Il Corpo di spedizione italiano in Russia, spesso abbreviato come CSIR, fu una grande unità del Regio Esercito inviata nell'estate del 1941 come contingente a fianco delle forze tedesche impegnate nell'operazione Barbarossa sul fronte orientale contro l'Unione Sovietica.

Il Corpo di spedizione, forte di tre divisioni "autotrasportabili", fu inizialmente messo agli ordini del generale Francesco Zingales, ma il peggiorare delle condizioni di salute del generale fecero sì che durante le marce di trasferimento del CSIR verso il fronte, il generale fosse sostituito da Giovanni Messe, che prese il comando il 17 luglio. Inizialmente inquadrato nell'11ª Armata tedesca, il CSIR venne subito impiegato nelle ampie manovre di inseguimento dei reparti sovietici in ritirata, per poi assestarsi nella zona di Stalino con l'avvicinarsi dell'inverno. Il fallimento dell'offensiva tedesca contro l'Unione Sovietica portò i comandi tedeschi a richiedere maggiori sforzi agli alleati in previsione delle nuove offensive del 1942, e il CSIR venne raggiunto da altri due Corpi d'armata italiani, che insieme andarono a formare l'8ª Armata (ARMIR), che fu protagonista degli avvenimenti legati alla ritirata delle forze italiane attraverso la steppa russa nell'inverno 1942-1943.

Origini

Costituito inizialmente a Cremona il 1º giugno 1939 come Comando Corpo d'armata autotrasportabile, con alle dipendenze le divisioni di fanteria autotrasportabili "Pasubio" e "Piave", nel 1940 viene spostato in riserva nelle zone di Verona, Padova, Reggio nell'Emilia e Cremona. Nel mese di luglio riceve alle dipendenze anche la Divisione "Torino", e il 6 aprile inquadra anche la Divisione corazzata "Littorio". All'inizio delle ostilità con la Jugoslavia, le sue unità sono schierate alla frontiera giulia fra Opicina e San Pietro del Carso, in riserva alla 2ª Armata. Il 10 aprile passa all'attacco, elimina la resistenza delle unità di copertura avversarie ed entra in territorio jugoslavo attraverso il varco di Planina. Superate Sussak e Karlovac, il 12 occupa Segna, Otocac, Gospić e il 14 anche Gracac; il 15 aprile raggiunge Sebenico e Spalato, il 16 Mostar e Vergoraz e il 17 Ragusa e Trebjnie. Qui le sue unità si congiungono con le truppe del XVII Corpo d'armata provenienti dall'Albania. Ai primi di maggio rientra in Italia e si disloca a Cremona, e il 10 luglio, per esigenze operative, assume il nome di Corpo di Spedizione Italiano in Russia (CSIR) con le Divisioni "Pasubio", "Torino" e 3ª Divisione celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta".

Premesse storiche La partecipazione alla guerra contro l'Unione Sovietica rappresentò uno sforzo notevole per le forze armate italiane, già duramente impegnate nei Balcani e in Nordafrica, e le ingenti perdite subite rappresentarono un duro colpo per le già scarse capacità militari del Regio Esercito. Già dai primi di giugno 1941, in previsione dell'ormai certa campagna tedesca sul fronte orientale, Mussolini offrì a Hitler di partecipare con truppe italiane e contemporaneamente attivò il generale capo di stato maggiore dell'esercito Ugo Cavallero per accelerare i preparativi di costituzione di un corpo d'armata forte di tre divisioni in tempo utile per partecipare all'invasione. L'offerta di Mussolini venne formalmente accettata, pur senza eccessivo entusiasmo, da Hitler con lettera consegnata all'Ambasciata italiana di Berlino il 22 giugno 1941, giorno dell'inizio delle operazioni sul fronte orientale..

