda lettera di Pietro () cita Giuda .
Canonicità La lettera è stata inserita presto nel canone della Bibbia, anche se con diverse incertezze e gli esegeti dell'interconfessionale "Parola del Signore Commentata" sottolineano come "nella Chiesa primitiva fino al IV secolo si discusse molto se la lettera di Giuda fosse da includere nel Nuovo Testamento oppure no. Il motivo di questi dubbi era il fatto che la lettera prende spunto da leggende ebraiche e da scritti che non rientrano nel contesto biblico, come l'«Assunzione di Mosè» (così il v. 9) o l' «Apocalisse di Enoch» (così i vv. 14-15)". È elencata nel canone muratoriano ed Eusebio di Cesarea la pone tra i libri discussi anche se accettati da molti. Gli studiosi dell'interconfessionale Bibbia TOBBibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 2860, ISBN 88-01-10612-2. osservano che "la lettera di Giuda fu introdotta con difficoltà nel canone, soprattutto da parte delle chiese di Siria. Nel IV secolo Eusebio annota che è contestata da alcuni. Però è citata come scrittura nel canone muratoriano [...] Secondo San Girolamo (345 ca - 420 ca), la diffidenza di cui la lettera fu oggetto era dovuta alle citazioni di iscritti non riconosciuti dalle Chiese". L'elemento che più ha prodotto incertezze circa la canonicità è l'uso di fonti apocrifeIn aggiunta, come osservano gli esegeti della Bibbia Edizioni Paoline, a: "la pochezza di contenuto teologico, l'incertezza del carattere apostolico dell'autore". (La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, p. 1866, ISBN 88-215-1068-9.)..