Kubo e la spada magica (Kubo and the Two Strings) è un film d'animazione in stop-motion del 2016 diretto e co-prodotto da Travis Knight, al suo debutto alla regia, e prodotto dallo studio Laika in collaborazione con Focus Features.
Ambientato in un Giappone feudale mitologico, il film segue le avventure di Kubo, un ragazzino dodicenne cieco da un occhio che è costretto a intraprendere un viaggio alla ricerca dell'armatura magica del suo defunto padre, il più grande samurai che il mondo abbia mai conosciuto. Nella sua missione verrà aiutato da una scimmia severa e protettiva e da un bizzarro guerriero-scarabeo affetto da amnesia.
Il cast vocale originale include Art Parkinson nel ruolo del protagonista, affiancato da Charlize Theron, Matthew McConaughey, Ralph Fiennes, Rooney Mara e George Takei.
Il film è stato accolto calorosamente dalla critica internazionale, che ne ha lodato la qualità dell'animazione, la profondità della narrazione e la colonna sonora. A fronte di un budget di circa 60 milioni di dollari, la pellicola ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio BAFTA al miglior film d'animazione e due candidature ai Premi Oscar 2017: una come miglior film d'animazione e una per i migliori effetti speciali, diventando così il secondo film d'animazione nella storia del cinema (dopo Nightmare Before Christmas) a ricevere una nomination in quest'ultima categoria.
Trama Nell'antico Giappone Kubo, un ragazzino con un occhio solo, vive in una grotta isolata a picco sul mare, dove si prende cura di , sua madre malata. Kubo si guadagna da vivere raccontando storie agli abitanti del villaggio vicino, grazie alla sua capacità di animare magicamente degli origami di carta suonando lo shamisen. L'eroe dei suoi racconti, che Kubo conosce grazie alla madre nonostante un'amnesia di questa, è il proprio padre, un coraggioso samurai di nome Hanzo: la donna, inoltre, vieta al figlio di uscire dalla grotta di notte, perché le sorelle e il padre di lei vogliono accecare completamente il ragazzino.
Un giorno però Kubo vuole assistere a una festa sul ricordo dei defunti passati. Contro le raccomandazioni della madre, si trattiene fuori casa fino a sera, per cui le due zie di Kubo, , che da anni davano la caccia a lui e a Sariatu, riescono a trovarlo. Quest'ultima affronta le due sorelle minori e si sacrifica per far scappare suo figlio, cui dà il compito di ritrovare l'armatura di Hanzo per sconfiggere il Re Luna.
Risvegliatosi al nord, Kubo si ritrova in compagnia di una scimmia bianca, protettrice incaricata dalla madre, e più avanti i due incontreranno Scarabeo, uno scarabeo umanoide, che si presenta come allievo del padre di Kubo, nonché un origami raffigurante Hanzo, nato dai fogli di carta nella sacca di Kubo, che si uniscono ai due alla ricerca dell'armatura. Prima affrontano un gigantesco scheletro demoniaco, custode della spada. Più avanti, in un lago, vengono attaccati da una delle zie: Kubo finisce in acqua e trova il pettorale dell'armatura, ma viene ipnotizzato da un mostro marino onnisciente che gli rivela che Scimmia altri non è che la reincarnazione della madre; mentre quest'ultima uccide la sorella, il ragazzo è salvato in extremis da Scarabeo prima di essere divorato.
Scimmia conferma di essere la reincarnazione di Sariatu, e racconta la propria storia. Lei, Washi e Karasu, come il padre, avevano avuto notizia di un'armatura che avrebbe dato a chiunque il potere di minacciare i cieli, per cui il Re Luna mandò le figlie a custodirla. Sariatu giunse prima delle sorelle al Tempio delle Ossa in cui era tenuta l'armatura, e fu raggiunta da Hanzo che intendeva impossessarsene: i due combatterono per un po', poi si innamorarono, e Sariatu preferì rinunciare alla sua vita solita per stare sulla Terra, sentendo che valeva la pena vivere una vita da mortale, che il Re Luna disprezzava perché disgustato dalle imperfezioni degli uomini. Da Sariatu e Hanzo nacque Kubo, e saputolo il Re Luna cavò un occhio al nipote per renderlo "cieco" al mondo degli uomini come lo erano gli abitanti della Luna; Sariatu perse le tracce di Hanzo, dandolo per ucciso dalla famiglia di lei, e fuggì da loro in Giappone, riuscendo a salvare sé e il neonato ma perdendo in parte la memoria a causa di un trauma cranico.
