La Dittatura dei Colonnelli (in greco moderno: Tο καθεστώς των Συνταγματαρχών To kathestós ton Sindaghmatarchón), nota anche come la Giunta (η Χούντα, i Chúnta), fino al 1973 ufficialmente Regno di Grecia, e poi Repubblica Ellenica, era il regime militare di ispirazione fascista che venne instaurato in Grecia a seguito di un colpo di Stato, ordito il 21 aprile 1967, e che terminò il 24 luglio 1974, quando l'autoritarismo militare fu abolito e la democrazia venne ripristinata. In questo periodo in Grecia ci furono numerosi episodi di repressione nei confronti degli oppositori, in particolare degli esponenti dei movimenti di matrice di sinistra ed in particolare comunista.
Alla fine del 1967 re Costantino II, che ad aprile venne informato degli eventi a fatti compiuti, aveva cercato di organizzare un contro-golpe ma, scoperto dai colonnelli, fallì e fu costretto ad abbandonare il proprio regno e andò in esilio a Roma, poi in Danimarca ed infine a Londra, dove trascorse la maggior parte dell'esilio. Nel 1973 inoltre la Giunta abolì ufficialmente la monarchia e detronizzò Costantino, dopo aver scoperto un golpe di un gruppo di ufficiali della Marina ellenica, probabilmente filomonarchici.
Storia
Golpe del 1967
Alle prime ore del 21 aprile 1967, su ordine di un gruppo di colonnelli, alti ufficiali dell'Esercito greco, alcuni carri armati e autoblindo e vtt carichi di soldati greci iniziarono ad occupare le strade di Atene; in poco tempo i militari fecero irruzione nella sede centrale dello Stato maggiore dell'Esercito, comunicando poi il Colpo di Stato. Il sovrano Costantino II, che era succeduto al padre, re Paolo di Grecia, nel 1964, fu informato del golpe a fatti avvenuti e così non poté altro che prendere atto degli eventi e proclamare un nuovo governo, sotto la guida di Costantino Kollias, unico non militare della giunta che prese il potere ed autorevole esponente della magistratura filo-monarchica.
Dalle 6:25 vennero messi in onda dal canale radiofonico dell’esercito secchi comunicati: "Qui stazione radio delle forze armate greche. A causa della drammatica situazione che si è creata, da mezzanotte l’esercito ha assunto il governo del paese. Seguirà un comunicato del comandante dell’esercito". Poco tempo dopo un altro comunicato informava i greci che: "Secondo l’articolo 91 della Costituzione e dopo suggerimento del governo sospendiamo gli articoli 6, 8, 10, 12, 14, 18, 20, 95 e 98 della Costituzione a causa della minaccia alla sicurezza dei cittadini e della nazione che proviene dall’estero. Firmato Costantino, re degli Elleni. Il presidente ed i membri del Consiglio dei ministri".
I maggiori responsabili ed organizzatori del Colpo di stato furono i colonnelli dell'Esercito Geōrgios Papadopoulos, Nikolaos Makarezos e Stylianos Pattakos. Ad avere un ruolo di rilevanza nel golpe fu anche Ioannis Ladas che era il Capo della polizia di stanza nella capitale greca dove fece arrestare numerosi politici e militari che erano contrari al golpe. Probabilmente già nel 1966, un gruppo di ufficiali d'alto grado stava preparando un colpo di Stato d'attuare solamente dopo il verificarsi di due possibili situazioni: un'importante sollevazione comunista in Grecia e l'assenso di re Costantino II.
Il Colpo di Stato del 1967 fu probabilmente il culmine di una grave situazione d'instabilità che la Grecia soffriva quasi dalla sua stessa indipendenza, avvenuta nel 1821 quando i greci si ribellarono all'Impero ottomano e poi ufficializzata col Trattato di Costantinopoli, siglato nel 1832: dopo la Seconda guerra mondiale, in Grecia scoppiò una guerra civile che portò il paese ad avvicinarsi sempre di più agli Stati Uniti, che intervennero finanziando gli sforzi anti-comunisti della parte conservatrice e monarchica combatté nel conflitto civile tra il 1946 ed il 1949 per impedire al Paese di entrare nell'orbita dell'Urss. Una volta finita la guerra civile, la Grecia entrò a far parte della NATO nel 1952. In politica estera, fu in questo periodo che nacque la questione di Cipro, isola sotto il dominio britannico la cui popolazione era favorevole ad unirsi ad Atene, mentre la Turchia, la minoranza turcofona dell'isola e la Gran Bretagna erano contrari.
