Lo stato federale della Malaysia è un paese multiculturale e multiconfessionale. In base ai dati del censimento 2010 sulla popolazione residente, il 61,3% degli abitanti pratica l'Islam, il 19,8% il buddhismo, il 9,2% il cristianesimo, il 6,3% l'induismo e l'1,3% la religione tradizionale cinese; il resto è rappresentato da altre fedi, tra animismo, religione popolare, sikhismo e altri sistemi di credenze. Il numero di coloro che professano l'ateismo è molto piccolo; in questo senso la nazione è stata oggetto di critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani per la sua discriminazione verso gli atei oltre che nei confronti dell'agnosticismo e dell'irreligiosità.

L'Islam in Malaysia è rappresentato dallo sciafeismo, versione teologica e giurisprudenziale del sunnismoWu & Hickling, p. 35.. La fede musulmana è stata introdotta per lo più dai mercanti provenienti dalla Penisola arabica, ma anche dalla Cina e dall'India e si è definitivamente stabilita nel corso del XV secolo. La costituzione fa della Malaysia un paese laico che garantisce la libertà di religione, mentre definisce l'Islam come "religione della federazione" a simboleggiare la sua importanza nella società malese.

Il sovrano è generalmente inteso quale difensore della fede nell'intero paese e i membri della famiglia reale possono perdere alcuni privilegi concessi loro per nascita se abbandonano l'Islam per convertirsi ad un'altra fede religiosa.

La grande maggioranza della popolazione dei Cino-malesi pratica una varietà di fedi: il buddhismo Mahāyāna, la religione tradizionale cinese e il taoismo. L'induismo è praticato invece dalla maggior parte degli indiani malesi; il cristianesimo si è affermato in alcune comunità, soprattutto nella Malaysia Orientale e non è collegato a nessun gruppo etnico specifico. Altre religioni come la fede Bahá'í e quella Sikh hanno anch'esse un certo numero di aderenti in Malaysia.

I rapporti tra i differenti gruppi religiosi sono generalmente abbastanza improntati alla tolleranza reciproca; il Natale, il capodanno cinese e Dīpāvalī sono state dichiarate feste nazionali accanto alle altre festività musulmane come il Mawlid (il compleanno di Maometto) ecc. Vari gruppi sono stati istituiti per cercare di promuovere la comprensione religiosa tra le diverse comunità, con l'armonia religiosa che viene veduta come una priorità dai politici malesi.

Distribuzione religiosa

Tutte le principali religioni maggiori del mondo hanno una rappresentanza consistente nella Federazione malese. Le cifre degli ultimi due censimenti, svoltisi rispettivamente nel 2000 e nel 2010 sulla popolazione residente, mostrano le seguenti proporzioni in fatto di appartenenza religiosa: Anno Islam Buddhismo Cristianesimo Induismo Confucianesimo, Taoismo, religione tradizionale cinese e altre religioni popolari Nessuna religione Altre religioni o nessuna informazione 2000 60.4% 19.2% 9.1% 6.3% 2.6% 2.4% 2010 61.3% 19.8% 9.2% 6.3% 1.3% 0.7% 0.5% Tutti i malesi risultano musulmani per legge; mentre la maggior parte dei cinesi malesi segue il buddismo Mahayana o le religioni tradizionali cinesi (tra cui il taoismo, il confucianesimo, il culto degli antenati o sette più recenti). Le statistiche indicano che l'83,6% dell'etnia Han dei cinesi presenti in Malesia si identifica come buddhista, con un numero significativo di aderenti che seguono il taoismo (il 3,4%) e il cristianesimo (l'11,1%). In realtà le percentuali di praticanti delle religioni popolari possono essere più elevate, in quanto molti cinesi che professano il buddhismo poi praticano anche la religione tradizionale.

Il cristianesimo è la religione predominante della comunità Bumiputra non-malese (46,5%), con un ulteriore 40,4% che invece si autodefinisce musulmana. Molte tribù indigene della Malesia Orientale si sono col trascorrere dei secoli convertite al cristianesimo, mentre la stessa religione cristiana ha un minor numero di praticanti nella penisola malese.

Diritto e politica Anche se la Malesia è una società multi-religiosa e la sua costituzione garantisce teoricamente la libera espressione religiosa, l'Islam è la religione ufficiale della federazione, così come è legalmente la presunta fede di tutta l'etnia malese. A nessun malese è permesso di lasciare l'Islam, mentre i musulmani non malesi che cercano di far apostasia debbono richiedere il permesso ad un tribunale della sharia, il che è raramente concesso.

Le credenze religiose seguono per lo più la linea etnica ereditaria e vengono dichiarate festività nazionali i giorni sacri di diverse religioni, anche solamente all'Islam viene concessa più di una festa nazionale. Il fatto che una religione ottenga l'approvazione del governo dipende dal presidente e dal ministro degli interni; solamente dopo una tal approvazione si può qualificare per acquisirne i benefici statali; tuttavia, gruppi non riconosciuti come il Falun Dafa possono ottenere da soli l'apposita registrazione, anche se questo significa che le violazioni tecniche possano comportare una multa.

Il governo ritiene che la costituzione preveda una garanzia abbastanza forte della libertà religiosa e non debba pertanto esser modificata. Alcune restrizioni concernono solamente i cittadini malesi nei confronti delle religioni non islamiche, nel territorio della Penisola malese, vi sono tuttavia molte meno restrizioni nella Malesia Orientale; il velo è inoltre obbligatorio in certe situazioni per i non musulmani. La carta d'identità malese presente nelle varie regioni indica se il titolare è musulmano o meno.