Una notte, Kubo sogna un anziano cieco che gli mostra il palazzo di suo padre, e Kubo ipotizza che l'elmo magico sia lì, ma li attacca l'altra zia, che rivela che lo scarabeo non è altri che Hanzo, trasformato e privato della memoria dal Re Luna per avergli portato via la figlia primogenita; nello scontro che ne deriva, Scimmia/Sariatu, Scarabeo/Hanzo e l'ultima zia perdono la vita. L'origami raffigurante Hanzo, con le sue ultime forze indica a Kubo il luogo dove è nascosto l'elmo, l'ultimo pezzo dell'armatura, ovvero la campana del suo villaggio d'origine.
Giunto lì in volo grazie alla magia dello shamisen e recuperato l'elmo, Kubo incontra Raiden, suo nonno il Re Luna, che gli propone di sedere accanto a lui in cielo e di diventare un Dio, mostrando disprezzo per il mondo e l'umanità, che considera inferiore. Kubo rifiuta, segue uno scontro tra Raiden, trasformato in un mostro simile ad un drago, che termina con la distruzione dell'armatura, Kubo allora fa affidamento sul suo shamisen, usando la corda dell'arco di suo padre, un capello della madre e un capello suo al posto delle corde che si sono rotte, con la musica richiama le anime dei defunti che insieme aggrediscono il Re Luna, ma invece di ucciderlo, lo tramutano in un mite e gentile vecchietto, privato dei ricordi e dei suoi poteri, e con un occhio sano invece che totalmente cieco. Convinto dagli abitanti del villaggio di essere uno di loro, aiuta essi e il nipote a ricostruirlo. Kubo, infine, alla successiva festa dei morti, accende due lanterne in ricordo dei suoi genitori, che gli appaiono come spiriti e lo abbracciano.
Produzione
Pre-produzione Il progetto venne annunciato ufficialmente dallo studio d'animazione Laika nel dicembre 2014. Il film segna l'esordio alla regia di Travis Knight, all'epoca già amministratore delegato dello studio. L'idea iniziale venne proposta a Knight dalla scenografa Shannon Tindle, che concepì il soggetto come un «epico racconto di samurai in stop-motion». Per la stesura della sceneggiatura vennero successivamente ingaggiati Marc Haimes e Chris Butler.
L'intera produzione del film, dal concepimento alla distribuzione, è durata cinque anni.
Stile ed influenze La veste grafica del film e la stilizzazione del mondo di Kubo sono state fortemente influenzate dalla cultura e dall'arte tradizionale giapponese.
I principali punti di riferimento visivo sono stati:
Le xilografie ukiyo-e, in particolar modo le opere dell'artista del XX secolo Kiyoshi Saito. L'arte dell'origami e della pittura ad inchiostro e acqua (sumi-e). Il cinema di Akira Kurosawa e i film d'animazione del regista Hayao Miyazaki, citati da Travis Knight come fonti d'ispirazione per il tono epico e l'approccio alla narrazione.
Animazione ed effetti visivi La pellicola unisce la tecnica tradizionale della stop-motion all'utilizzo di effetti visivi digitali per la gestione degli sfondi e delle grandi masse d'acqua, come la tempesta nella sequenza iniziale del film.
Per la realizzazione dei personaggi, lo studio ha collaborato con l'azienda Stratasys, impiegando tecnologie avanzate di stampa 3D per creare migliaia di prototipi di volti scomponibili, necessari a garantire un'ampia gamma di espressioni facciali ai pupazzi.
