In questa voce sono elencati i viaggi apostolici e le visite pastorali di papa Benedetto XVI, 265º papa della Chiesa cattolica e 7º sovrano dello Stato della Città del Vaticano.

Essi sono così chiamati in quanto il papa è il successore dell'apostolo Pietro; agli effetti del diritto internazionale sono viaggi di cortesia diplomatici tra capi di Stato o rappresentanze locali dello Stato ospitante opportunamente delegate.

I viaggi apostolici all'estero, come anche le visite pastorali in Italia, sono elencati in ordine di data.

Le uscite compiute all'interno della diocesi di Roma e nel resto d'Italia rientrano nella definizione tradizionale di visite pastorali, poiché il papa è vescovo di Roma e primate d'Italia.

Durante il suo pontificato, papa Benedetto XVI ha compiuto complessivamente 24 viaggi apostolici in 24 diverse nazioni. Del continente europeo ha visitato 13 Paesi: Germania, Spagna (entrambi i Paesi sono stati visitati per tre volte), Polonia, Turchia, Austria, Francia, Repubblica Ceca, Malta, Portogallo, Cipro, Regno Unito, Croazia e San Marino. Sette i viaggi apostolici intercontinentali: in Brasile, negli Stati Uniti d'America, in Australia, in Messico e a Cuba, in Africa (due volte), in Terra santa e in Libano.

Egli inoltre ha inoltre compiuto 34 visite pastorali in 42 differenti città o frazioni d'Italia.

Viaggi apostolici al di fuori dell'Italia

2005 I (18 agosto - 21 agosto 2005)

Il Papa si è recato nella sua terra natale per celebrare la XX Giornata Mondiale della Gioventù. Il Pontefice è giunto al duomo di Colonia attraverso un'imbarcazione salutato da migliaia di giovani stipati sulle rive del Reno. Di rilevanza storica la visita alla sinagoga della città, dove ha parlato del forte legame che unisce ebrei e cattolici, condannando ogni forma di antisemitismo. È stato il terzo pontefice nella storia, dopo Pietro apostolo e papa Giovanni Paolo II a visitare una sinagoga. Il Pontefice ha partecipato alla veglia notturna e ha celebrato la messa sulla spianata di Marienfeld (ex miniera di lignite), presso Türnich e Kerpen, dove si sono radunati un milione di giovani.

2006

(25 maggio - 28 maggio 2006)

Il 25 maggio 2006, nel primo giorno di permanenza in Polonia, si è recato a Varsavia dove ha pregato nella cattedrale di San Giovanni Battista sulla tomba del cardinale Stefan Wyszyński, il primate polacco, scomparso nel 1981. In quest'occasione Benedetto XVI si è rivolto ai cattolici che devono «guardarsi dalla pretesa di impancarsi con arroganza a giudici delle generazioni precedenti, vissute in altri tempi e in altre circostanze».

Il 26 maggio 2006 il Papa partecipa alla prima celebrazione di massa in terra polacca officiando la messa solenne in piazza della Vittoria a Varsavia, luogo simbolo della storia del Paese. Durante l'omelia pronunciata nel corso della messa ha detto: «Oggi come nei secoli passati c'è chi vuole negare la verità di Cristo e non bisogna cadere nella tentazione del relativismo. Si cerca di creare l'impressione che tutto sia relativo: anche le verità della fede dipenderebbero dalla valutazione umana. Ogni cristiano è tenuto a confrontare continuamente le proprie convinzioni con i dettami del vangelo e della tradizione della Chiesa nell'impegno di rimanere fedele alla parola di Cristo, anche quando essa è esigente e umanamente difficile da comprendere». Nel pomeriggio si è recato a Częstochowa, al santuario mariano di Jasna Góra dov'è venerata la Madonna nera. In serata si è trasferito a Cracovia alloggiando nel palazzo arcivescovile, negli ambienti in cui Giovanni Paolo II esercitò il suo ministero di vescovo.

