Lospedale civile di Legnano è il maggior presidio ospedaliero dell’ASST Ovest Milanese ed è sito a Legnano, comune della città metropolitana di Milano, in Lombardia. Il primo padiglione dell'ospedale di Legnano venne costruito nel 1903 in via Candiani grazie al contributo dei cittadini legnanesi, con gli industriali locali che ebbero un ruolo di primo piano.. Nel corso del XX secolo il nosocomio legnanese subì diversi ampliamenti.. I vecchi padiglioni sono stati sostituiti dal nuovo ospedale, che si trova in via Papa Giovanni Paolo II a Legnano e che è stato inaugurato il 4 febbraio 2010.
Le premesse L'assistenza sanitaria a Legnano nei secoli Per secoli Legnano non ha avuto un centro organizzato di cura sanitaria e assistenziale.. La prima struttura situata a Legnano che iniziò a fornire parzialmente assistenza ospedaliera fu l'Ospizio Sant'Erasmo, che venne edificato a cavallo tra il XIII e il XIV secolo: per il resto la comunità legnanese dipendeva dagli ospedali di Milano. I primi due nosocomi aperti nella Lombardia centro-occidentale vennero fondati nel XIV secolo a Rho ed Abbiategrasso.
Il primo cambiamento significativo si ebbe nel 1784, con la fondazione del pellegrosario di Legnano, ovvero di una struttura sanitaria organizzata adibita alla cura della pellagra, cioè di una malattia comparsa all'inizio del XVII secolo che era dovuta all'eccessivo consumo di mais a scapito di quello della carne.. La malattia era particolarmente diffusa tra la popolazione contadina, dato l'elevato costo della carne. Le autorità austriache, che all'epoca governavano il Ducato di Milano, come sede del pellegrosario di riferimento per il Legnanese pensarono dapprima al monastero dei cistercensi di Parabiago e poi al convento di Santa Chiara di Legnano, edificio monastico che venne fondato nel 1492 e che era situato nell'odierno corso Italia, tra via Giolitti e largo Seprio.
Nel 1784, tramite decreto governativo, il convento di Santa Chiara fu sconsacrato e trasformato in pellegrosario. L'edificio era particolarmente adatto perché era provvisto di una propria roggia, dove era facilmente prelevabile l'acqua necessaria per la cura della malattia.. La direzione della struttura venne affidata a Gaetano Strambio, medico condotto che fece studi decisivi sulla cura della pellagra.. In particolare Strambio capì, durante il suo soggiorno a Legnano, che essa non era una malattia stagionale, ma un morbo che interessava l'apparato digerente e nervoso indipendentemente dalla stagione. Il pellegrosario di Legnano arrivò a ospitare fino a 100 posti letto e divenne un vero e proprio punto di riferimento, tant'è che venne visitato nel 1785 dall'imperatore Giuseppe II d'Asburgo. Alcuni problemi di bilancio dovuti alla gestione della struttura portarono alla sua chiusura nel 1788: i legnanesi affetti da pellagra furono quindi nuovamente obbligati a recarsi all'Ospedale Maggiore di Milano nonostante la loro città fosse stata protagonista di importanti avanzamenti nello studio della malattia..
Degno di nota, tra i medici condotti legnanesi, ovvero tra quei medici dipendenti dai comuni italiani che prestavano assistenza sanitaria ai poveri, fu uno dei protagonisti delle lotte risorgimentali, Saule Banfi.. Il patriota legnanese, che esercitò la professione medica nella prima parte del XIX secolo, partecipò attivamente all'epopea risorgimentale e fu arrestato durante le cinque giornate di Milano (marzo 1848). Saule Banfi si aggiudicò il primo concorso di condotta chirurgia organizzato a Legnano, il cui bando venne emesso dal comune nel marzo del 1833. Banfi non fu però nominato medico condotto in chirurgia, ruolo che venne invece assegnato a Stefano Colonetti: tale decisione fu opera del dottor Rinaldi, che scelse Colonetti perché laureato in medicina chirurgica.. Il bando specificava infatti che sarebbe stato preferibile, per il futuro medico condotto specializzato in chirurgia, avere questo titolo di studio..
