Casino totale (Total Khéops in lingua originale) è un romanzo noir scritto da Jean-Claude Izzo, pubblicato nel 1995. Primo di una trilogia (seguito da Chourmo. Il cuore di Marsiglia e Solea), il romanzo racconta la storia di un poliziotto marsigliese, figlio di immigrati italiani, Fabio Montale, catapultato in un caso che lo coinvolge personalmente: l'assassinio, dopo Manu, del suo secondo amico fraterno, Ugo.
Con questo romanzo a Izzo, viene attribuita la creazione del genere «noir mediterraneo». Storia editoriale Nel 1993 Izzo pubblicò sulla rivista Gulliver, un racconto inedito che diverrà poi la base per il romanzo pubblicato nel 1995, su insistenza di Michel Le Bris e Patrick Raynal, nella Série Noire di Gallimard con il nome di «Casino totale». Il libro ebbe un notevole successo, dando vita alla «trilogia marsigliese».
Ambientazione
Il romanzo è ambientato a Marsiglia, città natia dello scrittore, utilizzata molte volte come ambientazione per i suoi romanzi. Nel racconto viene descritta una Marsiglia che, anche se soggetta a molteplici cambiamenti sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista economico, è sempre caratterizzata dalla presenza di una notevole vastità di etnie. Vastità che però, come lo stesso Izzo descrive, il più delle volte viene emarginata dalla città stessa. Questo aspetto, è concretamente visibile nella descrizione del quartiere popolare, denominato con il nome di 'citè', abitato solamente da famiglie straniere e rimasto ibernato dall'inizio di questi fenomeni migratori.Uno dei simboli di questa varietà di etnie, soggetto in primo piano di un altro romanzo di Izzo, Marinai perduti, è il porto, luogo in cui lo stesso Fabio Montale si ritroverà svariate volte, in momenti differenti della giornata e dal quale verrà attirato rievocando ricordi della propria giovinezza.
Trama Ugo, ragazzo marsigliese di origini italiane, è tornato a casa dopo una lunga assenza dovuta ai propri viaggi in varie parti del mondo. Il primo posto da raggiungere è Rue de Refuge, la prima persona da vedere è Lole, vecchia amica rimasta ancora in città. Il ritorno di Ugo si deve alla morte di Manu, suo amico fraterno, per cause ancora sconosciute. Grazie a Batisti, vecchia conoscenza dei due, riesce a focalizzare la persona alla quale attribuire l'omicidio, il mafioso Charles Zucca. Organizza l'omicidio nei minimi dettagli e riesce ad ucciderlo. Nella fuga tuttavia, viene intercettato dalla polizia che lo uccide. Sul posto arriva successivamente Fabio Montale, amico fraterno di Manu e Ugo. Come se non bastasse, Montale successivamente viene chiamato dal padre di Leila, ragazza conosciuta poco tempo prima a causa di un disguido, che lo informa che la ragazza è scomparsa. Montale comincia così a indagare sui due casi in maniera simultanea. Qualche sera dopo, lo stesso Montale è testimone dell'uccisione del capo del clan arabo Al Dakhil, mentre stava entrando nel locale marsigliese Le Commandarie. Dopo quest'episodio, collega l'omicidio con quello avvenuto pochi giorni prima di Zucca. Successivamente riesce, con l'amica giornalista Babette ad avere informazioni sui traffici illegali marsigliesi e sulla situazione mafiosa odierna. Qualche giorno dopo il corpo di Leila viene trovato senza vita, nudo, in una via di campagna non lontana dal ristorante della sera precedente. Grazie a qualche informazione estorta e all'aiuto, nuovamente, di Babette, Montale riesce ad individuare i soggetti che sono coinvolti sia nella morte di Manu che in quella di Leila. Quest'ultima è stata uccisa da un membro della mafia marsigliese, Toni, per gelosia. I proiettili utilizzati per uccidere Leila sono gli stessi utilizzati per Al Dakhil. Capi della banda di cui fa parte lo stesso Toni sono i fratelli Poli, Joseph ed Emile, proprietari del ristorante Le Commandarie. Emile inoltre è sposato con Simone, la figlia di Batisti, procuratore di lavori per Manu nonché colui che aveva dato in precedenza, consapevolmente, l'informazione errata riguardo all'uomo da uccidere, a Ugo. Dopo una breve storia tra la Simone e lo stesso Manu, quest'ultimo aveva deciso di tornare da Lole. Non vedendoci più dalla rabbia e dal dolore Simone lo uccide. Venuto a capo dei due omicidi, Montale torna a casa dove trova Lole ad aspettarlo, intenzionata a rimanere.
