Lindianizzazione del Sud-est asiatico si riferisce alla portata storica che ha assunto la cultura dell'India ad est del subcontinente indiano. Ciò riguarda in particolar modo la diffusione dell'induismo e del buddhismo dall'India al Sud-est asiatico da parte di viaggiatori e commercianti marittimi tra il V ed il XV secolo attraverso la via della seta. Furono inoltre introdotti nella regione sistemi di scrittura indiani come l'alfabeto pallava utilizzato dalla dinastia Pallava dell'India meridionale.

Tale fenomeno coinvolse anche l'Asia centrale e orientale. Ad esempio l'Impero Gupta, che dominò il nord del subcontinente indiano, fu strumentale nella diffusione dell'alfabeto siddham in Cina e in Giappone.

Il termine vuole inoltre descrivere l'istituzione di regni nel Sud-est asiatico che si rifacevano a modelli di civiltà indiane con la diffusione della loro forma di scrittura, architettura, organizzazione sociale ed amministrazione. Ad ovest questa "Grande India" si sovrappone parzialmente con il mondo iranico o "Grande Persia" nelle catene montuose dell'Hindu Kush e del Pamir.

La definizione è infine correlata alle incertezze topografiche che circondano le Indie orientali durante l'epoca delle esplorazioni geografiche intraprese dagli europei.

Definizione e nomenclatura Nell'Europa medioevale il concetto delle "tre Indie" era di comune circolazione. L'India maggiore era rappresentata dalla parte più a sud dell'Asia meridionale, l'India minore ne veniva a costituire la parte settentrionale, mentre l'India di mezzo era la regione del vicino Medio Oriente. Il nome "Grande India" (in lingua portoghese "India Maior") è stato usato almeno dalla metà del XV secoloAzurara, 1446 in poi.

Il termine, che pare esser stato utilizzato con una precisione via via variabileBeazley, 1910, p. 708 Quote: "Azurara's hyperbole, indeed, which celebrates the Navigator Prince as joining Orient and Occident by continual voyaging, as transporting to the extremities of the East the creations of Western industry, does not scruple to picture the people of the Greater and the Lesser India welcoming his ships (which never passed beyond Sierra Leone), praising his generosity, and even experiencing his hospitality.", a volte significava solamente "subcontinente indiano"Beazley, 1910, p. 708 Quote: "Among all the confusion of the various Indies in Mediaeval nomenclature, "Greater India" can usually be recognized as restricted to the "India proper" of the modern world."; gli europei utilizzavano una varietà di termini per definire le regioni relative all'insieme dell'Asia meridionale e per designare la penisola del Sud-est asiatico tra cui "Alta India", "Grande India", "India esterna" e "India d'acque"Martin W. Lewis, Kären Wigen, 1997, p. 274.

Purtuttavia, in alcuni resoconti di viaggi nautici europei, la Grande India (o India Maggiore) si estendeva dalla costa del Malabar (oggi situata in Kerala) fino all'India extra-gangeticaWheatley, 1982, p. 13 Quote: "From the time when Southeast Asia first rose above their horizon, Europeans—the infinitesimal number of them who cared about such matters, that is—tended to treat that vague and insubstantial region beneath the sunrise as simply a more distant part of India. This practice went back at least to Claudius Ptolemy or, possibly, one of his redactors, who subsumed a good part of the region under the rubric "Trans-Gangetic India." Subsequently the whole area came to be identified with one of the "Three Indies," though whether India Major or Minor, Greater or Lesser, Superior or Inferior, seems often to have been a personal preference of the author concerned. When Europeans began to penetrate into Southeast Asia in earnest, they continued this tradition, attaching to various of the constituent territories such labels as Further India or Hinterindien, the East Indies, the Indian Archipelago, Insulinde, and, in acknowledgment of the presence of a competing culture, Indochina." (l'India al di là del fiume Gange), ma solitamente le Indie orientali, vale a dire la zona corrispondente all'attuale arcipelago malese, mentre l'India minore si spingeva dalla regione del Malabar fino al SindhCaverhill, 1767. Il nome di "India lontana" è stato a volte usato per coprire tutte le moderne regioni del Sud-est asiatico mentre, altre volte, solo la loro parte continentale.

