The Rising Tour è la tournée mondiale di Bruce Springsteen e la E Street Band intrapresa tra il 2002 e il 2003, in concomitanza con la pubblicazione del suo album The Rising.
Preparazione La fase preliminare del tour si svolse tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto del 2003 alla Convention Hall, teatro storico di Asbury Park, con una serie di prove riservate e alcune prove generali in parte aperte a un pubblico selezionato..
Con molte canzoni scritte come riflessione sulle conseguenze della tragedia delle Torri Gemelle di New York, la promozione dell'album The Rising, il primo con la E Street Band dopo diciotto anni, coinvolse Bruce Springsteen più di quanto gli fosse accaduto in passato. Vi si dedicò in maniera decisa cercando di far conoscere il disco a quanta più gente possibile: lo considerava più un fatto personale che una mera questione di affari. Normalmente persona molto riservata, Springsteen accettò di mostrarsi pubblicamente più di quanto gli fosse accaduto in passato. Per questo, nelle settimane che precedettero l'uscita del disco e l'inizio del tour, rilasciò varie interviste per la stampa, intervenne spesso come ospite nei talk show e si esibì con la E Street Band in alcune trasmissioni televisive. Realizzò anche una lunga intervista condotta da Ted Koppel che venne suddivisa in diverse puntate all'interno della sua trasmissione di seconda serata, Nightline per la ABC. Il 30 luglio 2002, giorno di uscita dell'album, fu ad esempio protagonista del programma mattutino Today della NBC. La trasmissione ebbe luogo a Asbury Park, considerata la città di adozione di Springsteen e luogo dove il cantautore aveva mosso i suoi primi passi e a cui aveva dedicato la copertina e il titolo del suo primo disco. Durante il programma Springsteen e la E street Band si esibirono dal vivo in diretta dalla Convention Hall dove si stavano svolgendo le prove per l'imminente tour mondiale. Due giorni dopo lui e il gruppo apparvero al Late Show with David Letterman suonando dal vivo due brani tratti dal nuovo disco.. In agosto parteciparono agli MTV Video Music Awards e in ottobre al Saturday Night Live..
Anche la struttura del tour, il più pubblicizzato della carriera del cantautore, fu pensata per promuovere in modo capillare il nuovo disco. A differenza del precedente Reunion Tour, caratterizzato da concerti che si svolgevano spesso per più serate consecutive nello stesso luogo, per il The Rising Tour fu invece scelto di realizzare tappe di una sola serata in ogni città, anche a scapito del potenziale afflusso di pubblico e con richieste di biglietti che superavano di gran lunga la disponibilità. Alla Continental Airlines Arena di East Rutherford, il palazzetto del New Jersey considerato la sua "casa" dove tre anni prima si erano tenuti 15 concerti consecutivi di fronte a oltre persone, Springsteen si esibì per una sola sera, la prima del tour, per poi spostarsi immediatamente in una nuova località. Analogamente vi fu un unico concerto, qualche giorno dopo, al Madison Square Garden di New York, altro impianto dove un passato aveva realizzato molti spettacoli in più serate consecutive.
La strategia ebbe successo, così The Rising ottenne un notevole successo e divenne l'album più venduto di Springsteen dai tempi di Tunnel of Love del 1987. Solo nell'estate del 2003, dopo quasi un anno ininterrotto di concerti e terminata la fase più intensa della promozione dell'album, Springsteen accettò di fermarsi più a lungo in uno stesso luogo, accogliendo l'enorme richiesta di biglietti che proveniva dagli appassionati nelle città dove godeva di maggior seguito e realizzando concerti nei grandi stadi di football americano e di baseball.