Circa le ragioni strategiche delle spedizioni, si suppone che il principale desiderio di Mussolini fosse quello di "riequilibrare" lo stato dell'alleanza con la Germania nazista, in quel momento fortemente sbilanciato in favore dei tedeschi. In tale ottica, la partecipazione italiana alla campagna di Russia avrebbe pareggiato l'intervento dell'Afrikakorps tedesco in Libia. Vi erano poi le considerazioni ideologiche, d'altronde la lotta al bolscevismo era uno dei principi fondamentali del fascismo, e Mussolini sottolineò come l'Italia non poteva rimanere estranea a una guerra di carattere soprattutto ideologico. Quindi la guerra sul fronte orientale riallineò gli schieramenti ideologici ma ebbe grosse ripercussioni sull'alleanza italo-tedesca: l'Italia dopo le disastrose campagne italiane in Grecia e Nordafrica tra il 1940 e il 1941, aveva perso credibilità agli occhi dei tedeschi e Mussolini desiderava far riacquisire autorevolezza all'esercito. La situazione logistica che venne esposta a Mussolini nell'aprile del 1940 non era delle migliori, la scarsa disponibilità di armi e artiglierie, comprendenti anche quelle austro-ungariche prelevate al termine della Grande Guerra, che migliorò gradualmente nel 1942, la deficienza di automezzi e vestiario adeguato, la mancanza di materia prime per il potenziamento dei sistemi difensivi alpini e la scarsità di carburante giocavano a sfavore per la decisione di un'imminente apertura del fronte. L'invio al fronte di un Corpo di spedizione perfettamente equipaggiato rifletteva quindi questa «eterea illusione», come la definì il ministro degli Esteri Galeazzo Ciano.. Occorre notare che questa decisione contribuì a disperdere ulteriormente le forze armate italiane già impegnate nei Balcani, in Africa, nell'occupazione della Francia e nella difesa del territorio nazionale, e questo fatto assieme alle difficoltà economiche e industriali del paese, rese estremamente difficile organizzare un nuovo contingente per il fronte russo. Lo stesso Giovanni Messe definì il Corpo d'armata, che il 10 luglio 1941 venne denominato ufficialmente Corpo di Spedizione Italiano in Russia, come un compromesso tra «volere e potere», alludendo al fatto che i comandi sapevano che i tedeschi progettavano una nuova guerra lampo in Unione Sovietica, e di conseguenza cercarono di equipaggiare in modo adeguato lo CSIR, riuscendovi tuttavia solo in parte, a causa dei mezzi limitati e della scarsità di tempo a disposizione.. Ma lo sforzo fu comunque notevole, e al Corpo d'armata vennero assegnate tre divisioni dichiarate "autotrasportabili", la 9ª Divisione fanteria "Pasubio", la 52ª Divisione fanteria "Torino" e la 3ª Divisione celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta", e altre unità direttamente dipendenti dal Comando del Corpo d'armata, tra cui la 63ª Legione motorizzata "Tagliamento"..

In totale il CSIR disponeva di 62.000 uomini, 83 aerei, 220 cannoni di calibro tra i 20 e i 105 mm, 92 cannoni anticarro da 47/32, 4.600 animali da soma, sella e tiro e 5.500 automezzi, molti dei quali però concentrati nell'Intendenza speciale Est, organo centrale di comando per i rifornimenti e la sicurezza nelle retrovie. Le divisioni "autotrasportabili" erano poi una via di mezzo tra una divisione di fanteria e una motorizzata, dettata dalla necessità e dalla scarsità di mezzi; infatti per ogni divisione il parco automezzi era insufficiente, per cui l'assegnazione dei mezzi di trasporto dipendeva dalla decisione dei comandi superiori, diversamente i fanti erano costretti a lunghe marce di trasferimento a piedi. Inoltre la scarsità di mezzi corazzati limitò fortemente la potenza di fuoco e di mobilità del corpo, e solo la "Celere" disponeva dell'unica unità corazzata del CSIR, ovvero 60 carri leggeri di tipo L3/33 da 3 tonnellate. Tale divisione era il meglio che il Regio Esercito poteva offrire per l'occasione, a testimonianza dello sforzo fatto che rendeva il CSIR un'unità con buona efficienza bellica ma che però rispecchiava le grosse mancanze strutturali dell'esercito..

Il Corpo di spedizione italiano in Russia venne quindi inviato sul fronte russo e durante il lungo trasferimento l'iniziale comandante del CSIR, il generale di corpo d'armata Francesco Zingales, venne colto da malore, ricoverato a Vienna il 13 luglio 1941 e sostituito nell'incarico dal generale Giovanni Messe, il 17 dello stesso mese. Il Corpo d'armata, fin dal suo arrivo in zona di operazioni, fu posto alle dipendenze dell'11ª Armata tedesca del generale Eugen Ritter von Schobert, schierata in Ucraina meridionale nel settore operativo del Gruppo d'armate Sud guidato dal feldmaresciallo Gerd von Rundstedt..