Il 27 maggio 2006 papa Benedetto XVI ha infatti visitato alcuni dei luoghi simbolo della vita del suo predecessore. A Wadowice (città natale di papa Wojtyła), ha visitato la basilica dell'Immacolata Concezione e la casa natale di Giovanni Paolo II, oggi trasformata in un museo. Ha anche esternato la sua preghiera affinché il suo predecessore venga presto canonizzato. Sulla via di ritorno a Cracovia, si è recato al Santuario della Madonna di Kalwaria Zebrzydowska, che fu meta di numerosi pellegrinaggi di Giovanni Paolo II negli anni della sua giovinezza, e al Santuario della Divina Misericordia di Lagiewniki, consacrato da Giovanni Paolo II nel suo ultimo viaggio in patria nel 2002. Nel pomeriggio dopo una visita alla cattedrale del Wawel di Cracovia, dove sono venerate le spoglie di santo Stanislao, patrono della Polonia, ha incontrato centinaia di migliaia di ragazzi nel parco di Blonie, una immensa distesa verde sulle rive del fiume Vistola. Qui, Benedetto XVI ha pregato con loro e ha consegnato loro la «fiamma della misericordia», affidando loro la missione di portare la luce della fede al mondo.

Il 28 maggio 2006 papa Benedetto XVI davanti a un milione di persone ha celebrato la messa nel parco di Blonie. Nel pomeriggio si è tenuta la visita storica al campo di concentramento di Auschwitz, dove ha pregato per onorare la memoria degli ebrei, dei polacchi, dei russi, dei rom, e dei rappresentanti di venticinque nazioni uccisi dall'odio nazista. Il Papa è entrato a piedi e da solo nel campo di concentramento di Auschwitz passando sotto l'inquietante scritta Arbeit macht frei ("Il lavoro rende liberi"), sotto la quale sono passati milioni di ebrei destinati allo sterminio. Dopo aver pregato davanti al "muro della morte", dove vennero fucilati 20.000 detenuti, ha salutato un gruppo di ex deportati di Auschwitz. La visita è poi continuata con l'omaggio alla cella di san Massimiliano Kolbe, il frate francescano polacco (canonizzato nel 1982) che si offrì per essere ucciso al posto di un altro prigioniero, un padre di famiglia, il 14 agosto 1941. Si è poi trasferito al vicino campo di Birkenau dove si trova il monumento internazionale alle vittime dell'Olocausto, composto da 22 lapidi che in varie lingue ricordano tutti i morti nei campi di Auschwitz. Qui si è anche tenuto un incontro di preghiera interconfessionale con un gruppo di ex prigionieri, nel corso del quale è stato cantato il Kaddish, un cantico funebre ebraico.

Il Papa dopo aver trascorso qualche minuto di preghiera, soffermandosi in particolare davanti alla lapide in ricordo delle vittime tedesche, ha pronunciato il suo discorso, in italiano, rimarcando quanto, in quella circostanza, senta come un peso essere un tedesco e, da teologo, ha cercato risposte all'inquietante silenzio divino davanti al male nazista. Queste sono state le sue parole: «In un luogo come questo vengono meno le parole, in fondo può restare soltanto uno sbigottito silenzio che è un interiore grido verso Dio: Signore, perché hai taciuto? Perché hai potuto tollerare tutto questo? Non possiamo scrutare il segreto di Dio, vediamo solo frammenti e ci sbagliamo se vogliamo farci giudici di Dio e della storia». Ratzinger ha indicato come scopo della sua visita al campo «la grazia della riconciliazione - da Dio innanzitutto che, solo, può aprire e purificare i nostri cuori; dagli uomini poi che qui hanno sofferto, e infine la grazia della riconciliazione per tutti coloro che, in quest'ora della nostra storia, soffrono in modo nuovo sotto il potere dell'odio e sotto la violenza fomentata dall'odio». In un passaggio del discorso ha poi di fatto discolpato il popolo tedesco dalle colpe collettive, accusando i «criminali nazisti» di aver ingannato il suo popolo che fu usato come strumento della loro smania di dominio in nome di prospettive di grandezza, di recupero dell'onore della nazione e della sua rilevanza.

Il punto principale del discorso è stato l'interpretazione del tentativo di annientamento degli ebrei come un progetto per uccidere Dio, della cui esistenza il popolo ebraico sarebbe testimonianza: cancellando Israele gli autori dello sterminio «volevano strappare anche la radice su cui si basa la fede cristiana, sostituendola definitivamente con la fede fatta da sé, la fede nel dominio dell'uomo, del forte».

