Grazie alla specializzazione in elettronica, fu l'organizzatore del laboratorio di dinamite del gruppo «Libertà o morte», creato dalla fazione politica di Zemlja i Volja poco prima che si consumasse la scissione e nascesse Narodnaja volja, del cui Comitato esecutivo fu membro fondatore. Tra gli imputati principali al processo dei 16, morirà suicida nel rivellino Alekseevskij, nove mesi dopo la commutazione della pena capitale nella servitù perpetua. Biografia La formazione
Stepan, nato l'8 novembre 1857Le date che, nelle fonti utilizzate per realizzare questa voce adottano il calendario giuliano, in uso all'epoca dell'Impero russo, sono state convertite in quello gregoriano nel villaggio di Tavoložka, governatorato di Saratov, era il primogenito di Grigorij Stepanovič Širjaev (1825-1870), un servo della gleba che il padrone, il liberale Grigorij Aleksandrovič Jazykov, aveva emancipato e fatto istruire. Studiò da agrimensore e divenne il sovrintendente della tenuta di Jazykov, ma era anche un appassionato di filosofia e un avido lettore dei giornali di Herzen: la Poljarnaja zvezda (la Stella polare) e il Kolokol. Nel 1857 sposò Larisa Ivanovna Sergeeva (1839-?), la figlia del pope della limitrofa Petrovsk, e da lei ebbe, a parte Stepan, altri sei figli, di cui due morirono durante l'infanzia. Coloro che raggiunsero l'età adulta sono, in ordine di nascita: Pёtr (1859-1899), Ivan (1862-1915), Nikolaj (1864-?) e Elena (1867-?).Olga N. Dmitrieva, Stepan Grigor'evič Širjaev: la vita; l'attività; la personalità. (1857-1881), cap. I, 1: L'infanzia.
Quasi tutti i figli della coppia furono battezzati da esponenti della famiglia padronale. Stepan lo fu direttamente da Grigorij Aleksandrovič, che non aveva eredi e provvide al sostegno finanziario e logistico del figlioccio presso il liceo di Saratov, dove il bambino fu iscritto a undici anni. Nel quadro delle riforme attuate da Alessandro II, l'istituto era, dal 1864, aperto a tutte le classi sociali, ma dal 1871, con la pubblicazione del nuovo statuto fortemente illiberale, l'accesso per i figli dei non nobili si era fatto più problematico, e alla fine della sua avventura ginnasiale, Stepan era uno dei soli quarantuno giovani, su un totale di trecentottantadue, a provenire dal mondo contadino. Visse per quattro anni scolastici, dal 1869 al 1872, nella casa di città di Jazybov, il cui ascendente influì notevolmente nel nobilitarne aspetto e maniere, tanto che a diciassette anni sarà descritto come un giovane «assai bello nella cerchia degli intellettuali, senza alcuna traccia di timidezza o ruvidezza campagnola». Nel 1872, Stepan, che aveva perso il padre già due anni prima per il colera, dando lezioni raggiunse una certa indipendenza economica e fu in grado, di lì a poco, di affittare un appartamentino per sé e i fratelli Pëtr e Ivan, anch'essi studenti al liceo di Saratov.
Nell'anno accademico 1873-74, quando Stepan era in sesta classe, si classificò primo dei ventotto studenti del suo corso, avendo ottenuto il massimo dei voti in teologia, storia moderna, latino e francese. In primavera prese il via il movimento spontaneo dell'andata nel popolo: migliaia di giovani, in gran parte di nobile origine, si riversarono nelle campagne e in città per «pagare il proprio debito» nei confronti di tutti i lavoratori dalle cui braccia proveniva il benessere che faceva di loro dei privilegiati. A Saratov passarono Dmitrij Rogačëv (1851-1884), Porfirij Vojnaral'skij, (1844-1898), Sergej Kovalik e altri, che favorirono la nascita di un circolo nel quale entrò Fëdor Geraklitov (1852-1878), amico di Stepan da poco meno di un anno.