La Grecia accetterà poi nel 1960 l'indipendenza di Cipro, la cui nuova costituzione garantiva entrambe le comunità presenti sull'isola, ovvero quella maggioritaria greca, e quella minoritaria turca. Tra la metà e la fine degli anni 1950, la situazione sembrò stabilizzarsi ma poi all'inizio degli anni 1960 il tutto ritornò a scricchiolare e fu probabilmente in questo periodo che furono poste le basi del successivo colpo di Stato militare. Con l'ascesa di Costantino II il 6 marzo 1964, ci fu uno scontro tra il nuovo sovrano ed il nuovo capo del governo, all'esecutivo dal 19 febbraio, Georgios Papandreou, leader dell’Unione di Centro; il tema principale dello scontro tra il re ed il Primo ministro riguardava le nomine dei vertici militari, un aspetto molto caro alla dinastia reale. Proprio su queste nomine, lo scontro si allargò anche al Ministro della Difesa, Petros Garoufalias, e terminò con la caduta del governo Papandreou nel luglio 1965.
Dopo ciò, la classe politica cercò di formare una nuova maggioranza ma il tutto fallì. Tra la caduta di Papandreou e il Golpe del 1967, si susseguirono i governi Athanasiadis-Novas (15 luglio - 20 agosto 1965), Tsirimokos (20 agosto - 17 settembre 1965), Stefanopoulos (17 settembre 1965 - 22 dicembre 1966), Paraskevopoulos (22 dicembre 1966 - 3 aprile 1967) e Kanellopoulos (3 aprile - 21 aprile 1967).
La dittatura Ascesa del potere
Dopo due giorni dall'inizio dell'Operazione Prometeo, un piano che aveva lo scopo di instaurare un governo conservatore o militare in caso di una rivoluzione comunista, che venne ribattezzato lerax (falco), Geōrgios Papadopoulos illustrava alla stampa e alle televisioni straniere la situazione: "Il Paese era caduto in una profonda crisi. Io cercavo una soluzione perché la politica era in un vicolo cieco. I greci per la loro storia non sono vicini al comunismo, perché il comunismo non ha nessuna cosa in comune con la tradizione cristiana che è sempre stata alla base dell’educazione dei greci. In questa situazione l’esercito nazionale e le forze armate del paese erano l’unica forza neutrale che poteva scendere in campo mentre i greci si stavano aspramente contrapponendo gli uni agli altri. Questa forza ha creduto opportuno intervenire sentendosi in dovere di fermare la corsa del Paese verso il precipizio ."
Papadopoulos giustificò il colpo di Stato in nome del pericolo comunista in un paese dove tale partito era fuorilegge, sostenendo che i comunisti minacciavano la società greca. Presentò la dittatura come una "rivoluzione nazionale" volta a salvare il paese dall'anarchia ed utilizzando una retorica patriottica, Papadopoulos affermò che il regime avrebbe riportato la Grecia alla stabilità difendendo i valori "elleno-cristiani". Secondo le illustrazioni dei Colonnelli, quasi il 90% della popolazione greca poteva essere definita comunista.Con la fine della guerra civile, in Grecia vennero varate alcune leggi speciali: come disse lo storico Liakos, imprigionato poi dalla Giunta militare nel 1969, fino al 1967 in Grecia i diritti politici furono garantiti ma tuttavia una parte della popolazione ne era esclusa secondo leggi conosciute come para-costituzionali, che furono aggiunte come integrazione della Costituzione. È in questo modo che i cittadini considerati appartenenti alla Sinistra furono arrestati, esiliati e fu impedito loro il libero esercizio dei diritti politici.
