Biografia

Ex presidente del Parlamento iraniano, Larijani fu anche segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dal 15 agosto 2005 al 20 ottobre 2007, scelto dal presidente Mahmud Ahmadinejad al posto di Hassan Rouhani. Durante le elezioni presidenziali in Iran del 2005, fu sostenuto dal Consiglio di Coordinamento delle Forze Rivoluzionarie Islamiche. Partecipò ai negoziati per gli accordi sul nucleare con gli Stati Uniti dell'amministrazione Obama nel 2015. Alle elezioni presidenziali del giugno 2021, nonostante fosse tra i favoriti insieme a Ebrahim Raisi, la candidatura di Ali Larijani fu respinta dal Consiglio dei Guardiani.

Figura di primo piano nella classe dirigente della Repubblica Islamica (lo sarebbe diventato a maggior ragione dopo l'uccisione della guida suprema Ali Khamenei da parte di Israele), era descritto come un uomo pragmatico, non del tutto aderente a una linea radicale e con un profilo da mediatore. Cionondimeno, proprio in virtù del suo peso politico, fonti allineate all'opposizione iraniana lo hanno descritto come a capo del massacro dei manifestanti iraniani nelle proteste del gennaio 2026.

Morte

Muore a Pardis, nei pressi di Teheran, nella notte tra il 16 e il 17 marzo 2026, ucciso da un raid dell'Aeronautica israeliana nel corso della guerra tra Israele-USA e Iran. Nell'attacco sarebbero morti anche suo figlio Morteza e il capo del suo staff Alireza Bayat. Inoltre Gholamreza Soleimani, il comandante delle milizie Basij, sarebbe stato ucciso nella stessa notte ma in un separato raid aereo. Le autorità israeliane hanno affermato che l'uccisione sia avvenuta dopo che diversi altri tentativi precedenti sin dal 28 febbraio non avevano avuto successo.

La sua morte si inserisce in un solco di eliminazione violenta di molte altre figure apicali in Iran, prima tra tutti la guida suprema Ali Khamenei.

Il giorno successivo, il 18 marzo 2026, l'Iran ha reagito lanciando un attacco missilistico contro Ramat Gan, a est di Tel Aviv, uccidendo due civili israeliani. I pasdaran hanno dichiarato di aver lanciato missili contro Israele centrale "per vendicare il sangue del martire Dr. Ali Larijani e dei suoi compagni".

Posizionamento politico

Ali Larijani è generalmente associato alla corrente conservatrice della politica iraniana, sebbene abbia adottato anche posizioni considerate pragmatiche. Così, quando era presidente del Parlamento (Majlis), difendeva posizioni più moderate rispetto a quelle dei conservatori più rigidi.

Insiste in particolare sulla necessità dell’indipendenza strategica dell’Iran e sulla critica alle pressioni straniere. Ha sostenuto l’accordo del 2015 sul nucleare iraniano tra l’Iran e i Paesi occidentali, in base al quale l’Iran rinunciava al proprio programma nucleare in cambio della revoca delle sanzioni internazionali. Nel 2005 ha pubblicato una raccolta di saggi e riflessioni in cui espone la sua visione del ruolo del pensiero religioso e razionale nella governance dell’Iran.

Pubblicazioni accademiche

Ali Larijani ha pubblicato diversi lavori accademici dedicati principalmente alla filosofia di Kant.

Vita privata

Ali Larijani era sposato con Farideh Motahari. Da questa unione sono nati tre figli — due figlie e un figlio — che sono rimasti lontani dalla vita pubblica.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Generali iraniani Categoria:Ufficiali del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica