Bracciano è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio, in posizione dominante sull'omonimo lago.
Geografia fisica Territorio
Il territorio di Bracciano si estende nel settore occidentale dei Monti Sabatini, all'interno del distretto vulcanico sabatino, caratterizzato da rilievi e depositi di origine vulcanica. L'attività del complesso ebbe inizio oltre 600.000 anni fa e interessò nel tempo diversi centri eruttivi distribuiti nell'area.
Il lago di Bracciano occupa una vasta depressione di origine vulcano-tettonica, formatasi circa 300.000 anni fa in seguito all'azione di numerose faglie e al collasso della parte sommitale della camera magmatica che alimentava i diversi centri vulcanici dell'area. Non costituisce pertanto il cratere di un unico antico vulcano.
Parte del territorio comunale e delle rive del lago ricade nel parco naturale regionale di Bracciano-Martignano, istituito nel 1999 per la tutela del complesso vulcanico sabatino e dei laghi di Bracciano e Martignano.
Clima Il clima presenta estati calde, asciutte e prevalentemente serene e inverni relativamente freddi e più nuvolosi. Nel corso dell'anno la temperatura varia generalmente tra 4 °C e 29 °C, scendendo raramente al di sotto di 0 °C o superando i 33 °C.
Le temperature medie mensili raggiungono i valori più bassi nei mesi invernali e quelli più elevati durante l'estate. In luglio la temperatura massima media raggiunge 29 °C e la minima 19 °C, mentre in gennaio le medie sono rispettivamente di 10 °C e 4 °C.
Le precipitazioni si verificano durante tutto l'anno, con una marcata variabilità stagionale. Il periodo più piovoso si estende indicativamente da settembre a maggio: novembre registra la maggiore precipitazione media, pari a circa 90,1 mm, e il maggior numero di giorni piovosi, pari a 9,3. Il periodo più asciutto è compreso tra maggio e settembre, con il minimo in luglio, quando si registrano mediamente circa 16,5 mm di pioggia e 2,7 giorni piovosi.
Ai fini della classificazione climatica dei comuni italiani, Bracciano appartiene alla zona D, con gradi giorno; la quota della casa comunale presa a riferimento per la classificazione è di s.l.m.
Storia Origini e Medioevo La data esatta di fondazione di Bracciano non è nota. La formazione dell'abitato medievale è ricondotta al fenomeno dell'incastellamento che interessò il Lazio tra il X e il XIII secolo; sulla sommità della collina fu edificata una torre, databile al XII secolo, successivamente inglobata in una rocca costruita dai Prefetti di Vico tra il XII e il XIII secolo.
La più antica attestazione documentaria certa dell'abitato risale al 10 gennaio 1234. In quella data un laudo fu redatto «in castro Brachiani, in platea ante domum Arsuli de Porta» da esponenti della famiglia dei Prefetti di Vico nell'ambito della delimitazione e della divisione dei beni appartenenti ai castelli di Bracciano e di Santa Pupa, l'odierna Manziana. Un secondo documento del 10 marzo dello stesso anno menziona Landolfo e Goffredo Amatore come signori di Bracciano e di Santa Pupa.
Un complesso di atti del 1290, conservati nell'archivio dell'ospedale di Santo Spirito in Sassia, documenta ancora la presenza dei Prefetti di Vico nel territorio: Diodato di Santa Pupa cedette all'ospedale, insieme ad altri beni, una sedicesima parte del «castri, rocce et burgi Brazzani».
Nel corso del XIV secolo Bracciano fu coinvolta nelle lotte per il controllo della Tuscia tra la famiglia dei Prefetti di Vico, il Comune di Roma e altre casate baronali. Dopo alterne vicende il territorio tornò sotto l'autorità pontificia e, nel settembre 1419, papa Martino V concesse per tre anni il vicariato sul castello di Bracciano e sul lago Sabatino a Carlo, Francesco e Orsino Orsini, concessione successivamente rinnovata e consolidata a favore della famiglia.
