Il salmo 123 (122 secondo la numerazione greca) costituisce il centoventitreesimo capitolo del Libro dei salmi.
Fa parte dei cantici delle ascensioni. È utilizzato dalla Chiesa cattolica nella liturgia delle ore.
Usi Giudaismo In alcune comunità viene recitato dopo la Minchah, tra le festività di Sukkot e Shabbat Hagadol. Il versetto 3 fa parte dell'ultimo paragrafo del Tachanun.
Chiesa cattolica Fin dal medioevo, questo salmo veniva tradizionalmente recitato durante l'Ufficio della sesta settimana, ossia dal martedì al sabato, secondo la Regola di san Benedetto, stabilita nel 530 d.C..
Nella Liturgia delle ore odierna, il Salmo 123 viene letto o cantato ai Vespri del lunedì della terza settimana di un ciclo liturgico di quattro. Nella liturgia della Messa, viene letto durante la terza domenica del Tempo ordinario.Il ciclo delle letture per le Messe domenicali si svolge nell'arco di tre anni
Chiesa ortodossa copta Secondo la tradizione, il diacono deve recitare in silenzio il Salmo 123 quando si reca dalla navata, dove si cantano gli inni, all'altare, dove viene consacrata e custodita la Santa Eucaristia. Tuttavia, poiché questa pratica deriva dalla Tradizione apostolica, il diacono non è obbligato per legge a recitare il salmo, ma può decidere liberamente.
NellAgpeya, il Libro d'ore della Chiesa ortodossa copta, questo salmo viene recitato durante i Vespri e nella seconda veglia dell'Ufficio di mezzanotte.
Rime Charles Spurgeon sottolinea che il Salmo 123 è un raro esempio di salmo che rima in ebraico, sebbene faccia presente l'osservazione di Samuel Cox secondo cui le rime sarebbero «puramente accidentali».|accesso=5 giugno 2022
Nella musica Heinrich Schütz compose una parafrasi metrica del Salmo 123 in tedesco, intitolata Wohl dem, der in Gottesfurcht steht, SWV 228, per il Salterio di Becker, pubblicato per la prima volta nel 1628.
Note
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Collegamenti esterni Il testo del salmo su La Parola.
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