La popolazione esclusa dai diritti politici venne considerata come esclusa tout court dalla comunità nazionale. La propaganda governativa impiegava spesso metafore mediche, raffigurando la Grecia come un paziente che necessitava di un drastico intervento chirurgico. I colonnelli si consideravano guardiani incaricati di riallineare la bussola morale della nazione. In pratica, questa ideologia giustificava una severa repressione: il dissenso politico era criminalizzato e l'autorità militare regnava suprema . In questo contesto l’esercito aveva molti poteri e controllava in modo stretto e rigoroso i confini, inoltre le forze armate avevano una stazione radiofonica attraverso la quale facevano azione di propaganda.
Il sovrano, Costantino II di Grecia, progettò un contro-golpe per ripristinare la democrazia: il 13 dicembre 1967 il re volò nella Grecia settentrionale per radunare forze militari leali, tuttavia, la scarsa coordinazione, la confusione lealista e il controllo delle comunicazioni da parte della giunta ostacolarono il suo sforzo. Costantino II e la sua famiglia furono costretti all'esilio prima a Roma, poi in Danimarca ed infine a Londra, dove passeranno il resto del loro esilio. A causa della dittatura crebbe l'antiamericanismo, poiché molti greci ritenevano che gli Stati Uniti avessero appoggiato i colonnelli. I funzionari americani diedero priorità probabilmente alla stabilità che alla democrazia, il che in seguito innescò un diffuso sentimento antiamericano tra i greci.
Abolizione dei diritti
Dopo l'esilio della Casa reale e la caduta del Premier Kōnstantinos Kollias, il 13 dicembre 1967 Geōrgios Zōitakīs divenne Reggente di Grecia e Geōrgios Papadopoulos divenne il Capo del governo, così che entrambe le più alte cariche dello stato erano a tutti gli effetti in mano ai Colonnelli. Nel frattempo, le protezioni costituzionali vennero sospese sotto la legge marziale, che venne introdotta, dando ai funzionari della giunta un'autorità pressoché illimitata. Le organizzazioni internazionali, tra cui il Consiglio d'Europa, documentarono ampie violazioni dei diritti umani. La dittatura giustificò la repressione come necessaria per salvaguardare la sicurezza nazionale e combattere la sovversione. In Grecia veniva infatti a meno la libertà di parola e quella personale, inoltre i Colonnelli perseguitarono ogni genere di opposizione politica. Il dissenso non era accettato, perciò i più “fortunati” subirono l’esilio, mentre tanti altri finirono nelle carceri della polizia militare, dove veniva usata forza e tortura.
Durante il periodo in cui rimase al potere, la giunta militare soppresse le normali libertà civili. I partiti politici vennero sciolti e vennero istituiti tribunali militari speciali. Molte migliaia di supposti comunisti e di oppositori politici vennero imprigionati o esiliati in remote isole dell'arcipelago grecoDe Jaco A., Colonnelli e resistenza in Grecia, Roma, Editori riuniti, 1970.. Amnesty International inviò, segretamente, osservatori in Grecia e rilevò che la tortura era una pratica usata comunemente sia dalla polizia ordinaria che dalla polizia militare (un osservatore statunitense, membro di Amnesty, scrisse nel dicembre 1969 che un conteggio per difetto di coloro che erano stati sottoposti a torture assommava almeno a duemila individui)Becket J., Tortura in Grecia, Milano, Feltrinelli, 1970.. Nonostante la politica di repressione, in Grecia la reazione anti-regime era presente e condotta da organizzazioni clandestine di studenti ed intellettuali, tra i quali spicca il nome di Alexandros Panagulis, protagonista di Un uomo, famoso libro di Oriana Fallaci, giornalista e scrittrice italiana che fu la sua compagna di vita dal 1973 al 1976, testo che, insieme alla lunga intervista allora concessa alla stessa, lo rese celebre in tutto il mondo come simbolo della resistenza ai regimi autoritari.