Itinerario La tournée iniziò il 7 agosto 2002 e proseguì con concerti singoli nelle arene al coperto in molte città maggiori degli Stati Uniti fino a ottobre. Subito dopo si trasferì oltre oceano per un breve giro in alcune delle principali città dell'Europa occidentale e quindi, a novembre, riprese nel Nord America fino a marzo del 2003, con una pausa invernale, ancora con un solo concerto per ognuna delle città visitate. In questa prima lunga fase del tour Springsteen tenne 52 concerti in altrettante località, in quella che fu definita una barnstormingDa barnstorm, lett." "tempesta nella stalla", "visitare distretti rurali dando spettacoli teatrali, originariamente spesso nelle stalle; viaggiare in luoghi diversi per fare discorsi, tenere spettacoli, ecc.", espressione gergale che indica concerti che si svolgono velocemente "in lungo e in largo" in varie località (v. ). dal management del cantautore. Dopo alcuni concerti in Australia e in Nuova Zelanda, il tour si trasferì in Canada. Quindi Springsteen ritornò in Europa con una tranche più lunga dove, per la prima volta nel tour, tenne fino a un massimo di due date consecutive nello stesso luogo e dove iniziò ad esibirsi prevalentemente negli stadi all'aperto, compresa l'ormai classica fermata allo stadio di San Siro a Milano. Dopo una breve pausa, il 15 luglio 2003 si tenne il primo di 10 concerti al Giants Stadium di East Rutherford, record per l'epoca. Fino a ottobre Springsteen tenne concerti negli stadi all'aperto, privilegiando intenzionalmente quelli dedicati al baseball. Infine il tour si concluse con tre date consecuti allo Shea Stadium di New York. In tutto durante la tournée furono tenuti 120 concerti in 84 città..
Lo spettacolo Le principali novità del tour rispetto a quello precedente furono l'esecuzione delle canzoni del nuovo album, che ebbero sempre un posto di rilievo nei concerti, e l'allargamento dell'organico dei musicisti con l'esordio della violinista Soozie Tyrell che si aggiunse ai membri storici della E Street Band. Amica di vecchia data di Patti Scialfa e di Lisa Lowell, con le quali aveva dato vita in passato a un trio vocale, partecipò come corista all'album di Springsteen Lucky Town del 1992 e poi come violinista in The Ghost of Tom Joad del 1995. In The Rising rivestì un ruolo di un certo rilievo, tanto da convincere il cantautore ad aggregarla al gruppo durante la tournée proprio per la necessità di avere il suo violino nei pezzi tratti dal disco. Fu la seconda violinista nel gruppo dopo l'israeliana Suki Lahav che fece parte della E Street Band per pochi mesi a metà degli anni settanta.
Nella prima parte del tour Springsteen scelse una scaletta che fu sostanzialmente mantenuta immutata per diverse settimane. Aprivano di norma i concerti The Rising e Lonsome Day, entrambe uscite come singolo nel corso dell'anno. Seguiva una sequenza di brani del nuovo album intervallate da standard springsteeniani come Prove It All Night, Darkness on the Edge of Town, The Promised Land, Badlands e Two Hearts.. Il finale era di norma costituito dalle immancabili Born to Run e da Born in the U.S.A. che tornava ad essere eseguita in versione elettrica dopo che per anni era stata sentita solo in versione acustica. La canzone finale era di norma Land of Hope and Dream, composta per il Reunion Tour ma che al tempo era quella che apriva i concerti. Springsteen arrivò a suonare durante lo stesso spettacolo fino a undici, delle quindici totali, canzoni di The Rising a dimostrazione dell'importanza che attribuiva al nuovo disco e comunque del gradimento del pubblico.
Col passare del tempo Springsteen cominciò a presentare sempre più spesso canzoni tratte dal suo vasto repertorio e sue classiche cover pur mantenendo stabile la struttura della scaletta, inserendovi, ad esempio, alcuni pezzi suonati al pianoforte. Con la ripresa del 2003 iniziò abitualmente ad aprire i concerti con una canzone scelta a rotazione tra quelle del suo repertorio prima di The Rising, spesso Born in the U.S.A., e a concludere lo spettacolo con la hit Dancing in the Dark.