Ordine di battaglia

Comandante: generale di corpo d'armata Giovanni Messe Capo di stato maggiore: colonnello Giulio Piacenza Comandante dell'Artiglieria: generale di brigata Francesco Dupont Comandante del Genio: colonnello Mario Tirelli

Unità di corpo d'armata Quartier generale 193ª, 194ª e 684ª Sezioni motorizzate Carabinieri reali 32ª Sezione topocartografica 33ª Sezione topografi per l'artiglieria 33ª Sezione fotografica 8º Ufficio posta militare Drappello automobilistico per Comando di C.d'A. 13º Nucleo movimento stradale Centuria motociclisti della Milizia della Strada Unità direttamente dipendenti, comprendenti: CIV Battaglione mitraglieri di corpo d'armata II Battaglione cannoni controcarro (47/32) 1ª Compagnia bersaglieri motociclisti Artiglieria: 30º Raggruppamento artiglieria di corpo d'armata (col. Lorenzo Matiotti) Genio: IV Battaglione genio artieri I e IX Battaglione genio pontieri VIII Battaglione genio collegamenti Corpo chimico 63ª Legione CC.NN. d'Assalto "Tagliamento": Console Niccolò Nicchiarelli Battaglione alpini sciatori "Monte Cervino"

9ª Divisione fanteria autotrasportabile "Pasubio": generale di divisione Vittorio Giovanelli Comando e compagnia comando Quartier generale, su: 25ª Sezione motorizzata Carabinieri Reali 26ª Sezione motorizzata Carabinieri Reali 9º Drappello automobilistico per Comando Divisione di Fanteria 91ª Sezione carburanti 9º Nucleo soccorso stradale 8º Nucleo movimento stradale I Gruppo fotocinematografico 83º Ufficio posta militare 79º ed 80º Reggimento fanteria "Roma", cad. su: Comando e Compagnia comando Compagnia Mortai (81 mm) Batteria cannoni d'accompagnamento (65/17) I, II e III Battaglione fanteria 8º Reggimento di artiglieria "Pasubio", su: Comando e batteria comando, I Gruppo motorizzato (100/17) II e III Gruppo Motorizzato (75/27) 85ª e 309ª Batteria contraerei leggera (20/65) V Battaglione mortai (81mm) IX Battaglione mortai (81mm) 9ª Compagnia cannoni controcarro (47/32) 141ª Compagnia cannoni controcarro (47/32) 30ª Compagnia genio artieri 9ª Compagnia genio telegrafisti e radiotelegrafisti 95ª Sezione fotoelettricisti 5ª Sezione di sanità 825º Ospedale da campo 826º Ospedale da campo 836º Ospedale da campo 874º Ospedale da campo 25º Nucleo chirurgico 11ª Sezione sussistenza 26ª Squadra panettieri con forni rotabili

52ª Divisione fanteria autotrasportabile "Torino": generale di divisione Luigi Manzi Comando e compagnia comando Quartier generale, su: 56ª Sezione motorizzata Carabinieri Reali 66ª Sezione motorizzata Carabinieri Reali 52º Drappello automobilistico per Comando Divisione di Fanteria 52ª Sezione carburanti 52º Nucleo soccorso stradale 5º Nucleo movimento stradale II Gruppo fotocinematografico 152º Ufficio posta militare 81º ed 82º Reggimento fanteria "Torino", cad. su: Comando e Compagnia comando Compagnia Mortai (81mm) Batteria cannoni d'accompagnamento (65/17) I, II e III Battaglione fanteria 52º Reggimento di artiglieria “Torino”, su: Comando e batteria comando, I Gruppo motorizzato (100/17) II e III Gruppo Motorizzato (75/27) 352ª e 361ª Batteria contraerei leggera (20/65) XXVI Battaglione mortai (81 mm) LII Battaglione mortai (81 mm) 52ª Compagnia cannoni controcarro (47/32) 171ª Compagnia cannoni controcarro (47/32) 57ª Compagnia genio artieri 52ª Compagnia genio telegrafisti e radiotelegrafisti 69ª Sezione fotoelettricisti 52ª Sezione di sanità 89º Ospedale da campo 90º Ospedale da campo 117º Ospedale da campo 578º Ospedale da campo 52º Nucleo chirurgico 52ª Sezione sussistenza 65ª Squadra panettieri con forni rotabili

3ª Divisione celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta": generale di brigata Mario Marazzani Quartier generale, su: Comando e compagnia comando 355ª Sezione celere Carabinieri Reali 356ª Sezione celere Carabinieri Reali