Tematiche affrontate
Immigrazione Questo tema è uno dei principali del romanzo e viene ripreso sotto più punti di vista. Primo fra tutti Marsiglia, città che ha visto fino dai primi anni '90, un'enorme ondata di immigrazione. Oltre a ciò, lo stesso protagonista della storia, il poliziotto Fabio Montale, è figlio di immigrati italiani arrivati a Marsiglia per scappare dalla dittatura mussoliniana. Insieme a lui anche gli altri due amici fraterni, Manu e Ugo, loro stessi figli di immigrati, sono cresciuti nella citè, quartiere dove venivano «esiliate» queste ondate. È in questo quartiere che Montale si troverà, per grande parte del suo tempo, a girare per raccogliere informazioni utili ai due casi di omicidio e alle vicende che accadranno nei successivi capitoli.
Poesia Anche la poesia è un tema sempre evidente del romanzo. Passione dello stesso protagonista, possiamo trovare citazione estratte da opere di Louis Brauquier, poeta, scrittore e pittore marsigliese del ventesimo secolo, durante la narrazione della storia. Un altro nome citato è quello del poeta Christian Dotremont, poeta e pittore belga.
Rap
Anche se non è il genere musicale preferito dal protagonista, la musica rap viene menzionata più volte nella narrazione, soprattutto quando le scene si spostano verso il quartiere della citè. Viene denotata come la musica che parla e denuncia le condizioni vissute nei quartieri popolari, senza che nessuno abbia la minima preoccupazione di migliorarle. Molti gruppi sono menzionati, e tra questi possiamo trovare: IAM, Suprême NTM, Massilia Sound System, Fabulous Trobadors.
Musica Passione che accomuna sin da subito i tre amici. In diverse occasioni Fabio racconta dei momenti passati nella propria casa al mare, ascoltando musica e leggendo libri, donatigli dall'amico libraio Antonin. Ritenute le uniche salvezze, rispetto a quel mondo che si trovavano a vivere e sopportare ogni giorno. Vengono fatti riferimenti veri e propri a canzoni di Paco de Lucía, Lightnin' Hopkins, Paolo Conte, Buddy Guy, Eric Clapton.
Alcool Un vizio del protagonista è l'alcool. In diverse occasioni Montale viene descritto con in mano un bicchiere di Lagavulin, di Oban o di Glenmorangie. A volte bevuto anche al posto dei pasti, l'alcool viene visto come una sorta di metodo per dimenticarsi dei molteplici problemi della vita. Ma anche per offuscare l'intera propria esistenza, molte volte detestata e maledetta dallo stesso protagonista.
