Biografia Enzo Nenci nasce a Mirandola (provincia di Modena) in via dell'Ospedale, il 28 aprile 1903 dal maestro di musica e compositore Giuseppe Nenci e dalla contessa Giacomina Giulietti Dei, una gentildonna che aveva coltivato con passione la pittura.

Formazione Nel 1907 la sua famiglia si trasferisce da Mirandola a Ferrara, dove Enzo frequenta le scuole primarie e secondarie, si diploma in setticlavio, partecipa come violoncellista ai concerti di musica sinfonica e operistica diretti dal padre e modella la creta. Gualtiero Medri, direttore dei Musei Civici estensi, suo amico, scrive che "Nel granaio della sua casa colla creta che egli coll'aiuto d'un fratello andava a procurarsi sulle rive del Volano e di soppiatto portava a casa, cominciò ad essere scultore".Gualtiero Medri, Corriere Padano, 3 ottobre 1926.

Tra i numerosi artisti che frequentano casa Nenci, Filippo de Pisis, Corrado Govoni, Giovanni Cavicchioli e il violoncellista Marcello Benedetto Mazzacurati, accrescono in Enzo la radicata passione per l'arte. Questa predilezione lo induce ad abbandonare la musica e ad interrompere gli studi tecnici, per recarsi a Firenze su consiglio del cugino della madre, lo scultore toscano Arnaldo Zocchi, per seguire i corsi di tecnica della lavorazione del marmo diretti dallo scultore Ezio Ceccarelli, amico di Auguste Rodin.

Lo studio della dura materia lo spinge a Pietrasanta, dove corrisponde fraterna amicizia col poeta di Querceta Garibaldo Alessandrini. Successivamente si trasferisce a Roma, ospite del cugino conte Giuseppe Giulietti (medaglia d'oro della Grande Guerra), che lo introduce nei migliori salotti capitolini, conosce le opere dei grandi maestri in basiliche e musei e frequenta lo studio di Arnaldo Zocchi e i maggiori artisti della capitale.

Produzione giovanile Sul finire del 1924 torna nella città estense dove apre uno studio in via Del Turco e, con le prime importanti commissioni, sposta il laboratorio nel Palazzo dei Diamanti. La sua opera assume rilievo quando nel 1925 e nel 1926, a fianco ad artisti affermati, partecipa alle mostre regionali emiliano-romagnole con opere che tendono a una "forma superiore di plastica, dove la materia non vale di per sé ma per quello che può esprimere".Giannetto Avanzi, Pareri d’un cronista, Industrie Grafiche, Ferrara, 1926

Nei primi anni 1930, insegna plastica nelle scuole regie professionali e trasferisce lo studio nel rossettiano Palazzo Mazzucchi, sposando poi la nobildonna Rita Leonina Boari dalla cui unione nasce la figlia Giacomina. Nel 1932 soggiorna con loro a Zappolino di Castello di Serravalle, dove realizza diverse opere e frequenta a Case Rosse il medico-poeta Giuseppe Lenzi.

Il matrimonio con la giovane contessa entra in crisi quando conosce la giovanissima Ida Liberali, che diventerà l'amata compagna della sua vita, dandogli altri cinque figli, Maria Elsa detta Mimmi, Giorgio, Claudio, Giancarlo e Giacomina. Sono anni in cui vive l'importante clima culturale della città estense, effuso dall'ambiente del Corriere Padano e dai collaboratori della sua Terza pagina (diretta da Giuseppe Ravegnani) e partecipa a mostre assieme a Giovanni Boldini, Giuseppe Mentessi, Cesare Laurenti, Filippo de Pisis, Achille Funi, Giovanni Battista Crema, Arrigo Minerbi e altri. Espone alla III^ Biennale d'Arte Triveneta di Padova e realizza monumenti a Venezia, Ferrara, Bologna e per la Libia.Giorgio Di Genova, Enzo Nenci (1903-1972): quaderno delle opere, a cura di Giorgio Nenci, Mantova, Publi Paolini, 2012, p. 144

Maturità artistica e trasferimento a Mantova

Nel 1944 il suo ultimo atelier ferrarese, posto in Barriera di Porta Po, è distrutto da un bombardamento che causa la perdita di molte opere e della documentazione delle sue relazioni culturali. Durante gli ultimi anni di guerra s'impiega come capo-chimico allo stabilimento saccarifero di Polesella (Rovigo), e va a vivere con la famiglia a Frassinelle Polesine, dove modella dei ritratti e realizza alcune sculture marmoree. Al termine del conflitto bellico, nel quale perde due fratelli, si trasferisce a Ponte San Pietro (Bergamo), frequentando anche gli ambienti artistici di Milano, città dove dal 1931 risiedono tre fratelli e i genitori, e progetta dei modelli per le Ceramiche artistiche Antonio Borsato.