La signoria degli Orsini Nel corso della prima metà del XV secolo gli Orsini consolidarono progressivamente il proprio dominio su Bracciano. Intorno al 1470 Napoleone Orsini avviò la trasformazione della precedente rocca dei Prefetti di Vico nel grande palazzo-fortezza che costituisce l'attuale Castello Orsini-Odescalchi. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1480, i lavori furono proseguiti dal figlio Gentile Virginio Orsini e risultavano sostanzialmente conclusi intorno al 1490. Nello stesso periodo fu realizzata una nuova cinta fortificata intorno al borgo, ancora in larga parte conservata.
Nel 1478 il castello ospitò papa Sisto IV, mentre nel 1485 Bracciano fu coinvolta nella ripresa delle ostilità fra gli Orsini e i Colonna.
Nel 1494 Gentile Virginio Orsini accolse nel castello Carlo VIII di Francia, impegnato nella sua spedizione verso il Regno di Napoli. I rapporti tra gli Orsini e papa Alessandro VI si deteriorarono ulteriormente e nel 1496 il pontefice avviò una campagna militare contro i loro domini. Bracciano fu posta sotto assedio dall'esercito pontificio comandato da Giovanni Borgia, duca di Gandia, affiancato da Guidobaldo da Montefeltro. La fortezza, difesa da Bartolomeo d'Alviano e Bartolomea Orsini, resistette agli assalti. In occasione dell'assedio fu rafforzata la cinta muraria con un nuovo bastione, oggi noto come Sentinella.
La guerra proseguì nel territorio circostante e nel gennaio 1497 l'esercito pontificio fu sconfitto dagli Orsini e dai loro alleati presso Soriano. Nel 1501 Alessandro VI riuscì tuttavia a occupare temporaneamente il feudo di Bracciano.
Il Ducato di Bracciano
Il 9 ottobre 1560 papa Pio IV, con apposita bolla, eresse i domini di Bracciano a ducato in favore di Paolo Giordano I Orsini, che ne divenne il primo duca. Lo stato degli Orsini comprendeva Bracciano e numerosi altri possedimenti della zona sabatina e del Lazio settentrionale e costituì fino alla fine del XVII secolo un dominio feudale territorialmente articolato.
Durante il governo di Paolo Giordano I il centro conobbe un'espansione delle attività produttive, con la lavorazione del ferro e dello zolfo, l'arte tipografica e la produzione di arazzi. Negli anni settanta del XVI secolo il duca fece inoltre realizzare un acquedotto alimentato dalle sorgenti della Fiora, nel territorio dell'attuale Manziana, destinato sia all'approvvigionamento del borgo sia a fornire forza motrice agli opifici. Nel 1575 nel territorio di Bracciano erano censite circa settecento famiglie.
La crescita del centro proseguì tra il XVI e il XVII secolo e, dopo la saturazione dello spazio compreso nella cinta rinascimentale, nel 1619 il Palazzo della Comunità fu costruito fuori dalle mura, nell'area dell'attuale piazza IV Novembre.
Le difficoltà finanziarie degli Orsini portarono infine alla vendita del ducato. Il 16 agosto 1696 il complesso dei beni fu aggiudicato all'asta a Livio Odescalchi, nipote di papa Innocenzo XI, mentre l'atto definitivo di acquisto fu stipulato il successivo 1º settembre. Il castello rimase da allora legato alla famiglia Odescalchi, salvo una parentesi nel XIX secolo.
Età contemporanea Il 15 marzo 1803 gli Odescalchi cedettero il feudo e il castello a Giovanni Torlonia, mantenendo tuttavia un diritto di riscatto. Il 2 dicembre 1848 Livio III Odescalchi riacquistò il complesso dalla famiglia Torlonia; l'operazione fu resa possibile anche dalla dote della moglie, la principessa polacca Zofia Branicka.
Il 29 aprile 1894 fu inaugurata la ferrovia Roma-Viterbo, aperta all'esercizio il giorno successivo; la nuova linea, che attraversava Bracciano, contribuì all'espansione dell'abitato verso la stazione ferroviaria.
