La Fiat Seicento (progetto 187) è una superutilitaria di segmento A prodotta in tre serie dalla casa automobilistica italiana FIAT dal 1998 al 2010. A partire dal 2005 è stata venduta sotto la denominazione numerica Fiat 600 in occasione del cinquantesimo anniversario della storica antenata.

Contesto

Sviluppo iniziale Intorno alla fine degli anni novanta, in FIAT si cominciò a pensare ad un modello che potesse affiancare e poi sostituire la Cinquecento e raccogliere al contempo parte del bacino d'utenza della vecchia Panda, allora prossima ormai ad una carriera ventennale. L'idea iniziale risale alla Italdesign di Giorgetto Giugiaro, con un innovativo prototipo di nome Lucciola. La proposta alla fine fu scartata e acquisita in un secondo momento dalla Daewoo, culminata poi nel modello Matiz. Si decise quindi di riutilizzare il pianale della Cinquecento, opportunamente riveduto e corretto, e da lì creare una nuova vettura il cui design, dalle forme più arrotondate e bombate, sarebbe stato curato da Luciano Bove, design manager del progetto, e Luciano Speranza del Centro Stile FIAT per gli esterni e da Giuseppe Bertolusso con la collaborazione di Bove per gli interni.

Caratteristiche tecniche Pur ereditando lo schema tecnico, le motorizzazioni (a parte il bicilindrico da 704 cm³, allora uscito di produzione) e numerosi organi meccanici del modello che l'ha preceduta, la Seicento ha subito diverse modifiche durante la fase di progettazione. Rispetto alla progenitrice è stata aumentata la rigidezza strutturale della scocca, portata a circa ·m/radiante, resa più rigida la cassa dell'abitacolo con interventi nella zona del montante e del passaruota anteriore e ottimizzati i diversi componenti meccanici, in particolare le sospensioni del motore sui longheroni. Quest'ultime, pur conservando gli schemi MacPherson all'anteriore e retrotreno a ruote indipendenti con bracci longitudinali al posteriore, sono state riviste negli elementi elastici, nelle tarature e nei punti di attacco. La vettura monta freni a disco anteriori e a tamburo posteriori. È stata l'ultima vettura FIAT a montare, in ordine cronologico, il motore Serie 100, creato per la 600 originale del 1955 e pensionato sul finire del 2000 per via delle norme sulle emissioni nocive.

La dotazione per la sicurezza è stata inoltre integrata: se nella Cinquecento questa era assicurata solo dalla presenza delle barre anti-intrusione nelle portiere e dalla possibilità di aggiungere l'airbag lato guida, la Seicento si proponeva di offrire ai clienti diversi optional, tra cui l'airbag lato passeggero e l'impianto ABS con EBD e aveva di serie le cinture di sicurezza anteriori con pretensionatore, il volante ad assorbimento di energia, i sedili anti-submarining e il sistema antincendio FPS (Fire Prevention System) con un interruttore inerziale che blocca l'afflusso di carburante in caso di incidente, i quali la ponevano su un livello tecnico leggermente superiore sia alla Cinquecento, che sostituì poco dopo, sia alla Panda, con la quale convisse sul mercato fino al 2003. Molteplici inoltre gli accessori da poter scegliere, come il servosterzo elettrico, la chiusura centralizzata, gli alzacristalli elettrici e il condizionatore manuale.

La Seicento era inizialmente omologata per cinque posti, ma a partire dal 2004 è stata omologata per soli quattro posti.