Cucina Essendo una città ibrida, crocevia di lingue e culture, Marsiglia acquisisce svariati aspetti dalle altre culture, anche in campo culinario. Ed è lo stesso Fabio Montale a fare scoprire ciò, ritrovandosi più volte a mangiare sia piatti tipici, sia pietanze provenienti dalle ulteriori influenze dovute alla molteplicità di etnie presenti. -«Un crogiuolo di lingue e suggestioni trasferitosi anche nei piatti e nel fondo dei bicchieri, dando vita a quel sapore mediterraneo che partendo dalla bouillabaisse, ricchissima zuppa di pesce locale, sfiora le coste della Grecia col gusto deciso di dolmades (involtini di vite ripieni) e tarama (salsa a base di uova di carpa o merluzzo), e si rinfresca con un calice di bianco delle Cinque Terre o di rosso provenzale per poi terminare nei loukoum, dolcetti arabi di pasta aromatizzata ricoperti di zucchero a velo. E così per Fabio Montale mangiare diventa non solo un modo di immergersi in questa affascinante atmosfera multietnica, ma anche un vero e proprio atto di resistenza politica verso le crescenti tensioni razziali fomentate dall'estrema destra.»-http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/25/a-tavola-con-izzo-sapori-della-marsiglia-di-fabio-montale/362739/. Breve frammento estrapolato dall'articolo «A tavola con Izzo: i sapori della Marsiglia di Fabio Montale» di Paolo Scandale, nel quale viene descritta la vastità di pietanze assaporate dal protagonista.
Natura È possibile notare come Izzo trasferisca la propria passione e fascinazione per la natura allo stesso Montale, ritenuto infatti l'alter ego dello scrittore. L'intento non è quello di descrivere solo ed esclusivamente la città di Marsiglia, con il suo Port Vieux, il suo centro, i suoi quartieri periferici, Le Panier. Ad accompagnare tutte queste descrizioni (le quali riprendono, in maniera minuziosa, tutte le vie e i lochi della città, con l'intento di dare l'illusione al lettore di essere lui stesso lì), sono presenti ulteriormente anche quelle dei paesaggi, delle coste che circondano Marsiglia. Lo stesso Montale, ogni volta che deve tornare a casa, si trova a dovere attraversare la costa che da Marsiglia va verso Cassis, fino a Les Goudes. E ogni volta possiamo constatare leggendo, come lui stesso rimanga colpito dalla bellezza della natura stessa.-«Abitavo fuori Marsiglia. Les Goudes. Il penultimo porticciolo prima delle calanche. Si costeggia la Corniche, fino alla spiaggia del Roucas Blanc, poi si continua seguendo il mare. La Vieille-Chapelle. La Pointe-Rouge. La Camoagne Pastrèe. La Grotte-Roland. Tanti quartieri che sembrano villaggi. Poi la Madrague de Montredon. Marsiglia si ferma lì. Apparentemente. Una piccola strada tortuosa, stagliata nella pietra bianca, domina il mare. In cima, a ridosso di aride colline, il porto di Les Goudes.»-Izzo, Jean-Claude.1998.Casino Totale.Roma.Edizioni e/o.Capitolo primo, p.35
Amore Aspetto che attanaglia lo stesso protagonista. Nel libro possiamo denotare come abbia a che fare principalmente con due sole donne, Lole e Leila. La prima, seduttrice di tutti e tre gli amici, riesce a «rapire» anche l'ultimo rimasto, lasciandolo però con un'incognita che lo farà tribolare per tutta la trilogia. La seconda invece, è stata l'ultima delle avventure, bruscamente interrotta dalla sua scomparsa. Tuttavia, lungo la narrazione possiamo trovare come lo stesso Montale faccia altri nomi (vengono fuori i nomi di Muriel, Carmen, Alice e Rosa) delle proprie passate amanti, includendo delle riflessioni riguardo all'unico principale problema riscontrato in ogni circostanza.«Tutto ciò, aveva sedotto parecchie donne. Non ero riuscito a tenerne neppure una. Ogni volta rivivevo la stessa storia. Quel che a loro piaceva in me, si mettevano a cercare di cambiarlo, appena sistemate nelle lenzuola nuove di una vita comune.»Izzo, Jean-Claude.1998.Casino Totale.Roma.Edizioni e/o.capitolo primo, p.43 Caso più particolare, è quello della «amica» giornalista Babette (protagonista insieme a Montale dell'ultimo capitolo della saga, Solea). Non si riesce ad intuire bene il legame presente, venendo però palesemente fuori il fatto che tra i due ci siano stati rapporti carnali. A parte ciò, non viene mai menzionata come l'amante di una precedente storia.
Malavita