Alla fine del XIX secolo, la Grande India riferita all'Hindustan (nord-ovest del subcontinente) comprendeva la regione del Punjab, l'intera catena montuosa dell'Himalaya estendendosi verso est in direzione dell'Indocina (compresa la Birmania), parti dell'Indonesia (cioè le isole della Sonda, il Borneo e Celebes) e le Filippine"Review: New Maps," (1912) Bulletin of the American Geographical Society 44(3): 235–240.. Gli atlanti geografici tedeschi a volte distinguevano l'India anteriore (la penisola meridionale) e l'India posteriore (il Sud-est asiatico).

Secondo il modello della tettonica delle placche, con la collisione tra la placca indiana e l'Asia, "Grande India" viene a significare il subcontinente indiano postulato sino alla sua massima estensione settentrionaleAli-Aitchison, 2005, p. 170. Anche se il suo utilizzo in geologia preceda la teoria tettonica, il termine ha veduto un suo maggior utilizzo a partire dagli anni '70 del '900.

Regni indianizzati Il concetto di regni indianizzati descritto dallo storico ed archeologo francese George Coedès si basa sulle influenze culturali ed economiche indù e buddhiste nel Sud-est asiatico. Il Regno di Butuan nell'arcipelago filippino, il regno del Champa, l'epoca conosciuta come "periodo Dvaravati", il Regno del Funan, Gangga Negara, Kadaram (il moderno Kedah), il regno di Kalingga, la regione del Kutai, il regno indo-malese di Langkasuka, il Regno di Thaton ed il Regno di Pagan nei territori dell'odierna Birmania, Pan Pan, Po-ni (l'attuale Brunei), Tarumanagara ed il Regno di Tondo furono tra i primi stati e periodizzazioni storiche a forte predominanza indù presenti nel Sud-est asiatico, stabilitisi per la maggior parte a partire intorno ai primi quattro secoli dell'era volgare.

Pur essendo culturalmente affini alla cultura indiana, essi erano indigeni ed indipendenti dall'India. Stati come Srivijaya, l'Impero di Majapahit e l'Impero Khmer si svilupparono in territori autonomi ed avevano economie che rivaleggiavano con quella indiana. Borobudur sull'isola di Giava, ad esempio, è il più grande monumento buddhista mai costruito. Coedès è stato però anche aspramente criticato per aver sottovalutato l'elemento prettamente indigeno di questi vari regni, in un'eco inconsapevole del progetto europeo di "missione civilizzatrice".

Il professore francese Robert Lingat, assieme forse al giurista statunitense John Henry Wigmore, è stato il più grande e quasi l'unica autorità sulla storia del diritto siamese; entrambi hanno teso a sottolineare il contributo svolto dalle società del sudest asiatico per il ruolo e la formazione dei loro regni. In particolare, dove Coedès vedeva i mercanti indiani come fondatori di questi Stati, Lingat considera invece fondatori i governanti di quei territori, che solo in seguito avrebbero importato i brahmini nella loro qualità di specialisti dei rituali indiani, come consulenti del Dharma o delle pratiche di regalità indiane. Quest'ultimo punto di vista viene anche sostenuto dalla tesi secondo la quale i commercianti indiani non avrebbero posseduto la conoscenza rituale necessaria, quella che è poi diventata così importante all'interno di queste società.