Design Con nove centimetri in più di lunghezza, due di larghezza e interni completamente rinnovati, il design della Seicento, sebbene strettamente imparentato alla Cinquecento, adotta soluzioni volte a differenziarla dalla progenitrice tanto negli esterni quanto negli interni. Caratteristica del modello è la forma ellittica e squadrata, rintracciabile nei vetri posteriori, negli specchietti retrovisori, nella fanaleria e in molteplici punti dell'abitacolo. Anteriormente, i fari sembrano ricordare la forma di un occhio e della sua palpebra, conferendo al muso spiovente un aspetto morbido e in linea con le superfici bombate della vettura, mentre il lunotto, anch'esso bombato e leggermente inclinato, ricorre a uno schema completamento nuovo, presentandosi particolarmente ampio a vantaggio della visibilità in marcia. Il portellone è disposto in verticale e ingloba in sè il meccanismo di apertura per poter accedere al bagagliaio, dalla capacità base di carico di 170 dm³ ma ampliabile con divanetto posteriore abbattuto fino a 810 dm³. Tutte queste caratteristiche compositive, unitamente all'aver conservato la fiancata pulita di origine, permettono alla Seicento di ottenere un CX aerodinamico medio di 0,32.

All'interno, il pavimento è interamente rivestito in moquette, con poca lamiera a vista anche nelle versioni più povere. L'abitacolo, seguendo la stessa filosofia ellittica dell'esterno, offre diversi scompartimenti nelle portiere e nella plancia a sviluppo orizzontale, con un comodo svuotatasche al lato passeggero, purtroppo fortemente penalizzato negli allestimenti con doppio airbag. I comandi di servizio sono disposti al centro mentre la strumentazione di bordo offre tachimetro, indicatore carburante, orologio e contachilometri totale e parziale ma non la temperatura di esercizio del motore, presente invece sulla Cinquecento. Il contagiri è di serie sulle versioni dal taglio sportivo e a richiesta su tutte le altre, posizionato a centro plancia, in una collocazione fino a quel momento innovativa. Le due ampie portiere permettono di ribaltare i sedili anteriori con facilità e occupare di conseguenza la panchetta retrostante.

Commercializzazione Presentata alla stampa nel marzo 1998, la commercializzazione della nuova citycar è iniziata poco dopo la presentazione, precisamente dal 28 marzo, con prezzi di listino a partire da lire 14.750.000. Sottoposta ai crash test per la sicurezza automobilistica dell'Euro NCAP nel 2000, la Seicento ha ottenuto un punteggio complessivo di 1.5 stelle su 5; ciò non deve sorprendere in quanto il progetto è molto legato al suo predecessore, seppur in linea con le concorrenti del periodo e con gli standard minimi di sicurezza di allora.

Prima serie (1998-2000)

Inizialmente la gamma del modello era piuttosto articolata, composta da sei versioni e due motori a cinque marce alimentati a benzina: l'899 ad aste e bilancieri da 39 cavalli della famiglia FIAT Serie 100 disponibile negli allestimenti S, SX e Citymatic e il 1108 FIRE da 54 cavalli per la Suite e la Sporting. Il primo eroga 39 cavalli a 5500 giri/min e possiede una coppia di 6,7 kgm a 3000 giri/min, il secondo ne eroga 54 a 5500 giri/min e ha una coppia di 8,8 kgm a 3250 giri/min. Entrambi i motori sono a iniezione elettronica singlepoint e rispettano le normative anti-inquinamento Euro 2. Sin dal lancio, la Seicento era disponibile anche nelle versioni Elettra e Van. Tredici i colori disponibili.

Alla base della gamma si poneva la S che, spinta dal motore 899 cm³, montava di serie i pretensionatori per le cinture di sicurezza anteriori, l'antifurto immobilizzatore FIAT CODE con chiave codificata, il ventilatore a tre velocità, il mobiletto centrale con accendisigari e posacenere, i fari alogeni con correttore assetto incorporato, il tergilavalunotto e la predisposizione per l'autoradio. Esteticamente era riconoscibile per l'assenza dello specchietto destro, per i paraurti in plastica grezza nera e per i cerchi in lamiera, con i mozzi coperti da coppette in plastica grigia.