Springsteen, per questo tour, abbandonò il tormentone della "messa gospel" e il suo ruolo di caricaturale predicatore che avevano caratterizzato i concerti del Reunion Tour e l'enfasi, non più necessaria, verso il ricongiungimento con la E Street Band, tanto che dalla scaletta scomparve Tenth Avenue Freeze Out e la presentazione veniva fatta durante la nuova Mary's Place, pezzo forte dei concerti insieme all'allegra Waitin' for a Sunny Day. Non abbandonò però l'abitudine di tenere brevi monologhi prima delle canzoni e di recitare scherzosi scetch in compagnia di Steven Van Zandt.
Nel corso del tour, poi, iniziò stabilmente a fare dichiarazioni politiche o riferite alla sfera sociale. Come molti suoi compatrioti, Springsteen, pur accettando in qualche modo l'intervento americano in Afghanistan dopo gli attentati del settembre 2001, non si trovò d'accordo con la decisione del presidente statunitense Bush e della sua amministrazione di intraprendere la guerra a Saddam Hussein in Iraq. Nella presentazione della ritrovata versione elettrica di Born in the U.S.A., ad esempio, Springsteen diceva: «In origine ho scritto questa canzone pensando alla guerra in Vietnam. Stasera vorrei cantarla come una preghiera per la pace».. Le canzoni scritte dopo gli eventi dell'11 settembre iniziarono ad assumere una connotazione di denuncia politica quando iniziò la seconda guerra del Golfo.. Durante gli spettacoli negli stadi dell'estate 2003 era prevista una pausa durante i bis in cui Springsteen teneva un breve discorso che definiva «il mio messaggio di servizio pubblico» e nel quale sollecitava la platea a prestare attenzione a quello che il governo stava facendo con la scusa della sicurezza nazionale. Presentando Land of Hope and Dream diceva:.
Accoglienza
Il successo del precedente tour del biennio 1999-2000, che aveva segnato il ritorno della E Street Band, era in parte dovuto alla nostalgia dei fan che volevano riascoltare le vecchie canzoni con il gruppo storico. I concerti del nuovo tour, invece, attrassero il pubblico, soprattutto quello più giovane, anche per la forza del nuovo lavoro di Springsteen. La gente andava ai concerti a sentire le canzoni di The Rising come era successo negli anni ottanta per Born in the U.S.A..
Giudizi positivi sono furono espressi con riferimento al ruolo che il tour di Springsteen avrebbe avuto come risposta alle conseguenze degli attentati alle Torri Gemelle. Il batterista della E Street Band Max Weinberg dichiarò in proposito: «Suonare per un paese che ha avuto così tanta paura dopo gli eventi dell'11 settembre ha reso il Rising Tour più di una serie di concerti rock. La gente ci guardava — in realtà guardava alla musica — per calmare il dolore. All'inizio sembrava che la responsabilità che ci era affidata fosse troppa. Come possono dei musicisti rock andare incontro a certe aspettative? Ma in qualche modo ce l'abbiamo fatta. In qualche modo il tour è stato un grande successo.».
I concerti al Giants Stadium nell'estate del 2003 segnarono per l'epoca il record d'incasso per spettacoli di musica dal vivo. La richiesta di biglietti per i tre concerti inizialmente previsti per la metà di luglio fu tale da costringere gli organizzatori ad aggiungere prima altre quattro date, e poi, esauriti nuovamente in poche ore i posti disponibili, prevedere altre tre date a fine agosto. Ai dieci concerti assistettero spettatori per un incasso totale di 38,6 milioni di dollari, record che fu battuto solo dalla reunion dei Take That nel 2011 quando in otto concerti consecutivi allo stadio di Wembley furono venduti più di bglietti. Anche la tappa al Lincoln Filed di Filadelfia con biglietti venduti e quella finale allo Shea Stadium di New York con , ebbero grande successo e si classificarono tra i più importanti eventi musicali dell'anno.
The Rising Tour incassò complessivamente 221 milioni di dollari, fino a quel momento il maggior risultato nella storia del rock, con oltre 4 milioni di spettatori.. Fu superato dal Magic Tour nel 2008..
Concerti