In quanto l'Islam è religione di stato, il governo fornisce un sostegno finanziario agli istituti islamici ed impone la forma religiosa del sunnismo. I governi dei diversi stati federali possono imporre la legge islamica ai musulmani, ed il governo offrirà sovvenzioni alle scuole private musulmane che permettono un curriculum approvato dal governo sotto la sua supervisione. Il governo ha inoltre la possibilità di finanziare indirettamente le comunità non islamiche, anche se in misura molto minore. Il governo generalmente non interferisce con le pratiche religiose delle comunità non musulmane. Le scuole pubbliche offrono un corso di insegnamento religioso islamico, che è obbligatorio per gli studenti musulmani, mentre per gli studenti non musulmani è previsto un corso d'insegnamento etico-morale.

Il governo proibisce tutte quelle pubblicazioni considerate incitanti alla disarmonia razziale o religiosa, mentre viene imposto che le questioni più attinenti ai fatti religiosi non vengano discusse in pubblico a causa della sensibilità dell'argomento. Esso sostiene altresì nessuno è mai stato arrestato dopo la promulgazione della legge sulla sicurezza interna (1960) per ragioni religiose. Il governo può demolire luoghi religiosi o di culto non registrati ufficialmente, e le organizzazioni non governative hanno lamentato la demolizione dei templi indù non registrati; questi sono stati spesso costruiti nelle piantagioni di proprietà privata prima dell'indipendenza nel 1957 ed in seguito tali terreni divennero di fatto una proprietà statale.

Nel 2006 lo Stato di Negeri Sembilan ha annunciato la demolizione di un tempio indù, anche se il tempio ha rigettato l'ingiunzione e si è rivolto al tribunale. I governi locali degli stati controllano anche le moschee, nominano gli imam, e forniscono una guida per i contenuti del sermone da pronunziare. Il conflitto tra i governi federali e statali con l'autorità religiosa ha portato ad una lentezza delle riforme e dello sviluppo di leggi relative all'Islam. Altri gruppi religiosi, come il "Consiglio consultivo malese" del Buddismo, del Cristianesimo, dell'Induismo, del Sikhismo e del Taoismo (MCCBCHST), hanno invece sostenuto i raduni politici.

Sia il partito del fronte nazionale (Barisan Nasional-BN) sia il gruppo di opposizione "Partito Islamico Panmalese" (PAS) hanno cercato di recapitare i propri messaggi politici facendoli recapitare attraverso le moschee negli stati che governano. Tutti i dipendenti pubblici sono tenuti a frequentare le lezioni di religione approvati dal governo. Il BN ha vietato l'opposizione e l'affiliazione degli imam attraverso le moschee, imposto restrizioni ai sermoni, sostituito i leader simpatizzanti con l'opposizione nelle moschee e i comitati in materia, ed infine chiuso tutte quelle moschee non autorizzate affiliate con l'opposizione. Il governo dello Stato di Selangor nell'agosto 2005 ha trattenuto i visti da dare ad imam stranieri per cercare di aumentare il numero degli imam locali. Il PAS, che controlla lo Stato di Kelantan limita l'affiliazione degli imam al BN dalle loro moschee. Si pensa che il supporto per un Islam moderato abbia portato alla vittoria elettorale del 2004 del BN sul PAS nello Stato di Terengganu. Entrambe le parti sono diventate più filo-islamiche negli anni ottanta e novanta del XX secolo, questo per cercare di ottenere più voti dall'etnia specificamente malese. I problemi politici sono spesso dipinti come questioni inerenti alla religione.

Laicità e secolarismo Nonostante il riconoscimento dell'Islam come religione di Stato nella costituzione, quando essa venne promulgata fu osservato esplicitamente che quella di stato laico era solo una definizione simbolica. Non è stato visto come qualcosa da utilizzare come base legale, se non per alcuni nazionalisti malesi. Attualmente esiste una controversia tra chi promuove un'interpretazione laica della Costituzione federale e coloro che credono invece che i tribunali islamici e la legge islamica dovrebbe avere la supremazia. Il movimento verso una società più islamica, noto come "dakwah", è spesso visto come un tentativo di resistere alle influenze occidentali. I valori secolari sono spesso favoriti dall'élite Malese, che accoglie con sé anche gli obiettivi condivisi di sviluppo industriale; questo è tuttavia osteggiato dai musulmani che vedono il fatto come una invasione della cultura occidentale e della sua visione del mondo. Il supporto per una società più islamica spesso proviene dalla popolazione più rurale dei malesi.

Come la modernizzazione ha cominciato ad espandersi, ciò ha portato con sé un aumento del secolarismo. Nelle aree urbane, gli abitanti indossano un vestito più all'occidentale, come la minigonne e i jeans e questo è fonte di preoccupazione per le autorità religiose. Le discoteche e i bar prosperano nelle città. Tuttavia, nel corso del tempo, a partire dal momento dell'indipendenza altre aree del paese sono divenute vieppiù islamizzate. All'inizio le donne indossavano abiti attillati, ma ora viene loro imposto di indossare il velo. Le preghiere musulmane vengono riprodotte attraverso i sistemi di altoparlanti posti sugli edifici governativi, e ad alcuni sembra di sentire che la Malesia stia diventando sempre più uno Stato islamico a discapito della laicità di Stato, con i critici a lamentare che l'Islam sta guadagnando una sempre maggiore influenza nell'ambito governativo. Il problema di come dovrebbe essere sviluppata l'identità Malese è stato sempre più messo in discussione. Mentre il governo al potere ritiene che il raggiungimento del potere economico autonomo potenzierà la popolazione malese, il PAS vede ciò come un'erosione dei valori islamici. Tuttavia, il PAS è spesso visto come per non essere in grado di relazionarsi - con le sue credenze islamiche radicali - alla società moderna, soprattutto nella Malesia multiculturale.

Libertà di religione