La necessità di costruire un vero e proprio ospedale a Legnano fu sentita nella seconda parte del XIX secolo, quando il secolare borgo agricolo si trasformò in una città industriale. Fino ad allora la cura degli ammalati era a carico delle opere pie; dopo l'Unità d'Italia, una serie di leggi obbligarono queste ultime a cambiare parzialmente finalità, rinunciando alla cura degli ammalati, che passò agli enti locali statali.. A questo avvenimento si aggiunse la già citata trasformazione di Legnano da borgo agricolo a importante centro industriale. Ciò portò a un cospicuo incremento demografico e a un aumento dei casi registrati per talune malattie; quest'ultimo aspetto era principalmente causato dalle condizioni di lavoro, che erano estremamente dure sia per i ritmi (gli operai legnanesi dell'epoca svolgevano le loro attività fino a 11 ore al giorno), sia per i luoghi di lavoro, che erano umidi, poco illuminati e, più in generale, malsani, senza contare il fatto che nelle fabbriche legnanesi era largamente impiegata la manodopera infantile, con tutte le conseguenze del caso.. Tutto ciò causò un sensibile aumento degli infortuni sul lavoro: questo contraccolpo sociale iniziò a far serpeggiare tra la società civile legnanese l'idea che nella città fosse necessario un ospedale, data la portata del problema..
Il comitato per l'erigendo ospedale In questo contesto sociale e industriale, la necessità più pressante per i legnanesi dell'epoca diventò la costruzione di un moderno ospedale. Fino ad allora la stragrande maggioranza dei legnanesi affetti da patologie gravi erano obbligati, come già accennato, a recarsi all'Ospedale Maggiore di Milano. Per potersi recare al nosocomio della metropoli lombarda, i legnanesi malati dovevano sobbarcarsi un lungo viaggio su carri spesso scoperti che viaggiano lungo strade piuttosto dissestate. Invece, per le malattie o le infermità meno gravi, a Legnano operavano tre medici condotti e due farmacisti. Questa organizzazione sanitaria locale, con il costante incremento demografico e con l'aggravarsi delle patologie legate al lavoro nelle industrie legnanesi, diventò obsoleta: iniziò quindi sempre di più a maturare l'idea che Legnano avesse bisogno di un ospedale vero e proprio, organizzato con criteri moderni.
La prima iniziativa concreta finalizzata all'edificazione dell'ospedale è legata indirettamente alla visita che Giuseppe Garibaldi fece a Legnano il 16 giugno 1862. Durante il discorso che proferì, l'Eroe dei due Mondi invitò i legnanesi a erigere un monumento dedicato alla battaglia di Legnano (29 maggio 1176). Per realizzare questo monumento, il comune di Legnano destinò 10.000 lire. Il primo monumento, che venne inaugurato il 29 maggio 1876 nel settimo centenario della battaglia, restò integro per poco tempo: a causa della decurtazione della somma stanziata, il monumento venne realizzato in cartapesta e quindi si sciolse alle prime piogge.. La seconda versione del monumento, l'odierno monumento al Guerriero di Legnano, che fu opera di Enrico Butti, venne poi inaugurato nell'anno 1900. In precedenza, proprio per la realizzazione dell'opera di Butti, venne aperta una sottoscrizione pubblica per raccogliere un adeguato ammontare di fondi. Non tutti però erano d'accordo su questa profusione di mezzi per realizzare il monumento. Il consigliere comunale legnanese Leopoldo Sconfietti pronunciò, durante il consiglio comunale del 19 aprile 1897, queste parole:
Il sindaco Fedele Borghi rispose facendo presente che il denaro raccolto per l'erezione del monumento non poteva cambiare la destinazione d'uso, fermo restando la necessità di edificare l'ospedale. La discussione, che ormai era iniziata, continuò sui giornali dell'epoca, che iniziarono a dare forte risalto a questa necessità di Legnano. Come conseguenza, qualche settimana dopo il citato intervento di Leopoldo Sconfietti in consiglio comunale, fu creato un comitato, seppur non ufficiale, per l'erigendo ospedale. Tra le sue iniziative, ci fu quella di sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti di questa necessità con la distribuzione di volantini e l'affissione di manifesti lungo le vie cittadine. Uno stralcio del manifesto, che era sottoscritto da otto personalità legnanesi di spicco, recitava:
L'obiettivo fu infine raggiunto: sia l'Amministrazione comunale che l'opinione pubblica si sensibilizzarono verso questa necessità della comunità legnanese.