Cresciuto in una famiglia molto religiosa, fin da ragazzo Širjaev si era scoperto ferito dalla stridente discordanza tra il messaggio egualitario di Cristo e la realtà sociale, e si era avvicinato al nichilismo di Pisarev. L'interesse per quel mondo ideologico, di cui avvertì tutta «la falsità e l'angusto egoismo», non era durato a lungo perché prepotente aveva sentito crescere in sé «l'obbligo morale di essere un membro utile della società». Nel 1873 la sua attenzione si era spostata su scritti d'argomento economico, e aveva scoperto Černyševskij, Dobroljubov, Bervi-Flerovskij. A Saratov, la letteratura rivoluzionaria illegale perveniva attraverso gli universitari locali che studiavano a San Pietroburgo e che nel periodo estivo rientravano a casa portando nei bagagli, tra le altre cose, libri stranieri e copie manoscritte di articoli. Fu allora che Stepan si era avvicinato a Geraklitov, uno dei propagandisti più attivi dell'area di Saratov, che al momento lavorava in una bottega di calzolai, ma sul principio i loro rapporti furono limitati a qualche conversazione e allo scambio dei libri proibiti.
Il movimento fu ben presto sconfitto e disperso dagli arresti. Geraklitov riparò a Mosca, mentre Stepan divenne l'animatore principale del circolo di auto-formazione del ginnasio, che contava una cinquantina di aderenti, tra i quali anche un gruppo di seminaristi del Collegio ecclesiastico, suo fratello minore Pëtr e il suo compagno di classe, Sergej Bobochov, e che serviva da centro divulgativo delle idee socialiste. La sede principale delle riunioni fu il suo appartamento.
Dai registri del liceo si scopre che in sesta classe, nell'anno scolastico 1873-1874, Stepan si era classificato primo su ventotto allievi e che aveva manifestato spiccate «inclinazioni umanistiche». Eppure, vicino a terminare la settima classe, Stepan, a maggio del 1875, lasciò il ginnasio poiché, temendo l'espulsione per inaffidabilità politica, non voleva precludersi la possibilità di continuare altrove gli studi.O. N. Dmitrieva, op. cit., cap. I, 2: L'adolescenza.
Nell'autunno del 1875, usufruendo di una borsa di studio assegnata dal Comitato d'assistenza agli studenti disagiati, s'iscrisse all'Istituto veterinario di Char'kov. In realtà non fu molto presente alle lezioni, ma si diede allo studio dell'economia politica attraverso Il Capitale di Karl Marx e alla promozione della dottrina socialista in alcune botteghe manifatturiere del quartiere Peski, all'epoca area periferica settentrionale di Char'kov. A maggio del 1876, anche perché lo statuto del Comitato d'assistenza non prevedeva il rinnovo della borsa di studio, Stepan tornò a Saratov con varie pubblicazioni illegali. Diede lezioni private per procurarsi i mezzi di sussistenza e prese alloggio in un appartamento sulla via Il'inskaja che divise con il fratello, Bobochov e altri compagni.Ibid, cap. I, 3: La giovinezza.
Nel frattempo, Geraktilov, che a Mosca aveva fatto parte dell'Organizzazione socialrivoluzionaria panrussa, presto decimata dagli arresti cui era fortunosamente sfuggito, era rientrato a Saratov e aveva creato un ampio circolo misto di studenti ginnasiali, seminaristi e piccoli artigiani, per la propaganda tra i lavoratori dei principi collettivisti, così come erano stati applicati nella realtà sociale dalla Comune di Parigi. A esso si associò Stepan, che stabilì contatti con calzolai e rilegatori, e ne fu con Geraktilov il coordinatore. Stepan lavorava con gli artigiani due-tre volte a settimana e, durante la colazione o il pranzo, soleva leggergli i giornali stampati a Londra. Diceva loro che se il cielo è di Dio, la terra è dei contadini che la lavorano e le fabbriche, degli operai che producono. Il circolo fu dotato di una cassa comune e di una biblioteca.Ibid.