Subito dopo viene richiesto come chimico d'analisi negli zuccherifici del mantovano; affascinato dalla città di Andrea Mantegna e Giulio Romano, decide di abitarvi. Il dopoguerra non risparmia fatiche economiche agli artisti, ancor più se liberi da costrizioni politiche e di docenza, tuttavia, Nenci in breve tempo s'inserisce nell'ambiente artistico locale; la sua scultura riprende il discorso interrotto indirizzandosi verso una "ricerca della struttura e dell'espressione: vale a dire di una sintesi fra solidità della materia e duttilità del suo disegno".Antonello Trombadori, Enzo Nenci, sculture 1921-1971, catalogo della mostra, Museo Civico di Palazzo Te, Mantova, 1983, Publi Paolini, Mantova. Le opere del primo periodo mantovano sono accolte con considerazione, ed esse si caratterizzano per delle "tensioni fisicamente corpose, come inarcature, nodi e grumi pieni di materia, alcunché di impulsivo e originario, fremente sotto la superficie"Francesco Bartoli, Studiando Nenci, Gazzetta di Mantova, 21 maggio 1983. conseguite per mezzo di "una crescita dell'architettura dell'oggetto in primo piano. Perché la stessa energia e intelligenza tecnico espressiva che è dello scultore mentre allestisce sarà dello spettatore mentre osserva, e sarà, di conseguenza, di un oggetto nello spazio e della sua consistenza".Paolo Fossati, Enzo Nenci. La lingua della scultura, catalogo della mostra Enzo Nenci. Sculture 1921-1958, Gallerie Comunali di Mirandola, Copparo, Virgilio. 1987, ed. Pivetti, Mirandola.

In questi anni nascono le prime "stalagmiti", definite da Luciano Caramel "lavori singolari"Luciano Caramel, Enzo Nenci, Retrospettiva, Museo Civico di Mirandola/Museo Virgiliano Pietole/Civica Galleria d’Arte moderna, Gallarate, ottobre 2003-gennaio 2004, Publi Paolini, Mantova. dei quali riconosce "tra quelli espressivamente più alti, quelli appunto dedicati e intitolati proprio alla famiglia, dando corpo, letteralmente, attraverso una materia palpitante, che si offre come fusa calata magmatica, ai vincoli, di sangue e di corrispondenza affettiva, tra genitori e figli".Luciano Caramel, op.cit.

Questa espressività avanza linearmente nel tempo con le Stalagmiti-stalattiti, che sono «composizioni per lo più affusolate e inerpicate, talvolta inarcate, che mimano gli effetti degli agglomerati calcarei modellati dall'acqua, quasi fanghiglia accorpata, capaci di assumere aspetto di respiranti presenze»,Rossana Bossaglia, Nenci: le stalagmiti, catalogo della mostra Enzo Nenci. Stalagmiti-stalattiti e inediti, Museo Nazionale di Palazzo Ducale, Mantova, agosto-settembre 1990, Publi Paolini, Mantova. nelle quali si avverte «profondamente il richiamo di quell'astrattismo sensitivo, sempre animato di una sottintesa carnalità»Rossana Bossaglia, op.cit. e compone, nello stesso momento, «della scultura come tecnica della spiritualizzazione della materia»Vittorio Sgarbi, La maternità nella scultura di Enzo Nenci, catalogo della mostra Enzo Nenci. Sculture 1921-1971, Casa del Mantegna, Mantova, febbraio-marzo 1997, Publi Paolini, Mantova. conseguente al suo interesse per la filosofia e ai rapporti che trattiene con alcuni docenti di questa scienza delle università di Bologna, Urbino e San Marino.

A metà degli anni 1950 realizza gli Orientali, torniti nelle «enfie volumetrie bloccate»,Giorgio Di Genova, Storia dell’Arte del ‘900. Generazione primo decennio, Ed. Bora, Bologna. Capitolo XIX, pp. 569,570,571. e, qualche anno prima, adolescenti e ritratti segnati da profonde e delicate introspezioni; in tali opere la materia è esaltata «nella resa delle superfici, nella politezza di certi volti nel controllatissimo mestiere».Maria Cristina Mundici, Enzo Nenci, scultore, catalogo della mostra Enzo Nenci. Sculture 1921-1958, op. cit. Nelle composizioni realizzate a Mantova riaffiorano «memorie del clima dell'adolescenza impregnata di simbolismo e futurismo, ma con fiducia nuova, capace di riscattare l'essenza decorativa propria della scultura e nello stesso tempo di rompere la compattezza dell'oggetto per farvi entrare l'aria in composizioni, armoniose e ritmiche, di pieni e di vuoti»:Carlo Bertelli, Per la scultura di Enzo Nenci, catalogo della mostra Bronzi di Enzo Nenci - Scultore 1945-1958, op. cit. realizzazioni che lo distinguono in modo personalissimo nella storia della scultura italiana del '900.