Il comitato per il reperimento dei fondi A cavallo tra il XIX e al XX secolo era raro che le autorità cittadine si rivolgessero agli organi statali centrali per ottenere i fondi necessari per realizzare le loro opere pubbliche.. Erano invece molto comuni le sottoscrizioni popolari, ovvero il reperimento dei fondi attraverso donazioni di privati, industrie, associazioni, ecc.
Anche per la realizzazione dell'ospedale civile di Legnano fu scelto di organizzare una sottoscrizione popolare. Il primo passo concreto per l'accantonamento della somma necessaria per l'edificazione di tale opera fu una festa da ballo di beneficenza organizzata nel 1889 durante la festività di San Magno all'interno del salone dell'asilo infantile di corso Magenta. Durante questa manifestazione vennero raccolte circa 1.000 lire, somma ancora molto bassa rispetto a quella necessaria, ma sufficiente per aprire un libretto presso la cassa di risparmio.
Il primo passo ufficiale del comune di Legnano fu compiuto il 30 maggio 1899, quando il consiglio comunale deliberò l'istituzione di un comitato ufficiale la cui finalità sarebbe stata quella di reperire i fondi necessari per la costruzione dell'ospedale. Questo comitato era costituito dal sindaco di Legnano, dal prevosto, dal presidente della Congregazione di Carità di Legnano e da altri personaggi illustri della città. Come presidente del comitato fu eletto il notaio Cesare Candiani, che era anche presidente della già citata Congregazione di Carità e che sarà poi il fondatore e il primo presidente dell'ospedale di Legnano. A Cesare Candiani il comune di Legnano dedicherà poi la via che costeggia la cosiddetta "entrata vecchia" dello storico ospedale di Legnano.
Durante la prima riunione del comitato, che avvenne il 19 febbraio 1900, venne deciso di focalizzare l'attenzione sulla sottoscrizione aperta alla cittadinanza e agli industriali legnanesi. Agli imprenditori fu poi spedita una lettera in cui si chiedeva l'elargizione di fondi per la costruzione dell'ospedale. Le industrie più generose furono poi la Franco Tosi e il Cotonificio Cantoni: quest'ultimo, in particolare, si impegnò a elargire una somma annuale al futuro ospedale avendo come contropartita tre posti letto riservati ai propri operai. Per quanto riguarda invece la raccolta fondi tra la cittadinanza, il comitato decise di invitare i cittadini a versare le proprie donazioni entro il maggio dell'anno 1900 agli sportelli della Banca di Legnano.
Le iniziative del comitato fecero raggiungere, come cifra raccolta, le 350.000 lire, che era un ammontare sufficiente per far iniziare la fase progettuale dell'erigendo ospedale.. L'incarico di redigere il progetto venne affidato all'architetto Luigi Broggi di Milano. Broggi decise di prestare la sua opera gratuitamente in omaggio a Eugenio Cantoni, imprenditore e personalità di spicco dell'Alto Milanese nonché storico presidente dell'omonimo cotonificio. A questo punto intervenne nuovamente il comune di Legnano, che decretò ufficialmente la formazione di un nuovo comitato, questa volta destinato a coordinare la fondazione dell'ospedale. Questo secondo comitato era formato dal sindaco Fedele Borghi (che ne assunse la presidenza), dal prevosto di Legnano Domenico Gianni, da Cesare Candiani, Antonio Bernocchi, Carlo Dell'Acqua, Francesco Dell'Acqua, Enea Banfi, Gabriele Cornaggia Medici, Carlo Cornaggia Medici, Giuseppe Calini, Cesare Saldini, Gianfranco Tosi e Leopoldo Sconfietti, ovvero dalle personalità più in vista della Legnano dell'epoca.