In quello stesso frangente, la primavera del 1876, la Terza sezione emanava un ordine di sorveglianza a nome di Stepan Širjaev, sospettato di propaganda rivoluzionaria e distribuzione di materiale antigovernativo a Saratov e a Chark'ov. Sentendo di essere tenuto d'occhio dalla polizia, non avendo a Saratov una base d'appoggio sicura e, a quel che riferisce lo stesso Stepan nella sua deposizione del 1881, mortificato dai dissapori interni al circolo, causati da alcuni «individui mediocri», decise di andare all'estero. Era stato sul punto di raggiungere la Serbia come volontario, nel conflitto che la opponeva ai turchi per l'indipendenza dei Balcani, ma poi la compagnia con cui sarebbe dovuto partire, si era sciolta.Note autobiografiche, dalla dichiarazione di Stepan Širjaev del 21 luglio (2 agosto) 1881. Si diresse quindi dove avrebbe potuto approfondire le proprie conoscenze teoriche, e imparare un mestiere che gli sarebbe stato utile quando avrebbe ripreso, come credeva, a fare propaganda sui luoghi di lavoro. Nell'ottobre del 1876 partì da Saratov e, dopo una sosta a Kaluga, giunse a Londra verso la fine di novembre.O. N. Dmitrieva, op. cit., cap. I, 3: La giovinezza.
All'estero Grazie a una famiglia russa che fece da intermediaria, entro gennaio 1877 Širjaev prese contatto con Lavrov, e sebbene, come rivela nella lettera al fratello del giorno 22, non lo conobbe subito personalmente, ne parla già in termini entusiastici come di una persona «buona». Le sue prime impressioni su Londra, invece, non furono delle migliori:
La lettera fu trovata nel corso di un'improvvisa perquisizione il 6 febbraio 1877 nel suo ex appartamento dove il fratello Pëtr continuava a vivere in comunità con altri cinque rivoluzionari. Fu sequestrata varia letteratura illegale e questa missiva che Pëtr, quando fu arrestato, aveva cercato di distruggere strappandola e gettandola nel cortile innevato, ma i cui frammenti due gendarmi avevano visto, e raccolto. Dal contenuto iniziale e finale della lettera, la polizia comprese che il ruolo di Stepan all'interno del circolo era più importante di quanto precedentemente creduto e quanto stretti fossero i suoi legami di amicizia con Bobochov.Ibid.Benché il suo circolo fosse stato annientato tra gennaio e marzo del 1877, Geraklikov era riuscito a fuggire e a riparare in Crimea. Senonché, l’anno successivo morì di tubercolosi. Cfr. Fёdor Ermolaevič Geraklikov.
L'interessamento di Lavrov, congiunto a quello di Lopatin, un membro dell'Internazionale, assicurarono a Širjaev, fin da febbraio, un impiego presso il laboratorio parigino di Pavel Jabločkov (1847-1894), un ingegnere elettronico, inventore di un sistema di illuminazione a corrente alternata, combinata con un modello di lampada ad arco a carbone. In primavera conobbe Plechanov, di passaggio a Parigi, un incontro che gli sarebbe tornato utile in seguito.
Il lavoro assorbì tutto il tempo di Stepan, che acquisì in compenso conoscenze tecniche preziose. Vivere nella città che, dopo la repressione della Comune, vedeva il «trionfo di Mac-Mahon», non sembrava più rivestire per lui alcun interesse, e in ottobre era di nuovo a Londra, dove continuò a lavorare sulla luce elettrica nell'officina anglo-russa Reed & Ren'ev. Le sue condizioni economiche migliorarono, e nel tempo libero approfondì la conoscenza dell'inglese, tanto da poter leggere la vasta letteratura sul lavoro in questa lingua. Convintosi che gli scritti anglosassoni non erano nello spirito socialista, passò a studiare la storia della Comune e a frequentarne gli esuli nei vari club dove si dibattevano questioni di ordine politico e sociale. Questa maniera di tenersi occupato, che veniva a integrare il lavoro ed era volto alla crescita intellettuale personale, è ciò che Širjaev definisce, con una punta di autocritica, «vivere solo per me stesso».Note autobiografiche, cit.
Volendo conoscere le attività operative delle sezioni dell'Internazionale, Širjaev visitò il Belgio e la Svizzera, dove si scontrò con la nuova redazione del giornale lavrista, il Vperëd, perché ancorata alla propaganda come unico mezzo di lotta.Franco Venturi, Il populismo russo III. Dall'andata nel popolo al terrorismo, Torino, 1972, p. 396.