Tali regni hanno presto sviluppato una stretta affinità con le pratiche religiose indiane, ma anche culturali ed economiche, senza forzature provenienti dai governanti dei regni indiani. La questione rimane comunque controversa; H. G. Quaritch Wales (1900-81), in particolare, ha avanzato l'ipotesi che l'indianizzazione sia stata opera di mercanti indiani e commercianti in contrasto con i relativi leader politici, anche se i grandi viaggi compiuti dai monaci buddhisti come Atisha divennero in seguito di fondamentale importanza.

Ci fu anche un mercante di nome Magadu, passato alla storia come Wareru e fondatore del Regno di Hanthawaddy, che commissionò al gruppo etnico dei mon specialista di tradizioni indiane, il compito di compilare il cosiddetto "Codice di Wareru", che ha costituito la base per il diritto comune in Birmania fino ai giorni nostri. I regni maggiormente indianizzati combinavano sia credenze indù sia pratiche buddhiste in una maniera che si richiama al sincretismo. Kertanagara, l'ultimo re di Singhasari, si è a questo proposito descritto come "Sivabuddha", incarnazione contemporanea del dio induista Śiva e del Buddha.

I vari governanti del Sud-est asiatico adottarono con entusiasmo gli elementi del "rajadharma" (il dharma dei Raja, con credenze indù e buddista, componente i codici socio-religiosi e le pratiche giudiziarie) per legittimare il proprio dominio e le città allora costruite, come Angkor, per affermare il potere reale riproducevano una mappa dello spazio sacro derivato dalle descrizioni del Rāmāyaṇa e del Mahābhārata. Essi inoltre frequentemente adottavano lunghi titoli in lingua sanscrita, mentre i nomi delle città da loro fondate, come Ayutthaya in Thailandia, capitale dell'omonimo regno, erano presi dai nomi di quelle presenti nei poemi epici indiani.

Le relazioni culturali e commerciali tra la potente dinastia Chola dell'India meridionale e i regni locali indù portarono il golfo del Bengala ad essere denominato "lago Chola", mentre l'aggressione dei Chola contro l'Impero Srivijaya avvenuta nel 1025, l'unico attacco militare indiano contro il Sud-est asiatico, fu dovuto all'espansione marittima dei Chola che trovò come ostacolo la talassocrazia di Srivijaya. L'Impero Pala del Bengala, che controllava il cuore della diffusione buddhista in India, mantenne sempre stretti legami economici, culturali e religiosi con quelle zone, in particolare proprio con Srivijaya.

Regni di terraferma Langkasuka (dalla lingua sanscrita langkha indicante la "terra risplendente" e sukkha "felicità") era un antico regno indù che si trovava nella penisola malese. Insieme all'insediamento della antica Kedah, è probabilmente uno dei primi appigli territoriali indù fondati nella regione. Secondo la tradizione, la fondazione dello Stato sarebbe avvenuta nel II secolo; alcune leggende malesi sostengono che Langkasuka sia stata fondata a Kedah, e che solo più tardi trasferì la capitale nella zona di Pattani. Il Regno del Funan era una comunità politica comprendente la parte più meridionale della penisola indocinese durante il periodo che intercorre tra il I ed il VI secolo ed aveva il suo centro di potere nel delta del Mekong. Funan è nota per esser stata la più antica cultura indù presente in questo territorio, il che suggerisce una prolungata interazione socio-economica con i partner commerciali marittimi provenienti dall'ovest. Le idee culturali e religiose indiane avevano raggiunto Funan tramite le vie commerciali che attraversavano l'Oceano Indiano, ma il vero e proprio commercio con l'India aveva avuto inizio ben prima del 500 a.C. in quanto la lingua sanscrita indù non era ancora stata sostituita dalla lingua pāli più buddhista. L'autore indiano Mishra Pragya, nel suo saggio Storia culturale della diaspora indiana in Cambogia, sostiene che "Funan era una delle colonie stabilite dagli indiani in Cambogia". È stato infine determinato come la lingua in Funan fosse di derivazione diretta dal sanscrito e sia stata espressa con una scrittura che fu alla base dell'alfabeto khmer.