La valle di Nerfa è una valle montana della Marsica, in provincia dell'Aquila, in Abruzzo.
Descrizione
Il confine a sud con la valle Roveto è segnato dal fosso Rianza di Pescocanale, mentre confina ad ovest con l'area del parco naturale regionale Monti Simbruini, ad est con i piani Palentini, infine a nord e nord-ovest è separata dalla piana del Cavaliere tramite la piccola depressione della valle del Fucero. Ricadono in essa i comuni di Capistrello, Castellafiume e Cappadocia<ref>Rupe Di Gerifalco (pseudonimo di Francesco Di Marzio), La valle di Nerfa, Tipografia Dante Putaturo, Avezzano, 1931.</ref>.
I rilievi principali che segnano i suoi confini sono rappresentati dai monti Arunzo, della Dogana, Cesalarga, Padiglione e Girifalco. La valle è attraversata dal fiume Liri, le cui sorgenti si trovano sui monti che sovrastano Petrella Liri e Cappadocia, e in parte dall'Imele. Il complesso speleologico delle grotte di Beatrice Cenci comprende alcune cavità carsiche, come le grotte Cola I e Cola II sopra Petrella Liri, la grotta di Beatrice Cenci, il pozzo dell'Ovido e l'inghiottitoio dell'Otre nei pressi della limitrofa Verrecchie, dove a quota 1051 , si trova la sorgente dell'Imele.
Origini del nome Nel medioevo l'area era nota come "vallis de Nerphea". Sono due le principali ipotesi etimologiche del toponimo: dalla lingua marsa "ner-bhe", ovvero "la forte" dalle lingue safine di origine osco-umbra "nerf''", ovvero "principe".
Storia Scavi e studi condotti nelle grotte Cola hanno restituito reperti di epoca preistorica e dell'età del bronzo, mentre sono numerose le testimonianze epigrafiche e i ruderi monumentali riemersi di epoca romana.
Nel V secolo a.C. la valle di Nerfa segnava il confine tra gli equi, posti nell'area più settentrionale dell'odierna Marsica, e i Marsi che stanziarono nel territorio circostante l'ex lago del Fucino e la valle Roveto. Con l'occupazione romana, al termine del IV secolo a.C., l'area passò sotto il controllo della colonia di Alba Fucens.
L'acquedotto dell'Arunzo, canale sotterraneo ideato dal console Lucio Arrunzio e realizzato tra il 41 e il 54 d.C. nello stesso periodo della realizzazione dei cunicoli di Claudio alla base della montagna, per la bonifica dell'area fucense attraverso lo sversamento della acque nel fiume Liri, servì a collegare il rio Sonno nei pressi di Castellafiume con i piani Palentini.
Nella stessa epoca il passo di Girifalco rappresentò un punto strategico delle comunicazioni tra l'area di Subiaco, il sublacense, e Alba Fucens ma, in direzione sud, anche con la valle Roveto, tanto che il tracciato fu migliorato grazie alle opere volute nel 100 d.C. dall'imperatore Traiano.
Note
Bibliografia
Voci correlate Marsica Monte Arunzo Grotte di Beatrice Cenci
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