Gianandrea Gropplero di Troppenburg (Udine, 24 ottobre 1921 – 9 aprile 2008) è stato un aviatore, militare e partigiano italiano, Medaglia d'oro al valor militare della Guerra di liberazione italiana. Discendente da un'antica famiglia nobile friulana, fu allievo ufficiale pilota della Regia Aeronautica, comandante partigiano in Friuli e in seguito ingegnere e filantropo. Nel nome di battaglia «Freccia» — scelto da lui stesso — è racchiusa quella dedizione alla patria che avrebbe poi trasmesso al figlio Giampietro, futuro pilota delle Frecce Tricolori.
Biografia
Formazione e arruolamento (1921–1943) Discendente da un'antica famiglia di conti friulani — la cui madre era Adele Gropplero Nievo, imparentata con il patriota Ippolito Nievo — dopo aver conseguito la maturità si iscrisse alla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna.
Fu chiamato alle armi nel luglio 1941 e arruolato nella Regia Aeronautica come aviere scelto. Fu inviato dapprima al Centro di istruzione di Orvieto, dove fu promosso aviere scelto, poi alla Scuola di pilotaggio di Fano, dove conseguì il brevetto di pilota militare e fu promosso primo aviere A.U. Frequentò infine, con il grado di sergente allievo ufficiale, il 2° Corso presso la Scuola Caccia di Gorizia, annessa al 4° Stormo Caccia Terrestre, in attesa della nomina a sottotenente.
A Gorizia lo raggiunse l'annuncio dell'armistizio dell'8 settembre 1943. Memore di incontri con Benedetto Croce, che — come egli stesso ricordò all'ANPI — gli aveva fatto comprendere il vero significato di «libertà», si portò a Roma e prese contatto con il Centro militare del Partito d'Azione, avviando le sue prime esperienze nella Resistenza soprattutto nella zona del Reatino.
La missione in Friuli (1945) Dopo la liberazione della Capitale, frequentò un corso addestrativo sui nuovi mezzi di sabotaggio e conseguì il brevetto di paracadutista. Fu quindi incaricato di una missione clandestina nella zona di Udine, in collegamento con l'Ufficio I dell'Aeronautica.
Il 9 aprile 1945 fu paracadutato da un Douglas C-47 Dakota nei pressi di LauzzanaLauzzana è una frazione del comune di Colloredo di Monte Albano, in provincia di Udine. (provincia di Udine) quale capomissione, insieme al sottocapo radiotelegrafista della Regia Marina Dumas Poli e a Paola Del Din, staffetta della Divisione Osoppo-Friuli, anch'essa poi decorata con la Medaglia d'oro al valor militare. I tre organizzarono immediatamente un efficiente servizio di radiocollegamento con i comandi italiano e inglese.
Trasferitosi a Buja, Gropplero costituì e assunse il comando della Brigata GL «Carlo Rosselli», composta da elementi dissidenti delle Divisioni Osoppo e Garibaldi. Nel corso dei combattimenti fu ferito e catturato da soldati cosacchi che in Friuli affiancavano i tedeschi, e fu consegnato alle SS. Sottoposto a duri interrogatori e torture, non rivelò nulla. Condannato a morte, fu liberato da una banda di patrioti pochi istanti prima dell'esecuzione per fucilazione e, febbricitante e con le ferite ancora aperte, riprese immediatamente il proprio posto di combattimento, mantenendolo fino alla totale liberazione del territorio nazionale.
Nonostante la taglia di 75.000 lire messa sulla sua testa dai nazifascisti, nessuno lo tradì.
La vita privata: Adelaide Bonvicini A Bologna, durante la guerra, Gropplero conobbe Adelaide «Dedi» Bonvicini (Massa Lombarda, 26 luglio 1925 – Bologna, 4 aprile 2015), attiva staffetta partigiana. I due si sposarono dopo la fine del conflitto e si stabilirono a lungo a Colloredo di Monte Albano, dove la famiglia risiedette in un'ala del castello sino al terremoto del 1976.
La coppia ebbe tre figli. Il primogenito Giampietro intraprese la carriera militare nell'Aeronautica Militare, diventando pilota acrobatico e componente delle Frecce Tricolori dal 1982 al 1990. Dopo il disastro aereo di Ramstein (1988), Giampietro fu determinante nella ricostruzione della pattuglia, guidando i piloti superstiti nella ripresa dell'attività.
Nel dopoguerra Decorato con la Medaglia d'oro al valor militare a vivente, completò gli studi universitari a Bologna laureandosi in ingegneria.
Si dedicò all'attività professionale, lavorando in Spagna, Venezuela, vari paesi africani e Messico. Nel 1965 fu incaricato dal Fondo europeo di sviluppo (FED) della Comunità Economica Europea di realizzare strade nel Congo ex francese, partendo con la moglie Dedi da Colloredo di Monte Albano nell'autunno di quell'anno.
Verso la metà degli anni 1980 Gropplero orientò la propria attività verso il volontariato, prestando la sua opera in India: su suggerimento di madre Teresa di Calcutta assistette i lebbrosi, realizzò acquedotti, cooperative, scuole per i ragazzi di strada del Deepa Nivas e ambulatori nella zona tribale dei Koia, emarginati nelle foreste a nord dell'Andhra Pradesh. Dalla comunità indiana era affettuosamente chiamato «mandi papà».
Per questa sua attività filantropica nel 2004 fu insignito ad Udine del Premio «Città Fiera Solidarietà».
Morte e funerali Gropplero di Troppenburg si spense il 9 aprile 2008, all'età di 86 anni. Le esequie si tennero il 12 aprile 2008 nella chiesa di Colloredo di Monte Albano, alla presenza dei Carabinieri in alta uniforme, dell'Aeronautica Militare, delle associazioni combattentistiche dei partigiani Osoppo, del Gruppo Divisioni Garibaldi-Osoppo, dell'associazione combattenti di Buja e dell'ANPI, nonché della medaglia d'oro Paola Del Din, sua compagna nella missione del 1945. Fu sepolto nel cimitero di famiglia presso la cappella della chiesa di Colloredo. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inviò un messaggio di cordoglio alla famiglia, ricordando Gropplero come «partigiano combattente che durante la Guerra di Liberazione, ferito in combattimento e catturato dai nazisti, sottoposto a terribili torture, non svelò mai i nomi dei suoi compagni di lotta, costituendo limpido esempio di dedizione alla Patria, di alto senso del dovere e di grande coraggio».
Onorificenze
Note Note esplicative
Fonti
Bibliografia
Gruppo Medaglie d'Oro al Valore Militare, Le Medaglie d'oro al Valore Militare, vol. II (1942–1959), Tipografia Regionale, Roma, 1965
Voci correlate Paola Del Din Frecce Tricolori Brigate Giustizia e Libertà Partito d'Azione Guerra di liberazione italiana Divisione Osoppo-Friuli Disastro aereo di Ramstein 4º Stormo
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