Muore il 10 marzo 1972 nella sua casa a Virgilio.

Le mostre dedicate ad Enzo Nenci, curate da storici dell'arte in musei e gallerie sia pubbliche che private, sono al 2020 più di una ventina per le personali e retrospettive ed una quarantina riguardo alle collettive.

Concorsi vinti e onorificenze Tra i concorsi vinti, quello internazionale indetto nel 1954 per la statuetta dell'Orfeo d'oro, premio internazionale della musica lirica che venne assegnato ad Arturo Toscanini, Giuseppe Di Stefano, Mario Del Monaco, Nicola Rossi-Lemeni, Cesare Siepi, Dietrich Fischer-Dieskau, Dimitri Mitropoulos, Wolfgang Windgassen, Bruno Walter, Maria Callas, Ebe Stignani, Renata Tebaldi, Giulietta Simionato ed Elisabeth Schwarzkopf.

Le città di Mantova, Ferrara, Mirandola, Copparo e Virgilio gli hanno dedicato una strada.

Tecniche di produzione La produzione di Enzo Nenci, incentrata sulle realizzazioni scultoree, contava di una preparazione a disegni, sia come forma d'arte autonoma, sia come fase preparatoria alle opere plastiche che potevano essere realizzate, in fase finale, in terracotta, in gesso, in bronzo, in marmo ma anche, in alcuni casi, in cemento.

Mostre personali 1958 Personale, Galleria Benedetti, Legnago Opere scelte, Galleria La Gonzaghesca, Mantova, 30/10-10/11/1958 1969 Opere scelte, Circolo culturale G. Rosmini, Rovereto, 3-18//11/1969 (testo di Manlio Gabrieli)

Retrospettive

1978 Mostra antologica - Opere scelte 1947-1972, Chiostrino di San Romano, Ferrara, 23/5-3/6 (testo di Renzo Margonari) 1980 Omaggio a Enzo Nenci, Corte Gonzaghesca, Pietole di Virgilio (MN) 1983 Enzo Nenci - sculture 1921-1971, Museo Civico di Palazzo Te, Mantova , 1/5-16/6 (testi di Antonello Trombadori, Licisco Magagnato, Gian Maria Erbesato) 1984 Enzo Nenci, sculture, Civica Galleria d'Arte Moderna - Palazzo dei Diamanti, Ferrara, 13/5-24/6 (testi di Francesco Bartoli, Licisco Magagnato) 1987 Enzo Nenci, sculture 1921-1958, Galleria del Popolo, Mirandola (Modena), 10/5-7/6; Galleria Comunale d'Arte "O. Marchesi", Copparo, 27/8-25/10; Galleria Comunale d'Arte " U. Celada", Virgilio, 8/11-13/12 (testi di Paolo Fossati - Maria Cristina Mundici) 1990 Enzo Nenci. Stalagmiti-stalattiti e inediti, Museo Nazionale di Palazzo Ducale, Mantova, 24/8-23/9 (testo di Rossana Bossaglia) 1997 Enzo Nenci, sculture 1921-1971, Casa del Mantegna, Mantova, 15/2-31/3, a cura di Giuseppe Zecchini e Giorgio Nenci (testi di Vittorio Sgarbi, Franco Monteforte, Angelo Andreotti) 1999 Enzo Nenci, sculture 1945-1956, Volksbank-Kunstgalerie Kornplatz, Merano, 4-29/8 (testo di Carlo Bertelli) 2000 Bronzi di Enzo Nenci - sculture 1945-1978, Galleria d'Arte Mazzini, 1-31/5 2001 Enzo Nenci, sculture 1945-1958, Museo d'Arte moderna Villa Ippoliti, Gazoldo, 11/2-11/3 (testi di Carlo Bertelli, Renzo Margonari) 2002 Enzo Nenci, sculture 1945-1971, Palazzo Pretorio, Campiglia Marittima, 18/7-7/8/2002 (testo di Domenico Cara) 2003 Enzo Nenci 1903-1972. Retrospettiva, GAMA Civica Galleria d'Arte moderna, Gallarate, 30/11/2003-11/1/2004, a cura di Luciano Caramel; Museo Civico di Mirandola, 4/10-16/11, a cura di Luciano Caramel (testi di Luciano Caramel, Emma Zanella) Enzo Nenci, disegni e inediti, Museo Virgiliano di Pietole (MN), 18/10-9/11 (testo di Gian Maria Erbesato) 2005