La presenza militare assunse particolare importanza nel corso del XX secolo. Il 9 agosto 1910, a seguito dello sdoppiamento della Scuola centrale di tiro di artiglieria di Nettuno, fu istituita a Bracciano la Scuola di artiglieria da fortezza, utilizzando il poligono di tiro già esistente dal 1894. Nel 1920 le scuole furono riunificate nella Scuola centrale di artiglieria con sede a Bracciano; l'istituto venne trasferito a Civitavecchia nel 1925 e fece definitivamente ritorno a Bracciano nel 1945, assumendo inizialmente la denominazione di Reggimento di addestramento di artiglieria e, dall'anno seguente, quella di Scuola di artiglieria.
Dopo l'annuncio dell'Armistizio di Cassibile, il territorio di Bracciano fu interessato dagli scontri tra reparti del Regio Esercito e le forze tedesche dirette verso Roma. Il 9 settembre 1943 reparti italiani della 135ª Divisione corazzata "Ariete II" opposero resistenza alle unità germaniche nell'area compresa tra Bracciano, Manziana e Monterosi. Durante i combattimenti di Bracciano cadde il sergente maggiore Udino Bombieri, successivamente insignito della medaglia d'oro al valor militare alla memoria e ricordato da un monumento eretto nei pressi del luogo della morte.
Simboli
Stemma Lo stemma comunale è stato riconosciuto con Decreto del Capo del Governo, Primo Ministro, Segretario di Stato Benito Mussolini del 3 maggio 1940.
Il braccio piegato che impugna una rosa è il simbolo di Bracciano almeno dal XVI secolo. L'origine dello stemma risale al condottiero perugino Braccio da Montone della casata Bracci, proprietario del castello di Bracciano: costui consegnò il feudo di Bracciano al suo sottoposto Orsini dietro richiesta del Papa. Braccio da Montone mise lo stemma della sua famiglia con il braccio che tiene una rosa come simbolo che avrebbe protetto la famiglia Orsini. Lo stemma del braccio che impugna una rosa in campo azzurro fu adottato nel 1870, dopo l'annessione all'Italia: durante il fascismo, era inserito nella parte superiore dello stemma il fascio Littorio, eliminato dopo la caduta del regime.
Gonfalone Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di azzurro.
Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare partito di rosso e di azzurro, caricato al centro dello stemma comunale e, al di sopra di esso, della denominazione istituzionale dell'ente.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Duomo di Santo Stefano La collegiata di Santo Stefano protomartire è la principale chiesa del centro storico. Di origine medievale, potrebbe essere sorta come cappella annessa alla rocca dei Prefetti di Vico; nel 1427 divenne la chiesa parrocchiale di Bracciano e nel 1591 assunse il titolo di collegiata. L'edificio fu profondamente ampliato tra il XVII e il XVIII secolo: tra il 1652 e il 1671 assunse l'attuale impianto a croce latina, mentre la facciata fu realizzata tra il 1758 e il 1760. All'interno si conserva, tra le altre opere, la pala raffigurante il Martirio di santo Stefano, dipinta da Giacomo Zoboli e donata nel 1696.
Chiesa e convento di Santa Maria Novella Il complesso conventuale di Santa Maria Novella fu fondato nel 1436 dal cardinale Giordano Orsini, che mise a disposizione degli agostiniani una casa situata allora all'esterno della cinta medievale. La prima chiesa fu consacrata nel 1580; il complesso venne successivamente ampliato tra il XVII e il XVIII secolo, assumendo sostanzialmente l'aspetto attuale con la ristrutturazione avviata nel 1765 su progetto dell'architetto agostiniano Nicola Faggioli. Dopo la soppressione degli ordini religiosi nel 1873, il convento passò al Comune e fu destinato a diversi usi pubblici; ospita il Museo civico di Bracciano e l'archivio storico comunale.
Chiesa di San Sebastiano Edificata probabilmente nel XV secolo, era certamente di proprietà della comunità di Bracciano nel 1459, quando fu ceduta agli agostiniani. Nell'abside conserva un affresco di Antoniazzo Romano, datato 1495, raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Pietro, Paolo, Stefano e Sebastiano. La chiesa è inglobata nel complesso dell'antico ospedale cittadino, ricostruito e ampliato nel XIX secolo dalla famiglia Odescalchi.
Chiesa della Visitazione