Durante la lavorazione sono stati stabiliti alcuni primati tecnici per il cinema d'animazione: per la sequenza nella "Sala delle Ossa" è stato costruito un pupazzo meccanico dello scheletro gigante alto circa 4,9 metri per 180 chili di peso, diventando il più grande modello fisico mai realizzato per un film in stop-motion. Per contro, il personaggio di "Piccolo Hanzo" (l'origami animato), alto meno di 5 centimetri, è risultato il più piccolo pupazzo mai utilizzato in una produzione Laika.
Personaggi
Kubo: Il protagonista del film. È un ragazzino di dodici anni, intelligente e di buon cuore, rimasto cieco dall'occhio sinistro fin da neonato. Possiede il dono magico di poter animare gli origami e manipolare la carta a proprio piacimento suonando il suo shamisen. Intraprende un viaggio alla ricerca dell'armatura magica del padre per difendersi dalle forze ultraterrene che gli danno la caccia. Scimmia: Una statuetta di legno raffigurante una scimmia macaco (un amuleto custodito da Kubo) che prende vita grazie all'ultima magia della madre del ragazzo per fargli da custode. È severa, pragmatica, estremamente protettiva e abile nel combattimento corpo a corpo. Nel corso del viaggio si rivelerà essere la reincarnazione dello spirito della madre di Kubo. Sariatu: La madre di Kubo. Un tempo era una divinità del Regno della Luna, figlia del Re della Luna, ma rinnegò la sua famiglia dopo essersi innamorata del samurai Hanzo. Vive nascosta in una grotta con Kubo, in uno stato di parziale amnesia e debolezza a causa delle ferite subite in passato. Scarabeo/Hanzo: Un bizzarro e smemorato guerriero antropomorfo, per metà uomo e per metà coleottero. Afferma di essere stato un samurai al servizio di Hanzo e di aver subito una maledizione che ne ha alterato l'aspetto e cancellato i ricordi. Nonostante la sua natura comica e talvolta distratta, si dimostra un arciere formidabile e un alleato leale. Si rivelerà essere Hanzo, il padre di Kubo, trasformato dalle Sorelle. Il Re della Luna / Raiden: L'antagonista principale del film. È il sovrano del Regno della Luna, nonché nonno materno di Kubo. Essendo una divinità astratta, considera la mortalità e i sentimenti umani come imperfezioni corrotte; per questo motivo ha strappato l'occhio destro a Kubo quando era in fasce e continua a cercarlo per privarlo anche dell'altro occhio, convinto di "salvarlo" dalla sofferenza del mondo terreno portandolo con sé in cielo. Le Sorelle: Le zie materne di Kubo e figlie del Re della Luna. Sono due spiriti gemelli malvagi, mascherati e spettrali, che si muovono volando e fluttuando nell'aria. Utilizzano poteri oscuri e letali catene da combattimento per rintracciare Kubo e consegnarlo al padre. Hosato: Un anziano e saggio abitante del villaggio vicino alla grotta di Kubo. È uno dei più grandi estimatori dei racconti e degli spettacoli di origami del ragazzo e si dimostra sempre cordiale e protettivo nei suoi confronti.
Distribuzione Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Jerusalem Film Festival l'8 luglio 2016 e il mese successivo al Melbourne International Film Festival. Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi il 19 agosto 2016, mentre in quelle italiane il 3 novembre 2016.
Edizione italiana La direzione del doppiaggio e i dialoghi italiani sono a cura di Carlo Cosolo, assistito da Andreina D'Andreis, per conto della CDC Sefit Group, azienda che si è occupata anche della sonorizzazione.
Accoglienza
Incassi A fronte di un budget di produzione stimato intorno ai 60 milioni di dollari, Kubo e la spada magica si è rivelato un insuccesso commerciale al botteghino, non riuscendo a coprire i costi complessivi una volta calcolate anche le ingenti spese di marketing.
Il film ha incassato circa 48 milioni di dollari nel mercato nordamericano e 29,5 milioni nel resto del mondo, per un totale globale di 77,5 milioni di dollari. Nel suo fine settimana di debutto negli Stati Uniti la pellicola ha raccolto 12,6 milioni di dollari, posizionandosi al quarto posto del botteghino. In Italia il film ha avuto una distribuzione limitata, registrando un incasso complessivo di poco superiore ai 500 000 euro.
Critica