Per la SX, appena sopra la S nella gamma, era previsto lo stesso propulsore con paraurti e doppi specchietti in tinta, coppe ruota integrali, portellone apribile dall'interno, tappo benzina con chiave, leva del cambio con cuffia, porte e passaruota rivestiti completamente in tessuto, mobiletto centrale con vaschetta portaoggetti, posacenere e maniglie appiglio posteriori, ventilatore a quattro velocità con funzione di ricircolo dell'aria, cristalli atermici e alzacristalli elettrici. Esteticamente era riconoscibile, oltre che per i paraurti e gli specchietti in tinta, anche per la presenza di sottili fasce paracolpi in plastica nera sulle portiere.

Dalla versione SX deriva la Citymatic, la quale proponeva lo stesso allestimento con la frizione a controllo elettronico, che permetteva di cambiare le marce semplicemente usando la leva del cambio.

La Suite si poneva al vertice della gamma: alla dotazione della SX aggiungeva il motore FIRE, la chiusura centralizzata, il servosterzo elettrico, quadro strumenti dedicato, maniglie delle portiere in tinta, i montanti centrali neri, pomello della leva del cambio imbottito, il climatizzatore manuale e la barra antirollio anteriore.

Sporting era il nome dato alla versione sportiva, spinta dal motore FIRE ma con dotazioni e caratterizzazioni dedicate: cerchi in lega, fendinebbia, sedili anatomici, contagiri e rapporti del cambio ravvicinati per privilegiare accelerazione e ripresa. Il design degli esterni e degli interni di quest'allestimento speciale è stato curato da Luciano Bove ed Ernesto Salvi Del Pero. Questa versione poteva essere integrata anche dal kit Abarth che era composto da: logo Abarth su paraurti e appoggiatesta, minigonne, spoiler, cerchi in lega maggiorati, pneumatici ribassati, volante e leva delle marce foderati in pelle con cuciture rosse e una rapportatura del cambio ulteriormente ravvicinata. Dalla Sporting deriva anche l'allestimento speciale dedicato al famoso campione del mondo di Formula 1, Michael Schumacher.

La Elettra, erede della Panda Elettra e della Cinquecento Elettra, proponeva appunto un propulsore asincrono trifase di 15kW a corrente alternata alimentato da un pacco batterie in allestimento S, con un sistema che permetteva la rigenerazione parziale degli accumulatori sia in frenata che in discesa. Alla dotazione della S unisce il servosterzo elettrico, strumentazione specifica e il riscaldamento a gasolio. Come per i modelli precedenti, il successo di questa versione è stato molto limitato, a causa soprattutto della scarsa autonomia di circa 100 km con un pieno, delle otto ore di ricarica delle batterie e di un prezzo di acquisto eccessivamente alto. Tuttavia la Seicento Elettra rappresentava un passo avanti poiché, collocando parte delle batterie nel tunnel tra i sedili, non si sono sacrificati il divanetto posteriore e il bagagliaio come nei due modelli precedenti, portando l'abitabilità da due a quattro posti.

Concludeva la gamma la versione commerciale Van, che privava l'allestimento base della panchetta posteriore per incrementare lo spazio del bagagliaio ed era disponibile sia con le classiche motorizzazioni 900 e 1.1, sia con propulsore elettrico, quest'ultimo caratteristico della Elettra Van.

Nel gennaio 1999 sono state introdotte due versioni speciali. La prima era la Young, identica alla S ma con un prezzo inferiore, disponibile sia con il 900 che con il 1.1, quest'ultimo abbinato ad accessori interni delle versioni più ricche, mentre la seconda era la Hobby, che univa l'allestimento SX, con in più la chiusura centralizzata, i retroschienali anteriori in similpelle e il servosterzo elettrico, al motore FIRE, fino a quel momento riservato ad allestimenti superiori. Queste due nuove serie speciali hanno sostituito rispettivamente la S e la SX.

Infine, nel novembre 1999, è stata introdotta la serie speciale Fun, la quale riproponeva i contenuti della Young con l'aggiunta dei paraurti in tinta e solo due tinte di carrozzeria disponibili, il giallo pastello e l'azzurro metallizzato. Questa serie speciale montava solo il motore 899 cm³.

Seconda serie (2000-2005)