Molti polacchi si sono mobilitati per la prima visita del papa succeduto a Giovanni Paolo II. In suo onore sono state organizzate donazioni straordinarie di sangue, sono stati vietati gli alcolici ed una pubblicità televisiva sui Mondiali di calcio 2006 in cui si vede una coppia mentre copula, inoltre giovani cattolici gli hanno consegnato un libro in cui affermano il proprio impegno contro la droga.

Mentre veniva cantato il Kaddish, un canto per i morti della Shoah, è spuntato sopra il campo di Birkenau un arcobaleno, simbolo della pace e dell'Olocausto. Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni dopo aver definito la visita del pontefice «un momento storico, con un discorso grande all'inizio e alla fine problematico nel suo contenuto» ha aggiunto: «Si deve riflettere su un segno spettacolare: quell'arcobaleno che spunta nel cielo mentre il Papa compie la sua visita. L'arcobaleno è il segno biblico dell'impegno divino a non distruggere l'umanità: Dio non distrugge l'uomo, ma lascia agli uomini il libero arbitrio di farlo».

I (8 luglio - 9 luglio 2006)

Il Papa si è recato nella città spagnola di Valencia in occasione del V Incontro mondiale delle famiglie. Subito dopo l'atterraggio, Benedetto XVI è giunto alla stazione Jesus della metropolitana di Valencia dove ha pregato per le 42 vittime dell'incidente del 3 luglio, causato da un guasto dei treni. Ad accoglierlo i principi ereditari Felipe e Letizia. Il Papa si è raccolto in preghiera davanti all'entrata della stazione del metro leggendo un passaggio del vangelo. Dopo la breve cerimonia si è diretto con la papamobile alla cattedrale della Virgen de los Desamparados e ha rivolto un messaggio ai vescovi. Nel pomeriggio è andato a far visita di cortesia ai reali di Spagna, re Juan Carlos e la consorte Sofia al Palazzo della Generalitat. Successivamente Ratzinger ha ricevuto per un breve scambio di saluti il presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero nel palazzo arcivescovile. Il Premier spagnolo all'ingresso dell'arcivescovado è stato fischiato dai gruppi di pellegrini a seguito dei provvedimenti promossi dal suo governo (legge sui matrimoni omosessuali, divorzio breve, sperimentazione sugli embrioni, declassamento dell'ora di religione).

In serata il Pontefice si è recato all'incontro festivo e testimoniale per la conclusione del V Incontro mondiale delle famiglie nella Città delle Arti e delle Scienze. Nello stesso luogo nella prima mattinata di domenica 9 luglio Ratzinger ha celebrato la messa e recitato l'Angelus. Ha fatto discutere la decisione del premier Zapatero di non assistere alla funzione religiosa (il portavoce vaticano Joaquín Navarro-Valls ha sottolineato che neanche Fidel Castro aveva disertato la messa durante la visita di Giovanni Paolo II a Cuba).

II (9 settembre - 14 settembre 2006)

Per il suo quarto viaggio apostolico il papa si è recato nella sua terra natale, la Baviera.

Il 9 settembre 2006 Ratzinger è giunto a Monaco di Baviera esprimendo la sua gioia per la possibilità di rivedere almeno una volta la sua patria e i luoghi in cui è vissuto da giovane. Dopo i discorsi di benvenuto si è recato sulla Marienplatz, la piazza principale della città dove lo hanno accolto migliaia di persone. In questo stesso luogo trent'anni prima i fedeli di Monaco lo accolsero come loro nuovo arcivescovo e sempre da qui, cinque anni dopo, Ratzinger era partito per andare a Roma chiamato dal Papa. Il Papa ha ricordato che prima di partire per il Vaticano rivolse una preghiera alla Patrona Bavariae, per affidare alla sua protezione la sua città e la sua patria. Nel discorso alla piazza ha anche ricordato la leggenda di San Corbiniano e dell'orso, raffigurato nello stemma papale, da cui si fece aiutare nel viaggio verso Roma, lasciandolo poi libero una volta raggiunta la meta. «L'orso di San Corbiniano a Roma è stato lasciato libero. Nel mio caso il padrone ha deciso diversamente» ha aggiunto.