Biografia Secondo una vita tarda e leggendaria, apparteneva a una nobile famiglia della Cornovaglia e, all'età di sette anni, incontrò a Ergué-Gabéric l'abate Vinvaleo, che lo invitò a seguirlo in monastero a Landévennec.Jean Evenou, BSS, vol. VII (1966), col. 446.

Nonostante la giovane età, Guénaële si distinse per l'intensa vita di preghiera e penitenza e Vinvaleo lo designò suo successore.

Dopo sette anni, lasciò la carica di abate e, con undici suoi monaci, si recò in Irlanda e Inghilterra per studiarvi le tradizioni monastiche. Tornò in Bretagna dopo trentaquattro anni: dopo un soggiorno sull'isola di Groix, si stabilì sulla costa del Morbihan e vi fondò un monastero (forse presso Caudan), dove morì.

Il suo nome, che significherebbe beato, benedetto, deriva dal bretone gwenn (bianco, puro, immacolato) haël (generoso, magnanimo, nobile).

Culto Il culto di san Guénaële fu promosso dal re di Bretagna Nominoë; a causa delle incursioni normanne, attorno all'865 i monaci abbandonarono il monastero portando con loro le reliquie di Guénaële a Corbeil e a Parigi, contribuendo alla diffusione del culto. Le reliquie furono fatte tornare in Bretagna dai vescovi di Vannes, che le deposero in cattedrale e proclamarono san Guénaële patrono della diocesi.Jean Evenou, BSS, vol. VII (1966), col. 447.

È patrono di Ergué-Gabéric, Plougonvelin, Bolazec, Tréguidel e Lescouët-Gouarec. La sua festa è celebrata nelle diocesi di Vannes e Quimper e nell'abbazia di Landévennec.

Il suo elogio si legge nel Martirologio romano al 3 novembre.Martirologio romano (2004), p. 851.

Nella toponomastica di Vannes la rue Guénaële costeggia il lato Sud della cattedrale di St. Pierre. In forte pendenza e non selciata, nel Medioevo la strada era percorsa con difficoltà dai pesanti carri che sceglievano la rue des Vierges, percorso pou lungo ma meno ripido. Attualmente la via è pedonale e selciata da sampietrini.

Note

Bibliografia Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969. Il martirologio romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2004.

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